{"id":78195,"date":"2025-08-13T14:54:35","date_gmt":"2025-08-13T14:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78195"},"modified":"2025-08-13T14:54:35","modified_gmt":"2025-08-13T14:54:35","slug":"il-coraggio-della-verita-in-una-mostra-fotografica-a-maruggio-ta-su-lorrore-del-simile-e-la-nostalgia-del-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78195","title":{"rendered":"Il coraggio della verit\u00e0 in una Mostra fotografica a Maruggio (Ta) su l&#8217;orrore del simile e la nostalgia del vero\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00a0PIERFRANCO BRUNI\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"546\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-546x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-78196\" style=\"width:378px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-546x1024.jpg 546w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-160x300.jpg 160w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-768x1441.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-819x1536.jpg 819w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896-80x150.jpg 80w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000163896.jpg 853w\" sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Sgalambro, Cioran, Ida Magli. Una societ\u00e0 moderna tra relitti e macerie. Un processo culturale in cui ogni civilt\u00e0 perde i suoi connotati identitari. Una eredit\u00e0 che si proietta nel tempo smarrito. Alla base di ognuno di questi filosofi c&#8217;\u00e8 un modello antropologico che pone la sua attenzione sul coraggio della verit\u00e0. La cui definizione e distinzione ha come riferimento Nietzsche. Oltre Zarathustra. Oltre la crisi. Oltre il fantasma del fallimento. L&#8217;antropologa serve per (a) definire la centralit\u00e0 dell&#8217;uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ci\u00f2 vorrebbe significare la distruzione delle certezze degli dei e la caduta del sacro. Anche se i popoli hanno ancora bisogno di pensare all&#8217;infinito e alla immortalit\u00e0. Hanno bisogno di credere, se pur nella indefinibilit\u00e0, alla deduzione che l&#8217;uomo pu\u00f2 tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;illusione della modernit\u00e0 vive in questa dimensione senza tener conto che il tempo \u00e8 presente soltanto se ingloba nella sua esistenza la Tradizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo in una Mostra al Castello di Maruggio per celebrare Manlio Sgalambro a cento anni dalla nascita con Maria Grazia Destratis e Tonino Filomena per il Comitato dedicato al filosofo del Ministero della Cultura (18 e 19 Agosto, Castello dei Commendatori) che rivela il riconoscersi o perdersi in un attraversare le vite.<\/p>\n\n\n\n<p>Sgalambro sgombra la Tradizione ma si ancora alla Memoria. Perch\u00e9 la Memoria \u00e8 il tutto del nulla. Ovvero \u00e8 la complessit\u00e0 delle radici nella consolazione della perdita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cioran \u00e8 nell&#8217;utopia della storia nella quale \u00e8 possibile registrare soltanto lo \u00absquartamento\u00bb del reale. Ma il reale \u00e8 effimero soprattutto quando l&#8217;uomo abbraccia la sintesi della fine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ida Magli \u00e8 lo specchio che rompe la crosta d&#8217;acqua nella visione del mito in un irraggiungibile desiderio. Il destino \u00e8 vincente in tutto. Nonostante questo restiamo lanciatore di coltelli che centrano subito l&#8217;obiettivo che \u00e8 quello della distruzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dove stanno i princip\u00ed delle eredit\u00e0?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella filosofia che non ha perso quelle direttrici che nascono nella grecit\u00e0 misteriosa. Non sublime. Ma tragica. Siamo figli di questa tragicit\u00e0 greca che ha inventato la teatralit\u00e0. Per Ida Magli Amleto \u00e8 l&#8217;immaginario che ha sofferto il precipizio e il morire. Si pensi a Ofelia. Si pensi a quel Mulino di Ofelia della Magli nel quale il passato perde il suo mito e si pietrifica in un orizzonte evanescente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa si nasconde dietro la verit\u00e0 possibile? Il coraggio di superare la modernit\u00e0 restandovi dentro e senza colpo ferire trascrivere la Tradizione che \u00e8 fatta di pensiero e non di \u00abcose\u00bb. Saremo in grado di superare la barbarie del pasticcio tra l&#8217;attuale il moderno e il sempre? Soltanto se saremo in grado di non nascondere la verit\u00e0 di essere coscienza e di vivere l&#8217;appartenenza come un flusso appunto di co-scienza nella consapevolezza che portiamo dentro di noi millenni e millenni di popoli di civilt\u00e0 di etnie. Quindi non solo di culture bens\u00ec di civilt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vuol dire anche avere la consapevolezza dell&#8217;orrore del simile pur avendo dentro di s\u00e9 la nostalgia del vero. La domanda che si pone e che questi filosofi pongono suonerebbe cos\u00ec: Siamo manichin o siamo esseri umani? A dare una risposta ci vuole poco nella mediocrit\u00e0 dell&#8217;oggi. Ad abitare il senso e l&#8217;orizzonte di una risposta ci vuole tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che pur essendo altro giungono sempre le parole di Agostino a farci strada e non basta dire che noi siamo tempo. Perch\u00e9 il tempo \u00e8 un inverosimile o forse l&#8217;irraggiungibile limite che non ci \u00e8 dato conoscere? Quel conoscere la verit\u00e0 per dare consapevolezza all&#8217;essere stati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0PIERFRANCO BRUNI\u00a0 Sgalambro, Cioran, Ida Magli. Una societ\u00e0 moderna tra relitti e macerie. 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