{"id":75915,"date":"2025-07-02T10:45:37","date_gmt":"2025-07-02T10:45:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75915"},"modified":"2025-07-02T10:45:53","modified_gmt":"2025-07-02T10:45:53","slug":"carlos-castaneda-nel-centenario-della-nascita-una-eredita-che-divenne-mondo-sciamanico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=75915","title":{"rendered":"Carlos Castaneda nel Centenario della nascita. Una eredit\u00e0 che divenne mondo sciamanico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>PIERFRANCO BRUNI\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75916\" style=\"width:420px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000151090-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una lezione importante in Carlos Castaneda. A cento anni dalla nascita. Bisogna che tutto possa diventare vita. L&#8217;Essere del vivere e l&#8217;essere del morire. Non \u00e8 mai il morire dell&#8217;essere. Il tempo fuggendo ci richiama alla devozione dell&#8217;isola. Siamo isole tra le foreste e il mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una ricerca di redenzione. Non una necessit\u00e0 di conoscenza soltanto. Non un valore. Ma un camminamento che ha la sua energia fondamentale conficcata tra l\u2019anima e il cuore. O meglio Carlos Castaneda:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNulla al mondo \u00e8 un regalo. Qualunque cosa ci sia da imparare deve essere imparata nel modo pi\u00f9 duro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo sciamanico non \u00e8 un archetipo. \u00c8 piuttosto una alchimia che ha il \u201cpotere\u201d dei silenzi. Bisogna avere pazienza. Molta pazienza per non essere fregati dalla impazienza. Questo non ha nulla a che fare con la tolleranza. Pazienza e tolleranza non sono lo stesso cammino. Bisogna saper camminare lungo le tracce della pazienza per trovare il tempo impareggiabile. Non dimenticando e ma ricordando comunque di dimenticare. C\u2019era una volta un tempo in cui la memoria era soltanto sogno. E il sogno si colorava di fantasie lungo i viaggi dell\u2019essenza della vita. Il silenzio era potere. Il potere del silenzio era una arcana energia dello spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019isola di Carlos Castaneda (in origine Carlos C\u00e9sar Salvador Aranha Castaneda, Cajamarca, 25 dicembre 1925 \u2013 Los Angeles, 27 aprile 1998, scrittore peruviano naturalizzato statunitense nel 1957) la magia e il mito sono richiami ed echi che ci portano nella lontananza del tempo \u2013 memoria. Ritorna con noi spesso. Spesso si fa silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era una volta la memoria, che si sposava con il mistero e l\u2019isola della metafora era l\u2019isola dei segreti , dei segreti velati e poi chiariti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa differenza fondamentale tra l\u2019uomo comune e il guerriero \u00e8 che il guerriero affronta tutto come una sfida, mentre l\u2019uomo comune prende tutto come una benedizione o una sciagura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La magia e il mito ridisegnavano i luoghi di questo mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni qual volta smettiamo di parlarci di noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo puntelliamo. Non solo: \u00e8 mentre parliamo a noi stessi che scegliamo le nostre strade. Ripetiamo quindi le stesse scelte fino al giorno della morte, perch\u00e9 fino a quel giorno continuiamo a ripeterci le stesse cose: un guerriero \u00e8 consapevole di questo atteggiamento e si sforza di fermare il suo dialogo interiore. Questa \u00e8 l\u2019ultima cosa che devi sapere se vuoi vivere come un guerriero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019isola del Tonal\u00bb di Castaneda (Rizzoli, 1997) \u00e8 un intreccio di sfere la cui cultura diventa sapere dei popoli. E i popoli si impossessano di questo sapere filtrando il tempo attraverso la nostalgia. I dialoghi tra don Juan con don Genaro aprono le finestre al vento della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Si legge: \u201cIl mondo non si offre a noi direttamente; di mezzo vi \u00e8 la descrizione del mondo. Propriamente, quindi, noi siamo sempre a un passo di distanza e la nostra esperienza del mondo \u00e8 sempre un ricordo dell\u2019esperienza. Noi siamo perennemente in atto di ricordare l\u2019istante che \u00e8 appena accaduto, appena trascorso. Noi ricordiamo , ricordiamo, ricordiamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un andare tra i ricordi. Ma la distinzione tra il ricordare e afferrare la memoria \u00e8 presente. Nel tempo i ricordi si frantumano e si raccolgono sulla tastiera della memoria. Nella memoria c\u2019\u00e8 il sapere e c\u2019\u00e8 il potere. Sentire, sognare e vedere. Sono i compiti anche