{"id":78768,"date":"2025-08-27T14:35:05","date_gmt":"2025-08-27T14:35:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78768"},"modified":"2025-08-27T14:35:24","modified_gmt":"2025-08-27T14:35:24","slug":"a-75-anni-dalla-morte-di-pavese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78768","title":{"rendered":"A 75 anni dalla morte di Pavese"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"915\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-915x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-78769\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-915x1024.jpg 915w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-268x300.jpg 268w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-768x859.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-1373x1536.jpg 1373w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-1830x2048.jpg 1830w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1000168437-134x150.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 915px) 100vw, 915px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u201cEntrai qualche volta da solo in cappella, nel freddo buio mi raccolsi e cercai di pregare\u2026Uno che prega, quando prega \u00e8 come sano\u201d, da \u201cLa casa in collina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 gennaio 1944, su \u201cIl Mestiere di vivere\u201d, Pavese annotava: \u201cCi si umilia nel chiedere una grazia e si scopre l&#8217;intima dolcezza del regno di Dio. Quasi si dimentica ci\u00f2 che si chiedeva: si vorrebbe soltanto godere sempre quello sgorgo di divinit\u00e0. \u00c8 questa senza dubbio la mia strada per giungere alla fede, il mio modo di esser fedele. Una rinuncia a tutto, una sommersione in un mare di amore, un mancamento al barlume di questa possibilit\u00e0. Forse \u00e8 tutto qui: in questo tremito del \u2018se fosse vero!\u2019. Se davvero fosse vero&#8230;\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono attesa e speranza. \u00c8 come se fosse un viaggiare alla ricerca di una salvezza, una salvezza cristiana!&nbsp; Tullio Pinelli, molto amico di Cesare, in una intervista a \u201cJesus\u201d nel 1996 non tralasci\u00f2 di dire: \u201cEra uno spirito religioso, tormentato dal dubbio, dall\u2019incertezza. Il punto terminale, su questa terra, della nostra discussione \u00e8 stato sulla religione e su Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 naturale che l\u2019attesa e la speranza hanno come punto di incontro, e quindi, come punto di riferimento, il senso del religioso. Inquieta l\u2019attesa, ma \u00e8 una dimensione spirituale che avvolge le nostre coscienze. Le coscienze del linguaggio. Il linguaggio dell\u2019essere e del non essere. Il linguaggio che \u00e8 spazialit\u00e0 di tempo dentro una visione che va chiaramente oltre il virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in \u201cLa casa in collina\u201d Pavese annota: \u201c\u2026 prima, passando davanti a una chiesa, non pensavo che a zitelle e a vecchi calvi inginocchiati, a fastidiosi borbottii. Che tutto questo non contasse, che una chiesa, un convento fossero invece un rifugio dove si ascolta con le palme sul viso calmarsi il battito del cuore?\u201d. \u201c\u2026Mi soffermai presso la porta, poggiato alla fredda parete. C\u2019era in fondo, sotto l\u2019altare, un lumicino rosso\u2026\u201d .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la letteratura possa offrire una chiave di lettura importante e particolare del senso e dell\u2019orizzonte che si vivono nella \u201cstazione\u201d di una spiritualit\u00e0, che ha voce e destino. Siamo immensi nella letteratura. Siamo partecipanti del dolore che traccia un viaggio indelebile che \u00e8 fatto dall\u2019uomo e dalla persona. La letteratura parla con la parola della religiosit\u00e0. Scriveva don Luigi Giussani: \u201cIl senso religioso \u00e8 la capacit\u00e0 che la ragione ha di esprimere la propria natura profonda nell\u2019interrogativo ultimo, \u00e8 il locus della coscienza che l\u2019uomo ha dell\u2019esistenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo dell\u2019uomo \u00e8 lo sguardo, appunto, dell\u2019attesa che, vivendola senza pazienza, potrebbe trasformarsi in disperante solitudine. Due concetti forti: la solitudine e la disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca di Dio. La memoria di Cristo. Vivono la letteratura nella