{"id":74352,"date":"2025-05-31T18:24:15","date_gmt":"2025-05-31T18:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=74352"},"modified":"2025-05-31T18:24:15","modified_gmt":"2025-05-31T18:24:15","slug":"corrado-alvaro-tra-le-etnie-in-un-itinerario-italiano-antropologico-e-poetico-a-130-anni-dalla-nascita-e-verso-i-70-anni-dalla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=74352","title":{"rendered":"Corrado Alvaro tra le etnie in un \u201citinerario italiano\u201d antropologico e poetico a 130 anni dalla nascita e verso i 70 anni dalla morte"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74353\" style=\"width:413px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-864x1536.jpg 864w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606-84x150.jpg 84w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000142606.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Pierfranco Bruni<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare e la terra sono visioni che vivono nella letteratura. Il mare e le colline. Una antropologia che scava nella geografia e nella memoria. La cultura italiana \u00e8 un vissuto di modelli etnici ed antropologici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono testimonianze che hanno antichi richiami. Il grecanico e il provenzale&nbsp; sono stati modelli etnici nella cultura e nella tradizione di Corrado Alvaro. Nel rapporto tra letteratura ed etnie ci sono elementi che richiamano modelli mitici ben precisi. Negli scritti di Alvaro \u00e8 forte il modello culturale che riporta ad una antropologia di valori che hanno un loro radicamento certamente nell\u2019identit\u00e0 gracanica ma anche in quella tradizione provenzale ben descritta dallo scrittore nel suo \u201cItinerario italiano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; In fondo Corrado Alvaro (San Luca, Rc, 1895 \u2013 Roma 1956) \u00e8 stato uno scrittore del viaggio ed i suoi viaggi (sia geografici che metaforici) hanno attraversato una temperie ed un contesto ben precisi nella storia dei territori. Ma questi suoi viaggi pur definendo una dimensione e una visione geografica non si sono focalizzati su una realt\u00e0 soltanto fisica. Infatti, nei suoi paesaggi c\u2019\u00e8 una realt\u00e0 dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Non sorprende la sua grecit\u00e0. Alvaro resta uno scrittore greco sin dalle prime parole non solo sul piano culturale ma anche sul piano biografico. Il suo Aspromonte \u00e8 parte di un linguaggio e territorio che hanno radici elleniche. \u201cGente in Aspromonte\u201d \u00e8 il lungo racconto di una grecit\u00e0 riscoperta ma anche di una etnia che per ragioni geografiche si interpreta come modello culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; E\u2019 proprio l\u2019incipit di questo racconto che sottolinea: \u201cNon \u00e8 bella la vita dei pastori in Aspromonte, d\u2019inverno, quando i torbidi tormenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro con lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Una geografia pastorale ellenizzante nel suo sublime mitico che ha richiami di una simbologia estrema. Ma siamo in territorio greco e i paesi grecanici sono il cuore di un costume e di una lingua che si \u00e8 tramandata. Alvaro conosceva molto bene la tradizione grecanica dei paesi che vivono all\u2019interno del suo territorio. La lingua \u00e8 indubbiamente uno strumento di trasmissione di valore ed \u00e8 grazie alla lingua che si inviano messaggi. Paesi grecanici.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Sono, appunto, quei paesi, che avevano incrementato un interesse particolare anche in un personaggio come Cesare Pavese confinato a Brancaleone, i cui radicamenti greci sono tutt\u2019ora esistenti. Qui tutto \u00e8 greco: diceva Pavese. E il dio greco di Alvaro \u00e8 si una manifestazione del mito e degli archetipi ma \u00e8 anche uno strumento linguistico, in quanto la lingua, come si diceva, veicola modelle di esistenze e di storia. Dunque Alvaro grecanico tra i paesi grecanici della Calabria e nella formazione di un uomo che non ha mai abbandonato il suo raccordarsi con le identit\u00e0 greche. Si pensi alle sue opere teatrali \u201cMedea\u201d e \u201cAlcesti\u201d. Quel suo radicarsi alla grecit\u00e0 \u00e8 una testimonianza importante, soprattutto, se si pensa al rapporto tra etnia e antropologia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Negli scritti di Alvaro il dialogo tra letteratura e antropologia \u00e8 una via straordinaria per comprendere e capire la contemporaneit\u00e0 e il senso di antico che c\u2019\u00e8 in ogni uomo e su ogni territorio. Si pensi, ancora a quel suo importante capitolo dedicato alla Provenza. Alvaro racconta la Provenza in un contesto dove \u00e8 possibile catturare elementi di una cultura popolare ricca di significati. Egli grecanico fino in fondo si confronta con i provenzali sostenendo che visitando la Provenza si ha \u201cl\u2019impressione di trovarsi in una delle province del Mediterraneo, quelle che vanno da Atene a Barcellona\u201d. Ma nella sua analisi emergono aspetti di una straordinaria incisivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Secondo Alvaro esiste un rapporto tra la Provenza e la Grecia il cui senso e orizzonte stanno in una storia remota che \u00e8 quella greco-romana. Cos\u00ec osserva: \u201c I provenzali parlano volentieri, si radunano volentieri, hanno bisogno di animarsi e crearsi uno scopo alla loro animazione. Che siano le lotte di tori nelle vecchie arene romane ancora frequentate, le feste, le fiere, i balli popolari e i fuochi d\u2019artificio. E allora si vedono le numerose famiglie provenzali, le donne coi bimbi in braccio, gli uomini con i ragazzi sulle spalle. L\u2019insegna della Provenza \u00e8 la famosa cicala ciarliera. \u2018Lou sol\u00e9u mi fai cant\u00e0\u2019: Il sole mi fa cantare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Dunque, l\u2019Alvaro grecanico rilegge quella Provenza e quei provenzali che \u201csono irrimediabilmente antichi\u201d. Ma su questo Alvaro insiste e sempre nello scritto gi\u00e0 evidenziato (\u201cLa Provenza. Introduzione all\u2019Italia\u201d in \u201cItinerario Italiano\u201d) si pu\u00f2 leggere riferendosi, sempre ai provenzali: \u201cE\u2019 l\u2019unico popolo che possa dare l\u2019immagine di quello che fu il ciarliero popolo ateniese coronato di cicale; e anche della sua disgregazione. E tuttavia \u00e8 una riserva per la Francia, quella che serba pi\u00f9 vivi certi caratteri di cavalleria, di amore dell\u2019assoluto; e sensuale pagana e cristiana; ha caratteri cos\u00ec contrastanti da irritare quelli che non capendoli li trovano tortuosi e pieni di \u201ccombinazioni\u201d. Di questo anche noi italiani sappiamo qualche cosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ci sono, inoltre, approfondimenti storici che non possono essere trascurati. Cos\u00ec ancora Alvaro: \u201cMa della Provenza si potrebbe dire che \u00e8 un\u2019Italia andata a male, un\u2019Italia mal sortita, un\u2019Italia in caratteri minuscoli e domestici, dove non riusc\u00ec n\u00e9 il feudalesimo n\u00e9 il principato, n\u00e9 il Comune n\u00e9 la Signoria, n\u00e9 il Papa n\u00e9 la Repubblica, n\u00e9 Roma n\u00e9 Atene; incapace di obbedire senza brontolare, dove tutti vogliono comandare, e dove l\u2019individualismo spinge all\u2019invidia, la personalit\u00e0 alla disgregazione del sentimento civico e nazionale. Gelosi delle tradizioni locali, i provenzali sono facili a imbastardire nel feticismo delle mode straniere che ha poi per suo contrapposto il senso dell\u2019avventura e del cercar mondo anche proprio di loro. Cos\u00ec l\u2019intelligenza provenzale, chiusa tra le sue mura arriva difficilmente all\u2019universale perch\u00e9 universalit\u00e0 e tipicit\u00e0, senso profondo della propria civilt\u00e0 e non in quanto cucina abitudini e usi, ma come animo e ingegno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ecco, dunque, questo grande scrittore, ovvero Corrado Alvaro, come \u00e8 riuscito a penetrare nel mondo sommerso della cultura provenzale. Egli viandante di una memoria antica, alla quale \u00e8 sempre rimasto legato, ha intrecciato quelle eredit\u00e0 calabro-greche in una realt\u00e0 che sembrava lontana, come la Provenza, ma che in fondo \u00e8 dentro la storia che unisce il basso Mediterraneo con l\u2019Europa del Nord. E ancor di pi\u00f9 etnia e antropologia rimangono stretti soprattutto quando le tradizioni sono espressioni di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il grecanico e il provenzale in Alvaro restano una manifestazione di recupero in cui il senso dell\u2019identit\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno che confrontarsi sia con le eredit\u00e0 e le matrici storico letterarie sia con il presente che attraversa il quotidiano ma tra i grecanici e i provenzali Alvaro, come si \u00e8 detto ha posto un tratto di unione che \u00e8 il concetto di Mediterraneo. Sono le vie della cultura che segnano i viaggi di uno scrittori ma sorprendentemente definiscono uno scavo nelle radici di comunit\u00e0 e di popoli. Civilt\u00e0 e popoli creano una interazione sia dal punto di vista letterario che antropologico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; I grecanici e i provenzali sono popoli che si portano dentro tradizioni. Una espressione etnica nella lingua, nel costume, nelle tradizioni. Se il suo \u201citinerario italiano\u201d \u00e8 un andare nelle pieghe dei territori \u00e8 anche un saper leggere e proporre modelli di civilt\u00e0 che sono presenti nel nostro Paese e che resistono grazie ad una difesa di valori che \u00e8 dettata, appunto, da un profondo penetrare (e mai disconoscere) l\u2019appartenenza. I valori dell\u2019appartenenza sono codici identitari. Interpretare le culture delle etnie significa, tra l\u2019altro, penetrare l\u2019humus esistenziale delle civilt\u00e0. Ed \u00e8 qui che la cultura del Mediterraneo ripropone un valore di fondo che trova nell&#8217;apparenza un valore vero e profondo come nel caso di Corrado Alvaro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni Il mare e la terra sono visioni che vivono nella letteratura. Il mare e le colline. 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