{"id":76106,"date":"2025-07-07T11:11:55","date_gmt":"2025-07-07T11:11:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76106"},"modified":"2025-07-07T11:12:14","modified_gmt":"2025-07-07T11:12:14","slug":"il-grande-rientro-cronaca-di-una-fuga-dal-divano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76106","title":{"rendered":"Il grande rientro: cronaca di una fuga dal divano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76107\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1-150x90.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl luned\u00ec \u00e8 una punizione divina per colpe che non ricordiamo.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u2014 Anonimo, probabilmente in coda al bar con un gratta e vinci in mano<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Alle 7:32 del mattino di un qualunque luned\u00ec, davanti a un bar qualunque, una folla si ammassa come pellegrini davanti a una caffettiera miracolosa. Sono uomini e donne ridotti a silhouette stropicciate, con l\u2019anima ancora sotto le coperte e lo sguardo perso in un punto che sta sempre un metro pi\u00f9 in l\u00e0 del bancone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il barista \u00e8 un misto tra uno sciamano e un operaio dell\u2019emergenza: distribuisce cappuccini come fossero flebo di lucidit\u00e0 e consegna gratta e vinci con la solennit\u00e0 di un prete che dispensa indulgenze.<\/p>\n\n\n\n<p>La domenica, che in teoria dovrebbe essere un balsamo, \u00e8 invece un anestetico scadente: fatta di centri commerciali invasi, scroll compulsivi, serie viste per inerzia e aperitivi sociali in cui si ride perch\u00e9 non farlo sarebbe peggio. Un riposo cos\u00ec mal recitato da lasciare pi\u00f9 stanchezza che sollievo. Cos\u00ec il luned\u00ec mattina diventa un rito collettivo di espiazione, in cui ci si presenta al bar come reduci di un sogno scomodo, a cercare redenzione nella schiuma di un cappuccino.<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono seduto in un angolo, sotto la mensola dei quotidiani spiegazzati, con il mio caff\u00e8 ancora fumante tra le mani. E guardo. Guardo i vuoti negli occhi e i gesti ripetuti fino all\u2019automatismo: l\u2019orologio controllato ogni tre minuti, lo scontrino stretto come un amuleto, il cucchiaino girato tre volte e lasciato sul bordo della tazza con una precisione chirurgica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impiegato<\/strong>&nbsp;delle poste \u2014 camicia azzurra stropicciata, faccia da condono edilizio \u2014 sorseggia il suo caff\u00e8 con l\u2019espressione di chi ha gi\u00e0 perso la causa contro il luned\u00ec e ora aspetta solo il venerd\u00ec come si aspetta una grazia presidenziale. Ogni tanto guarda il cellulare, scrolla, sospira.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019imbianchino<\/strong>, ancora con le macchie di vernice sul pantalone, ingoia un cappuccino bollente in tre sorsi, come fosse un farmaco, poi ne ordina un altro \u201cda portar via\u201d e infila un cornetto intero in un sacchetto unto. Non ha tempo da perdere, e forse nemmeno voglia da spendere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La badante rumena<\/strong>, silenziosa, occhi stanchi e mani forti, tiene una borsa troppo pesante e parla al telefono in un sussurro dolce e malinconico, forse con una figlia dall\u2019altra parte del mondo. Raccoglie un caff\u00e8 al banco come si raccoglie un respiro, poi se ne va senza salutare, con lo sguardo dritto e la schiena piegata da pi\u00f9 di un tipo di fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8&nbsp;<strong>il vecchio sciancato<\/strong>, presenza fissa del luned\u00ec come l\u2019umidit\u00e0 e la rassegnazione. Zoppica fino al bancone con una lentezza teatrale e fa battute viscide alla barista, che finge di sorridere mentre guarda l\u2019orologio. \u201cSei bella come la luna piena\u201d, le dice, e ride da solo, compiaciuto. Lei risponde con una gentilezza stirata, imparata a memoria. Nessuno interviene, nessuno ride. Anche l\u2019imbarazzo, al luned\u00ec, \u00e8 rallentato.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi ci sono loro:&nbsp;<strong>i cani<\/strong>. Tutti hanno un cane. Alcuni fino a tre. Taglie e colori tra i pi\u00f9 vari e improbabili, frutto di incroci misteriosi e accoppiamenti azzardati tra chihuahua nevrotici e molossi con occhi da poeta. Zampettano intorno ai tavolini, legati a guinzagli da dieci euro o lasciati sciolti, a sniffarsi a vicenda con l\u2019espressione di chi ha capito tutto, ma tace per piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo sempre dove finiranno, quei cani, una volta che i padroni andranno al lavoro. Verranno lasciati in macchina, con un finestrino appena abbassato? O chiusi in casa con la TV accesa, sperando che lo schermo tenga compagnia meglio di chi l\u2019ha acceso? Forse vagano anche loro, metaforicamente, dentro la loro personale Commedia Umana, vittime collaterali della nostra corsa verso il nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento, tra un morso a un cornetto e una notifica controllata di nascosto, mi sento dentro&nbsp;<strong>la Commedia Umana<\/strong>&nbsp;di Balzac, ma ambientata tra il bancone e il frigorifero dei tramezzini. L\u00ec, in quei volti stirati, vedo Rastignac, Lucien de Rubempr\u00e9, Madame Vauquer&#8230; solo che oggi indossano giacche della Decathlon e scarpe da ginnastica bianche.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, mentre la macchina del caff\u00e8 sbuffa come una locomotiva stanca, la mente mi va a&nbsp;<strong>Metropolis<\/strong>&nbsp;di Fritz Lang. Umani incastrati in ingranaggi sociali che li vogliono efficienti e docili, sottomessi a ritmi che non scelgono ma che scandiscono le loro giornate. Il bar diventa cos\u00ec una specie di checkpoint esistenziale, un nodo tra la catena di montaggio e il sogno di fuga. Un luogo in cui ci si illude di avere il controllo solo perch\u00e9 si pu\u00f2 scegliere tra cappuccino tiepido o bollente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le file sono ancora l\u00ec, immobili ma in continuo ricambio, come una catena alimentata da disperazione e abitudine. Qualcuno si avvicina al banco, gratta un biglietto e trattiene il fiato: magari stavolta si vince qualcosa. Anche solo un motivo per restare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si sa, nessuno vince davvero il luned\u00ec mattina. Si vince solo la possibilit\u00e0 di raccontarsi che tutto questo serve a qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Io finisco il cappuccino. La schiuma \u00e8 ormai svanita. Anche questa settimana pu\u00f2 cominciare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl luned\u00ec \u00e8 una punizione divina per colpe che non ricordiamo.\u00bb \u2014 Anonimo, probabilmente in coda al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-76106","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76106"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76106\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76108,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76106\/revisions\/76108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}