{"id":76597,"date":"2025-07-14T11:54:34","date_gmt":"2025-07-14T11:54:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76597"},"modified":"2025-07-14T11:54:58","modified_gmt":"2025-07-14T11:54:58","slug":"il-paradosso-dellorale-di-maturita-il-trionfo-dellapparenza-sulla-sostanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76597","title":{"rendered":"Il paradosso dell\u2019orale di maturit\u00e0: il trionfo dell\u2019apparenza sulla sostanza"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76107\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1000014516-1-1-1-1-1-250x150-1-150x90.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abL\u2019istruzione \u00e8 l\u2019arte di accendere una fiamma, non quella di riempire un vaso.\u00bb<\/em><br>\u2014 Socrate<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esame di maturit\u00e0 dovrebbe essere il momento culminante del percorso scolastico, la verifica autentica della crescita culturale, critica e personale di uno studente. Eppure, ogni anno, si presenta come un rituale&nbsp;<strong>sempre pi\u00f9 svuotato di senso<\/strong>, dominato dalla forma, dalla finzione, dalla burocrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo il colloquio orale ad apparire&nbsp;<strong>deludente e artificiale<\/strong>. Anche le prove scritte, e pi\u00f9 in generale l\u2019intero impianto dell\u2019esame, risultano&nbsp;<strong>confusi, inutilmente farraginosi<\/strong>, lontani da qualsiasi logica educativa coerente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il dominio dell\u2019inutile<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutto, nell\u2019attuale struttura dell\u2019esame, sembra concepito per&nbsp;<strong>complicare senza approfondire<\/strong>, per&nbsp;<strong>controllare senza valutare<\/strong>, per&nbsp;<strong>imporre regole senza pensare agli effetti reali<\/strong>. La burocrazia, onnipresente e paralizzante, si insinua in ogni fase del processo: dalla scelta del materiale per l\u2019orale, alla compilazione dei verbali, alla rigidit\u00e0 ossessiva dei punteggi e delle griglie di valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si scrivono&nbsp;<strong>pagine su pagine di relazioni, verbali, quadri comparativi, indicatori, tabelle, codici<\/strong>, ma nessuno si interroga davvero su&nbsp;<strong>cosa viene valutato<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>a che scopo<\/strong>. L\u2019impressione dominante \u00e8 quella di&nbsp;<strong>una macchina amministrativa che lavora su s\u00e9 stessa<\/strong>, disinteressata a ci\u00f2 che dovrebbe essere il suo centro:&nbsp;<strong>gli studenti e il sapere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un colloquio irreale<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019orale dovrebbe essere il momento pi\u00f9 dinamico e formativo dell\u2019esame: un dialogo autentico, un confronto aperto, una verifica di maturit\u00e0 intellettuale. Ma nella realt\u00e0 \u00e8&nbsp;<strong>una performance costruita a tavolino<\/strong>, fondata su connessioni arbitrarie e su un\u2019abilit\u00e0 retorica che premia chi ha imparato a simulare coerenza, non chi sa pensare davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta del \u201cmateriale iniziale\u201d \u2014 imposta da una prassi ministeriale che ha di fatto tradito lo spirito della legge \u2014 rende tutto&nbsp;<strong>innaturale, forzato, talvolta grottesco<\/strong>. Basta un\u2019immagine, una citazione o una mappa per innescare collegamenti meccanici tra materie diverse, senza alcuna reale profondit\u00e0. L\u2019interdisciplinarit\u00e0, cos\u00ec concepita, \u00e8&nbsp;<strong>una farsa<\/strong>, non un valore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le prove scritte? Sempre pi\u00f9 vuote<\/h3>\n\n\n\n<p>Nemmeno le prove scritte riescono pi\u00f9 a salvare la dignit\u00e0 dell\u2019esame. Il tema di italiano, imbrigliato in format rigidi e prevedibili, diventa&nbsp;<strong>un\u2019esercitazione burocratica<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 che una prova di pensiero. Le tracce, spesso mediocri o insignificanti, inducono a scrivere testi prudenti, anonimi, costruiti secondo schemi imparati a memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda prova, teoricamente pensata per verificare le competenze disciplinari, risulta spesso&nbsp;<strong>distante dai programmi reali<\/strong>, mal calibrata, e valutata con criteri standardizzati che&nbsp;<strong>annullano le differenze tra scuole, indirizzi, contesti<\/strong>. In molti casi, pi\u00f9 che verificare l\u2019apprendimento, la prova sembra servire solo a&nbsp;<strong>giustificare la sua