{"id":79367,"date":"2025-09-07T19:10:27","date_gmt":"2025-09-07T19:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79367"},"modified":"2025-09-07T19:10:56","modified_gmt":"2025-09-07T19:10:56","slug":"ubiqua-quando-la-luce-si-fa-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=79367","title":{"rendered":"Ubiqua: quando la luce si fa poesia"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000047004.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"760\" height=\"1024\" data-id=\"79368\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000047004.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79368\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000047004.jpg 760w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000047004-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000047004-111x150.jpg 111w\" sizes=\"(max-width: 760px) 100vw, 760px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-9.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"204\" height=\"192\" data-id=\"79295\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-9.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79295\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-9.jpeg 204w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-9-150x141.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em><br>\u00abLa fotografia \u00e8, a un tempo, il riconoscimento in un frammento di realt\u00e0 e la sua trasfigurazione in immagine. Essa non dice mai solo ci\u00f2 che mostra.\u00bb<\/em><em><br>\u2014 Susan Sontag<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 chi continua a considerare la fotografia un\u2019arte minore, una sorella minore della pittura e della poesia, un\u2019imitazione della realt\u00e0 pi\u00f9 che un linguaggio autonomo. Eppure, come accade per tutte le arti che davvero contano, la fotografia resiste, muta, si reinventa, e infine ritorna. Ed \u00e8 proprio in questo ritorno, sospeso tra il gesto tecnico e quello poetico, che si inserisce&nbsp;<strong>Ubiqua<\/strong>, il festival in programma dall\u201911 al 14 settembre 2025 al&nbsp;<strong>Museo Nazionale di Fotografia (MUNAF)<\/strong>&nbsp;di Cinisello Balsamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo non \u00e8 casuale: ubiqua \u00e8 la poesia che scivola dentro l\u2019immagine, ubiqua \u00e8 la luce che attraversa il tempo, ubiqua \u00e8 la memoria che torna negli sguardi fissati dall\u2019obiettivo. Un festival che non si accontenta di esporre fotografie, ma che vuole&nbsp;<em>far parlare le immagini<\/em>, incrociandole con i versi, le voci, i corpi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Muffone e il suo errore profetico<\/h2>\n\n\n\n<p>Per capire la portata dell\u2019evento bisogna fare un passo indietro. Nel 1887 Giovanni Muffone pubblicava il manuale&nbsp;<em>Come il sole dipinge. Fotografia per i dilettanti<\/em>. Un piccolo libro, destinato a un pubblico curioso, che conteneva una clamorosa affermazione: \u00abNon ho mai visto un fotografo poeta!\u00bb. Una frase che oggi suona non solo ingenua, ma quasi ironica. Se c\u2019\u00e8 qualcosa che il Novecento e il nuovo millennio hanno dimostrato, \u00e8 che i fotografi possono essere \u2013 e spesso sono \u2013 poeti della luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Basti pensare a&nbsp;<strong>Dora Maar<\/strong>, che trascrisse nel negativo le inquietudini surrealiste; a&nbsp;<strong>Mario Giacomelli<\/strong>, capace di far vibrare le colline marchigiane come fossero spartiti musicali; a&nbsp;<strong>Giovanni Gastel<\/strong>, che trasformava i volti in icone e i versi in ritratti dell\u2019anima. Muffone si sbagliava: non solo i fotografi possono essere poeti, ma in certi casi hanno saputo allargare i confini stessi della poesia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giovanni Gastel, tra bellezza e ferita<\/h2>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che il festival prenda le mosse da Gastel. Nipote di Luchino Visconti, fotografo di moda tra i pi\u00f9 noti in Europa, ma anche instancabile scrittore di versi, Gastel \u00e8 stato uno degli interpreti pi\u00f9 profondi del rapporto tra immagine e parola. \u00abHo guardato me stesso nel vetro della foto\u2026 mancava ancora tutto il peso del vivere\u00bb, scriveva in una poesia del 2020, poco prima che il Covid lo strappasse alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella tensione fra bellezza e ferita, fra eleganza e dolore, \u00e8 il cuore del suo lascito. Per questo il festival&nbsp;<strong>Ubiqua<\/strong>&nbsp;gli dedica proiezioni, incontri, un documentario (<em>Il mondo fuori<\/em>&nbsp;di Camilla Morino) e una costellazione di eventi che trasformano Cinisello Balsamo in un palcoscenico diffuso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fotografia, poesia, citt\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Il festival non resta chiuso nelle sale di Villa Ghirlanda, sede del MUNAF: esce, si diffonde, si contamina.