{"id":76484,"date":"2025-07-12T09:38:25","date_gmt":"2025-07-12T09:38:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76484"},"modified":"2025-07-12T09:38:44","modified_gmt":"2025-07-12T09:38:44","slug":"goffredo-fofi-leresia-necessaria-dellintelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76484","title":{"rendered":"Goffredo Fofi: l\u2019eresia necessaria dell\u2019intelligenza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"228\" height=\"221\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76485\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg 228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images-150x145.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em><strong>In morte di un critico che non ha mai barattato la verit\u00e0 con il potere<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u00abL\u2019uomo libero \u00e8 colui che, accettando la morte, rifiuta di servire l\u2019ingiustizia.\u00bb<\/em><br>\u2014 Albert Camus<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>L\u201911 luglio 2025 Goffredo Fofi si \u00e8 spento a 88 anni. Con lui non scompare solo un intellettuale, ma una forma di coscienza:&nbsp;<strong>un modo di stare nel mondo, nel pensiero, nella parola<\/strong>, radicalmente incompatibile con l\u2019indifferenza, la superficialit\u00e0 e il compromesso. Uomo ruvido, libero, spesso scomodo, Fofi \u00e8 stato una figura&nbsp;<strong>unica nella cultura italiana<\/strong>: testimone del Novecento pi\u00f9 profondo, ma anche&nbsp;<strong>intellettuale del presente<\/strong>&nbsp;fino all\u2019ultimo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Militante prima che critico, umano prima che accademico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Goffredo Fofi non ha mai concepito la cultura come un rifugio estetico. Per lui,&nbsp;<strong>scrivere era agire<\/strong>, leggere era partecipare, criticare era resistere. Gi\u00e0 negli anni Sessanta, il suo lavoro tra gli immigrati meridionali nelle periferie torinesi lo distingueva da ogni altra figura dell\u2019intellighenzia italiana. La sua opera&nbsp;<em>L\u2019immigrazione meridionale a Torino<\/em>&nbsp;(1964) \u00e8 un libro ancora attuale, non solo per la sua precisione sociologica ma per la&nbsp;<strong>ferocia etica<\/strong>&nbsp;con cui interroga le responsabilit\u00e0 collettive.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un critico fuori dal coro: confronto con Rondi, Morandini, Kezich<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fofi ha sempre rifiutato il ruolo di&nbsp;<strong>intellettuale organico alle istituzioni<\/strong>, distinguendosi da figure anche prestigiose come&nbsp;<strong>Gian Luigi Rondi<\/strong>,&nbsp;<strong>Morando Morandini<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tullio Kezich<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Rondi, vicino al potere culturale e politico, fu spesso&nbsp;<strong>celebrativo e centralizzatore<\/strong>: la sua critica era quella di un funzionario della cultura.<br>Kezich era&nbsp;<strong>elegante e narrativo<\/strong>, ma con un\u2019ottica borghese,&nbsp;<strong>poco incline al conflitto sociale<\/strong>.<br>Morandini, rigoroso e informatissimo, fu&nbsp;<strong>un grande compilatore<\/strong>, ma&nbsp;<strong>privo del fuoco ideologico<\/strong>&nbsp;che ardeva in Fofi.<br>Enrico Ghezzi, pur geniale, navigava in&nbsp;<strong>territori filosofico-visionari<\/strong>, spesso oscuri al grande pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fofi era altro<\/strong>: un critico che partiva dalla strada, dal margine, e che&nbsp;<strong>chiedeva al cinema di essere coscienza collettiva<\/strong>. Dove gli altri ordinavano e catalogavano, lui&nbsp;<strong>scardinava e interrogava<\/strong>. Il suo sguardo non cercava la forma, ma&nbsp;<strong>l\u2019anima<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019influenza: centinaia di intellettuali cresciuti alla sua scuola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La forza eversiva di Goffredo Fofi non si \u00e8 espressa solo nei suoi scritti, ma anche \u2014 e forse soprattutto \u2014 nell\u2019influenza che ha avuto su&nbsp;<strong>almeno tre generazioni di intellettuali italiani<\/strong>, tra gli anni \u201970 e il 2020.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno scritto con lui, per lui o grazie a lui<\/strong>:<br>scrittori come&nbsp;<strong>Nicola Lagioia<\/strong>,&nbsp;<strong>Helena Janeczek<\/strong>,&nbsp;<strong>Valerio Magrelli, Alessandro Baricco<\/strong><br>critici e studiosi come&nbsp;<strong>Roberto Esposito<\/strong>,&nbsp;<strong>Gianluca Didino<\/strong>,&nbsp;<strong>Pietro Del Sold\u00e0<\/strong><br>registi e documentaristi come&nbsp;<strong>Daniele Vicari<\/strong>,&nbsp;<strong>Cecilia Mangini<\/strong>,&nbsp;<strong>Giorgio Diritti<\/strong><br>giornalisti e operatori culturali come&nbsp;<strong>Christian Raimo<\/strong>,&nbsp;<strong>Francesco Piccolo<\/strong>,&nbsp;<strong>Chiara Valerio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per