{"id":80114,"date":"2025-09-29T11:17:49","date_gmt":"2025-09-29T11:17:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80114"},"modified":"2025-09-29T11:18:11","modified_gmt":"2025-09-29T11:18:11","slug":"verso-gli-800-anni-di-francesco-dassisi-la-poesia-la-santita-la-preghiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80114","title":{"rendered":"Verso gli 800 anni di Francesco d&#8217;Assisi. La poesia la santit\u00e0 la preghiera\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>PIERFRANCO BRUNI\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"2560\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80117\" style=\"width:430px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848.jpg 1920w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1000179848-113x150.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nella poesia italiana del Novecento vi sono precisi connotati religiosi. E\u2019 da questi segni che il valore metafisico della parola acquista una profondit\u00e0 che va in direzione del messaggio, il quale \u00e8 comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia religiosa del Novecento non si presenta attraverso un tessuto omogeneo; nel suo interno vi sono diversit\u00e0 sia sul piano linguistico sia contenutistico. Occorrerebbe meditare su questo fenomeno che, per\u00f2, non ha radici nel Novecento? Le sue origini vanno fatte risalire certamente a quella grande poesia che ha in Francesco d\u2019Assisi un capostipite importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono appunto gli scritti di San Francesco d\u2019Assisi che fanno iniziare un nuovo viaggio all\u2019interno dell\u2019uomo e della letteratura. E tre poeti del Novecento che hanno vissuto il messaggio francescano sono senza alcun dubbio Rebora, Onofri e Ungaretti. Tre modelli poetici in un secolo contrassegnato da lacerazioni e da dubbi anche religiosi. Accanto a questi andrebbero ricordati anche Comi e Fallacara, Betocchi e Luzi per toccare i giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto dal quale si snodano i valori e le idee di questi poeti \u00e8 Francesco d\u2019Assisi. E\u2019 un\u2019epoca la nostra che va alla ricerca di un segno di salvezza, non ci sono certezze, si tenta di individuarle. Non ci si pu\u00f2 accontentare del tempo. Il senso di morte \u00e8 nel tempo. La salvezza supera il tempo e la morte. Ecco perch\u00e9 la parola diventata messaggio si dipinge di autorevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che occorre individuare il centro. Ebbene attraverso un viaggio che dovrebbe superare il tempo il messaggio cristiano trova la sua pi\u00f9 emblematica espressione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAd te solo, Altissimo, se konfano,\/et nullu homo \u00e8ne dignu te mentovare\u201d. Francesco d\u2019Assisi comincia questo viaggio; il suo \u201cCantico delle Creature\u201d \u00e8 il valore poetico pi\u00f9 alto e significativo con il quale la poesia del Novecento si \u00e8 dovuta costantemente confrontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio Petrocchi scrive: E\u2019 un dovere culturale leggere tutto Francesco, riascoltare e approfondire il Cantico di frate Sole, riavvicinare il Santo attraverso la sua stessa parola o quella ardente, commossa, partecipe dei primi biografi e dei tardi rapsodi, di coloro che scrivono in latino e anche dei volgarizzatori, i quali sono ben lungi dal compiere una mera opera di traduzione letterale, ma riadattano, riscrivono, rivivono il testo originale col desiderio di compiere un\u2019opera nuova, di affidare al loro modo di scrittura il personale messaggio d\u2019amore amore a Francesco: d\u2019amore e di fedelt\u00e0 \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i poeti del Novecento s\u00ec tratta s\u00ec di una ricerca letteraria ma soprattutto di una dichiarazione d\u2019amore. In Ungaretti questa dichiarazione d\u2019amore \u00e8 profondamente vissuta; vi sono dei versi penetranti, sottili ove la religiosit\u00e0 si lega alla vita e viceversa. La \u00ab terra promessa \u00bb \u00e8 una chiave di lettura francescana nella quale le tracce di una cristianit\u00e0 profonda hanno un sapore antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci canta:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Cristo, pensoso palpito, astro incarnato nell\u2019umane tenebre\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Vedo ora nella notte triste, imparo,<\/p>\n\n\n\n<p>So che l\u2019inferno s\u2019apre sulla terra<\/p>\n\n\n\n<p>Su misura di quanto<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si sottrae, folle,<\/p>\n\n\n\n<p>Alla purezza della Tua passione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa piaga nel Tuo cuore<\/p>\n\n\n\n<p>La somma del dolore<\/p>\n\n\n\n<p>Che va spargendo sulla terra l\u2019uomo;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tuo cuore \u00e8 la sede appassionata<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019amore non vano.