{"id":74421,"date":"2025-06-02T09:11:21","date_gmt":"2025-06-02T09:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=74421"},"modified":"2025-06-02T09:11:44","modified_gmt":"2025-06-02T09:11:44","slug":"leonida-repaci-a-quaranta-anni-della-scomparsa-tra-alvaro-e-grisi-oltre-il-viareggio-lo-scrittore-del-destino-e-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=74421","title":{"rendered":"Leonida Repaci a Quaranta anni della scomparsa tra Alvaro e Grisi. Oltre il Viareggio lo scrittore del destino e della storia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"917\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-1024x917.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74422\" style=\"width:358px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-1024x917.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-300x269.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-768x688.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-1536x1376.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-2048x1835.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000143030-150x134.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Leonida Repaci lo scrittore che invent\u00f2 il Viareggio. Un linguaggio in cui la tradizione \u00e8 diventata storia e memoria in un gioco letterario indispensabile e indissolubile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quaranta anni fa moriva lo scrittore Leonida Repaci. Il \u201ccostruttore\u201d del Premio Viareggio, ma soprattutto lo scrittore della Calabria rupestre. Rupestre come destino e come radici tra il mare e le montagne.&nbsp; Lo scrittore della famiglia Rupe. Una storia e un destino. Ma tutta la letteratura \u00e8 destino e storia. La letteratura calabrese \u00e8 fatta di grandi incontri e di conflitti &#8211; contrasti. Non sono contraddizioni e neppure si pu\u00f2 parlare di segni di ambiguit\u00e0 (sempre in termini letterari o culturali pi\u00f9 in generale). La letteratura \u00e8 un viaggio nel raccontare dei giorni. Testimonianze. Leonida Repaci e Francesco Grisi. Il primo \u00e8 nato nel a Palmi 1898 e morto a Marina di Pietrasanta nel 1985 il secondo nato nel 1927, da genitori calabresi a Vittorio Veneto, e morto a Todi nel 1999. Due temperie generazionali e storiche che raccontano, d&#8217;altronde, due destini e due modelli anche esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta, quindi, di due generazioni a confronto che hanno vissuto la Calabria e poi se ne sono allontanati. Sono partiti. La diaspora. Dentro questo taglio il viaggio &#8211; viaggiare \u00e8 un vissuto ma resta anche una metafora che fa da corollario al sentire di un linguaggio che porta ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Per Repaci, infatti, il luogo \u00e8 un luogo geografico e luogo dell&#8217;anima. Per Grisi il luogo geografico lo si porta dentro anche se \u00e8 necessario non dimenticare. Perch\u00e9 non dimenticare \u00e8 ritrovarsi sempre. In qualunque luogo c&#8217;\u00e8 un pezzo d&#8217;infanzia che si ritrova e ritorna nel suo misterioso albeggiare. In Repaci ci\u00f2 che domina \u00e8 la storia. Il prevalere della storia come avvenimenti che accadono. Nell&#8217;accadere degli eventi si consumano i processi esistenziali. In Grisi non c&#8217;\u00e8 storia. Domina la memoria ed \u00e8 dentro la memoria che si ascoltano il misterioso che si intaglia nella vita e il mito. Il tutto in una griglia simbolica di voci antiche che hanno richiami ancestrali.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Repaci registra la realt\u00e0. Grisi racconta il tempo. Due visioni del mondo, in fondo, che si inquadrano in due spaccati letterari che hanno \u00abdiviso\u00bb la storia della letteratura. ma sono, comunque, due scrittori che appartengono chiaramente a generazioni differenti e nonostante tutto mostrano dimensioni identitarie comuni. Fatalit\u00e0 e tragedia riempiono le pagine di Repaci. Indefinibilit\u00e0 del personaggio \u00e8 una peculiarit\u00e0 in Grisi. La Calabria sia per Repaci che per Grisi \u00e8 il \u00abterritorio\u00bb dell&#8217;infanzia. Un&#8217;infanzia che diventa luogo dell&#8217;essere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; In Repaci anche l&#8217;infanzia \u00e8 un messaggio storico ma diventa poeticamente antropologico. Per Grisi \u00e8 un costante ritornare. Un senso omerico che si avverte in tutta la sua opera. Ma l&#8217;amore per la terra \u00e8 una condivisione di appartenenza. Qui la distinzione \u00e8 segnata e fa da misura di due posizioni ben distinte da un altro scrittore. Mi riferisco a Corrado Alvaro. Tra le due posizioni ci sta appunto l&#8217;Alvaro di Gente in Aspromontee l&#8217;Alvaro delle Memorie del mondo sommerso. In che modo?