{"id":80036,"date":"2025-09-25T08:02:52","date_gmt":"2025-09-25T08:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80036"},"modified":"2025-09-25T08:03:27","modified_gmt":"2025-09-25T08:03:27","slug":"ida-magli-ecumenicamente-appassionata-di-musica-la-definisce-maria-luisa-agnese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80036","title":{"rendered":"Ida Magli \u201cEcumenicamente appassionata di musica\u201d la definisce Maria Luisa Agnese\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80037\" style=\"width:379px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365-120x150.jpg 120w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000178365.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u2026dal pianoforte allo studio delle civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Diplomata in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, applica metodi musicali allo studio delle culture, percependo in ogni modello culturale una \u201cfuga bachiana\u201d chiusa e significativa in s\u00e9 stessa. Per Ida Magli la musica non \u00e8 mera forma estetica, ma strumento di conoscenza dell\u2019\u201cantropos\u201d, l\u2019essere umano nella sua dimensione culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019intervista a Radio2 del 1987 l\u2019antropologa dichiara con consapevolezza che \u201canalizzare noi stessi come altro\u201d&nbsp; \u00e8 un \u201catto violento, che sconvolge, lo so\u201d (\u2026) Ma anche l\u2019attacco della Nona di Beethoven mi ha sempre sconvolto, per la sua forza di ribaltare i criteri, di partire dalla fine e non dal principio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;attacco della nona di Beethoven \u00e8 la cifra con la quale Ida Magli, studiosa di musica e musicista essa stessa, si confronta con gli archetipi del mito tra le civilt\u00e0 antropologizzate e le societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lei la musica riversa empatia e rovescia archetipi.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa Nona di Ludwig van Beethoven, incarna il tragico della tradizione greca tragica, la visione romantica, il gesto nichilista wagneriano e il profilo illuminista dei Lumi. Eppure lo spartito trascende le convenzioni dell&#8217;epoca classica, in particolare attraverso l&#8217;introduzione del coro nel finale, che recita il testo dell&#8217; \u00abOde alla Gioia\u00bb di Friedrich Schiller.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa innovazione musicale segna una svolta epocale, inserendo per la prima volta in un contesto sinfonico la voce umana con un messaggio di fratellanza e di slancio vitale, in piena sintonia con la filosofia illuministica e la visione idealistica di Schiller.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aggiunta del coro nella Nona diviene quasi paradigma della comunit\u00e0: la voce collettiva traduce il singolo in popolo, l\u2019individuo in civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella musica il Tempo \u00e8 scandito da epoche di decadenze e da un vissuto tragico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Lo stesso linguaggio appare come il suono che la musica vive in uno scenario in cui il senso del tempo non resta in una mera&nbsp; griglia cronometrica e cronologica, ma registra la misura dello spazio come dimensione di un tempo nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da esperta di musica la Magli affronta la dimensione dell&#8217;antropos come modello di ricerca scientifica, con un modello empirico, in una rigorosa visione empatica.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica \u00e8 empatia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il rivoluzionario \u201cattacco dalla fine\u201d di cui parlava Ida Magli \u2013 l\u2019idea di partire dall\u2019apice emotivo per poi ricostruire la narrazione \u2013 rappresenta un ribaltamento, una testimonianza storica e un manifesto programmatico di una nuova umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto nel coronamento di una cultura che abbandona gli stilemi romantici e si inserisce in un quadro in cui l&#8217;uomo occidentale \u00e8 portatore non solo di tradizione, ma di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione, quindi, \u00e8 per la Magli il recupero di un pensiero drammatico che la cultura greca trasporta nella tragicit\u00e0 a incominciare con la musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 solo Beethoven nella sua scala musicale, si avvertono Mozart&nbsp; e Chopin con i notturni non romantici, ma poetici e decadenti, e Wagner in una interpretazione nicciana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se la musica entrasse nel legame tra antropologia e filosofia in una unione di emozioni della parola o della nota musicale tra gli alti e bassi dei toni. Ida Magli \u00e8 in fondo la portatrice di quella ricercatrice del dubbio che trova nella musica la verit\u00e0 sostanziale del non detto, ma metaforizzato come principio portante tra l&#8217;uomo e i popoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I popoli sono la civilt\u00e0 della umanizzazione in un processo completamente identitario umanisticamente tra Ficino e Vico, o meglio tra Beethoven e Nietzsche non escludendo il pianoforte di Mozart. Definisce la scrittura del linguaggio, appunto, nelle cromaticit\u00e0 delle note.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Antropologia e musica sono le definizione di una manifestazione assolutamente simbolica. Entra appunto nella parola con il linguaggio della musica che per\u00f2 non trova connotazioni con una purchessia metafisica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non essendoci metafisica dovrebbe esserci la ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Si supera anche questa proprio attraverso i tempi dei toni e del ritmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un approccio originale, unico e determinante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Affronta la parola come un tuono.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ecco la Nona di Beethoven.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dopo il tuono roboante giunge il temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra metafora per definire il delirio della contemporaneit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo moderno crea il delirio, perch\u00e9 ha smarrito quel radicamento che lo legava alle pareti della identit\u00e0. Venendo meno ci\u00f2 si rischia di applicare ci\u00f2 che Cecilia Gatto Trocchi definisce come \u00abinflusso crociano &#8230; nella tematica del De Martino\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ida Magli \u00e8 distante sia da Croce che da De Martino. Anzi \u00e8 l&#8217;opposizione a entrambi. O meglio la dinamica della storia \u00e8 la faccia opposta dell&#8217;antropologia della Magli. Il suo anticrocianesimo la conduce a una estetica profonda dell&#8217;essenza della parola nel tempo pur in una indelebile \u00abempiet\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa visione nasce da un approccio lirico-musicale alle tradizioni: l\u2019intermezzo tragico non \u00e8 una pausa, ma una detonazione che rompe lo storicismo. La musica, con il suo incipit originario, diventa il titolo simbolico e archetipico di tutta la sua opera, trasformando il linguaggio antropologico in un ritmo capace di scandire tempi, voci e dissonanze culturali. Il suo linguaggio antropologico \u00e8 un ritmo musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSuonava il pianoforte, nella sua piccola casa lindissima su una collina romana. E coltivava rose in terrazza\u201d(G.B: Guerra)<\/p>\n\n\n\n<p>Tra fiori e note, \u00e8 cos\u00ec che vogliamo ricordarla!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo\u00a0 \u2026dal pianoforte allo studio delle civilt\u00e0. 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