molti, Fofi \u00e8 stato un&nbsp;<strong>maestro senza cattedra<\/strong>, che formava&nbsp;<strong>pi\u00f9 per attrito che per adesione<\/strong>. I suoi giudizi, spesso spietati, erano destinati a far crescere chi sapeva ascoltare. La sua influenza&nbsp;<strong>non si \u00e8 mai basata sul potere, ma sulla coerenza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Howard Hughes e l\u2019epica virile del western<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sorprenderebbe alcuni scoprire che Fofi aveva una vera passione per il&nbsp;<strong>western americano<\/strong>, genere da molti considerato reazionario. Eppure, lui vi scorgeva un mito fondativo della&nbsp;<strong>giustizia, della solitudine eroica, del sacrificio personale<\/strong>. Amava in particolare il western classico, e tra i suoi nomi di culto&nbsp;<strong>Howard Hughes<\/strong>, il miliardario-regista-produttore che ha lasciato un\u2019impronta anomala e potente nel cinema americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Fofi, il western non era escapismo, ma&nbsp;<strong>tragedia moderna<\/strong>: un&nbsp;<em>balletto virile<\/em>, dove ogni gesto ha il peso del destino. In quel cinema \u2014 da&nbsp;<em>Il mio corpo ti scalder\u00e0<\/em>&nbsp;a&nbsp;<em>Il fuorilegge<\/em>&nbsp;\u2014 trovava&nbsp;<strong>una tensione morale<\/strong>, una concezione epica del conflitto umano. Era un modo per parlare&nbsp;<strong>di uomini soli davanti al mondo<\/strong>, e questo, per lui, era gi\u00e0 politica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una vita tra i libri, le riviste, le idee che camminano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fofi \u00e8 stato anche un grandissimo&nbsp;<strong>organizzatore culturale<\/strong>. Fondatore, direttore, collaboratore e mentore per decine di riviste fondamentali:<br><em>Quaderni piacentini<\/em>, negli anni della sinistra eretica<br><em>Linea d\u2019ombra<\/em>, forse la sua creazione pi\u00f9 raffinata<br><em>Lo straniero<\/em>, luogo di pensiero etico-politico tra cinema, letteratura e pedagogia<br><em>Gli asini<\/em>, l\u2019ultima creatura, aperta alla scuola, alla marginalit\u00e0, ai migranti<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso queste testate, Fofi non ha mai costruito un impero personale, ma ha offerto&nbsp;<strong>uno spazio di libert\u00e0 e di formazione<\/strong>&nbsp;per decine di giovani critici, scrittori, docenti, educatori. Era&nbsp;<strong>un intellettuale artigiano<\/strong>, che credeva nel&nbsp;<strong>lavoro editoriale come atto etico<\/strong>. Ogni articolo era un seme. Ogni rivista, un campo coltivato contro la desertificazione culturale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tot\u00f2, l\u2019uomo e la maschera: un capolavoro d\u2019interpretazione morale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le sue opere pi\u00f9 importanti, merita un posto d\u2019onore&nbsp;<em>Tot\u00f2. L\u2019uomo e la maschera<\/em>&nbsp;(1977, pi\u00f9 volte riedito). Qui Fofi raggiunge un vertice raro:&nbsp;<strong>racconta Tot\u00f2 oltre la macchietta<\/strong>, oltre il comico, oltre il folklore. Lo osserva come&nbsp;<strong>figura tragica<\/strong>, maschera che ride per non piangere, clown che si spezza da dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Fofi scrive su Tot\u00f2 come Pasolini scriveva sui sottoproletari:&nbsp;<strong>con devozione, piet\u00e0 laica, attenzione assoluta<\/strong>. Ne coglie il corpo contorto, la malinconia, l\u2019ironia feroce, e lo trasforma in un&nbsp;<strong>simbolo dell\u2019Italia minore, irrisa e sublime<\/strong>, che ancora aspetta riscatto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abNon si spegne chi accende\u00bb<\/strong><br><em>poesia per Goffredo Fofi<\/em><br><strong>di Italo Nostromo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>a chi ha parlato piano<br>ma ha scosso le montagne<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>non si spegne chi accende<br>il pensiero nei vicoli<br>tra le urla della scuola<br>e il silenzio delle biblioteche<\/p>\n\n\n\n<p>ha fatto della pagina<br>un campo da zappare<br>e del cinema<br>una finestra sui poveri<\/p>\n\n\n\n<p>non si \u00e8 mai seduto<br>sui troni della critica<br>ha scelto lo sgabello<br>e una tazza di vino rosso<br>con chi aveva fame<br>prima di cultura<br>di giustizia<\/p>\n\n\n\n<p>ora \u00e8 polvere<br>che scrive sui vetri<br>dei treni notturni<br>che portano sud al nord<\/p>\n\n\n\n<p>non si spegne chi accende<br>non si dimentica chi ha ferito<br>con la luce.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao In morte di un critico che non ha mai barattato la verit\u00e0 con il potere \u00abL\u2019uomo libero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-76484","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76484"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76486,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76484\/revisions\/76486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}