{"id":78515,"date":"2025-08-24T15:50:11","date_gmt":"2025-08-24T15:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78515"},"modified":"2025-08-24T15:50:32","modified_gmt":"2025-08-24T15:50:32","slug":"24-agosto-borges-e-ceronetti-i-gemelli-obliqui-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78515","title":{"rendered":"24 agosto: Borges e Ceronetti, i gemelli obliqui del tempo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/images-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/images-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-78165\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/images-2.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/images-2-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl tempo \u00e8 la sostanza di cui sono fatto. \u00c8 un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; \u00e8 una tigre che mi divora, ma io sono la tigre; \u00e8 un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.\u00bb<\/em>&nbsp;\u2014 Borges<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 agosto non \u00e8 un giorno qualunque, ma un varco in cui la storia sembra divertirsi a contraddirsi. \u00c8 un giorno che somiglia a un&nbsp;<strong>palinsesto incendiato<\/strong>, una pagina su cui il destino ha inciso le sue lettere pi\u00f9 feroci e pi\u00f9 luminose. Fu il giorno in cui Roma cadde sotto i colpi di Alarico, il giorno in cui l\u2019Urbe \u2014 simbolo di eternit\u00e0 \u2014 conobbe la rovina, dimostrando che nessun impero \u00e8 immortale. Fu il giorno in cui la Bibbia di Gutenberg venne alla luce, e con essa la moltiplicazione della parola, l\u2019inizio della lettura di massa, la possibilit\u00e0 che l\u2019uomo comune potesse accedere alla Scrittura senza intermediari. Fu il giorno del massacro degli Ugonotti, quando le strade di Parigi si tinsero di sangue per una fede diversa, rivelando che la religione sa essere pi\u00f9 feroce della guerra. Fu ancora il giorno in cui l\u2019Alaska cambi\u00f2 bandiera, e in cui l\u2019Ucraina si liber\u00f2 dal giogo sovietico. Ogni 24 agosto si addensano eventi che hanno in comune la loro&nbsp;<strong>natura di frattura e di nascita<\/strong>, di rovina e di germinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo teatro di coincidenze che non sono mai davvero casuali, due uomini videro la luce, a distanza di ventotto anni:&nbsp;<strong>Jorge Luis Borges<\/strong>&nbsp;nel 1899,&nbsp;<strong>Guido Ceronetti<\/strong>&nbsp;nel 1927. Due autori lontani per lingua, per tono, per destino, eppure&nbsp;<strong>gemelli obliqui<\/strong>, come se il tempo avesse voluto donarci due strumenti opposti e complementari per guardare il mondo. Borges il visionario delle biblioteche infinite, dei labirinti e degli specchi; Ceronetti il profeta dell\u2019anatema, l\u2019uomo che ha fatto della peste una forma di pensiero. Uno cieco, l\u2019altro misantropo; uno assetato di eternit\u00e0, l\u2019altro ossessionato dal male; entrambi convinti che la scrittura non sia un mestiere ma un destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Borges nasce a Buenos Aires, in una casa piena di libri. Il padre, professore di psicologia e appassionato di letteratura inglese, gli insegna Shakespeare prima ancora dello spagnolo. La madre, discendente di militari argentini, gli trasmette il senso dell\u2019onore e della dignit\u00e0. Fin da piccolo Borges \u00e8 diviso tra due lingue, due mondi, due tradizioni: da un lato Cervantes e la Spagna, dall\u2019altro Stevenson e l\u2019Inghilterra. Cresce in una biblioteca, e forse gi\u00e0 allora intuisce che la vera patria dell\u2019uomo \u00e8 la letteratura. A nove anni traduce Oscar Wilde, a dieci scrive i suoi primi racconti, a vent\u2019anni entra nelle avanguardie argentine. Ma \u00e8 solo dopo la malattia agli occhi, quando la cecit\u00e0 inizia a reclamare la sua vista, che Borges trova il suo vero linguaggio:&nbsp;<strong>quello della brevit\u00e0 infinita, del racconto che contiene l\u2019universo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le sue opere \u2014&nbsp;<em>Finzioni<\/em>,&nbsp;<em>L\u2019Aleph<\/em>,&nbsp;<em>Il libro di sabbia<\/em>&nbsp;\u2014 sono miniere inesauribili. In poche pagine Borges riesce a evocare un mondo che sembra non finire mai. La sua idea di letteratura \u00e8 insieme semplice e abissale:&nbsp;<strong>ogni libro \u00e8 una parte di un libro unico, e ogni autore non fa che continuare una frase scritta da altri millenni prima.