{"id":75343,"date":"2025-06-22T09:02:36","date_gmt":"2025-06-22T09:02:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75343"},"modified":"2025-06-22T09:02:56","modified_gmt":"2025-06-22T09:02:56","slug":"chi-parla-forte-comanda-il-cerchio-magico-di-trump-tra-falchi-colombe-e-fluttuazioni-di-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75343","title":{"rendered":"Chi parla forte, comanda: il cerchio magico di Trump tra falchi, colombe e fluttuazioni di potere"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75344\" style=\"width:396px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl potere non \u00e8 un mezzo, \u00e8 un fine. Uno non stabilisce una dittatura per salvaguardare una rivoluzione; uno fa una rivoluzione per stabilire una dittatura.\u00bb<\/em><br><strong>George Orwell<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIl presidente parla con molte persone e sceglie chi gli dice le parole magiche\u2026 e questa convinzione dura fino alla conversazione successiva.\u00bb<\/em><br><strong>John Bolton<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A poco pi\u00f9 di sei mesi dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il suo cerchio magico si conferma mutevole, frammentato e dominato da una logica di lealt\u00e0 personale pi\u00f9 che da coerenza ideologica. Il presidente ascolta molti, ma raramente per lungo tempo. Decide spesso in base a chi riesce a incorniciare la realt\u00e0 nella narrativa pi\u00f9 seducente del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2025, il cuore del potere trumpiano \u00e8 occupato da due fazioni opposte che competono per influenzare le scelte strategiche, in particolare sulla crisi in Medio Oriente e sul confronto con Cina e Russia. Da una parte ci sono&nbsp;<strong>i falchi<\/strong>, favorevoli a un approccio muscolare; dall\u2019altra&nbsp;<strong>le colombe<\/strong>, sostenitrici di una politica estera di contenimento e priorit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I falchi: la linea dura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al centro dell\u2019ala pi\u00f9 aggressiva si trova&nbsp;<strong>Marco Rubio<\/strong>, attuale segretario di Stato ad interim. Rubio ha promosso un discorso di forza sia verso Teheran che nei confronti di Pechino, insistendo sulla necessit\u00e0 di mostrare superiorit\u00e0 militare e volont\u00e0 d\u2019azione. Accanto a lui c\u2019\u00e8&nbsp;<strong>Michael \u201cErik\u201d Kurilla<\/strong>, comandante del Centcom, che ha presentato opzioni per un attacco mirato ai siti nucleari iraniani. Anche se prudente nei toni pubblici, i suoi report hanno alimentato la pressione su Trump affinch\u00e9 agisca.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro protagonista \u00e8&nbsp;<strong>John Ratcliffe<\/strong>, direttore della CIA, che ha recentemente sottoposto al presidente valutazioni allarmanti sul possibile imminente attacco israeliano all\u2019Iran e sulle ripercussioni che potrebbe avere se Washington restasse inattiva. Il consigliere per la sicurezza nazionale&nbsp;<strong>Mike Waltz<\/strong>, insieme ai senatori&nbsp;<strong>Tom Cotton<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Mitch McConnell<\/strong>, rafforza la posizione falchista promuovendo una visione dell\u2019America come garante della deterrenza globale, anche a costo di interventi limitati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo giorni di dibattiti e pressioni contrapposte,&nbsp;<strong>il bombardamento del 21 giugno contro infrastrutture militari iraniane<\/strong>&nbsp;ha segnato un punto di svolta:&nbsp;<strong>i falchi sembrano aver avuto la meglio<\/strong>. L\u2019attacco, definito \u201cchirurgico\u201d ma simbolicamente potente, \u00e8 stato descritto come una risposta alla crescente aggressivit\u00e0 iraniana e una riaffermazione della leadership americana nella regione. \u00c8 il primo vero segnale che Trump, pur tra esitazioni e retromarce verbali, abbia deciso di seguire la linea dura, almeno per ora.