{"id":79068,"date":"2025-09-01T15:20:44","date_gmt":"2025-09-01T15:20:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79068"},"modified":"2025-09-01T15:21:01","modified_gmt":"2025-09-01T15:21:01","slug":"guido-miano-editore-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79068","title":{"rendered":"GUIDO MIANO EDITORE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>NOVIT\u00c0 EDITORIALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"669\" height=\"1024\" data-id=\"79069\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-669x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79069\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-669x1024.jpg 669w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-768x1175.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-1004x1536.jpg 1004w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-1338x2048.jpg 1338w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte-98x150.jpg 98w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte.jpg 1665w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"989\" data-id=\"79070\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte3D.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-79070\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte3D.png 602w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte3D-183x300.png 183w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Nigro-Pietro-2025-Verso-il-nuovo-mondo.-per-rincontrarci-fronte3D-91x150.png 91w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 uscito il libro:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERSO IL NUOVO MONDO\u2026 PER RINCONTRARCI <\/strong><strong>di <\/strong><strong>PIETRO NIGRO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>con prefazione di Michele Miano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il libro di poesie \u201cVerso il nuovo mondo\u2026 per ricontrarci\u201ddi Pietro Nigro, con prefazione di Enzo Concardi, nella prestigiosa collana \u201cAlcyone 2000\u201d, Guido Miano Editore, Milano 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono perdite che non trovano parole. E allora ci affidiamo alla poesia che ha il coraggio di farsi fragile, di dire l\u2019indicibile con versi spezzati, sospesi tra dolore e speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa raccolta nasce dal cuore di un uomo, Pietro Nigro, che ha amato profondamente, e che ora cammina in un silenzio nuovo, dove ogni eco ricorda un sorriso, una carezza, una complicit\u00e0. Le poesie che il lettore trover\u00e0 in queste pagine non sono solo un tributo alla donna amata e perduta, ma un dialogo ininterrotto con la sua assenza. Sono voci che si levano dal vuoto, tentativi di cucire la distanza con parole che diventano ponti. Eppure, tra le righe di questa malinconia, affiora una luce. \u00c8 la speranza \u2014 discreta, ma tenace \u2014 di un altro incontro, in un luogo dove il tempo non separa e l\u2019amore non conosce confini. Chi legge queste poesie non trova solo il dolore di chi resta, ma anche un invito: quello di credere che l\u2019amore sopravvive e trasforma il lutto. Si leggano i seguenti versi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u2026 L\u2019ultima volta che ti vidi<\/p>\n\n\n\n<p>i tuoi occhi afflitti fissarono i miei<\/p>\n\n\n\n<p>come preghiera a non lasciarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel buio della notte<\/p>\n\n\n\n<p>si \u00e8 perduto il tuo sguardo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Giovanna<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>La perdita della persona amata \u2014 della propria compagna, amica, confidente, anima gemella \u00e8 un evento che non lascia solo un vuoto fisico, ma spalanca un abisso interiore, una terra straniera dove ogni passo \u00e8 incerto, ogni ricordo \u00e8 al tempo stesso rifugio e ferita memoria viva, e custodisce la promessa di ritrovarsi, un giorno, in un mondo nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Ci ritroveremo in quel luogo un giorno<\/p>\n\n\n\n<p>in un mondo senza inizio e fine<\/p>\n\n\n\n<p>io e te,<\/p>\n\n\n\n<p>e gli altri che amammo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avremo nuove sembianze<\/p>\n\n\n\n<p>sprazzi d\u2019un infinito fulgore\u2026 \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Ci ritroveremo<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Le poesie raccolte in questo volume nascono proprio da l\u00ec: da quel silenzio improvviso che segue