{"id":75608,"date":"2025-06-27T09:29:34","date_gmt":"2025-06-27T09:29:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75608"},"modified":"2025-06-27T09:29:51","modified_gmt":"2025-06-27T09:29:51","slug":"recensione-al-volume-quel-falso-mito-della-liberazione-del-duce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75608","title":{"rendered":"Recensione al volume \u00abQuel falso mito della liberazione del Duce\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cover-libro-V.Di-Michele-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"431\" height=\"630\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cover-libro-V.Di-Michele-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-75609\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cover-libro-V.Di-Michele-1.png 431w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cover-libro-V.Di-Michele-1-205x300.png 205w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cover-libro-V.Di-Michele-1-103x150.png 103w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>L\u2019ULTIMO LIBRO DI VINCENZO DI MICHELE SUL<\/strong><strong>LA LIBERAZIONE DEL DUCE A CAMPO IMPERATORE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando la grande storia transit\u00f2 per Assergi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong>di <strong>Giuseppe Lalli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Di Michele<\/strong>, giornalista e scrittore nato a Roma ma originario di Intermesoli, piccolo paese abbarbicato sulle pendici del versante teramano del Gran Sasso, gi\u00e0 autore di successo di libri come <em>Io,<\/em> <em>prigioniero in Russia,<\/em> <em>Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso<\/em>, <em>L\u2019ultimo segreto di Mussolini<\/em>, <em>Cefalonia, io e la mia storia, Alla ricerca dei dispersi in guerra<\/em>, <em>Le scomode verit\u00e0 nascoste nella II guerra mondiale<\/em>, per citarne solo alcuni, non nuovo a trattare controverse questioni della storia italiana contemporanea, ci presenta la sua ultima fatica di ricercatore instancabile di episodi legati all\u2019ultima guerra mondiale, dramma che ha segnato due generazioni di italiani, quella dei nostri padri e quella dei nostri nonni, e i cui echi terribili ancora non si spengono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uscito da qualche giorno, per le Edizioni Vincenzo Di Michele, \u201c<em><strong>Campo Imperatore 1943 \u2013 Quel falso mito della liberazione del duce<\/strong><\/em>\u201d,sottotitolo:<em>\u201cGli accordi segreti dietro la leggendaria impresa di Skorzeny e dei paracadutisti tedeschi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo lavoro, risultato di una ricerca iniziata molti anni fa, ha la sua motivazione pi\u00f9 profonda nell\u2019appassionato amore che l\u2019autore nutre per la verit\u00e0 storica, da perseguire al di l\u00e0 di ogni pigrizia mentale e di ogni accomodante conformismo, e il pretesto in un colloquio avuto con un parente a proposito del libro, sopra richiamato, <em>Io,<\/em> <em>prigioniero in Russia,<\/em> scritto da <strong>Di Michele<\/strong> sull\u2019esperienza vissuta e raccontata da suo padre, giovane soldato nella seconda guerra mondiale che aveva conosciuto l\u2019inferno della guerra in Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il parente lo aveva messo a parte di una notizia che <strong>Di Michele<\/strong> ignorava e all\u2019apparenza poco credibile. E cio\u00e8 che un cugino di suo padre, tale <strong>Alfonso Nisi<\/strong>, un semplice pastore, sia pure proprietario di un gran numero di ovini, aveva giocato a carte con <strong>Benito Mussolini<\/strong> nei giorni in cui il Duce era prigioniero nell\u2019albergo di Campo Imperatore sul Gran Sasso e che era stato addirittura presente al momento della sua liberazione da parte dei tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era mai possibile? Dunque il regime carcerario di Mussolini era stato tutt\u2019altro che severo. Da qui un\u2019incessante opera di demistificazione di quella \u201coperazione Quercia\u201d che la storiografia ufficiale ha sempre presentato come un\u2019impresa leggendaria, da