<\/strong>&nbsp;Borges scrive come chi sa che nulla \u00e8 originale, che tutto \u00e8 citazione, eco, specchio. Non si considera un creatore ma un lettore che porta avanti il gioco dell\u2019universo. Per lui, leggere \u00e8 gi\u00e0 scrivere, e sognare \u00e8 gi\u00e0 vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli chiedono della sua ispirazione, risponde che la parola non gli piace. Non esiste l\u2019ispirazione, esiste una frase che appare nella mente, e da quella frase nasce tutto il resto. La scrittura per lui \u00e8 ritmo, \u00e8 risonanza, \u00e8 lasciare che il linguaggio si faccia da s\u00e9. Non c\u2019\u00e8 distinzione tra prosa e poesia, non c\u2019\u00e8 distinzione tra saggio e racconto.&nbsp;<strong>Scrivere \u00e8 sempre la stessa cosa: tentare di afferrare l\u2019infinito con un gesto fragile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Borges non distingue nemmeno tra realt\u00e0 e illusione. In un\u2019intervista disse: \u201cSe posso sognare qualcosa, quel qualcosa \u00e8 reale\u201d. Amleto per lui \u00e8 tanto reale quanto Lloyd George, perch\u00e9 entrambi esistono nella mente.&nbsp;<strong>Il pensiero \u00e8 il luogo dell\u2019esistenza<\/strong>, e la letteratura non \u00e8 un\u2019imitazione della vita ma la vita stessa nella sua forma pi\u00f9 pura. Ecco perch\u00e9 i suoi racconti sembrano sempre muoversi tra il reale e l\u2019immaginario senza mai scegliere da che parte stare: perch\u00e9 per Borges quella distinzione non ha senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fantastico, che per noi \u00e8 evasione, per Borges \u00e8 precisione. Non \u00e8 fuga ma esattezza. Parlare di un labirinto, di una tigre, di un sogno significa parlare dell\u2019eterno. Le cose concrete scompaiono, si consumano, passano.&nbsp;<strong>Un labirinto resta, una tigre resta, un sogno resta.<\/strong>&nbsp;Borges scrive per collocarsi nell\u2019eternit\u00e0, non nel presente. \u00c8 per questo che rifiuta la fama e il successo di massa: scrive per un lettore ideale, che forse \u00e8 solo se stesso. Non gli interessa avere milioni di lettori, gli interessa che una sola persona lo capisca, e che quella persona sia reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo rapporto con Dio \u00e8 altrettanto singolare. Non si definiva credente, ma confessava di sperare di avere fede. \u201cNon credo al Paradiso e all\u2019Inferno \u2014 disse \u2014 ma spero che Dio esista. Se esiste un aldil\u00e0, non vorrei sapere nulla di Borges.\u201d Un ateo innamorato del sacro, un agnostico che prega senza saperlo.&nbsp;<strong>Dio per Borges \u00e8 un enigma, un sogno, un avversario, non un catechismo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ama la filosofia ma non come scienza sistematica: la legge come poesia. Berkeley, Schopenhauer, Hume non sono per lui autori di dottrine, ma poeti che pensano. Ripete spesso che tutta l\u2019arte \u00e8 contemporanea, che non c\u2019\u00e8 distanza tra Platone e Joyce, che il tempo \u00e8 un\u2019illusione. Per lui il passato non \u00e8 passato, il futuro non \u00e8 futuro:&nbsp;<strong>tutto accade insieme, tutto \u00e8 simultaneo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi versi ringrazia persino la cecit\u00e0, che lo priva degli occhi ma gli offre una visione interiore pi\u00f9 limpida. Ringrazia la diversit\u00e0 delle creature, i limiti, il tempo stesso. Borges non scrive per consolare ma per salvare. Una poesia, diceva, equivale a una vita donata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante opposto, eppure nato nello stesso giorno, Ceronetti. Se Borges \u00e8 la biblioteca, Ceronetti \u00e8 la peste. Se Borges costruisce specchi, Ceronetti spacca specchi. Se Borges ci invita a contemplare, Ceronetti ci costringe a soffrire. Eppure entrambi hanno lo stesso scopo:&nbsp;<strong>svegliarci dall\u2019idiozia, restituire dignit\u00e0 alla parola.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti nasce a Torino nel 1927. Traduttore, poeta, drammaturgo, moralista. La sua passione assoluta \u00e8 la Bibbia. A sedici anni scopre Qohelet, l\u2019Ecclesiaste, e ne resta folgorato. Inizia a studiare l\u2019ebraico, a tradurre, a commentare. La Bibbia diventa il suo nutrimento quotidiano. \u201cNon si pu\u00f2 essere uomini di cultura senza conoscere la Bibbia\u201d, ripete. Ma la sua Bibbia non \u00e8 un libro edificante: \u00e8 un abisso, un vortice, un deserto.&nbsp;<strong>\u00c8 il testo che insieme distrugge e fonda, che annienta e illumina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ama il Testamento come un libro che ti spoglia e ti ferisce. Detesta i profeti, che considera politici incapaci e spesso ridicoli. Non sopporta Pasolini, di cui prova ribrezzo fisico. Al contrario, considera Van Gogh un messia, Rimbaud un profeta. Ha giudizi netti sui papi: amava Giovanni XXIII, detestava Pio XII e Paolo VI, vedeva in Francesco un uomo di \u201caria fritta\u201d. Per lui il papato \u00e8 la rovina d\u2019Italia, il vero potere occulto che ancora oggi ci schiaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo rapporto col cristianesimo \u00e8 contraddittorio e lacerante. Dice: \u201cNon l\u2019ho mai amato, ma adesso lo difendo. Se provi a farne a meno sei un mollusco.