{"id":7655,"date":"2019-08-29T20:36:38","date_gmt":"2019-08-29T20:36:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=7655"},"modified":"2019-08-29T20:36:38","modified_gmt":"2019-08-29T20:36:38","slug":"archeologia-e-storia-in-abruzzo-e-molise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=7655","title":{"rendered":"Archeologia e storia in Abruzzo e Molise"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-7655 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=7656'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Pietrabbondante-il-teatro-con-gli-schienali-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=7657'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Pietrabbondante-teatro-con-schienali-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=7658'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Pietrabbondante-teatro-e-tempio-maggiore-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=7659'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Saepinum-cardo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=7660'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Saepinum-teatro-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"center\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-size: x-large;\"><b>Archeologia e storia in Abruzzo e Molise<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">di <b>Nicola F. Pomponio<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Duemilatrecentoquaranta anni fa, nel 321 a.C. si consum\u00f2 uno degli eventi pi\u00f9 ingloriosi della storia di <b>Roma<\/b>. Le legioni consolari, bloccate tra due strette gole e circondate dai nemici sulle alture, dovettero arrendersi, senza combattere, alle bellicose trib\u00f9 sannite; \u00e8 l\u2019episodio delle \u201c<b>forche caudine<\/b>\u201d in cui i consoli e tutti i legionari furono costretti a passare, seminudi, sotto un bastone in segno di sottomissione. Ci\u00f2 per\u00f2 non imped\u00ec che una ventina d\u2019anni dopo i <b>Sanniti<\/b> (un insieme di popolazioni che controllavano l\u2019<b>Abruzzo<\/b>, il <b>Molise<\/b> e la <b>Campania<\/b> settentrionale) fossero sconfitti e inglobati nei domini romani.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di quelle lontane epoche non \u00e8 rimasto molto ma due siti collegati a questo evento, ambedue in <b>Molise<\/b>, sono di grande interesse e suggestione e se ne consiglia la visita. Il primo, non lontano dal fiume Trigno che separa l\u2019Abruzzo dal Molise, \u00e8 il santuario italico di <b>Pietrabbondante<\/b>. Questo complesso, costruito tra il III e il I sec. a.C., \u00e8 costituito da due templi e un teatro. Luogo principe di identit\u00e0 collettiva, Pietrabbondante non era riservata solo al culto ma anche alle decisioni politiche pubbliche. Il complesso si adagia sul dorso di una collina con un panorama, siamo a poco pi\u00f9 di 1000 m. di altezza, mozzafiato. Alture fittamente boscose si stendono a perdita d\u2019occhio mentre il santuario si articola in un grande tempio che sovrasta un ampio teatro, unico esempio dell\u2019antichit\u00e0 in cui i sedili sono completati da schienali (!), e un altro tempio pi\u00f9 piccolo a fianco del teatro. E\u2019 dal tempio maggiore che lo sguardo spazia sia sul sito sia sulla vallata che si stende davanti; l\u2019impressione \u00e8 di una grande, solenne, composta austerit\u00e0 nonch\u00e9 di un tesoro ancora tutto da scoprirsi quando, osservando la zona non aperta al pubblico, si notano colonne e muri portati recentemente alla luce con gli scavi tuttora attivi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il santuario fu utilizzato fino al I secolo a.C. perch\u00e9 questa data segn\u00f2 la fine delle popolazioni sannite come soggetti ancora in parte autonomi e la definitiva romanizzazione dell\u2019area. Il tutto avvenne molto rapidamente, in meno di dieci anni. Nel 91 a.C. scoppi\u00f2 la <b>Guerra sociale<\/b> (da \u201csocii\u201d, cio\u00e8 alleati) in cui i <b>Sanniti<\/b> insieme ad altre popolazioni italiche insorsero per ottenere lo status di cittadini romani. Militarmente sconfitti, vinsero politicamente perch\u00e9 i <b>Romani<\/b> per terminare il conflitto riconobbero le loro rivendicazioni concedendo la cittadinanza a tutti i popoli al sud del Po. Ma pochi anni dopo i Sanniti (che avevano continuato lo scontro con Roma), coinvolti nelle guerre civili che porteranno alla fine della Repubblica e alla nascita dell\u2019Impero, si schierarono contro <b>Silla<\/b> e il Senato e a favore dei \u201cpopulares\u201d. La sconfitta di questi nel 82 a.C. segn\u00f2 l\u2019inizio di un vero e proprio genocidio con l\u2019eliminazione fisica e la crocifissione di migliaia di persone ed \u00e8 in questo contesto che Pietrabbondante venne proibito come luogo di riunione e ben presto abbandonato.