letteratura. Don Giussani: \u201cLa forma quotidiana della decisione per l\u2019esistenza \u00e8 il ricordo del destino che ogni cosa ha, che \u00e8 uno solo, il mistero di Dio, \u00e8 il ricordo che questo mistero \u00e8 diventato un uomo. Perci\u00f2, la forma quotidiana della decisione per l\u2019esistenza \u00e8 vivere la memoria di Cristo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scavo della (nella) letteratura che trova attraversamenti su queste sponde porta direttamente a Cesare Pavese. Quel Pavese che ha vissuto e interiorizzato un dostoeschiano modello dell\u2019inquieto esistere, e che non ha mai dato una ragione di senso alla morte sentita come attrazione della fine. Quel Pavese, in modo particolare, che ha chiesto, sino agli ultimi istanti di vita, di superare la solitudine in una parola di consolazione e di pazienza affinch\u00e9 potesse giungere un barlume di luce, di Grazia, di ancoraggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pavese: \u201cPassavo la sera seduto davanti allo specchio per tenermi compagnia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Luigi Giussani stabilisce proprio con Pavese un colloquiare e dice che \u00e8 mancato in Pavese ci\u00f2 che potesse colmare lo spazio inevitabile tra l\u2019attesa e la pazienza. Quando questo spazio comincia a creare una strada nella vita e negli scritti di Pavese, la luce \u00e8 diventata molto fievole e quella fede che lo avrebbe potuto salvare lo trova gi\u00e0 disperso. Disperso e non smarrito. Disperso in quel gorgo muto che \u00e8 l\u2019inevitabile nulla. Ma Pavese portava nella sua parola e nel suo sguardo un senso religioso che diventa incisivamente pietas.<\/p>\n\n\n\n<p>Diego Fabbri riesce ad interpretare, in teatro, un Pavese esasperato ma alla ricerca di Dio. Con uno splendido Luigi Vannucchi porta sulla scena quel suo mestiere di esistere che lo conduce verso uno scavo profondo che avrebbe dovuto condurlo ad una Verit\u00e0. Una verit\u00e0 che non trova. Intorno al \u201cVizio assurdo\u201d, lavorato con Davide Lajolo, si apre una brutta polemica innescata dal mondo marxista che non far\u00e0 bene a Pavese uomo e tanto meno scrittore. Il laicismo trionfa, ma Fabbri, nonostante tutto, fa emergere, e per oltre quattro anni nei teatri e poi in Tv, un Pavese alla costante ricerca del sacro. Mito e sacro si combattono. \u00c8 come se diventassero conflittuali. Pavese, in fondo, si ferma al mito e crea una antropologia del mito nonostante le pagine finali esemplare de \u201cLa casa in collina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel venir meno l\u2019appiglio al religioso subentra l\u2019abisso. O meglio non raggiungere il filo del sacro il vuoto si dichiara. E nell\u2019abisso \u00e8 scivolato pur tendendo le mani verso l\u2019attrazione nei confronti della salvezza. In quale significato di non senso \u00e8 precipitato Pavese? Eppure le sue ultime parole hanno un versamento che va oltre il nulla, e cercano di concentrarsi in un monito di ricerca di speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre cercato di individuare, nei miei scritti su Pavese, questo bisogno di speranza o la necessit\u00e0 della dissolvenza del nulla per aggrapparsi alla speranza che si sottolinea in molti passaggi dei suoi romanzi. Pavese, ho avuto modo di affermarlo, \u00e8 sempre al limite della speranza \u2013 sacralit\u00e0 e poi giungono le distrazioni, le infinite distrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Giussani parla infatti di un venir meno di quella esigenza che \u00e8 \u201cla totalit\u00e0 dello sguardo dell\u2019umana coscienza\u201d. Anche nel religioso linguaggio dello scrittore ci sono delle opzioni tragiche. Ma ci sono opzioni religiose nel linguaggio e nell\u2019essere tragico dello scrittore?