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le colombe: l\u2019America First pi\u00f9 prudente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019altro versante troviamo figure che predicano contenimento, attenzione alle priorit\u00e0 interne e diffidenza verso le avventure militari all\u2019estero. In prima linea c\u2019\u00e8&nbsp;<strong>J.D. Vance<\/strong>, vicepresidente, ex militare con una visione realista dei limiti del potere americano. Vance \u00e8 contrario a un conflitto aperto con l\u2019Iran, pur senza escludere misure difensive se necessarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a lui vi sono influenti figure mediatiche e strategiche come&nbsp;<strong>Steve Bannon<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tucker Carlson<\/strong>, storici interpreti della dottrina \u201cAmerica First\u201d in versione isolazionista. Entrambi si oppongono a un altro conflitto in Medio Oriente, ritenendo che una guerra danneggerebbe la classe media americana, economicamente ed emotivamente stremata da anni di impegno militare. Un ruolo controverso lo ha giocato&nbsp;<strong>Tulsi Gabbard<\/strong>, ex direttrice dell\u2019intelligence nazionale, inizialmente sottovalutata per aver minimizzato le capacit\u00e0 iraniane ma recentemente rientrata nel dibattito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Jared Kushner: il consigliere ombra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mosaico delle influenze presidenziali non pu\u00f2 mancare&nbsp;<strong>Jared Kushner<\/strong>, genero di Trump e figura centrale dietro le quinte. Dopo un periodo di relativa invisibilit\u00e0 mediatica, Kushner \u00e8 tornato ad avere un ruolo nelle decisioni chiave, soprattutto nei dossier mediorientali, in cui vanta relazioni personali con molti leader della regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene non ricopra formalmente un incarico, il suo peso \u00e8 tangibile nelle linee di contatto con Israele, Arabia Saudita e Qatar. Kushner \u00e8 considerato un moderato pragmatico, pi\u00f9 attento agli equilibri economici e agli scenari post-bellici che agli impatti propagandistici di un attacco. La sua influenza \u00e8 particolarmente visibile ogni volta che Trump frena all\u2019ultimo momento una decisione muscolare gi\u00e0 quasi annunciata. Se da un lato non gode della visibilit\u00e0 dei falchi, dall\u2019altro \u00e8 tra i pochissimi ad avere accesso costante e familiare al presidente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Trump, il presidente che ascolta tutti (ma poco)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi ascolta davvero Trump? La risposta \u00e8 sfuggente. \u00c8 noto che Trump non adotta un processo decisionale lineare. Piuttosto, si circonda di voci discordanti, poi decide sulla base dell\u2019intuito, della reazione mediatica e del vantaggio immediato. Ha spesso privilegiato consiglieri che lo adulano o che sanno usare il linguaggio che preferisce. Questa inclinazione ha portato, in passato, a scelte improvvise come la destituzione di funzionari critici o l\u2019abbandono di decisioni annunciate appena giorni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, dopo il bombardamento del 21 giugno, sembra che Trump abbia deciso \u2013 almeno temporaneamente \u2013 di affidarsi alla narrativa dei falchi. Ma nel suo stile politico nulla \u00e8 mai definitivo, e un nuovo cambio di direzione pu\u00f2 sempre arrivare, magari ispirato da un\u2019altra voce, da un sondaggio favorevole o da un\u2019intervista televisiva ben confezionata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una presidenza in bilico tra istinto e pressione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il cerchio magico attorno a Trump non \u00e8 una struttura ordinata. \u00c8 un campo di battaglia permanente tra personalit\u00e0 ambiziose, retoriche opposte e interessi divergenti. Quello che accomuna i membri \u00e8 la consapevolezza che, per influenzare il presidente, non basta essere competenti o strategici: bisogna parlargli nel linguaggio che vuole sentire, nel momento in cui \u00e8 disposto ad ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo schema, Trump non governa con coerenza ma con opportunismo. E se c\u2019\u00e8 una costante in questo caos apparente, \u00e8 che nessuna voce rimane dominante troppo a lungo. Chi oggi consiglia, domani pu\u00f2 essere ignorato. E chi oggi \u00e8 allontanato, pu\u00f2 tornare alla ribalta con un colpo di teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>In fin dei conti, come disse George Orwell,&nbsp;<strong>chi controlla la narrazione controlla il potere<\/strong>. Nel mondo di Trump, quel potere cambia mano ogni volta che cambia la storia che il presidente vuole sentirsi raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl potere non \u00e8 un mezzo, \u00e8 un fine. Uno non stabilisce una dittatura per salvaguardare una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-75343","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75343"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75345,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75343\/revisions\/75345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}