{"id":76704,"date":"2025-07-17T08:42:08","date_gmt":"2025-07-17T08:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76704"},"modified":"2025-07-17T08:42:30","modified_gmt":"2025-07-17T08:42:30","slug":"venezia-82-il-cinema-resiste-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=76704","title":{"rendered":"Venezia 82: Il cinema resiste (ancora)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"228\" height=\"221\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76485\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images.jpeg 228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/images-150x145.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl cinema non \u00e8 morto, ha solo cambiato casa.\u00bb \u2013 Jean-Luc Godard<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019epoca in cui i festival rincorrono like e tendenze, la Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia si conferma come l\u2019ultimo baluardo di un\u2019idea alta e necessaria di cinema. La 82\u00aa edizione, in programma dal 27 agosto al 6 settembre, si preannuncia densa di visioni potenti, sguardi autoriali, storie che non si piegano al conformismo dell\u2019intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza di Cannes, ormai sempre pi\u00f9 ossessionata dalla grandeur e meno attenta al rischio artistico, o di Roma, ancora alla ricerca di una vera identit\u00e0 tra red carpet e streaming, Venezia sembra voler difendere il suo statuto originario: essere una mostra, non una fiera; un confronto, non uno spettacolo; una mappa, non uno specchio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una selezione che promette profondit\u00e0 e variet\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apertura con&nbsp;<em>La grazia<\/em>&nbsp;di Paolo Sorrentino \u2013 gi\u00e0 Premio Oscar \u2013 \u00e8 solo il primo segnale. A rappresentare l\u2019Italia ci saranno anche&nbsp;<em>Duse<\/em>&nbsp;di Pietro Marcello, biopic sulla diva Eleonora Duse con Valeria Bruni Tedeschi, il nuovo documentario di Gianfranco Rosi&nbsp;<em>Sotto le nuvole<\/em>, e&nbsp;<em>After the Hunt<\/em>&nbsp;di Luca Guadagnino, storia in tema #MeToo con Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Bellocchio porter\u00e0 in anteprima una serie su Enzo Tortora, mentre Antonio Capuano sar\u00e0 fuori concorso con&nbsp;<em>Hungry Bird<\/em>, legal drama intimo e teso. Il cinema italiano si conferma cos\u00ec radicato nel presente, ma capace di raccontarlo con voce autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle Giornate degli Autori spiccano titoli come&nbsp;<em>Confiteor<\/em>&nbsp;di Bonifacio Angius, mentre nella sezione Orizzonti arriveranno&nbsp;<em>Un anno di scuola<\/em>&nbsp;di Laura Samani e&nbsp;<em>Il rapimento di Arabella<\/em>&nbsp;di Carolina Cavalli. A completare il quadro, film come&nbsp;<em>La valle dei sorrisi<\/em>&nbsp;di Paolo Strippoli e&nbsp;<em>Elisa<\/em>&nbsp;di Leonardo Di Costanzo, testimoniano un panorama nazionale vivo, irrequieto, creativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mondo arriva al Lido, ma non lo travolge<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Lido accoglier\u00e0 anche nomi giganteschi della scena internazionale, ma non si lascia travolgere da essi.&nbsp;<em>The Smashing Machine<\/em>&nbsp;di Benny Safdie con Dwayne Johnson ed Emily Blunt,&nbsp;<em>Bugonia<\/em>&nbsp;di Yorgos Lanthimos con Emma Stone,&nbsp;<em>Couture<\/em>&nbsp;di Alice Winocour con Angelina Jolie e&nbsp;<em>Father Mother Sister Brother<\/em>&nbsp;di Jim Jarmusch con Cate Blanchett e Adam Driver: titoli d\u2019autore con cast da blockbuster, s\u00ec, ma tutti accomunati da un\u2019impronta personale e mai derivativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Netflix sar\u00e0 presente ma non dominante, con opere come&nbsp;<em>Jay Kelly<\/em>&nbsp;di Noah Baumbach,&nbsp;<em>Frankenstein<\/em>&nbsp;di Guillermo del Toro e&nbsp;<em>A House of Dynamite<\/em>&nbsp;di Kathryn Bigelow, a dimostrazione che la piattaforma pu\u00f2 ancora sostenere cinema di visione, quando sceglie autori veri.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le opere pi\u00f9 attese anche&nbsp;<em>The Wizard of the Kremlin<\/em>&nbsp;di Olivier Assayas, sulla scalata al potere di Putin, e&nbsp;<em>In the Hand of Dante<\/em>&nbsp;di Julian Schnabel, girato in Italia con un cast che include Al Pacino, Jason Momoa, Martin Scorsese e Oscar Isaac.