della farfalla notturna che si metaforizza con il suo volo e con la sua presenza nel mondo. Il mondo e la memoria. Castaneda filtra queste due dimensioni che sono delle sfere. La circolarit\u00e0 del tempo \u00e8 un ritornare costantemente, al punto di partenza. Nel potere del silenzio c\u2019\u00e8 la circolarit\u00e0 del tempo \u2013 memoria. Il sognare. O il viaggiare. Gi\u00e0, appunto il viaggiare \u00e8 il tema dominante della ricerca di Castaneda. Proprio ne \u00abL\u2019isola di Tonal\u00bb il viaggio \u00e8 la trasparenza dell\u2019isola. L\u2019isola della partenza ma anche l\u2019isola del ritorno. Dove i riti magici si compiono, si offrono, si avvertono. Il mondo degli stregoni non \u00e8 soltanto il mondo della magia. \u00c8 il mondo del sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si legge in \u00abIl potere del silenzio. Arcane energie dello spirito\u00bb (Rizzoli, 2001): \u201cIl nagual El\u00ecas aveva grande rispetto per l\u2019energia sessuale disse don Juan. Riteneva che ci fosse stata perch\u00e9 la usassimo nel segno. Credeva che il segno fosse caduto in disuso perch\u00e9 poteva sconvolgere il precario equilibrio mentale delle persone sensibili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un itinerario lungo ma circolare. Per esempio cos\u00ec in Il secondo anello del potere (Rizzoli, 2001), in \u00abIl dono dell\u2019aquila\u00bb (Rizzoli, 1985), in \u00abL\u2019arte di sognare: (Rizzoli, 2000). Il sapere e il potere sono, comunque, incarnate dalla metafora della farfalla notturna che troviamo ne \u00abL\u2019isola del Tonal\u00bb. La sottolineatura \u00e8 singolare oltre ad essere bella.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl sapere e il potere. I sapienti hanno l\u2019uno e l\u2019altro. E tuttavia nessuno di loro potrebbe dire come riusc\u00ec ad averli: potranno solo dire che li hanno ottenuti agendo come guerrieri, e che ad un dato momento tutto \u00e8 cambiato\u201d. I guerrieri della notte si incontrano con la farfalla.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi: \u201cUn guerriero deve essere calmo e padrone di s\u00e9, senza perdere mai il controllo\u201d. Gli stregoni e i guerrieri. Ma \u00e8 Castaneda che incide un solco con queste parole: \u201cSe volete esprimervi in modo preciso secondo gli stregoni, ma in modo molto ridicolo secondo il vostro linguaggio, potete dire che stanotte avevate un appuntamento con una farfalla notturna. Il sapere \u00e8 una farfalla notturna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le metafore sono anch\u2019esse circolari perch\u00e9 camminano nel cuore del tempo e si fanno voce dentro l\u2019anima del guerriero. Ma queste metafore chiedono allo stregone di mobilitarsi nel linguaggio. Alla fine il tempo \u00e8 sempre il mistero, che si imprigiona nella memoria e si fa destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Appunto, il destino. L\u2019incontro tra l\u2019Occidente e l\u2019Oriente \u00e8 anche qui la trasparenza del potete del silenzio. E questo potere senza la forza e la consapevolezza del destino \u00e8 follia. Ma Castaneda si rivela nell\u2019isola, si rivela nel silenzio, si rivela nel sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre percorsi la cui luce primordiale vive non solo nel passato ma nella richiesta del presente. Il futuro \u00e8 gi\u00e0 memoria. La conoscenza \u00e8 destino. Il silenzio interiore \u00e8 la civilt\u00e0 che si fa memoria. Siamo impastati di civilt\u00e0. Sepolte. Ma bisogna avere il coraggio di tradire il tradimento e cercare di restare fedeli al cuore. Bisogna non dimenticare perch\u00e9 occorre ricordare di dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>E mai soffermarsi sul banale. \u201cArrabbiarsi con gli altri significa dare importanza alle loro azioni ed \u00e8 imperativo porre fine a questo modo di sentire. Le azioni degli uomini non possono essere cos\u00ec importanti da mettere in secondo piano la sola scelta possibile: il nostro inevitabile incontro con l\u2019infinito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo un potere che supera ogni viaggio assoluto. \u00c8 appunto il silenzio. Il silenzio \u00e8 la nostra vera isola. Non significa esilio. Ma isola. Coscienza. Restare dentro la propria coscienza cu rende impareggiabili. \u00c8 lo sciamano e il mondo sciamanico che tracciano in una vita il viaggio di essere uomini materiali e di diventare memoria nelle civilt\u00e0. Ovvero a ogni finitudine si contrappone un eterno. Fatto di immagini immaginari simboli tra il mito il rito e la sacralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIERFRANCO BRUNI\u00a0 C&#8217;\u00e8 una lezione importante in Carlos Castaneda. A cento anni dalla nascita. Bisogna che tutto possa diventare vita. 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