{"id":80034,"date":"2025-09-25T08:00:54","date_gmt":"2025-09-25T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80034"},"modified":"2025-09-25T08:01:16","modified_gmt":"2025-09-25T08:01:16","slug":"venezi-e-la-musica-della-politica-una-nomina-che-stona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80034","title":{"rendered":"Venezi e la musica della politica: una nomina che stona"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79976\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-2.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/descarga-2-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em><br>\u00abQuando la politica entra nell\u2019arte, l\u2019arte esce dalla porta.\u00bb<\/em><em>&nbsp;\u2014 Thomas Mann<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nomina<\/strong>: parola elegante, quasi solenne. Peccato che, in Italia, significhi quasi sempre il contrario di ci\u00f2 che dovrebbe: non il riconoscimento del merito, ma la benedizione del partito. L\u2019ultima esibizione di questo genere \u00e8 andata in scena a Venezia, con la nomina di Beatrice Venezi a Direttore Musicale della Fenice. Un titolo altisonante, un ruolo prestigioso, una citt\u00e0-simbolo. Insomma, il palco perfetto per trasformare la lirica in farsa politica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Curriculum da prima serata<\/h2>\n\n\n\n<p>Il governo ci tiene a dire che la scelta \u00e8 \u201cper curriculum\u201d. Certo: lo stesso curriculum che, a seconda delle esigenze, si gonfia come un souffl\u00e9 o si sgonfia come un palloncino bucato. Niente di nuovo: in Italia i curricula sono come le comparse nei film, entrano solo quando serve. Se davvero fosse una gara di titoli ed esperienze, la platea di direttori disponibili avrebbe fatto tremare i polsi. Ma no: vince chi ha i giusti applausi da platee ben diverse \u2014 quelle parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Fenice in versione cabaret<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Teatro La Fenice, simbolo di rinascita dopo ogni incendio, oggi brucia di nuovo. Stavolta, per\u00f2, niente fiamme: solo scintille di favoritismi. La citt\u00e0 che ha dato i natali a Vivaldi e accolto Stravinskij si ritrova ora a fare da cornice a un numero da avanspettacolo politico. Venezia meritava un\u2019opera, si ritrova con una parodia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio? Che la Fenice diventi pi\u00f9 un teatro di variet\u00e0 che un tempio della musica. E non si tratta di variare il repertorio, ma di ridurre l\u2019arte a colonna sonora del potere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Politica con spartito unico<\/h2>\n\n\n\n<p>Il vizio \u00e8 antico: la cultura usata come bottino. Sinistra, destra, centro: nessuno innocente. Ma c\u2019\u00e8 modo e modo. Oggi non serve neanche il maquillage di un concorso internazionale o di una selezione pubblica. Basta la stretta di mano giusta e via, sipario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso \u00e8 che si invoca il \u201crilancio della cultura italiana\u201d, ma si confonde rilancio con rilancio elettorale. Il risultato? I teatri diventano comitati elettorali con l\u2019orchestra di sottofondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il lato comico della tragedia<\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 chi ride. E a ragione. Perch\u00e9 ascoltare le dichiarazioni ufficiali \u00e8 un piccolo spettacolo comico: \u201cproficui colloqui\u201d, \u201cscelta ponderata\u201d, \u201ccurriculum di spessore\u201d. Manca solo la risata registrata e sembra una sitcom.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il sorriso dura poco. Perch\u00e9 dietro la farsa c\u2019\u00e8 un\u2019amarezza profonda: un\u2019istituzione culturale che dovrebbe essere un faro internazionale ridotta a pedina di partito. E intanto i giovani direttori che studiano notte e giorno guardano sconsolati il treno che passa \u2014 senza biglietto per loro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giovani promesse o promesse ai giovani?<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019argomento forte dei sostenitori \u00e8 l\u2019et\u00e0 di Venezi: \u201cbisogna dare spazio ai giovani\u201d. Certo, ma se i giovani entrano solo con sponsor politico, che messaggio diamo? Studiate pure anni di armonia e contrappunto, fate gavetta in orchestre minori, ma ricordatevi: il vero strumento da imparare \u00e8 il telefono. La partitura? Meglio quella dei rapporti personali.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec invece di generare speranza, si alimenta la disillusione. E mentre i giovani talenti italiani emigrano, in patria restano le prime donne \u2014 ma non sul podio, bens\u00ec nelle liste elettorali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Fenice intrappolata<\/h2>\n\n\n\n<p>Il sovrintendente Nicola Colabianchi, pover\u2019uomo, si ritrova a dover gestire una situazione degna di un\u2019opera buffa. Da un lato un progetto artistico gi\u00e0 impostato, dall\u2019altro una direttrice che annuncia il suo \u201cprogetto culturale, umano, spirituale\u201d con un anno d\u2019anticipo. Risultato: confusione, gelo, e un teatro che rischia di vivere in perenne prova generale.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, la Fenice rischia di diventare pi\u00f9 un\u2019arena di scontro che un palcoscenico. E in platea, il pubblico pagante assiste a una commedia che non ha certo scelto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019arte usata come specchio<\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 culturale in senso profondo: la politica non vede nell\u2019arte un fine, ma uno specchio. Non importa che cosa si rifletta: basta che la propria immagine esca luminosa. E cos\u00ec si sceglie chi pu\u00f2 funzionare come testimonial pi\u00f9 che come professionista. Non il direttore migliore, ma quello pi\u00f9 telegenico. Non la competenza, ma la fotogenia.<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato che la musica, a differenza della politica, non perdoni: in sala concerti non bastano gli slogan, servono le note. E l\u00ec, davanti a un\u2019orchestra vera, il maquillage politico si scioglie in pochi minuti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un Paese stonato<\/h2>\n\n\n\n<p>La nomina di Venezi \u00e8 solo l\u2019ennesima stonatura in una sinfonia nazionale sempre pi\u00f9 dissonante. L\u2019Italia \u00e8 un Paese che ha dato i natali a Verdi, Puccini e Rossini, ma che oggi tratta la musica come un sottofondo decorativo. Un Paese che vanta un patrimonio culturale unico e lo usa come merce di scambio politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019arte \u00e8 davvero lo specchio di una societ\u00e0, allora il riflesso che oggi vediamo \u00e8 inquietante: un teatro che brucia senza fuoco, un direttore scelto per appartenenza, una cultura ridotta a parodia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sipario<\/h2>\n\n\n\n<p>La nomina di Beatrice Venezi alla Fenice non \u00e8 solo un atto amministrativo. \u00c8 un simbolo: il trionfo della politica sul merito, dell\u2019apparenza sulla sostanza, del potere sulla cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo, non \u00e8 la prima volta che la politica usa la musica per i propri fini. Ma stavolta la stonatura \u00e8 talmente evidente che neppure l\u2019orchestra pi\u00f9 disciplinata riuscir\u00e0 a mascherarla.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abQuando la politica entra nell\u2019arte, l\u2019arte esce dalla porta.\u00bb&nbsp;\u2014 Thomas Mann Nomina: parola elegante, quasi solenne. 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