{"id":76044,"date":"2025-07-04T09:37:10","date_gmt":"2025-07-04T09:37:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76044"},"modified":"2025-07-04T09:37:30","modified_gmt":"2025-07-04T09:37:30","slug":"ci-hanno-lasciato-lalo-schifrin-e-pete-henry-schroeder-addio-a-due-giganti-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76044","title":{"rendered":"Ci hanno lasciato Lalo Schifrin e Pete Henry Schroeder: addio a due giganti dell\u2019arte"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75749\" style=\"width:420px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Ci\u00f2 che facciamo in vita riecheggia nell&#8217;eternit\u00e0.\u201d<\/em>&nbsp;\u2013&nbsp;<em>Il Gladiatore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci hanno lasciato.<\/strong><br>Due parole che oggi pesano come macigni. Due assenze che colpiscono nel profondo chi ama il cinema, la musica, il teatro e tutte le forme dell\u2019arte che rendono la nostra esistenza pi\u00f9 ricca e consapevole.<br>Nel giro di pochi giorni, abbiamo detto addio a&nbsp;<strong>Lalo Schifrin<\/strong>, maestro indiscusso della musica da film, e a&nbsp;<strong>Pete Henry Schroeder<\/strong>, attore, produttore e mentore che ha attraversato decenni di cinema con talento, umilt\u00e0 e passione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta solo della scomparsa di due artisti. Si tratta della fine di due epoche, di due visioni del mondo, di due percorsi esemplari che hanno segnato generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lalo Schifrin: il compositore che trasform\u00f2 il rischio in musica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 giugno 2025, all\u2019et\u00e0 di 93 anni,&nbsp;<strong>Lalo Schifrin si \u00e8 spento serenamente<\/strong>, come annunciato dal figlio Ryan. Ma la sua musica continuer\u00e0 a vibrare, a pulsare, a vivere. Perch\u00e9 Schifrin non era solo un compositore: era un architetto delle emozioni, un alchimista capace di mescolare jazz, ritmi latini, orchestrazioni classiche e intuizioni moderne in qualcosa di unico.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua opera pi\u00f9 celebre, l\u2019inconfondibile&nbsp;<strong>tema di&nbsp;<em>Mission: Impossible<\/em><\/strong>, \u00e8 diventata una delle sigle pi\u00f9 riconoscibili di tutti i tempi, sinonimo di tensione, eleganza, azione. Ma ridurre la carriera di Schifrin a quel solo tema sarebbe un\u2019ingiustizia: ha composto le colonne sonore di oltre&nbsp;<strong>100 film e serie TV<\/strong>, tra cui&nbsp;<em>Amityville Horror<\/em>,&nbsp;<em>Cincinnati Kid<\/em>,&nbsp;<em>Rush Hour<\/em>,&nbsp;<em>Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio<\/em>,&nbsp;<em>La stangata II<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Cool Hand Luke<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha ricevuto&nbsp;<strong>19 nomination ai Grammy (vincendone 4)<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>6 candidature agli Oscar<\/strong>, prima di essere finalmente celebrato con un&nbsp;<strong>Oscar onorario nel 2019<\/strong>, un riconoscimento riservato a pochissimi compositori nella storia, tra cui Ennio Morricone e Quincy Jones.<\/p>\n\n\n\n<p>Schifrin ha attraversato continenti, culture e stili. \u00c8 stato&nbsp;<strong>ponte tra jazz e sinfonismo<\/strong>, tra Hollywood e Buenos Aires, tra avanguardia e tradizione.<br>La sua musica non illustrava semplicemente le immagini: le&nbsp;<strong>trasformava<\/strong>, donando loro profondit\u00e0, mistero e poesia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pete Henry Schroeder: il volto nobile del mestiere dell\u2019attore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 giugno 2025, presso il Lake City VA Medical Center in Florida, si \u00e8 spento&nbsp;<strong>Pete Henry Schroeder<\/strong>, all\u2019et\u00e0 di 90 anni. La notizia \u00e8 stata diffusa solo nelle ultime ore, ma ha gi\u00e0 provocato un\u2019ondata di affetto e commozione nel mondo dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Veterano della guerra di Corea, Schroeder ha dedicato la sua seconda vita all\u2019arte. Attore, produttore, insegnante: un uomo dai molti talenti, ma sempre fedele a una sola missione \u2013&nbsp;<strong>vivere e trasmettere la verit\u00e0 della recitazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha lavorato accanto a grandi nomi, come Meryl Streep e Alan Alda ne&nbsp;<em>La seduzione del potere<\/em>&nbsp;(1979), ed \u00e8 stato il&nbsp;<strong>Cancelliere Klingon in&nbsp;<em>Star Trek: Enterprise<\/em><\/strong>, conquistando i fan della saga con la sua presenza intensa e carismatica.<br>Nel 2012 \u00e8 tornato al cinema con un piccolo ma significativo ruolo in&nbsp;<strong>Argo<\/strong>, il film diretto da Ben Affleck vincitore dell\u2019Oscar per il miglior film. Anche l\u00ec, come sempre,&nbsp;<strong>Schroeder ha scelto la sobriet\u00e0, la misura, la dignit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma forse il suo contributo pi\u00f9 grande lo ha dato dietro le quinte, come insegnante all&#8217;<strong>American Academy of Dramatic Arts<\/strong>&nbsp;e fondatore dell\u2019<strong>Actor\/Artist Group Workshop<\/strong>, attraverso il quale ha formato generazioni di attori, trasmettendo loro non solo tecniche ma anche valori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sua eredit\u00e0 \u00e8 fatta di sguardi, silenzi, coerenza.<\/strong>&nbsp;\u00c8 stato uno di quegli interpreti che non cercano i riflettori, ma che li reggono. Che non dominano la scena, ma la sorreggono. E che fanno dell\u2019arte un servizio silenzioso, profondo, necessario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un doppio addio, un unico ringraziamento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lalo Schifrin e Pete Henry Schroeder non torneranno pi\u00f9 in scena, ma non ci hanno davvero lasciato.<\/strong><br>I loro suoni, le loro interpretazioni, le loro lezioni continuano a vivere. Nei film che rivedremo. Nelle musiche che ascolteremo. Nelle persone che hanno formato e ispirato.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo spesso dominato dalla superficialit\u00e0, loro ci hanno ricordato cosa significa essere&nbsp;<strong>profondamente artisti<\/strong>. Hanno parlato un linguaggio che non ha bisogno di sottotitoli, n\u00e9 di traduzioni. Hanno saputo&nbsp;<strong>emozionare, sorprendere, far pensare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora che non ci sono pi\u00f9, ci resta il dovere \u2013 e il privilegio \u2013 di non dimenticarli. Di continuare a raccontare chi erano. Di tenerli vivi, come meritano,&nbsp;<strong>nel cuore e nella memoria collettiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Grazie, Lalo.<br>Grazie, Pete.<br><strong>Ci avete lasciato, ma non ci avete abbandonato.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao Ci\u00f2 che facciamo in vita riecheggia nell&#8217;eternit\u00e0.\u201d&nbsp;\u2013&nbsp;Il Gladiatore Ci hanno lasciato.Due parole che oggi pesano come macigni. 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