{"id":79012,"date":"2025-09-01T09:12:07","date_gmt":"2025-09-01T09:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79012"},"modified":"2025-09-01T09:12:25","modified_gmt":"2025-09-01T09:12:25","slug":"frankenstein-di-guillermo-del-toro-il-sogno-di-un-mostro-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79012","title":{"rendered":"Frankenstein di Guillermo Del Toro: il sogno di un mostro umano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"204\" height=\"192\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-78889\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9.jpeg 204w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/descarga-9-150x141.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abNulla \u00e8 cos\u00ec doloroso per la mente umana quanto un grande e improvviso cambiamento.\u00bb<\/em><em><br>\u2014 Mary Shelley<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Guillermo Del Toro ha sempre abitato la frontiera sottile tra incubo e poesia, tra la carne ferita e l\u2019anima che anela alla bellezza. Con il suo&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong>, presentato in concorso a Venezia 82 e in arrivo su Netflix dal 7 novembre, il regista messicano firma l\u2019opera che probabilmente inseguiva da tutta la vita. Non un semplice adattamento, non un omaggio calligrafico, ma un atto d\u2019amore e insieme un grido intimo: la storia di Victor Frankenstein e della sua Creatura diventa riflesso dell\u2019artista stesso, specchio delle sue paure e dei suoi desideri pi\u00f9 profondi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019infanzia di un sogno<\/h2>\n\n\n\n<p>Del Toro racconta di aver immaginato il suo Frankenstein gi\u00e0 a sette anni. Da allora, in ogni film, dai mostri gotici de&nbsp;<em>Il labirinto del fauno<\/em>&nbsp;al burattino ribelle del suo&nbsp;<em>Pinocchio<\/em>, ha accumulato visioni, simboli e ossessioni che ora trovano il loro compimento. In questo nuovo lavoro, il mito di Mary Shelley non \u00e8 solo trasposto: \u00e8 reinventato, contaminato dalla tradizione cinematografica (dalla Universal alla Hammer) e intrecciato alla vita stessa del regista.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Prometeo diviso in due<\/h2>\n\n\n\n<p>La grande domanda che percorre l\u2019opera \u2014 chi \u00e8 davvero il mostro? \u2014 non trova risposte facili. Victor Frankenstein, interpretato da un intenso&nbsp;<strong>Oscar Isaac<\/strong>, \u00e8 lo scienziato assetato di conoscenza che osa sfidare la natura. Ma \u00e8 la Creatura, incarnata da un sorprendente&nbsp;<strong>Jacob Elordi<\/strong>, a portare negli occhi la disperazione e la fame di amore che nessuno sa colmare. Del Toro li osserva come fossero padre e figlio, parti spezzate dello stesso essere. A entrambi \u00e8 negata la pace: l\u2019uno condannato alla follia del genio, l\u2019altro alla solitudine dell\u2019ibrido immortale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Visioni gotiche e intimit\u00e0 umana<\/h2>\n\n\n\n<p>La messa in scena \u00e8 sontuosa, con scenografie ricche di dettagli, laboratori che sembrano usciti da un sogno alchemico e costumi intrisi di simbologia. Ma al di l\u00e0 dell\u2019apparato visivo, ci\u00f2 che colpisce \u00e8 la tenerezza. Del Toro non teme la crudelt\u00e0, ma la bilancia con momenti di grazia: lo sguardo di un cieco che riconosce la creatura come uomo, la fragilit\u00e0 di Elizabeth (una luminosa&nbsp;<strong>Mia Goth<\/strong>), il dolore che diventa canto condiviso. \u00c8 un film popolato da oggetti e reliquie, eppure ci\u00f2 che resta \u00e8 il battito dei cuori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Elordi, la rivelazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Se Isaac e Waltz garantiscono solidit\u00e0, ed \u00e8 ormai chiaro che Mia Goth sia la musa dell\u2019horror contemporaneo, \u00e8&nbsp;<strong>Jacob Elordi<\/strong>&nbsp;a sorprendere. Il suo corpo imponente richiama l\u2019ombra di Boris Karloff, ma \u00e8 negli occhi e nella voce che si annida la vera potenza. La creatura parla con timidezza o con furia, oscillando tra bambino smarrito e demone vendicativo. Non pi\u00f9 un \u201cbello\u201d prestato al cinema, ma un attore maturo, capace di trasmettere la fragilit\u00e0 di un\u2019anima imprigionata in un involucro estraneo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Del Toro e i suoi fantasmi<\/h2>\n\n\n\n<p>Ogni inquadratura sembra dialogare con la&nbsp;<em>Bleak House<\/em>, la casa-museo del regista colma di creature, reliquie e memorie gotiche. Frankenstein non \u00e8 solo cinema: \u00e8 il confessionale di un artista che convive con i propri mostri, col timore della solitudine e con l\u2019amore disperato per ci\u00f2 che \u00e8 fragile. Laddove la societ\u00e0 rifiuta e condanna, Del Toro accoglie e celebra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Frankenstein<\/strong>&nbsp;di Guillermo Del Toro \u00e8 un film che unisce spettacolo e intimit\u00e0, orrore e compassione. \u00c8 la summa del suo cinema e, insieme, un atto poetico che rinnova il mito di Mary Shelley senza tradirne lo spirito. Un\u2019opera che commuove, spaventa e consola, ricordandoci che il vero mostro non \u00e8 chi \u00e8 diverso, ma chi non sa riconoscere l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un capolavoro destinato a segnare il 2025 cinematografico, e forse l\u2019intera carriera di Del Toro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abNulla \u00e8 cos\u00ec doloroso per la mente umana quanto un grande e improvviso cambiamento.\u00bb\u2014 Mary Shelley Guillermo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-79012","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79012"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79012\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79013,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79012\/revisions\/79013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}