{"id":77639,"date":"2025-08-02T09:29:11","date_gmt":"2025-08-02T09:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=77639"},"modified":"2025-08-02T09:30:08","modified_gmt":"2025-08-02T09:30:08","slug":"lanniversario-la-poesia-fotografica-di-giacomelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=77639","title":{"rendered":"L\u2019anniversario. La poesia fotografica di Giacomelli"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-77457\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3-1.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/descarga-3-1-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abLa fotografia non \u00e8 un mezzo per esprimere ci\u00f2 che si vede, ma ci\u00f2 che si sente\u00bb<br>\u2014 Ansel Adams<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cento anni fa, l\u20191 agosto 1925, a Senigallia nasceva uno dei pi\u00f9 grandi maestri della fotografia italiana,&nbsp;<strong>Mario Giacomelli<\/strong>. Un uomo che nella memoria resta come una cartolina sbiadita dal vento e dalla salsedine del mare Adriatico, un\u2019immagine impressa con delicatezza ma anche con forza. Ricordo di un artista dalla lunga chioma candida, dallo sguardo profondo, capace di vedere oltre il visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Figlio di una lavandaia vedova, Mario inizia presto a lavorare, apprendista alla tipografia Giunchedi gi\u00e0 a tredici anni. Dopo la guerra, grazie a un lascito, apre la sua bottega nel cuore di Senigallia: la&nbsp;<strong>Tipografia Marchigiana<\/strong>, che diventer\u00e0 la sua wunderkammer, il luogo dell\u2019anima dove nascevano e si mostravano le sue fotografie, immagini che lui stesso definiva \u201ccreature che aspettano degli occhi giusti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo percorso artistico \u00e8 segnato da tappe fondamentali: la vittoria nel Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto nel 1955 che lo consacra nel mondo della fotografia, le serie indimenticabili come&nbsp;<strong>\u201cPretini\u201d<\/strong>, che evocano una delicata e lieve poesia visiva, fino al famoso reportage di&nbsp;<strong>Scanno<\/strong>, che trasforma un piccolo borgo abruzzese nel \u201cpaese dei fotografi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomelli non \u00e8 solo un fotografo, ma un vero&nbsp;<strong>poeta per immagini<\/strong>. La sua arte intreccia fotografia e letteratura, trasformando i versi di Leopardi, Montale, Permunian in vere e proprie visioni visive. La sua macchina fotografica si distacca dalla realt\u00e0 concreta per cercare quel luogo nascosto dove sentimento e immaginazione si fondono in pura poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>bianco e nero<\/strong>, rigorosamente dogmatico, \u00e8 per Giacomelli uno strumento di introspezione, capace di restituire emozioni intense, spesso pi\u00f9 profonde di quanto le parole possano esprimere. Nel 1989, sulla parete della sua camera oscura, scriveva un appello esistenziale:&nbsp;<strong>\u00abNon risposte ma creare per nuove domande\u00bb<\/strong>. Un manifesto della sua arte e della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomelli e Berengo Gardin: due sguardi sull\u2019Italia, due anime della fotografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se Mario Giacomelli \u00e8 stato il&nbsp;<strong>poeta lirico<\/strong>&nbsp;della macchina fotografica,&nbsp;<strong>Gianni Berengo Gardin<\/strong>&nbsp;rappresenta l\u2019altra faccia della fotografia italiana del Novecento. Entrambi sono maestri del bianco e nero, innamorati del Paese e della sua gente, ma con approcci e visioni profondamente diversi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mario Giacomelli scatta con l\u2019anima.<\/strong>&nbsp;Le sue immagini sono sogni, visioni e trasfigurazioni. I preti che giocano nella neve, i paesaggi scolpiti dal tempo, i volti degli anziani che diventano quasi sculture di memoria sono testimonianze di un mondo interiore e poetico. La sua fotografia \u00e8 un viaggio dentro se stesso, un modo per raccontare non ci\u00f2 che si vede, ma ci\u00f2 che si sente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianni Berengo Gardin<\/strong>, invece, \u00e8 il maestro del&nbsp;<strong>reportage civile<\/strong>. Il suo obiettivo \u00e8 diretto alla realt\u00e0, con rigore, umanit\u00e0 e rispetto. Documenta il lavoro, le periferie, le comunit\u00e0 marginali con immagini sobrie e rigorose. Le sue fotografie sono specchi fedeli della societ\u00e0, senza sovrastrutture, un invito alla riflessione e alla coscienza sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Berengo Gardin la fotografia \u00e8 un&nbsp;<strong>atto etico e civile<\/strong>, un mezzo per costruire memoria e stimolare cambiamenti concreti. Per Giacomelli, invece, \u00e8 un atto esistenziale, un\u2019urgenza di comunicare emozioni, sogni e interrogativi. Non denuncia, ma trasfigura la realt\u00e0 in poesia visiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Esteticamente, Berengo Gardin \u00e8 sobrio, equilibrato, quasi invisibile dietro il suo obiettivo. Giacomelli \u00e8 esplosivo, visionario, spesso violento nei contrasti e nelle composizioni, con sovraesposizioni e sovrapposizioni di immagini e versi poetici.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi hanno amato fotografare anziani, bambini, marginali, religiosi e spazi di provincia, ma mentre Berengo Gardin si immerge nella realt\u00e0 per ascoltarla e raccontarla con umilt\u00e0 e precisione, Giacomelli la trasforma e la reinterpreta con un linguaggio lirico e personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Berengo Gardin colpisce la coscienza con immagini che raccontano storie e fatti, Giacomelli tocca l\u2019anima con fotografie che commuovono, disorientano e lasciano sospesi tra sogno e realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi, con stili cos\u00ec diversi, ci chiedono di guardare con&nbsp;<strong>attenzione, rispetto e umanit\u00e0<\/strong>, figli diversi di uno stesso amore profondo per l\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mario Giacomelli, il poeta della luce e dell\u2019ombra, ci lascia un\u2019eredit\u00e0 che va oltre le immagini:<\/strong><br>un invito a non fermarci alle apparenze, ma a cercare quelle cose grandi che&nbsp;<strong>\u00abnon si riescono mai a dire in parole\u00bb<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000039535.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"677\" height=\"450\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000039535.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-77641\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000039535.jpg 677w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000039535-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000039535-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 677px) 100vw, 677px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abLa fotografia non \u00e8 un mezzo per esprimere ci\u00f2 che si vede, ma ci\u00f2 che si sente\u00bb\u2014 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-77639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=77639"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77642,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/77639\/revisions\/77642"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=77639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=77639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=77639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}