ascrivere al solo coraggio ed efficienza teutoniche, e che invece, a parere di <strong>Di Michele<\/strong>, non sarebbe potuta avvenire senza un accordo segreto tra il comando italiano e quello tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte sono, a tale riguardo, le domande che l\u2019autore pone e che fanno capire, a suo avviso, che, rispetto alla versione che dell\u2019impresa \u00e8 stata data, i conti non tornano. Si legge, tra il molto altro, nel libro:<\/p>\n\n\n\n<p>A soli trenta minuti di marcia, c\u2019era un altro rifugio, il \u201cDuca degli Abruzzi\u201d, ancor pi\u00f9 strategico e affidabile, il quale era addirittura in uso all\u2019Aeronautica Militare. Per non parlare di un\u2019altra soluzione che non \u00e8 stata per nulla presa in considerazione: c\u2019era la possibilit\u00e0 di intraprendere la via di fuga verso il versante Teramano. Proprio al riguardo, c\u2019erano persino delle persone, in grado di portare Mussolini verso luoghi sicuri.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel libro si parla di <strong>Fernando Soleti<\/strong>, il generale di polizia italiano che i tedeschi, con scelta spregiudicata, portarono in ostaggio a Campo Imperatore al fine di facilitare la liberazione di Mussolini e le cui dichiarazioni, negli anni successivi all\u2019avvenimento, Di Michele ritiene contraddittorie.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi la testimonianza dell\u2019anziano <strong>Ennio Pannuti<\/strong>, addetto alla sorveglianza del \u201cprigioniero\u201d, all\u2019epoca appena ventenne ma che ricorda assai bene gli avvenimenti e che, ripensando a certe dinamiche che vide dipanarsi sotto i propri occhi, afferma senza mezzi termini che tutta la vicenda della liberazione del duce gli era parsa \u201cun\u2019perazione concordata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiede poi l\u2019autore con logica ineccepibile:<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 nessuno degli agenti di custodia spar\u00f2 un colpo? Perch\u00e9 erano presenti dei cineoperatori e la scena della liberazione fu ripresa con meticolosit\u00e0 in ogni frangente? Perch\u00e9 Badoglio, che si era impegnato a consegnare Mussolini agli anglo-americani, non lo fece? Quali furono le disposizioni impartite al Corpo di Guardia? [\u2026] Perch\u00e9 affidare la sorveglianza a un semplice tenente? Sarebbe stato preferibile avere <em>in loco <\/em>un ufficiale militare di grado pi\u00f9 elevato, proprio per una miglior tutela del prigioniero, considerando l\u2019importanza che l\u2019ex capo di governo ancora rivestiva nello scacchiere politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lettore, a sua volta, pu\u00f2 chiedersi: questi comportamenti sono da addebitare solo all\u2019inettitudine dei responsabili della catena di comando politica e militare di una nazione allo sbando, qual era l\u2019Italia dopo l\u20198 settembre 1943, o, come autorizza a pensare ci\u00f2 che scrive Di Michele, pur in un quadro politico ed istituzionale di grande confusione, rispondono ad una precisa strategia, quella di un accordo tra il governo presieduto da Pietro Badoglio e il comando tedesco, che cos\u00ec consentiva, all\u2019indomani dell\u2019occupazione di Roma da parte dell\u2019ex alleato, al convoglio del re e dei suoi ministri e generali di raggiungere indisturbato il porto di Ortona e imbarcarsi per Brindisi?<\/p>\n\n\n\n<p>La caustica conclusione dello storico abruzzese \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 sempre scritto nei manuali storici intorno alla liberazione di Mussolini al Gran Sasso che avvenne attraverso una prestigiosa operazione militare da parte dell\u2019esercito tedesco. Alla stregua di quanto affermato nella presente opera, non si pu\u00f2 parlare di liberazione ma di rilascio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vuoto di potere, se a Campo Imperatore fece s\u00ec che la mancata reazione dei militari italiani (una ottantina circa, secondo quanto le cronache riferiscono), che si sia trattato di una decisione dei comandanti <em>in loco<\/em>, o che sia stata prudentemente consigliata