esistenza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una macchina burocratica autoreferenziale<\/h3>\n\n\n\n<p>Il vero protagonista dell\u2019esame, ormai, \u00e8&nbsp;<strong>l\u2019apparato burocratico che lo sostiene<\/strong>. Un apparato&nbsp;<strong>opprimente, autoreferenziale, logorante<\/strong>, che impone procedure inutilmente complesse, obbliga i docenti a settimane di adempimenti formali, e costringe gli studenti a muoversi in un labirinto di regole e finzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 normato, verbalizzato, tracciato. Ma&nbsp;<strong>nulla \u00e8 davvero valutato con senso critico e pedagogico<\/strong>. La priorit\u00e0 sembra essere&nbsp;<strong>non quella di capire cosa sanno e sanno fare gli studenti<\/strong>, ma quella di&nbsp;<strong>difendersi da eventuali ricorsi, attacchi politici, ispezioni ministeriali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato?&nbsp;<strong>Una scuola che non valuta ma simula<\/strong>, che&nbsp;<strong>non seleziona ma compiace<\/strong>, che&nbsp;<strong>non forma ma archivia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una legge tradita<\/h3>\n\n\n\n<p>Il decreto legislativo 62\/2017 \u2014 per quanto imperfetto \u2014 aveva almeno delineato un\u2019idea pi\u00f9 seria: un colloquio che partisse da pi\u00f9 materiali, selezionati da ogni commissario, e che valorizzasse i percorsi scolastici degli studenti. Era un tentativo di&nbsp;<strong>rendere l\u2019esame un momento autentico di riflessione e confronto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quella visione \u00e8 stata completamente disattesa. La prassi ministeriale ha scelto la via pi\u00f9 semplice (e pi\u00f9 dannosa):&nbsp;<strong>uniformare, irrigidire, sterilizzare<\/strong>. L\u2019idea di costruire una valutazione viva, coerente con i percorsi svolti, \u00e8 stata sacrificata sull\u2019altare dell\u2019uniformit\u00e0 amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa resta? Un esame inutile<\/h3>\n\n\n\n<p>Oggi l\u2019esame \u00e8 diventato&nbsp;<strong>una scatola vuota<\/strong>, che non misura nulla di ci\u00f2 che conta davvero: capacit\u00e0 critica, profondit\u00e0 culturale, consapevolezza personale. \u00c8&nbsp;<strong>un atto dovuto<\/strong>, un passaggio burocratico da superare con il minor danno possibile, da parte di tutti: studenti, docenti, famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso \u00e8 evidente:&nbsp;<strong>un\u2019istituzione nata per certificare la maturit\u00e0 intellettuale, finisce per alimentare il conformismo, la finzione, il sospetto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tre proposte per salvarlo \u2014 o abolirlo<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Snellire la struttura e liberarla dalla burocrazia<\/strong>: meno griglie, meno moduli, meno circolari. Pi\u00f9 spazio al giudizio professionale dei docenti, pi\u00f9 fiducia nel loro ruolo valutativo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Restituire seriet\u00e0 e senso al colloquio<\/strong>: far dialogare lo studente con i docenti delle singole materie, su testi o temi realmente significativi. Basta percorsi inventati, serve un confronto vero.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ripensare le prove scritte<\/strong>: tracce meno banali, valutazioni pi\u00f9 attente alla qualit\u00e0 del pensiero, meno omologazione. Si scrive per argomentare, non per compilare.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Altrimenti,&nbsp;<strong>meglio abolirlo<\/strong>. Un esame cos\u00ec, inutile, farraginoso, falsato dalla burocrazia e svuotato della sua funzione educativa,&nbsp;<strong>non serve a nessuno<\/strong>. Anzi, danneggia tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la scuola vuole recuperare credibilit\u00e0, deve iniziare da qui:&nbsp;<strong>dal coraggio di semplificare, umanizzare, pensare<\/strong>.<br>Non tutto ci\u00f2 che \u00e8 complicato \u00e8 serio.<br>Non tutto ci\u00f2 che \u00e8 regolamentato \u00e8 giusto.<br>E non tutto ci\u00f2 che \u00e8 previsto ha senso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Meglio nessun esame, che un esame cos\u00ec.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abL\u2019istruzione \u00e8 l\u2019arte di accendere una fiamma, non quella di riempire un vaso.\u00bb\u2014 Socrate L\u2019esame di maturit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-76597","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76597"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76598,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76597\/revisions\/76598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}