{"id":76277,"date":"2025-07-08T08:04:52","date_gmt":"2025-07-08T08:04:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76277"},"modified":"2025-07-08T08:05:23","modified_gmt":"2025-07-08T08:05:23","slug":"lo-scrittore-e-una-minaccia-perche-il-writing-e-lultimo-gesto-mistico-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76277","title":{"rendered":"Lo scrittore \u00e8 una minaccia: perch\u00e9 il writing \u00e8 l\u2019ultimo gesto mistico del nostro tempo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76107\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1-150x90.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u201cL\u2019arte \u00e8 ci\u00f2 che rende la vita pi\u00f9 interessante dell\u2019arte stessa.\u201d<\/em><br>\u2014 Robert Filliou<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Che cosa fa uno scrittore? Scrive, certo. Ma non come ce lo immaginiamo. Non redige romanzi, non pubblica editoriali, non insegna scrittura creativa all\u2019universit\u00e0. Uno scrittore, oggi, \u00e8 un&nbsp;<em>writer<\/em>. Uno che&nbsp;<strong>scrive il proprio nome ovunque<\/strong>: muri, cabine, treni, serrande. Uno che si muove nell\u2019ombra, nelle intercapedini della citt\u00e0, e&nbsp;<strong>lascia un segno inutile, incomprensibile, disturbante<\/strong>. Scrive per esistere, per dire \u201cio ci sono\u201d, anche se nessuno capir\u00e0 mai chi \u00e8, cosa vuole, perch\u00e9 l\u2019ha fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il writer \u00e8 un&nbsp;<strong>mistico urbano<\/strong>. Non un artista, non un ribelle, non un comunicatore. Qualcosa di pi\u00f9 radicale, di pi\u00f9 inspiegabile.&nbsp;<strong>Scrive per sparire.<\/strong>&nbsp;O forse per replicarsi. Il proprio nome \u2014 ripetuto fino all\u2019ossessione, fino alla noia \u2014 come un mantra esistenziale. Una trasfigurazione. Un mandala di cemento e spray. Sa che tutto sar\u00e0 cancellato, coperto, levigato. Ma proprio in questa impermanenza c\u2019\u00e8 il senso del gesto. Un tag \u00e8 come&nbsp;<strong>una preghiera che nessuno ascolta<\/strong>, ma che va detta comunque. Come nei monasteri tibetani, dove si disegna con la sabbia per poi distruggere tutto, perch\u00e9 tutto passa. Eppure ogni granello conta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni, l\u2019imbrattare mi \u00e8 sembrato una bruttezza. Un\u2019offesa. Non solo per la legalit\u00e0, ma per la vista. Un segno storto che rovinava qualcosa di \u201cordinato\u201d. Oggi capisco quanto fossi ingenuo. Pensavo con la testa del decoro, dell\u2019estetica addomesticata, dell\u2019arte da incorniciare. Oggi vedo in quei segni&nbsp;<strong>un\u2019energia primitiva<\/strong>&nbsp;che nessun disegno \u201cbello\u201d potr\u00e0 mai restituire.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui il confronto \u00e8 inevitabile:&nbsp;<strong>i writer contro gli street artist. Banksy contro la tag.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Banksy, lo sappiamo, \u00e8 l\u2019eroe pop dell\u2019arte urbana. Ironico, intelligente, satirico. I suoi stencil sono ovunque. Fa riflettere. Fa sorridere. Fa pensare. Eppure, proprio per questo,&nbsp;<strong>non disturba veramente.<\/strong>&nbsp;Anzi, piace. Piace a tutti. Agli intellettuali, ai social, agli influencer, ai politici, alle gallerie, agli investitori. Piace cos\u00ec tanto che \u00e8 stato assorbito.&nbsp;<strong>\u00c8 diventato sistema.<\/strong>&nbsp;\u00c8 la controcultura in formato gadget, in saldo nei musei temporanei delle periferie commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il writer, invece,&nbsp;<strong>non piace a nessuno.<\/strong>&nbsp;N\u00e9 alla destra n\u00e9 alla sinistra. N\u00e9 ai curatori n\u00e9 ai cittadini. N\u00e9 ai nostalgici n\u00e9 agli innovatori. Il writer&nbsp;<strong>sporca<\/strong>. Deturpa. Vandalizza. Fa qualcosa che&nbsp;<strong>non \u00e8 vendibile, non \u00e8 esponibile, non \u00e8 \u201ccapibile\u201d.