&nbsp;<strong>\u201cPoesia in piazza\u201d<\/strong>&nbsp;non \u00e8 solo uno slogan, ma un\u2019azione concreta: reading urbani, installazioni luminose, happening collettivi che mettono in contatto cittadini e artisti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea, spiega Davide Rondoni \u2013 poeta e presidente del MUNAF \u2013 \u00e8 contrastare il rischio che la fotografia, resa iper-accessibile dalla tecnologia, perda la sua&nbsp;<em>magia<\/em>. In un\u2019epoca di smartphone e scatti compulsivi, il pericolo \u00e8 che l\u2019immagine diventi un rumore di fondo, incapace di dire altro che se stessa. Solo se torna a interrogarsi sull\u2019autore, come fa la poesia, pu\u00f2 ritrovare senso e necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mostre e ritratti: poeti allo specchio<\/h2>\n\n\n\n<p>Fra i momenti pi\u00f9 attesi vi sono le due grandi mostre collettive:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Scrittura Obliqua<\/strong>, progetto nato da una call ministeriale, che raccoglie opere di fotografi contemporanei come Luca Campigotto, Linda Fregni Nagler, Alessandro Sambini. Un mosaico di linguaggi che esplorano la possibilit\u00e0 di scrivere con la luce, piegando la fotografia a diventare gesto poetico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Cantami qualcosa pari alla vita. Alla faccia dei poeti<\/strong>, che mette in scena ritratti di autrici e autori del Novecento:\u00a0<strong>Umberto Saba<\/strong>\u00a0ritratto da Patellani nel 1946;\u00a0<strong>Pier Paolo Pasolini e Laura Betti<\/strong>\u00a0nell\u2019indimenticabile scatto di Elisabetta Catalano all\u2019EUR nel 1969;\u00a0<strong>Amelia Rosselli<\/strong>\u00a0fotografata da Dino Ignani nel suo appartamento romano nel 1982. Immagini che non sono semplici documenti, ma veri atti poetici.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 in queste fotografie che la distanza tra visivo e verbale si annulla. L\u2019obiettivo non descrive, ma evoca. Non congela, ma apre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il laboratorio delle contaminazioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre alle mostre, Ubiqua \u00e8 un laboratorio vivo: workshop, performance, esperienze immersive. Si va dalle sperimentazioni editoriali di&nbsp;<strong>DITO Publishing<\/strong>&nbsp;alle installazioni multisensoriali di&nbsp;<strong>Carlotta Cicci e Stefano Massari<\/strong>, fino ai concerti di elettronica a cura di Le Cannibale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui la fotografia non \u00e8 pi\u00f9 un atto solitario, ma un campo di forze: dialoga con il suono, con il corpo, con la tecnologia digitale. Non a caso uno degli eventi pi\u00f9 curiosi \u00e8&nbsp;<strong>The Eye for Ubiqua<\/strong>, performance interattiva di Dino Esposito e Gennaro Bosone, che trasforma lo sguardo del pubblico in parte dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pasolini, Betti e l\u2019eco del Novecento<\/h2>\n\n\n\n<p>Impossibile, parlando di fotografia e poesia in Italia, non evocare Pasolini. La sua amicizia con Laura Betti, il suo corpo minuto e fragile, i suoi occhi sempre altrove: nell\u2019immagine di Catalano scattata nel 1969 all\u2019EUR c\u2019\u00e8 tutta la tensione di un\u2019epoca. Una Roma che cambiava, un intellettuale che vedeva pi\u00f9 in l\u00e0, un\u2019attrice che lo accompagnava nelle battaglie culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle foto sono pi\u00f9 che ritratti: sono&nbsp;<em>documenti di una coscienza nazionale<\/em>. Ricordano che la fotografia non \u00e8 mai neutra: \u00e8 politica, \u00e8 scelta, \u00e8 testimonianza. E che la poesia, quando incontra l\u2019immagine, diventa ancora pi\u00f9 urticante, ancora pi\u00f9 necessaria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Poesia come resistenza<\/h2>\n\n\n\n<p>In tempi in cui tutto sembra consumarsi nella velocit\u00e0 dello scroll, festival come Ubiqua hanno un valore che va oltre l\u2019arte. Sono&nbsp;<strong>atti di resistenza culturale<\/strong>. Invitano a fermarsi, a guardare, a leggere. A riconoscere nello sguardo dell\u2019altro una parte di noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sguardo chiama\/ L\u2019infinito ci ascolta\/ Si fa trovare\u00bb, scriveva Giovanni Chiaramonte in un suo haiku. \u00c8 questa la promessa della fotografia-poesia: che l\u2019infinito, per un attimo, si lasci intravedere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un museo nazionale, finalmente<\/h2>\n\n\n\n<p>Il MUNAF, che ospita il festival, \u00e8 oggi l\u2019unico museo pubblico interamente dedicato alla fotografia in Italia. Con il nuovo statuto e l\u2019ingresso del Ministero della Cultura tra gli enti fondatori, si candida a diventare un centro di riferimento internazionale. Non \u00e8 poco, in un Paese che spesso ha relegato la fotografia a ruolo ancillare.<\/p>\n\n\n\n<p>Portare un festival come Ubiqua a Cinisello Balsamo significa dunque anche&nbsp;<strong>riscattare la periferia<\/strong>, trasformandola in polo creativo. La Villa Ghirlanda, con i suoi spazi seicenteschi, non \u00e8 solo cornice: \u00e8 parte del linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: la luce che ci riguarda<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla fine, ci\u00f2 che resta non \u00e8 solo un cartellone ricco di eventi, ma una domanda:&nbsp;<strong>che cos\u2019\u00e8 la fotografia oggi?<\/strong>&nbsp;\u00c8 ancora arte, memoria, testimonianza? O rischia di dissolversi in un oceano di immagini anonime?<\/p>\n\n\n\n<p>Ubiqua risponde a suo modo: la fotografia resta, quando si ricorda di essere poesia. Quando non si limita a riprodurre, ma a trasformare. Quando riesce a fare della luce un atto di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse Giovanni Muffone, con la sua frase tagliente del 1887, aveva solo bisogno di attendere un secolo e mezzo per essere smentito. Perch\u00e9 i fotografi poeti ci sono eccome. E a Cinisello Balsamo, dall\u201911 al 14 settembre, sar\u00e0 impossibile ignorarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abLa fotografia \u00e8, a un tempo, il riconoscimento in un frammento di realt\u00e0 e la sua trasfigurazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-79367","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79367"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79369,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79367\/revisions\/79369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}