{"id":73485,"date":"2025-05-19T13:00:07","date_gmt":"2025-05-19T13:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73485"},"modified":"2025-05-19T13:00:34","modified_gmt":"2025-05-19T13:00:34","slug":"lincontro-con-pavese-dietro-le-sbarre-tra-emozioni-profonde-e-la-luce-della-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73485","title":{"rendered":"L\u2019incontro con Pavese dietro le sbarre, tra emozioni profonde e la luce della Calabria"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Stefania Romito<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"774\" height=\"435\" data-id=\"73486\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-73486\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1.jpeg 774w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Stefania-Romito-1-150x84.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 774px) 100vw, 774px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"774\" height=\"435\" data-id=\"73487\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-73487\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24.jpeg 774w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/WhatsApp-Image-2025-05-19-at-14.32.24-150x84.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 774px) 100vw, 774px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Ho vissuto molti momenti intensi nella mia vita, ma quello che ho sperimentato il 16 maggio, all&#8217;interno della Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d di Catanzaro, rester\u00e0 per sempre inciso nel mio cuore. \u00c8 l\u00ec che ha preso ufficialmente il via il Progetto culturale-educativo\u00a0<em>\u201cLa cultura rende liberi\u201d<\/em>, da me ideato e curato, un percorso che mira a restituire dignit\u00e0, ascolto e speranza attraverso la letteratura, in un luogo in cui il tempo sembra fermarsi, ma l\u2019anima ha ancora il diritto di muoversi, di cercare, di rinascere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scelto di iniziare questo viaggio con Cesare Pavese, un autore che da sempre abita le mie riflessioni pi\u00f9 intime. La sua inquietudine, la sua solitudine cos\u00ec profondamente umana, la sua struggente tensione verso un senso che pare sempre sfuggire\u2026 Pavese non consola, ma accompagna. E ho visto, negli sguardi dei detenuti che ho incontrato, che le sue parole sono arrivate l\u00ec dove nemmeno la speranza osa sempre entrare. Ci siamo trovati a parlare di dolore, di riscatto, di memoria, ma soprattutto di quella possibilit\u00e0 concreta di cambiamento che pu\u00f2 nascere dal confronto sincero con la letteratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre condividevo con loro brani di&nbsp;<em>Il mestiere di vivere&nbsp;<\/em>o di&nbsp;<em>La luna e i fal\u00f2<\/em>, percepivo le emozioni affiorare, crude, vere, a volte quasi urlate nel silenzio. Le parole diventavano ponti. Non c\u2019erano pi\u00f9 solo sbarre e mura, ma esistenze, storie, e il desiderio struggente di essere visti come persone, non solo come colpe. Quel giorno, fuori dal carcere, la Calabria si mostrava in tutta la sua struggente bellezza. Le colline bagnate da una pioggia primaverile, l\u2019odore del mare che arrivava lontano, come un messaggio sottile di libert\u00e0. Una terra antica e generosa, la terra di Calabria, che amo profondamente, con la sua anima aspra e accogliente, capace di raccontare anch\u2019essa, in silenzio, storie di ferite e rinascite. Il Progetto si articola in tre aree: le interviste, i laboratori di scrittura creativa, e gli incontri letterari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non sono solo \u201cattivit\u00e0\u201d. Sono occasioni per ascoltare e farsi ascoltare.&nbsp;<em>\u201cVoci dal carcere\u201d<\/em>&nbsp;<em>\u201cParole liberate\u201d<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>\u201cLibri oltre le sbarre\u201d<\/em>, il cuore letterario del progetto, che nasce proprio da questa prima esperienza con Pavese. Una finestra spalancata sul senso pi\u00f9 profondo dell\u2019essere umani. Portare la cultura in carcere \u00e8 un atto d\u2019amore e di coraggio. Significa mettere al centro la persona, prima del reato. E soprattutto, significa dare una possibilit\u00e0 concreta di riscatto, perch\u00e9, come credo fermamente,&nbsp;<em>la cultura rende liberi<\/em><em>.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Desidero ringraziare profondamente la direttrice della Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d, la dott.ssa Patrizia Delfino, per aver creduto nella forza di questo progetto. Grazie a lei, a tutti gli operatori e ai detenuti che hanno accolto con emozione e partecipazione questo percorso. Torno a casa con un senso di pienezza e gratitudine. Lo sguardo dei detenuti che mi hanno detto \u201cgrazie\u201d vale pi\u00f9 di mille riconoscimenti. Questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Ma \u00e8 un inizio che ha gi\u00e0 lasciato un segno. E continueremo, insieme, a percorrere questa strada. Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 parola, c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0. Dove c\u2019\u00e8 ascolto, c\u2019\u00e8 rinascita. Dove c\u2019\u00e8 cultura\u2026 c\u2019\u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho vissuto molti momenti intensi nella mia vita, ma quello che ho sperimentato il 16 maggio, all&#8217;interno della Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d di Catanzaro, rester\u00e0 per sempre inciso nel mio cuore. \u00c8 l\u00ec che ha preso ufficialmente il via il Progetto culturale-educativo&nbsp;<em>\u201cLa cultura rende liberi\u201d<\/em>, da me ideato e curato, un percorso che mira a restituire dignit\u00e0, ascolto e speranza attraverso la letteratura, in un luogo in cui il tempo sembra fermarsi, ma l\u2019anima ha ancora il diritto di muoversi, di cercare, di rinascere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scelto di iniziare questo viaggio con Cesare Pavese, un autore che da sempre abita le mie riflessioni pi\u00f9 intime. La sua inquietudine, la sua solitudine cos\u00ec profondamente umana, la sua struggente tensione verso un senso che pare sempre sfuggire\u2026 Pavese non consola, ma accompagna. E ho visto, negli sguardi dei detenuti che ho incontrato, che le sue parole sono arrivate l\u00ec dove nemmeno la speranza osa sempre entrare. Ci siamo trovati a parlare di dolore, di riscatto, di memoria, ma soprattutto di quella possibilit\u00e0 concreta di cambiamento che pu\u00f2 nascere dal confronto sincero con la letteratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre condividevo con loro brani di&nbsp;<em>Il mestiere di vivere&nbsp;<\/em>o di&nbsp;<em>La luna e i fal\u00f2<\/em>, percepivo le emozioni affiorare, crude, vere, a volte quasi urlate nel silenzio. Le parole diventavano ponti. Non c\u2019erano pi\u00f9 solo sbarre e mura, ma esistenze, storie, e il desiderio struggente di essere visti come persone, non solo come colpe. Quel giorno, fuori dal carcere, la Calabria si mostrava in tutta la sua struggente bellezza. Le colline bagnate da una pioggia primaverile, l\u2019odore del mare che arrivava lontano, come un messaggio sottile di libert\u00e0. Una terra antica e generosa, la terra di Calabria, che amo profondamente, con la sua anima aspra e accogliente, capace di raccontare anch\u2019essa, in silenzio, storie di ferite e rinascite. Il Progetto si articola in tre aree: le interviste, i laboratori di scrittura creativa, e gli incontri letterari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non sono solo \u201cattivit\u00e0\u201d. Sono occasioni per ascoltare e farsi ascoltare.&nbsp;<em>\u201cVoci dal carcere\u201d<\/em>&nbsp;<em>\u201cParole liberate\u201d<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>\u201cLibri oltre le sbarre\u201d<\/em>, il cuore letterario del progetto, che nasce proprio da questa prima esperienza con Pavese. Una finestra spalancata sul senso pi\u00f9 profondo dell\u2019essere umani. Portare la cultura in carcere \u00e8 un atto d\u2019amore e di coraggio. Significa mettere al centro la persona, prima del reato. E soprattutto, significa dare una possibilit\u00e0 concreta di riscatto, perch\u00e9, come credo fermamente,&nbsp;<em>la cultura rende liberi<\/em><em>.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Desidero ringraziare profondamente la direttrice della Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d, la dott.ssa Patrizia Delfino, per aver creduto nella forza di questo progetto. Grazie a lei, a tutti gli operatori e ai detenuti che hanno accolto con emozione e partecipazione questo percorso. Torno a casa con un senso di pienezza e gratitudine. Lo sguardo dei detenuti che mi hanno detto \u201cgrazie\u201d vale pi\u00f9 di mille riconoscimenti. Questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Ma \u00e8 un inizio che ha gi\u00e0 lasciato un segno. E continueremo, insieme, a percorrere questa strada. Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 parola, c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0. Dove c\u2019\u00e8 ascolto, c\u2019\u00e8 rinascita. Dove c\u2019\u00e8 cultura\u2026 c\u2019\u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefania Romito Ho vissuto molti momenti intensi nella mia vita, ma quello che ho sperimentato il 16 maggio, all&#8217;interno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-73485","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73485"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73485\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73488,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73485\/revisions\/73488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}