{"id":78888,"date":"2025-08-30T09:24:06","date_gmt":"2025-08-30T09:24:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78888"},"modified":"2025-08-30T09:24:26","modified_gmt":"2025-08-30T09:24:26","slug":"venezia-2025-tra-sogni-ombre-sguardi-e-mondi-sospesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=78888","title":{"rendered":"Venezia 2025: Tra sogni, ombre, sguardi e mondi sospesi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"204\" height=\"192\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-78889\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg 204w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9-150x141.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abIl cinema \u00e8 il pi\u00f9 perfetto di tutti i mezzi d\u2019espressione perch\u00e9 restituisce alla realt\u00e0 la sua profondit\u00e0.\u00bb<\/em>&nbsp;\u2013&nbsp;<strong>Andr\u00e9 Bazin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il&nbsp;<strong>Festival di Venezia<\/strong>&nbsp;si apre come un grande sipario su emozioni, epoche e dimensioni dell\u2019immaginario umano. La&nbsp;<strong>Laguna<\/strong>&nbsp;riflette il sole estivo mentre il&nbsp;<strong>Lido<\/strong>&nbsp;si riempie di spettatori curiosi, giornalisti affannati e artisti dall\u2019aria assorta, tutti pronti a lasciarsi sorprendere. In questa edizione, tre momenti sembrano condensare la magia del&nbsp;<strong>cinema, della pittura e della memoria<\/strong>: il ritorno di&nbsp;<strong>Francesco Rosi<\/strong>&nbsp;in bianco e nero sulle strade di&nbsp;<strong>Napoli<\/strong>, il sogno ventennale di&nbsp;<strong>Guillermo del Toro<\/strong>&nbsp;su&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong>, e lo sguardo&nbsp;<strong>distolto, mai distratto<\/strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>San Tommaso<\/strong>&nbsp;nel capolavoro del&nbsp;<strong>Ghirlandaio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rosi e Napoli: il bianco e nero che racconta il cuore della citt\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Aprendo la giornata, il pubblico ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di immergersi nel nuovo progetto di&nbsp;<strong>Francesco Rosi<\/strong>, un&nbsp;<strong>film in bianco e nero<\/strong>&nbsp;che sembra dialogare direttamente con le ombre e le luci di&nbsp;<strong>Napoli<\/strong>. L\u2019atmosfera ricorda i giorni in cui Rosi osservava la citt\u00e0 come un occhio vigile e partecipativo: i&nbsp;<strong>vicoli stretti<\/strong>, i&nbsp;<strong>panni stesi al sole<\/strong>, le&nbsp;<strong>chiacchiere dei mercati<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>brusio delle piazze<\/strong>&nbsp;sembrano diventare&nbsp;<strong>personaggi essi stessi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>bianco e nero<\/strong>&nbsp;non \u00e8 qui semplice scelta estetica: \u00e8&nbsp;<strong>lente poetica<\/strong>, strumento per rivelare&nbsp;<strong>contrasti<\/strong>&nbsp;che il colore spesso nasconde. La&nbsp;<strong>Napoli di Rosi<\/strong>&nbsp;non \u00e8 solo geografica, ma&nbsp;<strong>emotiva e sociale<\/strong>: la macchina da presa scivola tra storie di&nbsp;<strong>fatica e speranza<\/strong>, tra generazioni che si sfiorano e si confrontano senza mai smettere di respirare la citt\u00e0. Ogni dettaglio \u2013 un lampione arrugginito, il sorriso di un bambino che corre, il passo lento di un anziano \u2013 diventa simbolo di un tessuto umano vivo, vibrante, eppure fragile. In un festival che spesso celebra l\u2019eccezionale, questa opera ci ricorda il valore del&nbsp;<strong>quotidiano<\/strong>, la forza dei&nbsp;<strong>dettagli minimi<\/strong>&nbsp;che costruiscono l\u2019anima di un luogo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Del Toro e Frankenstein: il sogno di una vita<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dalla penombra dei vicoli napoletani alla luce fantastica della creatura di&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong>,&nbsp;<strong>Guillermo del Toro<\/strong>&nbsp;presenta ci\u00f2 che definisce \u201c<strong>il film dei miei sogni da una vita<\/strong>\u201d. L\u2019attesa di questo lavoro ha alimentato l\u2019immaginazione di critici e appassionati: finalmente, l\u2019<strong>universo gotico e poetico<\/strong>&nbsp;del regista messicano prende forma intorno alla storia senza tempo del&nbsp;<strong>mostro pi\u00f9 celebre della letteratura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Del Toro promette un&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong>&nbsp;che non \u00e8 soltanto terrore, ma&nbsp;<strong>empatia, riflessione e poesia visiva<\/strong>. I&nbsp;<strong>dettagli scenografici<\/strong>, i&nbsp;<strong>costumi<\/strong>&nbsp;e l\u2019<strong>uso della luce<\/strong>&nbsp;\u2013 gi\u00e0 visibili nel teaser proiettato in anteprima \u2013 creano un mondo sospeso tra&nbsp;<strong>sogno e incubo<\/strong>, dove ogni ombra racconta qualcosa di pi\u00f9 del semplice orrore. La proiezione ha lasciato la platea in un&nbsp;<strong>silenzio sospeso<\/strong>, come se tutti avessero condiviso un\u2019esperienza&nbsp;<strong>intima, privata e universale<\/strong>&nbsp;allo