{"id":77294,"date":"2025-07-27T19:54:31","date_gmt":"2025-07-27T19:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=77294"},"modified":"2025-07-27T19:54:50","modified_gmt":"2025-07-27T19:54:50","slug":"fairway-to-diplomacy-i-dazi-al-centro-della-partita-tra-trump-e-von-der-leyen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=77294","title":{"rendered":"Fairway to diplomacy \u2013 I dazi al centro della partita tra Trump e von der Leyen"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-77114\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>La diplomazia \u00e8 come il golf: l\u2019importante non \u00e8 solo evitare le buche, ma soprattutto capire sul green dove si trova il fairway.<\/em><br><em>Attribuita a un funzionario europeo dopo un colpo sbagliato\u2026 diplomaticamente parlando<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gleneagles, Scozia.<\/strong>&nbsp;L\u2019incontro ad alta tensione tra Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e l\u2019ex presidente statunitense Donald Trump si \u00e8 aperto in un clima surreale. Mentre i funzionari europei illustravano i dossier tecnici allestiti con settimane di preparazione, il leader americano ha fatto il suo ingresso con oltre un\u2019ora di ritardo, reduce da una partita di golf conclusa \u201ca meno due sul par\u201d, come ha lui stesso precisato con orgoglio. Una digressione che ben rappresenta lo stile e la sostanza dell\u2019interlocutore: rilassato in apparenza, ma deciso a dettare le condizioni in ogni foro negoziale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tema centrale della riunione: i dazi commerciali.<\/strong><br>La Commissione Europea \u00e8 arrivata al tavolo con l\u2019intento chiaro di disinnescare la minaccia imminente dell\u2019aumento delle tariffe statunitensi sulle merci europee. Dal 1\u00b0 agosto, l\u2019amministrazione Trump ha annunciato l\u2019intenzione di applicare un dazio del 30% su tutte le importazioni provenienti dall\u2019Unione Europea. Questo rappresenterebbe un\u2019escalation rispetto alla struttura attuale, che prevede aliquote gi\u00e0 molto elevate: fino al 50% su acciaio e alluminio, 25% sul comparto automobilistico e 10% su una vasta gamma di beni industriali e agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione Europea, da parte sua, ha messo sul tavolo una proposta articolata: una tariffa unificata al 15% su quasi tutte le categorie merceologiche, con alcune esenzioni negoziabili per settori sensibili. \u00c8 il tentativo di ricondurre l\u2019intero sistema tariffario a un livello prevedibile, gestibile e in linea con le regole dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio. L\u2019approccio europeo mira anche a evitare una guerra commerciale che danneggerebbe entrambe le economie, in un momento in cui le catene del valore transatlantiche sono gi\u00e0 sottoposte a stress strutturali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il pacchetto europeo prevede quattro linee d\u2019intervento principali.<\/strong><br>La prima riguarda la transizione energetica e i sussidi green: Bruxelles vuole evitare sovrapposizioni distorsive tra l\u2019Inflation Reduction Act americano e il Green Deal europeo. In secondo luogo, la Commissione propone un meccanismo di coordinamento tariffario tra i due blocchi, per garantire parit\u00e0 di trattamento nel commercio di beni critici come semiconduttori, batterie, veicoli elettrici e tecnologie emergenti. Il terzo fronte tocca le filiere agroalimentari, con particolare attenzione all\u2019equilibrio tra protezione del mercato interno e accesso equo alle produzioni europee. Il quarto, infine, riguarda l\u2019intelligenza artificiale e la regolamentazione delle piattaforme digitali, temi che pur non essendo strettamente tariffari hanno ricadute dirette sulla competitivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Trump ha ascoltato la proposta con cortese distacco.<\/strong><br>Il leader americano ha lasciato intendere che il livello minimo accettabile per la sua amministrazione \u00e8 proprio il 15%, e ha escluso qualsiasi ipotesi di esenzione per la farmaceutica e l\u2019agroalimentare, definiti \u201csettori strategici per il popolo americano\u201d. Trump ha ribadito che \u201cla protezione dell\u2019industria americana viene prima di ogni cosa\u201d, suscitando una reazione composta ma visibilmente contrariata da parte della delegazione europea, consapevole del rischio che una tale impostazione possa compromettere anni di cooperazione economica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel caso in cui l\u2019accordo non venga raggiunto, l\u2019Unione Europea \u00e8 pronta a reagire.