{"id":73933,"date":"2025-05-26T15:45:36","date_gmt":"2025-05-26T15:45:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73933"},"modified":"2025-05-26T15:49:21","modified_gmt":"2025-05-26T15:49:21","slug":"macerie-e-rovine-sono-lungo-i-nostri-passi-cosa-ci-salvera-chi-ci-salvera-restiamo-appesi-al-forse-ma-i-barbari-di-kavafis-hanno-occupato-la-piazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73933","title":{"rendered":"Macerie e rovine sono lungo i nostri passi. Cosa ci salver\u00e0? Chi ci salver\u00e0? Restiamo appesi al forse ma i barbari di Kavafis hanno occupato la piazza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"865\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775-865x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-73934\" style=\"width:348px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775-865x1024.jpg 865w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775-768x909.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775-127x150.jpg 127w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000139775.jpg 1090w\" sizes=\"(max-width: 865px) 100vw, 865px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Macerie e rovine sono tra i nostri passi e paesi. Il disamore prende il sopravvento. Ulisse \u00e8 distante e Itaca \u00e8 un labirinto tra le metafore della dissolvenza. Siamo eredi e non la sappiamo. Abbiamo una appartenenza e la nascondiamo. Cerchiamo una identit\u00e0 e viviamo da sradicamenti. Cosa potr\u00e0 salvarci in questo mondo alla deriva?<\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo un tempo terribile. Un tempo pessimo direbbe Manlio Sgalambro. Cosa resta della civilt\u00e0 della pazienza e del rispetto, ammesso che ci sia mai stato. Ma in questa ultima temperie la stagione dei lupi e delle iene ha preso il sopravvento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si conosce cosa sia il rispetto. Non si conosce cosa sia l\u2019eleganza. Non si sa pi\u00f9 cosa sia l\u2019amicizia. \u00c8 inutile che si possa insistere che questa societ\u00e0 \u00e8 da porre sul lettino dello psicoanalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi crede poco ai lettini, o per nulla, ai lettini delle confessioni e crede molto, invece, alla psichiatria farmacologica forse bisognerebbe tornare all\u2019incipit della preistoria e delle comunit\u00e0 tribali per capire che terapia adottare in termini pi\u00f9 veloci.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in un contesto della follia generalizzata e il meno folle \u00e8 quello che si limita al sarcasmo sulla vita degli altri. Ormai siamo fagocitati dall\u2019apparire e dal mostrarsi ci\u00f2 che non si \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Diamo le responsabilit\u00e0 sempre ad altri o a un desiderio di dimostrare di esserci. Esserci sempre pur di non sentirsi esclusi. L\u2019esclusione la si legge come una solitudine coattiva. Senza rendersi conto che c\u2019\u00e8 un tempo per tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ecclesiaste \u00e8 un viaggio non capito. Ma intorno a quel dire c\u2019\u00e8 la vera vita dell\u2019uomo. Operiamo come se fossimo immortali. O come se dovessimo lasciare delle tracce visibili purchessia. Nel bene e nel male. Ma non sappiamo cosa c\u2019\u00e8 seriamente al di l\u00e0 del bene e al di l\u00e0 del male.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di una questione morale. Neppure etica. Neppure fenomenologica. \u00c8 cercare di guardarsi dentro e dirsi: Chi sono realmente? Cosa voglio? Dove posso arrivare? Dove posso trovare la serenit\u00e0? Invece no. L\u2019odio trionfa. L\u2019invidia \u00e8 una abitatrice accanto o dentro. La gelosia \u00e8 uno strumento di distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno che si chieda: Quali sono i miei limiti? Ovvero con le mie capacit\u00e0 dove posso arrivare, cosa posso fare, cosa mi piace di pi\u00f9, quali sono i miei interessi, cosa \u00e8 la vera felicit\u00e0 e come posso non offendere nessuno\u2026 Un cassetto che nessuno ha il coraggio pi\u00f9 di aprire perch\u00e9 tutti siamo convinti che anche senza una adeguata capacit\u00e0 possiamo ottenere ci\u00f2 che altri si sono conquistati.<\/p>\n\n\n\n<p>I barbari di Kavafis sono alle porte. Ma l\u2019uomo senza qualit\u00e0 ha preso il sopravvento. Profezie di un tempo lontano. Di quando Orwell sapeva osservare nel suo di dentro, Musil scrutava il contemporaneo, Berto faceva arrivare su Saturno tutti i meridionali nel 2160 con la Speranza n. 5.<\/p>\n\n\n\n<p>La Speranza. L\u2019uomo dei nostri giorni quale Speranza rincorre? A quale si affida? Il potere annebbia. Anzi la corsa al potere paralizza tutto il resto. La politica respira tutto ci\u00f2, si nutre di pochezze umane trasformandole in problemi universali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio di cui si parlava si trasforma in un delirio, in cui tutto \u00e8 possibile basta spingere l\u2019acceleratore dei mezzi di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una verit\u00e0 pessima. Ma siamo in un mondo pessimo dove l\u2019unica consolazione \u00e8 la misantropia, avrebbe detto ancora una volta il filosofo Sgalambro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci trasciniamo fagotti inesistenti e tutto appunto \u00e8 pessimo. Pessimo non ha nulla a che fare con il concetto di pessimismo. Il mondo greco \u00e8 distante. Il mondo dell&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 vicino ma \u00e8 ancora incomprensibile. L&#8217;uomo ha perso l&#8217;isola ma non \u00e8 neppure in viaggio. Diamoci un senso. Come? Qui sta il punto. Forse penetrare la tradizione ancora oggi potrebbe parlarci. Forse! Restiamo appesi al forse.<\/p>\n\n\n\n<p>Macerie e rovine sono lungo i nostri passi. Cosa ci salver\u00e0? Chi ci salver\u00e0? Restiamo appesi al forse ma i barbari di Kavafis hanno occupato gi\u00e0 la piazza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni&nbsp; Macerie e rovine sono tra i nostri passi e paesi. Il disamore prende il sopravvento. 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