<\/p>\n<p align=\"justify\">A pochi chilometri dal santuario vale la pena visitare un altro sito archeologico che rappresenta la continuazione di questa storia e aiuta a comprendere cosa signific\u00f2 per queste terre la conquista romana. Ai piedi del massiccio del <b>Matese<\/b>, in pianura, lungo l\u2019antico tratturo Pescasseroli-Candela e oggi sulla statale per Benevento, la citt\u00e0 di <i><b>Saepinum<\/b><\/i> \u00e8 un esempio illuminante per comprendere come la romanizzazione ag\u00ec attraverso la fondazione di nuovi centri urbani. Questo luogo, che prende il nome da un antico insediamento sannita sui monti circostanti e distrutto dalle legioni nel 293 a.C., risale al I secolo d.C. ed \u00e8 quindi posteriore solo di alcune decine di anni alla chiusura di <b>Pietrabbondante<\/b> ma vi si rinvengono, con una chiarezza ammirevole, tutte le caratteristiche delle citt\u00e0 romane. Oggi \u00e8 istruttivo percorrere le due vie principali, cardo e decumano, intersecantesi ad angolo retto e ben conservate, anche se bisognose di pi\u00f9 manutenzione; ammirare i resti della basilica con colonne con capitelli ionici; osservare il teatro perfettamente leggibile o l\u2019unico esempio che ci \u00e8 giunto dall\u2019antichit\u00e0 di mulino ad acqua.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non mancano poi quei luoghi pubblici che caratterizzano le citt\u00e0 romane nei tre continenti su cui si stendeva l\u2019impero: le terme, il \u201c<i>macellum<\/i>\u201d, il foro. Insomma, nonostante siano passati una manciata di decenni dalla chiusura di Pietrabbondante, ci si ritrova in un ambito completamente diverso; l\u00ec era il luogo di ritrovo, in un ambiente dalla selvaggia bellezza, di popoli montanari con riti e cariche politiche comuni, qui \u00e8 un ordinato \u201c<i>municipium<\/i>\u201d di pianura ben inserito in un grande impero con pratiche e cultura comune; l\u00ec vive ancora la fierezza per la propria autonomia, ma non pi\u00f9 indipendenza, con l\u2019esaltazione di una particolarit\u00e0 in contrasto con il mondo latino, qui \u00e8 l\u2019\u201d<i><b>Urbs<\/b><\/i>\u201d che domina, ma non lo fa pi\u00f9 con la forza bens\u00ec inserendo il territorio in un ambito pi\u00f9 vasto attraverso, si noti il particolare fondamentale, la cittadinanza e la cooptazione delle aristocrazie nel governo locale o addirittura in quello imperiale. <b>Pietrabbondante<\/b> e <i><b>Saepinum <\/b><\/i>rappresentano cos\u00ec due momenti diversi, vicini nel tempo e nello spazio, fondamentali nella storia dei popoli di questa parte d\u2019Italia; nella prima popolazioni fiaccate, ma non ancora domate, si adeguano ai nuovi tempi con un santuario che risente delle caratteristiche costruttive ellenistiche pur mantenendo stilemi italici, come il rialzo dei templi, nella seconda si manifesta, sia urbanisticamente sia socialmente, il pieno inserimento di questi popoli nella \u201cpax romana\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma questi siti sono da mettere in connessione da un lato con il Museo Archeologico di <b>Chieti<\/b>, ove oltre al famosissimo <b>Guerriero di Capestrano<\/b> vengono ricostruite la storia e i caratteri di queste popolazioni prima della conquista romana, dall\u2019altro con il piccolo ma brillantissimo gioiellino che \u00e8 il Museo Archeologico di <b>Corfinio<\/b>. Questo paese in provincia dell\u2019Aquila in epoca romana era una grande citt\u00e0 e fu la capitale dei rivoltosi della guerra sociale. Qui si trova un elemento di notevole interesse nel passaggio storico-politico tra Pietrabbondante e <i>Saepinum<\/i>. La preziosissima collezione numismatica del museo mostra, tra le tante, due monete coniate dai ribelli sulle quali in una il toro italico abbatte la lupa romana e, nell\u2019altra, si raffigura il giuramento di fedelt\u00e0 anti-romano delle popolazioni (\u201c<i>sacramentum<\/i>\u201d); in ambedue i casi \u00e8 iscritta sulla moneta, per la prima volta nella storia in modo coscientemente politico in quanto simbolo dell\u2019unione di tutti i popoli della penisola coalizzati contro Roma, il nome della nazione che si era ribellata: <b>Italia<\/b>!<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si \u00e8 detto \u00e8 la prima volta nella storia che questo termine geografico assume valenza politica, ma \u00e8 bene non perdere la testa dietro fantasime romantico-nazionalistiche o, peggio ancora, campanilistiche. <b>Roma<\/b> vinse sull\u2019Italia non solo per la forza delle legioni ma soprattutto per la capacit\u00e0 di assimilare attraverso la concessione della cittadinanza, quello che allora era il \u201cdiverso\u201d. <i><b>Saepinum<\/b><\/i> mostra questa abilit\u00e0 e apertura al nuovo che alla fine costitu\u00ec la forza di un impero durato pi\u00f9 di quattro secoli in cui non solo gli italici potevano aspirare ai pi\u00f9 alti posti di comando ma potevano diventare imperatori uomini provenienti dalle pi\u00f9 lontane periferie come l\u2019<b>Africa<\/b>, la <b>Siria<\/b>, la <b>Britannia<\/b>, la <b>Spagna<\/b> e, addirittura, l\u2019<b>Arabia<\/b>. Forse si pu\u00f2 dire che l\u2019assimilazione degli italici, ben rappresentata dalla parabola Pietrabbondante-Saepinum, divenne il modello per la costruzione di un impero in grado, in questo caso, di eliminare la grettezza e chiusura dei popoli montanari per inserirli in tutto il mondo mediterraneo e oltre. Forse questa fu la pi\u00f9 grande vittoria che i <b>Sanniti<\/b> potessero riportare e che effettivamente riportarono sull\u2019egoismo e le paure della parte pi\u00f9 retriva e xenofoba delle classi dirigenti dell\u2019<b>Urbe<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Archeologia e storia in Abruzzo e Molise di Nicola F. 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