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Locarno e Toronto: due festival che parlano al futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se Venezia rappresenta l\u2019eccellenza tra i grandi,&nbsp;<strong>Locarno<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Toronto<\/strong>&nbsp;si impongono come modelli di resistenza culturale. Il festival svizzero \u00e8 ormai il luogo per eccellenza del cinema che osa, che sperimenta, che cerca. Tra la programmazione coraggiosa e la sua iconica Piazza Grande, Locarno resta un rifugio per chi crede che il cinema debba ancora sorprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Toronto, pi\u00f9 grande e strutturato, riesce nell\u2019impresa di tenere insieme industria e qualit\u00e0. Il TIFF \u00e8 oggi l\u2019anello di congiunzione tra il cinema indipendente e quello che cerca un pubblico globale. \u00c8 il festival che guarda al futuro senza rinnegare il presente, che offre visibilit\u00e0 ai film ma non sacrifica la sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bellaria, Roseto e i piccoli festival: dove il cinema respira davvero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 dimenticare&nbsp;<strong>Bellaria Film Festival<\/strong>, piccolo ma fondamentale, dedicato al documentario e al racconto della realt\u00e0. \u00c8 qui che il cinema si fa ancora gesto, ricerca, testimonianza. In un\u2019Italia sempre pi\u00f9 accentrata, Bellaria ricorda che la cultura vive nei margini, nei territori, nei silenzi. E che il documentario non \u00e8 genere, ma linguaggio politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Merita una riflessione anche il caso del&nbsp;<strong>Roseto Opera Prima Film Festival<\/strong>, nato con ambizioni importanti e una visione chiara: valorizzare gli esordi cinematografici, scoprire le nuove voci. E per un periodo ci era riuscito: tra i suoi vincitori iniziali nomi come Ferzan \u00d6zpetek, Paolo Sorrentino, Daniele Vicari e Giorgio Diritti. Poi, inspiegabilmente, il declino. Dopo un avvio glorioso, dal 2016 il festival si \u00e8 perso in un silenzio che sa di resa. Una grande occasione mancata per il cinema italiano, soprattutto oggi, quando di nuovi autori c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno che mai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I David di Donatello: l\u2019occasione mancata del cinema italiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo panorama vivo e vitale, spicca invece per immobilismo e autoreferenzialit\u00e0 il&nbsp;<strong>David di Donatello<\/strong>, che da anni premia ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 visibile, ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 distribuito, ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato deciso altrove. Un premio che dovrebbe rilanciare il cinema italiano si limita a riconfermare le sue rendite di posizione, premiando spesso i soliti noti e dimenticando chi davvero innova e resiste.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve un cambiamento radicale: serve che i David si guardino intorno, che vadano a Locarno, che passino da Bellaria, che riscoprano il coraggio di premiare l\u2019invisibile. E magari che si chiedano perch\u00e9 un festival come Roseto, che aveva visto lungo, non sia stato mai davvero sostenuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019auspicio: che Venezia non ceda alla deriva degli altri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che Venezia resti se stessa. Che non diventi Cannes, fatta di apparenze e compromessi. Che non insegua Roma, festival di facciata ancora alla ricerca di una voce. Che non sacrifichi la selezione alla presenza delle piattaforme. Che resti un luogo di sguardi, di conflitti, di poesia. Che resti fedele al cinema.<\/p>\n\n\n\n<p>E che i suoi fratelli minori \u2014 Locarno, Toronto, Bellaria, e un giorno forse di nuovo Roseto \u2014 continuino a essere scintille. Perch\u00e9 nel buio del presente, \u00e8 proprio da quei piccoli fuochi che pu\u00f2 rinascere la luce del grande cinema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl cinema non \u00e8 morto, ha solo cambiato casa.\u00bb \u2013 Jean-Luc Godard In un\u2019epoca in cui i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,10],"tags":[],"class_list":["post-76704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-espectaculo","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76704"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76705,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76704\/revisions\/76705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}