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ebbene, \u00abGente in Aspromonte\u00bb \u00e8 il romanzo alvariano (Alvaro: San Luca,15 aprile 1895 \u2013&nbsp; Roma 1956)&nbsp; &nbsp;della rappresentazione (e forse anche della denuncia), del populismo, dei personaggi nella miseria, dei luoghi poveri, dell&#8217;ambiente che spazia sui personaggi stessi. E&#8217; il romanzo che fotografa focalizzando i contorni della storia. Mentre Memorie del mondo sommerso \u00e8 il diario che intreccia il sogno, il tempo e un attraversamento tra i pezzi della memoria. E&#8217; un Alvaro diverso rispetto al romanzo prima citato. Lo avvicina di pi\u00f9 a quella versione inquietante de L&#8217;uomo nel labirinto. Insomma in Alvaro si avverte una spaccatura che gi\u00e0 di per s\u00e9 potrebbe leggersi come una contraddizione letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Repaci \u00e8 dentro il primo modello alvariano. Non ci sono dubbi. Grisi ha sempre sposato il sogno e il sommerso mondo della memoria. Si potrebbe obiettare che Alvaro e Repaci sono della stessa generazione. Infatti Alvaro \u00e8 del 1895 e muore il 1965. Si potrebbe obiettare che gli scritti di Repaci hanno una valenza cronologica anteriore ad alcuni scritti di Alvaro. Ma quello che qui preme sottolineare \u00e8 la testimonianza letteraria e la formazione culturale di un contesto che \u00e8 esistenziale ma anche artistico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; C&#8217;\u00e8 un fatto comunque di fondo. Alvaro muta il suo viaggio letterario. Dalla rappresentazione del reale va verso i percorsi onirici ed \u00e8 qui che puntualizza la sua ricerca. Repaci, invece, no. E&#8217; l&#8217;impegno sociale e politico che lo caratterizza sino alla fine. Il caso di Grisi (appartenente come gi\u00e0 si \u00e8 detta ad una generazione successiva) \u00e8 completamente diverso. Ci\u00f2 che ha sempre contraddistinto la sua scrittura \u00e8 la metafora e il mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Un passo di Repaci nel quale la fatalit\u00e0 \u00e8 segno emblematico: \u00abCome si fa giorno, la visione della tragedia si precisa in tutto il suo orrore. Nelle piazze sono pi\u00f9 i morti che i vivi. Padri figli fratelli parenti li allineano uno accanto all&#8217;altro, e corrono a nuova agonia, lasciando a guardia di essi le donne e i fanciulli. Se ne stanno le madri a capo chino e con gli occhi chiusi; i piccoli nascondono il viso nel loro grembo. Ma i morti assottigliati seguitano a guardarli\u2026\u00bb. Dalla fatalit\u00e0 e dalla tragedia di Repaci alla tragedia &#8211; mistero &#8211; speranza di Grisi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cos\u00ec, allora, in Grisi: \u00ab&#8216;Non resta altro da fare. Nell&#8217;ora delle vaste crisi spirituali la preghiera \u00e8 andare insieme verso la terra promessa. \u00c8 vero che il popolo di Dio nel deserto per non perdersi mangiava le erbe amare per sollecitare il sonno e sognare? Come una droga\u2026&#8217;\/ Torna a casa. Gli sembra che il dolore si sia trasformato in pazienza. E la pazienza veste con l&#8217;ordine la semplifica trama della realt\u00e0. Mara \u00e8 morta. Gli evangelisti hanno raccontato. L&#8217;uliveto \u00e8 in Calabria. E tutto ha un significato per il viaggio. Anche il dolore prepara la resurrezione. Spesso non riusciamo a capire. Ma questo fatto significa soltanto che l&#8217;armonia non dipende dal nostro doloroso amore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; La Calabria \u00e8 un lungo sogno che ci riporta al tempo dell&#8217;infanzia per Francesco Grisi. Per Repaci \u00e8 una lunga attesa nel destino dell&#8217;uomo. Anche qui si gioca sulle metafore. Ma in fondo la letteratura resta, comunque, come gi\u00e0 si diceva, sempre un intreccio di metafore. Alvaro, Repaci e Grisi sono tre voci in un destino comune. La Calabria \u00e8 un sentire nell&#8217;allegoria del mistero che coinvolge, \u00e8 un&#8217;attesa, \u00e8 un mondo sommerso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Tre angolature chiaramente alla cui matrice c&#8217;\u00e8 il sentimento delle radici che significa appartenenza. In tutti e tre le radici non sono soltanto un fatto individuale &#8211; soggettivo ma pongono nel gioco letterario l&#8217;identit\u00e0 di un popolo e i rimandi ad una antica civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La grecit\u00e0 \u00e8 un fatto che li accomuna. Una comunanza che \u00e8 profondamente spirituale al di l\u00e0 di alcune separazioni letterarie. Ma \u00e8, appunto, Alvaro che chiude il cerchio. L\u2019Alvaro che&nbsp; apre la sua visione letteraria con l\u2019\u00e0ncora delle radici ma che si inoltra nell\u2019insondabile del sogno. Grisi \u00e8 un perenne alchimista del sogno. Repaci resta legata alla condizione di una realt\u00e0 che \u00e8 storia, ma quando esce dalla storia diventa dimensione esistenziale. Ovvero si fa tradizione e antropologia dell&#8217;uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Leonida Repaci lo scrittore che invent\u00f2 il Viareggio. 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