{"id":76058,"date":"2025-07-05T09:45:00","date_gmt":"2025-07-05T09:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76058"},"modified":"2025-07-05T09:45:16","modified_gmt":"2025-07-05T09:45:16","slug":"mostra-del-cinema-di-venezia-2025-il-film-dapertura-sara-la-grazia-di-paolo-sorrentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76058","title":{"rendered":"Mostra del Cinema di Venezia 2025, il film d\u2019apertura sar\u00e0\u00a0La Grazia\u00a0di Paolo Sorrentino"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75749\" style=\"width:460px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000014516-1-1-1-1-1-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl cinema \u00e8 l\u2019unica arte capace di afferrare la realt\u00e0.\u00bb \u2013 Fran\u00e7ois Truffaut<br>\u00abIl cinema \u00e8 un\u2019avventura mentale che si sviluppa in immagini in movimento.\u00bb \u2013 Orson Welles<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La 82\u00aa edizione della Mostra del Cinema di Venezia si aprir\u00e0 con la prima mondiale de&nbsp;<em>La Grazia<\/em>, il nuovo, attesissimo film di Paolo Sorrentino. La proiezione inaugurale, prevista per il 27 agosto nella prestigiosa Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, promette di essere uno degli eventi pi\u00f9 significativi dell\u2019anno cinematografico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Grazia<\/em>&nbsp;rappresenta il ritorno in concorso di uno dei registi italiani pi\u00f9 amati e riconosciuti a livello internazionale. Dopo&nbsp;<em>\u00c8 stata la mano di Dio<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Parthenope<\/em>, Sorrentino prosegue il suo percorso artistico con un\u2019opera che, secondo le prime indiscrezioni, si addentra ancor pi\u00f9 nel cuore delle sue ossessioni: la bellezza, la memoria, la solitudine e l\u2019irriducibilit\u00e0 dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La trama e il cast: Toni Servillo ancora protagonista<\/strong><br>Protagonista di&nbsp;<em>La Grazia<\/em>&nbsp;\u00e8 Toni Servillo, alla sua settima collaborazione con Sorrentino, in un ruolo intenso e stratificato. Servillo interpreta un uomo in crisi esistenziale che intraprende un percorso di redenzione e consapevolezza, attraversando paesaggi dell\u2019anima tanto quanto reali. Al suo fianco, Anna Ferzetti offre un contrappunto emotivo e narrativo essenziale, dando vita a un personaggio femminile forte e insieme vulnerabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione si sviluppa in modo non lineare, affidandosi pi\u00f9 alla suggestione visiva e sonora che a una classica struttura drammatica. Come spesso accade nel cinema di Sorrentino, \u00e8 la forma a prevalere sul racconto, in un flusso di immagini, movimenti e silenzi che evocano pi\u00f9 che spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un nuovo sguardo visivo: cambia il direttore della fotografia<\/strong><br>Con&nbsp;<em>La Grazia<\/em>, Paolo Sorrentino conferma la collaborazione con&nbsp;<strong>Daria D\u2019Antonio<\/strong>, che ha preso il posto dello storico direttore della fotografia&nbsp;<strong>Luca Bigazzi<\/strong>. Il cambio \u00e8 avvenuto gi\u00e0 con&nbsp;<em>\u00c8 stata la mano di Dio<\/em>, segnando un passaggio importante nello stile visivo del regista.<\/p>\n\n\n\n<p>Bigazzi, con il suo approccio sontuoso e formale, ha plasmato l\u2019estetica sorrentiniana degli anni d\u2019oro, rendendola riconoscibile in tutto il mondo. D\u2019Antonio porta invece un\u2019energia nuova, pi\u00f9 intima e naturale, con una fotografia che lascia filtrare l\u2019imperfezione, la luce sporca, il colore della realt\u00e0. Il suo sguardo accompagna Sorrentino in una fase pi\u00f9 autobiografica e riflessiva del suo cinema, dove il lirismo non rinuncia alla verit\u00e0 emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parthenope: l\u2019opera della maturit\u00e0 emotiva<\/strong><br><em>La Grazia<\/em>&nbsp;arriva dopo&nbsp;<em>Parthenope<\/em>, altro film cardine della recente filmografia di Sorrentino, presentato anch\u2019esso a Venezia nel 2024. In&nbsp;<em>Parthenope<\/em>, il regista aveva messo in scena una Napoli immaginata e idealizzata, filtrata dallo sguardo di una giovane donna, simbolo di un\u2019Italia perduta e desiderata. Era un\u2019opera pi\u00f9 aperta al femminile, rarefatta, quasi contemplativa. Un inno alla giovinezza e alla malinconia, alla bellezza che svanisce mentre la si guarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel film, pur meno dirompente rispetto ad altri, ha segnato una svolta nel modo in cui Sorrentino rappresenta il desiderio, il tempo, la citt\u00e0. Non pi\u00f9 solo lo sfarzo e il cinismo della mondanit\u00e0, ma il silenzio, la nostalgia, l\u2019infanzia, la memoria.