<\/strong>&nbsp;Nessun assessore alla cultura lo inviter\u00e0 mai a partecipare a una call pubblica. Nessuna galleria lo includer\u00e0 in una mostra collettiva. Non perch\u00e9 non sia bravo, ma perch\u00e9&nbsp;<strong>non \u00e8 utile a nessun messaggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il writer&nbsp;<strong>non ha una causa, n\u00e9 una critica sociale da proporre.<\/strong><br>Banksy fa disegnini contro la guerra \u2014 grazie, davvero. Ci voleva lui a dirci che le bombe fanno male. Jorit stampa i volti dei miti pop del nostro tempo \u2014 Maradona, Mandela, Pasolini \u2014 come se servissero nuovi santini urbani da venerare tra un distributore automatico e una rotatoria. Ma il writer&nbsp;<strong>non educa, non consola, non omaggia.<\/strong>&nbsp;Non illude che stiamo facendo qualcosa. Non abbellisce l\u2019orrore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il writer non camuffa. Il writer espone.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Espone la frattura, il disagio, l\u2019inutilit\u00e0 stessa del gesto. La sua&nbsp;<strong>incomprensibilit\u00e0 \u00e8 la sua forza.<\/strong>&nbsp;Mentre la street art cerca consenso, il writer cerca sparizione. Il primo lavora con l\u2019immagine, con la metafora, con la retorica. Il secondo&nbsp;<strong>scava nell\u2019astrazione totale, nella ripetizione mantrica, nell\u2019ego dissolto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo,&nbsp;<strong>il writing \u00e8 pi\u00f9 vicino all\u2019arte concettuale che alla street art.<\/strong>&nbsp;\u00c8 pura presenza performativa. \u00c8 linguaggio senza linguaggio. \u00c8 l\u2019opposto dell\u2019\u201copera\u201d. \u00c8 una&nbsp;<strong>liturgia dell\u2019assenza<\/strong>. \u00c8, in fondo,&nbsp;<strong>una delle ultime esperienze punk del nostro tempo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il tema della bruttezza. Che cos\u2019\u00e8 brutto?<br>Secondo&nbsp;<strong>Umberto Eco<\/strong>, la bruttezza non \u00e8 il contrario della bellezza. \u00c8 una categoria attiva, inquietante, provocatoria. Nella&nbsp;<em>Storia della bruttezza<\/em>, Eco mostra come il brutto abbia sempre avuto un ruolo fondamentale:&nbsp;<strong>disturbare l\u2019ordine, aprire varchi, rendere visibile l\u2019invisibile.<\/strong>&nbsp;Le immagini sgraziate, grottesche, mostruose, hanno sempre avuto pi\u00f9 potere della bellezza accomodante.&nbsp;<strong>Il brutto non ti accarezza: ti costringe a guardare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 \u201cbrutto\u201d di una tag incomprensibile su un muro intonacato da poco?<br>Ma se ci pensiamo bene,&nbsp;<strong>\u00e8 davvero quella scritta il problema? O lo \u00e8 il nostro bisogno di perfezione, di pulizia, di ordine visivo?<\/strong>&nbsp;Forse quella tag&nbsp;<strong>ci infastidisce perch\u00e9 non risponde. Non si spiega. Non si giustifica. Non si vende.<\/strong>&nbsp;E quindi&nbsp;<strong>resiste.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un tag non \u00e8 un\u2019opera. \u00c8 una&nbsp;<strong>ferita. Una lapide. Un testamento esistenziale.<\/strong><br>Un nome che grida:&nbsp;<em>io c\u2019ero<\/em>. O forse:&nbsp;<em>io non ci sono mai stato davvero<\/em>.<br>E mentre Banksy diventa NFT, diventa logo, diventa museo,&nbsp;<strong>il writer resta imprendibile<\/strong>. Imperdonabile. Invisibile. E per questo&nbsp;<strong>vero.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u201cL\u2019arte \u00e8 ci\u00f2 che rende la vita pi\u00f9 interessante dell\u2019arte stessa.\u201d\u2014 Robert Filliou Che cosa fa uno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-76277","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76277"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76277\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76278,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76277\/revisions\/76278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}