<\/p>\n\n\n\n<p>Cristo, pensoso palpito,<\/p>\n\n\n\n<p>astro incarnato nell\u2019umane tenebre,<\/p>\n\n\n\n<p>fratello che t\u2019immoli<\/p>\n\n\n\n<p>perennemente per riedificare<\/p>\n\n\n\n<p>umanamente l\u2019uomo,<\/p>\n\n\n\n<p>Santo Santo che soffri,<\/p>\n\n\n\n<p>maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,<\/p>\n\n\n\n<p>Santo, Santo che soffri<\/p>\n\n\n\n<p>per liberare dalla morte i morti<\/p>\n\n\n\n<p>e sorreggere noi infelici vivi;<\/p>\n\n\n\n<p>d\u2019un pianto solo mio non piango pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, Ti chiamo, Santo,<\/p>\n\n\n\n<p>Santo, Santo che soffri.i \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 soltanto un esempio. Ma nella pagina cristiana di Ungaretti si riscontra quasi un dialogo mai interrotto fra il poeta e il Cristo. Francesco \u00e8 in questo dialogo perch\u00e8 la parola ungarettiana trasuda sangue, dolore, vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019, senza mascherare alcuna metafora, una \u00ab creatura \u00bb. Ma nel suo itinerario questa creatura \u2013 parola lancia messaggi di una fede1t\u00e0 che non si spezza e che dura. L\u2019 amore per Francesco \u00e8 vivo sia in Comi che in Fa1lacara. Ulteriore segno della sua importanza nel contesto poetico contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal proposito sempre Giorgio Petrocchi osserva: &lt;&lt;L\u2019amore per Francesco attraversa tutto il Duecento, ed \u00e8 anzi una delle componenti fondamentali di quel secolo, forse in sua principale chiave di lettura. E il Duecento consegna intatto, pur in differenti proiezioni e con variet\u00e0 di significati, questo amore al secolo successivo, lo aff\u00ecda a Dante e al Petrarca, lo approfondisce ulteriormente, lo riempie d\u2019altri significati, ne fa un emblema valido per tutti i tempi a venire. In tal maniera Francesco diviene un protagonista anche della nostra et\u00e0, e la sua presenza addolcisce o inquieta, rasserena o turba la necessit\u00e0 (o semplicemente il pi\u00f9 vago anelito) dell\u2019uomo di oggi, calato in un ambito sociale fortemente laico, di sentire Cristo e il Vangelo \u00bb (Francesco d\u2019Assisi, Gli scritti e la leggenda, a cura di Giorgio Petrocchi, Rusconi).<\/p>\n\n\n\n<p>Certo la sua presenza \u00e8 una presenza viva anche se scopre l\u2019altra faccia dell\u2019uomo. E\u2019 una presenza importante perch\u00e8 in una et\u00e0 di disgregazioni e d\u00ec lacerazioni la sua voce nella notte di tempesta rassicura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la rassicurazione nell\u2019inquietudine. La sua voce \u00e8 preghiera. \u201cLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore\/ et sostengo infirmitate et tribulatione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la poesia religiosa del Novecento \u00e8 forse preghiera? E\u2019 una parola, un cant\u00f2 che prega e snocciola sulla pagina tutti i grani del rosario. Il Sentimento del Tempo di Ungaretti non \u00e8 anche un viaggio nella religiosit\u00e0 della vita? La preghiera di Francesco non \u00e8 forse un messaggio rivolto alla religiosit\u00e0 della vita? E il Dio di Rebora \u00e8 in questo viaggio. Cos\u00ec la Fede di Onofri.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a Francesco vi \u00e8 la figura di Jacopone. In Fallacara la dimensione religiosa risente del paesaggio lirico-cristiano che \u00e8 in Jacopone. E recita: \u00ab Carne fiorita sei tu, Cristo in me: \/ dolor, dolore \u00e8 questo rosso fiore, \/ ma se amor dico, dico, Cristo, te, \/ se dolor dico, dico, Cristo, amore \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola cristiana trova qui, in Fallacara, una traducibilit\u00e0 di valori densa di significati. Il senso profondo della metafisicit\u00e0 che costituisce il tema dominante nella ricerca di questi poeti fa s\u00ec che il messaggio possa essere trasmesso con tutta la sua forza attraverso la parola. Ma Francesco ci ha insegnato che la parola \u00e8 preghiera. E\u2019 cos\u00ec che la parola diventa sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco ricomparire l\u2019immagine ungarettiana. Ci\u00f2 dimostra che nel Novecento la testimonianza di Ungaretti \u00e8 una testimonianza che conta non soltanto sul piano del linguaggio (non ci si dovrebbe mai stancare di ripeterlo) ma anche sul piano dei valori. La sua \u00abterra promessa\u00bb \u00e8 una terra che domanda, che chiede, che pone interrogativi ma mai illude.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 poeta senza falsi indugi canta: \u00ab Dio, coloro che t\u2019implorano \/ Non ti conoscono pi\u00f9 che di nome?\u00bb. Ma la poesia, questa poesia, resta nella tenerezza delle nostre vite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIERFRANCO BRUNI\u00a0 Nella poesia italiana del Novecento vi sono precisi connotati religiosi. 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