&nbsp;<em>Parthenope<\/em>&nbsp;ha mostrato quanto il regista sappia, oggi pi\u00f9 che mai, mettere in crisi il proprio stile, rinnovarlo, scavarci dentro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le influenze: tra grandi maestri e una voce inconfondibile<\/strong><br>Il cinema di Paolo Sorrentino \u00e8 profondamente personale, a volte definito \u00abautoreferenziale\u00bb, ma \u00e8 proprio questa insistenza sul proprio universo stilistico a renderlo unico. Sorrentino non ha mai nascosto i suoi riferimenti: piuttosto li ha incorporati, reinventati, trasformati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli autori che lo hanno influenzato pi\u00f9 radicalmente spiccano&nbsp;<strong>Federico Fellini<\/strong>, nel gusto per il grottesco e il surreale;&nbsp;<strong>Michelangelo Antonioni<\/strong>, nella rappresentazione del vuoto e dell\u2019alienazione moderna;&nbsp;<strong>Ingmar Bergman<\/strong>, per l\u2019ossessione del dubbio e del silenzio interiore;&nbsp;<strong>Martin Scorsese<\/strong>, che gli ha trasmesso il ritmo del racconto visivo e il montaggio come cuore emotivo; e&nbsp;<strong>Orson Welles<\/strong>, dalla cui visione smisurata ha ereditato l\u2019ambizione di un cinema totale, labirintico, in cui l\u2019immagine \u00e8 pensiero e memoria, sogno e architettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi riferimenti non sono mai semplici omaggi, ma fili vivi che tessono la stoffa profonda del suo cinema: un cinema che si racconta senza raccontare, che mostra l\u2019anima senza descriverla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come dovrebbe essere il cinema<\/strong><br><em>La Grazia<\/em>, come&nbsp;<em>Parthenope<\/em>, ci ricorda cosa pu\u00f2 essere il cinema quando sceglie la via dell\u2019onest\u00e0 artistica: uno spazio in cui l\u2019autore si espone, rischia, scava, si racconta. Un linguaggio che non si limita a intrattenere, ma pretende di emozionare, interrogare, far vacillare le certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cinema dovrebbe essere cos\u00ec: capace di sorprendere e di durare. Dovrebbe non avere paura di essere poetico, lento, enigmatico. Dovrebbe cercare la bellezza non nella perfezione, ma nell\u2019autenticit\u00e0. Dovrebbe essere un luogo in cui anche il dolore ha voce, in cui anche il silenzio racconta.<\/p>\n\n\n\n<p>Come accade con&nbsp;<strong>Giuseppe Tornatore<\/strong>, che costruisce un\u2019epica della memoria e della nostalgia; con&nbsp;<strong>Gabriele Salvatores<\/strong>, che ha saputo attraversare il genere per raccontare l\u2019Italia invisibile; con&nbsp;<strong>Ferzan Ozpetek<\/strong>, maestro dell\u2019intimit\u00e0 e del non detto; con&nbsp;<strong>Luca Guadagnino<\/strong>, che ha restituito al cinema italiano un respiro internazionale, sensuale, raffinato.<\/p>\n\n\n\n<p>E come accade \u2013 con ostinata coerenza e lucida follia \u2013 nel cinema di&nbsp;<strong>Paolo Sorrentino<\/strong>: fragile e grandioso, personale e universale, ossessivo e meraviglioso. Un cinema che si ricorda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Italo Nostromo: Lettera d\u2019amore al cinema<\/strong><br>Ero in fasce. In braccio a mia madre.<br>Il buio della sala era tutto attorno, come un mistero denso e calmo.<br>E sullo schermo le cose si muovevano, senza toccarmi, ma mi scuotevano dentro.<br>Un volto gigante, una porta che si apriva, un cielo troppo azzurro per essere vero.<br>Sgranavo gli occhi, non capivo, ma vedevo. E quel vedere era gi\u00e0 sentire.<br>Il cinema \u00e8 stato la mia prima lingua muta.<br>Non mi ha mai spiegato nulla, ma mi ha insegnato tutto.<br>Mi ha dato il silenzio che serve per ascoltare, la luce che rompe l\u2019ombra,<br>il tempo per restare fermi davanti a ci\u00f2 che scorre.<br>E ogni volta che entro in una sala, non vedo un film:<br>rivedo quel primo buio e quella luce che tremava.<br>Le braccia di mia madre che mi stringevano,<br>il suo profumo di talco e di spighetta che mi avvolgeva come un\u2019armonia.<br>E penso che il cinema, quando \u00e8 vero,<br>non \u00e8 altro che l\u2019infanzia dell\u2019anima che torna a guardare il mondo per la prima volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl cinema \u00e8 l\u2019unica arte capace di afferrare la realt\u00e0.\u00bb \u2013 Fran\u00e7ois Truffaut\u00abIl cinema \u00e8 un\u2019avventura mentale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,10],"tags":[],"class_list":["post-76058","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-espectaculo","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76058"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76059,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76058\/revisions\/76059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}