stesso tempo. Le scelte narrative di Del Toro non solo reinventano la figura del mostro, ma interrogano la nostra capacit\u00e0 di provare&nbsp;<strong>compassione<\/strong>, di accettare ci\u00f2 che \u00e8 diverso, di vedere la bellezza anche nelle imperfezioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>San Tommaso: lo sguardo distolto del Ghirlandaio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Se il cinema esplora la narrazione attraverso il tempo e lo spazio, l\u2019<strong>arte pittorica<\/strong>&nbsp;lo fa attraverso lo sguardo. Il Festival dedica uno spazio insolito ma sorprendente a una riflessione sul&nbsp;<strong>quadro del Ghirlandaio con San Tommaso<\/strong>. Lo&nbsp;<strong>sguardo dell\u2019apostolo<\/strong>&nbsp;non \u00e8 distratto, come potrebbe sembrare a un\u2019osservazione superficiale: \u00e8&nbsp;<strong>distolto, assorto, penetrante<\/strong>, capace di cogliere verit\u00e0 invisibili agli altri personaggi e, simbolicamente, agli spettatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa&nbsp;<strong>distensione dello sguardo<\/strong>&nbsp;\u00e8 un invito a&nbsp;<strong>rallentare<\/strong>, a percepire il mondo con attenzione, a trovare il senso non nell\u2019immediato ma nella&nbsp;<strong>profondit\u00e0 del dettaglio<\/strong>. L\u2019arte del&nbsp;<strong>Ghirlandaio<\/strong>&nbsp;diventa cos\u00ec una forma di&nbsp;<strong>meditazione visiva<\/strong>, parallela a quella cinematografica: Rosi cattura il&nbsp;<strong>dettaglio urbano<\/strong>, Del Toro costruisce&nbsp;<strong>mondi sospesi<\/strong>&nbsp;tra immaginazione e paura, e Ghirlandaio ci insegna che&nbsp;<strong>osservare con vera attenzione significa comprendere oltre l\u2019apparenza<\/strong>. In questo senso, lo sguardo distolto di San Tommaso diventa metafora del pubblico stesso: per apprezzare pienamente l\u2019arte, bisogna imparare a distogliere lo sguardo dalla frenesia e immergersi nella contemplazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Venezia: il filo sottile tra passato e futuro<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La giornata di oggi al&nbsp;<strong>Festival di Venezia<\/strong>&nbsp;sembra tessere un filo invisibile tra&nbsp;<strong>memoria, sogno e percezione<\/strong>. Da Rosi a Del Toro, dalla&nbsp;<strong>Napoli reale<\/strong>&nbsp;ai&nbsp;<strong>mondi fantastici<\/strong>, fino allo&nbsp;<strong>sguardo silenzioso di San Tommaso<\/strong>, emerge un tema comune: la capacit\u00e0 dell\u2019arte di&nbsp;<strong>farci sentire pi\u00f9 vivi, pi\u00f9 consapevoli, pi\u00f9 presenti<\/strong>. La tecnica cambia, il linguaggio evolve, ma la sostanza resta:&nbsp;<strong>emozionare, stupire, interrogare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pubblico cammina tra&nbsp;<strong>sale piene e calli tranquille<\/strong>, tra&nbsp;<strong>proiezioni e mostre<\/strong>, tra&nbsp;<strong>applausi e sussurri<\/strong>, consapevole di partecipare a qualcosa di unico. Venezia non \u00e8 solo un festival: \u00e8 uno&nbsp;<strong>specchio della cultura contemporanea<\/strong>&nbsp;che riflette passioni, ossessioni e desideri dell\u2019umanit\u00e0. Ogni opera, ogni quadro, ogni film \u00e8 un&nbsp;<strong>frammento di specchio<\/strong>, un invito a&nbsp;<strong>guardare il mondo con occhi nuovi<\/strong>, a percepire la realt\u00e0 con maggiore profondit\u00e0 e a riscoprire la meraviglia in ci\u00f2 che ci circonda.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il segreto della bellezza: attenzione e sogno<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Alla fine della giornata, rimane impressa la lezione pi\u00f9&nbsp;<strong>sottile e potente<\/strong>. Rosi ci ricorda che la&nbsp;<strong>realt\u00e0<\/strong>, se osservata con cura, \u00e8 gi\u00e0&nbsp;<strong>magia<\/strong>; Del Toro che i&nbsp;<strong>sogni<\/strong>, se perseguiti con coraggio, diventano&nbsp;<strong>realt\u00e0<\/strong>; Ghirlandaio che lo&nbsp;<strong>sguardo<\/strong>, se distolto con consapevolezza, pu\u00f2 cogliere&nbsp;<strong>verit\u00e0 nascoste<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come scrisse un giorno&nbsp;<strong>Antoine de Saint-Exup\u00e9ry<\/strong>:&nbsp;<em>\u201cNon si vede bene che col cuore. L\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi.\u201d<\/em>&nbsp;Oggi, a Venezia, la lezione si rinnova:&nbsp;<strong>il cuore e l\u2019immaginazione guidano l\u2019esperienza<\/strong>, mentre gli occhi seguono la&nbsp;<strong>luce, l\u2019ombra e il dettaglio<\/strong>&nbsp;che rendono il mondo infinitamente pi\u00f9 ricco, profondo e meraviglioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abIl cinema \u00e8 il pi\u00f9 perfetto di tutti i mezzi d\u2019espressione perch\u00e9 restituisce alla realt\u00e0 la sua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,10],"tags":[],"class_list":["post-78888","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-espectaculo","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78888"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78890,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78888\/revisions\/78890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}