l\u2019addio, da quella solitudine che non \u00e8 mera assenza, ma presenza muta, fantasma affettuoso che accompagna ogni gesto quotidiano. Pietro Nigro ci guida in un percorso intimo e coraggioso, in cui la parola diventa carezza, grido, preghiera. Ogni verso sembra interrogare il vuoto con dolcezza, come chi sa che l\u2019unico modo per non perdersi \u00e8 continuare a parlare con chi non risponde pi\u00f9, a chiamarla per nome, a darle ancora un posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Vaga il mio sguardo,<\/p>\n\n\n\n<p>ma non ti trovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Invano ripeto il tuo nome<\/p>\n\n\n\n<p>e non rispondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se nei miei giorni rimasti<\/p>\n\n\n\n<p>sopporter\u00f2 il dolore<\/p>\n\n\n\n<p>che trafigge la mia consunta essenza<\/p>\n\n\n\n<p>errabondo in questo deserto<\/p>\n\n\n\n<p>senz\u2019oasi,<\/p>\n\n\n\n<p>solo sabbia<\/p>\n\n\n\n<p>che soffoca il mio respiro\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Piango la tua assenza<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, in questa elegia composta, non vi \u00e8 disperazione assoluta. Anzi, tra le righe si insinua una luce tenue, che non cancella il dolore ma lo trasfigura: \u00e8 la speranza. Una speranza che non ha certezze terrene, ma che osa immaginare. Immaginare un tempo oltre il tempo, un luogo in cui gli sguardi si ritrovano, in cui le mani tornano a cercarsi e a stringersi. Una speranza che non nega la morte, ma afferma la potenza dell\u2019amore che sopravvive ad essa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa raccolta, dunque, non \u00e8 solo un atto d\u2019amore verso chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma anche un dono a chi resta. \u00c8 un invito a non temere il dolore, ad attraversarlo con sincerit\u00e0, a lasciare che si trasformi in memoria viva, in presenza sottile. \u00c8, in fondo, una dichiarazione: che l\u2019amore vero non finisce, ma cambia forma. Che le anime, se nate per camminare insieme, trovano sempre un modo per ricongiungersi \u2014 in questa vita, o in quella che ci attende. Leggendo questi versi, ci ritroviamo spettatori di un amore che continua a vibrare tra le parole, e forse, senza accorgercene, impariamo anche noi a riconoscere la presenza nell\u2019assenza. A credere, almeno per un istante, che nessun addio sia definitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore ci conduce tra le pieghe del suo lutto con una delicatezza disarmante. I versi non gridano: sussurrano. Ricordano un volto amato, una presenza che ha lasciato tracce ovunque \u2014 in un gesto quotidiano, in un oggetto che non sa pi\u00f9 a chi appartenere, in una citt\u00e0 lontana che ora parla solo la lingua del ricordo. Parigi ritorna pi\u00f9 volte tra le pagine, non solo come luogo geografico, ma come simbolo di luce, bellezza condivisa, e di quella gioia serena che ora risplende attraverso il filtro della nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Cerco te, Parigi,<\/p>\n\n\n\n<p>sognando l\u2019antica collina di Montmartre<\/p>\n\n\n\n<p>che riporta ancora l\u2019eco<\/p>\n\n\n\n<p>d\u2019un\u2019era lontana<\/p>\n\n\n\n<p>di poeti e pittori che la fecero grande<\/p>\n\n\n\n<p>e colmarono le menti<\/p>\n\n\n\n<p>d\u2019un incanto infinito\u2026 \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Cerco te Parigi<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il dolore personale non chiude l\u2019autore in un guscio solitario: al contrario, sembra spalancarlo ancora di pi\u00f9 verso il mondo. L\u2019assenza lo rende pi\u00f9 sensibile alla sofferenza altrui, e cos\u00ec il pensiero corre anche alle tragedie contemporanee, a quelle ferite collettive che ogni giorno l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costretta ad affrontare. I versi accennano con pudore ma fermezza ai bambini di Gaza, a quel dolore innocente che attraversa il nostro tempo come una ferita aperta. L\u2019autore, nel suo lutto privato, riconosce il lutto del mondo, e in questo riconoscimento trova forse un altro modo per rimanere umano: provando empatia, restando aperto, continuando ad amare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Anche i bambini di Gaza<\/p>\n\n\n\n<p>si sono addormentati per sempre<\/p>\n\n\n\n<p>nel nero grembo del nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>A chi volgeranno lo sguardo<\/p>\n\n\n\n<p>e il blando sorriso<\/p>\n\n\n\n<p>le madri affrante\u2026 \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Morte nel deserto del Negev e a Gaza)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il lettore trover\u00e0 la speranza, mai imposta, sempre suggerita, che l\u2019amore \u2014 quello vero, quello che sopravvive ai corpi e ai confini \u2014 abbia la forza di ricongiungere ci\u00f2 che la morte ha separato. Che da qualche parte, oltre il tempo e le lacrime, ci sia ancora un luogo dove riconoscersi, ritrovarsi, rinascere insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho conosciuto l\u2019autore quando ero ragazzo. Ricordo bene un pomeriggio, a casa sua, accanto a mio padre. In quell\u2019incontro, nel calore semplice di una conversazione, ho percepito la profondit\u00e0 di uno spirito gentile, animato da un\u2019intelligenza umanistica e da un senso autentico della solidariet\u00e0. Un uomo che sa ascoltare, comprendere e condividere. Questa raccolta ne \u00e8 il riflesso pi\u00f9 vero. Un\u2019antica amicizia che dura dai tempi del volume <em>Il deserto e il cactus<\/em>, la prima opera di Pietro Nigro pubblicata da questa Casa editrice nel 1982; era il tempo in cui mio padre Guido, gi\u00e0 allora riconosceva l\u2019ispirazione poetica di un uomo profondamente coerente: la solitudine come luogo di verit\u00e0, l\u2019amore come forza salvifica, e la tenacia dello spirito umano di fronte al dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>La presente raccolta \u00e8 anche un tributo ad un\u2019amicizia che dura nel tempo, un filo sottile che lega le generazioni. Un\u2019amicizia nata nei libri, grazie a una robusta cultura classica, nutrita da ideali comuni, e oggi pi\u00f9 che mai testimone della forza della scrittura come forma di cura e consapevolezza. Il dialogo tra mio padre e l\u2019autore continua in queste pagine, e io, oggi, ho l\u2019onore di raccoglierne l\u2019eco e in qualche modo esserne l\u2019artefice di questo rinnovato sodalizio umano ancor prima che culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>A chi legge auguro di lasciarsi attraversare da questi versi. Di trovare in essi non solo il dolore, ma anche la bellezza di un amore fedele. E la speranza \u2014 fragile e ostinata \u2014 che, oltre la separazione fisica, vi sia ancora un luogo dove incontrarsi\u2026 <em>Verso un nuovo mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E di questo, dobbiamo essere grati a Pietro Nigro.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Miano<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Nigro, <em>Verso il nuovo mondo\u2026 per rincontrarci<\/em>, prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 56, isbn 979-12-81351-69-1, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n\n\n\n<p>_______________<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AUTORE<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Nigro \u00e8 nato ad Avola (sr) nel 1939 e risiede a Noto (sr); laureato in Lingue e Letterature Straniere all\u2019Universit\u00e0 di Catania, ha insegnato inglese presso varie scuole superiori. Ha iniziato a scrivere poesie fin da ragazzo; la sua ispirazione trae origine dai luoghi siciliani della sua infanzia e dagli ambienti francesi e svizzeri visitati durante le vacanze estive, in particolar modo Parigi (la sua citt\u00e0 d\u2019elezione), dove si recava spesso per perfezionare la conoscenza della lingua francese. Il primo libro di liriche, <em>Il deserto e il cactus<\/em>, \u00e8 stato pubblicato da Guido Miano nel 1982 e gli \u00e8 valso il 1\u00b0 Premio assoluto per la poesia edita, Targa \u201cAreopago\u201d (1983, Roma). Sono seguite molte opere poetiche, testi di saggistica e altri lusinghevoli riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio \u201cLuigi Pirandello\u201d per la Letteratura (Taormina, 1985) e il Premio \u201cLa Pleiade \u201886\u201d \u00abper la produzione letteraria e poetica gi\u00e0 riconosciuta a livello critico\u00bb (sala del Cenacolo di Montecitorio, Camera dei Deputati, Roma 1986).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOVIT\u00c0 EDITORIALE \u00c8 uscito il libro: VERSO IL NUOVO MONDO\u2026 PER RINCONTRARCI di PIETRO NIGRO con prefazione di Michele Miano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-79068","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79068"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79071,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79068\/revisions\/79071"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}