dagli alti vertici romani, evit\u00f2 un bagno di sangue (anzi pare che si concluse a \u201ctarallucci e vino\u201d tra i soldati dei due eserciti ex alleati), pi\u00f9 in basso, ad Assergi, lasci\u00f2 una scia di morte: un carabiniere, <strong>Giovanni Natale<\/strong>, mandato allo sbaraglio in un inutile posto di blocco, e una guardia forestale, un padre di cinque figli, <strong>Pasquale Vitocco<\/strong> (\u2018Vitocco\u2019 e non \u2018Di Tocco\u2019 come erroneamente si legge nel libro), vittima, a motivo della divisa grigioverde che indossava, del dissennato fuoco germanico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ammesso che si possa fare la storia con i \u2018se\u2019 (<strong>Benedetto Croce<\/strong> decisamente lo vietava), se <strong>Mussolini <\/strong>non fosse stato \u201cliberato\u201d e condotto in Germania, la storia avrebbe potuto avere un altro corso: non sarebbe nata la Repubblica Sociale e forse la guerra sarebbe finita molto prima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Di Michele<\/strong>, con questo suo ultimo lavoro, si propone di riscrivere un\u2019importante e ingloriosa pagina della nostra storia nazionale. Beninteso, la tesi di una complicit\u00e0 delle autorit\u00e0 politiche e militari italiane nella liberazione di Mussolini prigioniero del Gran Sasso (impresa che rimane, in ogni caso, oltre che spettacolare e temeraria, un esempio di grande efficienza militare) non era inedita. <strong>Di Michele<\/strong> stesso aveva gi\u00e0 scritto sull\u2019argomento e manifestato i suoi dubbi rispetto al racconto ufficiale della celebre impresa, ma con questo suo ultimo scritto porta argomentazioni plausibili e testimonianze convincenti.<\/p>\n\n\n\n<p>E tuttavia quella dell\u2019autore del libro, ancorch\u00e9 persuasiva, rimane un\u2019ipotesi, non essendoci alcun documento che provi in maniera inoppugnabile che le autorit\u00e0 italiane e quelle dell\u2019esercito tedesco occupante, che dopo l\u2019armistizio di <strong>Cassibile <\/strong>era da considerare nemico, ci sia stato un accordo. D\u2019altra parte, se accordo ci fu, come Di Michele \u00e8 convinto che sia avvenuto, era nella natura stessa dell\u2019intesa che non dovesse essere formalizzata. Tutto comunque potrebbe essere addebitato, come sopra accennato, all\u2019inadeguatezza della classe politica e militare di uno stato disarticolato (<em>finis patriae<\/em>, come \u00e8 stato scritto), preoccupata pi\u00f9 di salvare se stessa che di servire gli interessi della nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sar\u00e0 sempre, comunque, come uno storico attento non pu\u00f2 non constatare, in ogni avvenimento, piccolo o grande che sia, una componente di mistero che nessun radar storiografico pu\u00f2 cogliere fino in fondo. L\u2019autore del libro, in ogni caso, appartiene a quella categoria di narratori del passato che non si accontentano delle verit\u00e0 confezionate ad uso dei libri di scuola, fatte per rassicurare o per celare verit\u00e0 inconfessabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire che la storia la scrivono i vincitori \u00e8 idea tanto ripetuta quanto, di fatto, ignorata. <strong>Di Michele<\/strong> questa idea non solo la condivide, la pratica. Vale la pena di leggere questa sua ultima fatica: \u00e8, oltretutto, storia nostra, della nostra terra. Lo scritto \u00e8 frutto di una ricerca certosina di fatti e documenti condotta con lo stile che all\u2019autore \u00e8 congeniale: una prosa scarna ed efficace, aliena da ogni pedanteria, molto vicina alla lingua parlata e con la preminente esigenza di farsi capire, anche a costo di qualche ripetizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ULTIMO LIBRO DI VINCENZO DI MICHELE SULLA LIBERAZIONE DEL DUCE A CAMPO IMPERATORE Quando la grande storia transit\u00f2 per Assergi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-75608","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75608"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75610,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75608\/revisions\/75610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}