&nbsp; Nel 1968 don Divo Barsotti, molto attento alla letteratura e al tragico, ebbe modo di osservare: \u201cPavese \u00e8 stato consapevole di essere un vinto: ma da chi? L\u2019impotenza a costruire una sua vita pu\u00f2 essere stata la condizione, per lui, di abbandonarsi a Dio. Allora l\u2019atto dell\u2019abbandono avrebbe concluso la sua vita meglio di come egli poteva aver sognato\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pavese viveva la ricerca di Dio ma \u00e8 andato oltre. Ecco: \u201cLa massima sventura \u00e8 la solitudine; tant\u2019\u00e8 vero che il supremo conforto \u2013 la religione \u2013 consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio. La preghiera \u00e8 lo sfogo come con un amico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In Pavese i due estremi di queste domande si sono scontrati creando un conflitto estetico ed esistenziale. Infatti, l\u2019inquieto in Leopardi, don Giussani medita su ci\u00f2, non giunge a toccare il \u201cgorgo muto\u201d perch\u00e9 in Leopardi il senso del religioso non \u00e8 cos\u00ec contrastante come nella vita di Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto contrastante da diventare un cortocircuito tra destino e profezia. Cos\u00ec \u00e8 stato il paesaggio trasgressivo di Pavese. Cos\u00ec Don Giussani: \u201cL\u2019estremo lembo dell\u2019audacia \u00e8 amare umilmente se stessi\u201d. Il destino e la profezia. Nei suoi romanzi e nelle sue poesie ultime la consolazione giungeva sempre come solitudine. La solitudine era consolazione. Pavese si \u00e8 posto le domande care a don Giussani: \u201c\u2026 per che cosa vale la pena che io viva? Qual \u00e8 il significato della realt\u00e0? Che senso ha l\u2019esistenza?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha risposto a tali suoi interrogativi il Pavese sia del romanzo \u201cLa casa in collina\u201d (religiosa attrazione verso il sacro) sia, soprattutto, il Pavese di \u201cVerr\u00e0 la morte e avr\u00e0 i tuoi occhi\u201d (penitente accoglienza della morte \u2013 fine).<\/p>\n\n\n\n<p>I tuoi occhi? Quegli occhi che ha sempre cercato e che non ha trovato o non ha avuto la pazienza di aspettare quegli Occhi. Il rischio della pazienza consiste nel non saper raccogliere l\u2019attesa nella speranza. Forse \u00e8 qui che bisognerebbe scavare per dare un senso all\u2019uomo e allo scrittore Cesare Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre il mito e molto pi\u00f9 vicini al sacro. Un viaggio che resta nei solchi del destino \u2013 memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Febbraio 1990 Padre Baravalle, in una sua conferenza a Milano, disse: \u201cIo ero padre spirituale. Allora tutte le mattine raccoglievo i ragazzi della media, li portavo nella cappella del collegio. facevo dire la preghiera, facevo una piccola esortazione&#8230;Era una grande cappella. Era l&#8217;antico coro di un monastero. Pavese si metteva tutte le mattine di fianco, all&#8217;incirca a met\u00e0. E osservava i ragazzi. E io gli dico: \u2018Perch\u00e9 viene? Io devo tare la predica a questi bambini e mi sforzo di far loro capire qualcosa\u2019. E lui mi dice: \u2018Vengo proprio a sentire come fa lei a cercare di rendere comprensibile a questi sventateVi, a questi ragazzi vivaci, le grandissime verit\u00e0 della sua religione\u2019\u201d. Mentre Pavese in una lettera a padre Baravalle scrisse: \u201cForse non sono degno di avvicinarmi a Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 lo stesso Pavese che consegn\u00f2 ai suoi \u201cDialoghi con Leuc\u00f2\u201d questo convincimento: \u201c\u2026gli uomini non sapranno il destino e saranno immortali\u2026.una volta che il grano e la vigna avranno il senso della vita eterna, sai che gli uomini vedranno nel pane e nel vino? Carne e sangue, come adesso, come sempre. E carne e sangue gronderanno, non pi\u00f9 per placare la morte, ma per raggiungere l\u2019eterno che li aspetta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla ricerca della religiosit\u00e0, Pavese non cercava una antropologia di o in Cristo, bens\u00ec una&nbsp; fede verso Cristo. Un passo che lo avrebbe certamente salvato da quel taciuto silenzio e dal gesto finale. Ai primi di agosto del 1950 scriver\u00e0 in una lettera a Pinelli e alla moglie : \u00bbInvidio la vostra cristiana testardaggine. Vivete allegri e speriamo di rivederci, chiss\u00e0, magari in cielo\u00bb. La lettera di un Pavese alla ricerca della fede e di Dio \u00e8 in questa disperante confessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni \u201cEntrai qualche volta da solo in cappella, nel freddo buio mi raccolsi e cercai di pregare\u2026Uno che prega, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-78768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78768"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78770,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78768\/revisions\/78770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}