<\/strong><br>Secondo fonti interne, la Commissione ha predisposto una lista dettagliata di beni statunitensi \u2013 per un valore complessivo di circa 100 miliardi di euro \u2013 sui quali potrebbero essere applicate contromisure tariffarie simmetriche. Tra questi figurano prodotti iconici come bourbon, motociclette, succo d\u2019arancia, jeans, aeromobili, apparecchiature tecnologiche e beni agricoli. Le misure resterebbero congelate fino al 7 agosto, data ultima fissata da Bruxelles per ottenere un\u2019intesa accettabile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il rischio di escalation \u00e8 reale.<\/strong><br>Non si tratta di una mera esercitazione diplomatica. Le tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles sono gi\u00e0 esplose nel recente passato, in particolare durante il primo mandato Trump, quando i dazi su acciaio e alluminio furono giustificati come misura di sicurezza nazionale. Tali provvedimenti sono ancora oggetto di contestazione presso l\u2019OMC e sono stati dichiarati illegittimi da una sentenza della corte federale americana nel maggio 2025. Tuttavia, l\u2019amministrazione Trump ha presentato ricorso, mantenendo operative le tariffe grazie a una sospensione cautelativa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il dossier pi\u00f9 delicato resta quello automobilistico.<\/strong><br>La Germania, in particolare, spinge per una riduzione delle tariffe al 15%, ma gli Stati Uniti pongono condizioni stringenti: localizzazione della produzione, contenuti minimi americani e accesso garantito per le auto USA al mercato europeo. Per Berlino, Parigi e anche Roma, questa \u00e8 una linea rossa. L\u2019industria dell\u2019auto non pu\u00f2 permettersi un aumento dei costi doganali del 25 o 30% sui componenti e sulle esportazioni. Si moltiplicano, intanto, le pressioni da parte dei produttori europei, che temono di perdere terreno sui mercati globali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche l\u2019agenda multilaterale \u00e8 in gioco.<\/strong><br>Von der Leyen ha insistito sulla necessit\u00e0 di rafforzare le istituzioni multilaterali e di rilanciare una riforma profonda dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, chiedendo a Trump di abbandonare l\u2019approccio bilaterale punitivo in favore di un sistema di regole condivise. La replica americana \u00e8 stata evasiva. Il messaggio tra le righe \u00e8 che gli Stati Uniti sotto la guida Trump preferiscono trattare paese per paese, secondo una logica transazionale e sovrana. Per l\u2019Europa, abituata alla forza del diritto, si tratta di un cambio di paradigma difficile da digerire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intanto la Cina gongola.<\/strong><br>Nel frattempo, a Pechino, le autorit\u00e0 osservano con crescente soddisfazione l\u2019impasse negoziale transatlantica. L\u2019escalation dei dazi tra Stati Uniti e Unione Europea crea un\u2019opportunit\u00e0 di rafforzare la propria posizione come hub commerciale alternativo. La Cina ha gi\u00e0 annunciato programmi di espansione delle sue esportazioni verso entrambi i blocchi, approfittando della frammentazione commerciale per ampliare la propria quota di mercato in Europa e America. Non solo: le tensioni transatlantiche indeboliscono anche la coesione geopolitica occidentale, un effetto che Pechino sfrutta abilmente nelle sue strategie di lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo scenario resta aperto.<\/strong><br>Non sono previsti comunicati ufficiali fino alla chiusura dei lavori. Ma gi\u00e0 si pu\u00f2 affermare che il vertice scozzese rappresenta un passaggio cruciale per le relazioni economiche transatlantiche. Se si arriver\u00e0 a un\u2019intesa sulla tariffa unica del 15%, con deroghe limitate e reciproche, si potr\u00e0 forse evitare lo scontro frontale. In caso contrario, l\u2019UE dovr\u00e0 decidere se accettare condizioni penalizzanti o inaugurare una nuova stagione di ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In conclusione,<\/strong>&nbsp;la diplomazia europea, ancora una volta, si trova a giocare in trasferta. Trump, con la sua strategia da match play, ha spostato il baricentro del confronto. Ma l\u2019Europa, forte della sua coesione interna e della sua massa economica, ha ancora carte da giocare. E anche se il campo \u00e8 il suo, l\u2019ex presidente potrebbe scoprire che nel gioco delle relazioni internazionali il par non basta. Serve visione, e soprattutto rispetto delle regole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao La diplomazia \u00e8 come il golf: l\u2019importante non \u00e8 solo evitare le buche, ma soprattutto capire sul [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-77294","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77294"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77295,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77294\/revisions\/77295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}