\u201d Una frase che \u00e8 tutta la sua essenza: insultare e difendere nello stesso respiro, odiare e amare nello stesso gesto. \u00c8 un moralista che non crede alla morale, un mistico che non crede a Dio, un ateo che non pu\u00f2 vivere senza trascendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti \u00e8 stato anche uomo di teatro. Con il&nbsp;<strong>Teatro dei Sensibili<\/strong>&nbsp;ha portato in scena spettacoli minuscoli e abissali, fatti di marionette, di gesti minimi, di parole sussurrate. Il suo teatro era un atto di resistenza contro la volgarit\u00e0 di massa, un modo di salvare la parola dal rumore.&nbsp;<strong>Era convinto che il linguaggio fosse in agonia, che la modernit\u00e0 lo stesse distruggendo.<\/strong>&nbsp;Le sue invettive contro la televisione, la politica, la tecnologia hanno il tono di un antico profeta, ma senza alcuna speranza di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi aforismi troviamo la sua anima: tagliente, disperata, ironica. \u201cSolo un dio pu\u00f2 salvarci, ma se vuole perderci ci perde.\u201d \u201cL\u2019uomo moderno \u00e8 un mollusco senza spina dorsale.\u201d \u201cLa Bibbia \u00e8 l\u2019unico libro che ci insegna a morire.\u201d Ceronetti non consola: morde, graffia, lacera. Ma nel suo morso c\u2019\u00e8 una forma di amore, l\u2019amore disperato di chi non sopporta la stupidit\u00e0 e l\u2019ipocrisia.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua figura \u00e8 stata spesso isolata, marginale, laterale. Non apparteneva a nessuna scuola, a nessun partito, a nessuna chiesa. Era un&nbsp;<strong>eretico permanente<\/strong>, e proprio per questo una delle voci pi\u00f9 necessarie. In un\u2019Italia di chiacchiere, Ceronetti ha tenuto viva la tradizione dell\u2019invettiva, del moralismo amaro, del linguaggio come coltello.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che il legame con Borges diventa sorprendente. Borges e Ceronetti sembrano due poli opposti, eppure entrambi operano nello stesso campo:&nbsp;<strong>salvare la parola dal nulla.<\/strong>&nbsp;Borges ci mostra che tutto \u00e8 gi\u00e0 scritto e che noi possiamo solo leggere meglio. Ceronetti ci ricorda che senza Bibbia, senza trascendenza, siamo molluschi. Borges ci consola con l\u2019infinito; Ceronetti ci ferisce con il male. Borges \u00e8 il telescopio, Ceronetti il microscopio. Borges \u00e8 la biblioteca, Ceronetti la peste. Ma entrambi sono nati lo stesso giorno, come se il tempo avesse voluto regalarci la bussola intera: il Nord e il Sud, la luce e l\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>In Borges la scrittura \u00e8 gioia, gioco, vertigine. In Ceronetti \u00e8 dolore, anatema, disperazione. Eppure entrambi ci proteggono.&nbsp;<strong>Borges ci protegge dal senso di finitudine, Ceronetti ci protegge dal senso di stupidit\u00e0.<\/strong>&nbsp;Leggerli insieme significa aprire gli occhi in due direzioni diverse e complementari: verso l\u2019eterno e verso il male, verso l\u2019infinito e verso la peste.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 agosto diventa cos\u00ec il loro sigillo. In un giorno di invasioni, massacri, crolli e fondazioni, nascono due uomini che avrebbero trasformato la parola in destino. Uno a Buenos Aires, l\u2019altro a Torino. Uno cieco e sognatore, l\u2019altro misantropo e ferito. Uno innamorato dei labirinti, l\u2019altro ossessionato dalla Bibbia. Entrambi lontani dalle mode, entrambi incapaci di piacere alle masse, entrambi destinati a restare.<\/p>\n\n\n\n<p>Di cosa dobbiamo rendere grazie, dunque? Borges direbbe: della poesia inesauribile, che non arriver\u00e0 mai al suo ultimo verso. Ceronetti risponderebbe: della peste, che ci ricorda che siamo vivi. Noi possiamo dire: della possibilit\u00e0 di leggerli nello stesso giorno, di tenerli insieme nella memoria come due poli dello stesso magnete.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 24 agosto \u00e8 il giorno in cui la storia si ricorda di noi. Borges e Ceronetti sono la prova che, tra le macerie e i massacri, tra le invasioni e le cessioni, resta sempre la parola: fragile e feroce, infinita e mortale.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl tempo \u00e8 la sostanza di cui sono fatto. \u00c8 un fiume che mi trascina, ma io [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-78515","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78515"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78516,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78515\/revisions\/78516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}