{"id":80224,"date":"2025-10-03T19:39:26","date_gmt":"2025-10-03T19:39:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80224"},"modified":"2025-10-03T19:39:46","modified_gmt":"2025-10-03T19:39:46","slug":"oltre-ladriatico-verso-il-danubio-litalia-liberale-nel-labirinto-del-primo-dopoguerra-il-rapporto-storico-fra-litalia-e-la-regione-balcanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80224","title":{"rendered":"Oltre l\u2019Adriatico, verso il Danubio: l\u2019Italia liberale nel labirinto del primo dopoguerra &#8211; Il rapporto storico fra l&#8217;Italia e la regione balcanica"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Carlo_Sforza_1921.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"379\" height=\"462\" data-id=\"80225\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Carlo_Sforza_1921.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80225\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Carlo_Sforza_1921.jpg 379w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Carlo_Sforza_1921-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Carlo_Sforza_1921-123x150.jpg 123w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina_Fiorio_Oltre_Adriatico.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"707\" data-id=\"80226\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina_Fiorio_Oltre_Adriatico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80226\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina_Fiorio_Oltre_Adriatico.jpg 500w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina_Fiorio_Oltre_Adriatico-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Copertina_Fiorio_Oltre_Adriatico-106x150.jpg 106w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pietro_Tomasi_Torretta.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"165\" height=\"231\" data-id=\"80227\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pietro_Tomasi_Torretta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80227\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pietro_Tomasi_Torretta.jpg 165w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pietro_Tomasi_Torretta-107x150.jpg 107w\" sizes=\"(max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Oltre l\u2019Adriatico, verso il Danubio: l\u2019Italia liberale nel labirinto del primo dopoguerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Giuseppe Spagnulo<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa succede quando crollano i grandi imperi e, sulle loro rovine, nascono Stati nuovi, con confini incerti, economie fragili e minoranze guardate con sospetto? L\u2019Europa centro-orientale dopo la Prima guerra mondiale \u00e8 questo: una mappa ridisegnata e subito contesa, un mosaico di rivalit\u00e0, pogrom e discriminazioni, e un ordine economico che non riesce a ricomporsi. In questo quadro, le potenze vincitrici sentono di dover entrare in scena: cercano di guidare e mediare, spesso seguendo i propri interessi. Qui si inserisce la competizione tra Italia e Francia, che trasforma l\u2019area danubiano-balcanica in uno \u201csmall game\u201d capace di acuire tensioni gi\u00e0 esplosive. \u00c8 questa la problematica che viene studiata e approfondita nel libro di Antonella Fiorio, \u201c<em>Oltre l\u2019Adriatico, verso il Danubio. L\u2019Italia liberale e l\u2019Europa centro-orientale nel primo dopoguerra (1919-1922)<\/em>\u201d (Le Monnier \u2013 Mondadori Universit\u00e0, Milano 2025, pp. 384).<\/p>\n\n\n\n<p>Fiorio ricostruisce come la Grande guerra non abbia affatto pacificato la regione: l\u2019autodeterminazione dei popoli, pur proclamata, non gener\u00f2 un ordine condiviso. Le decisioni del sistema di Versailles \u2013 la nascita del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e della Cecoslovacchia; l\u2019indipendenza, ma la debolezza, di Austria e Ungheria; l\u2019ampliamento della Romania; il ridimensionamento della Bulgaria; l\u2019indipendenza dell\u2019Albania e l\u2019allargamento della Grecia \u2013 aprirono nuovi problemi politici, sociali, diplomatici ed economici. In un teatro affollato di Stati fragili e privi di coesione nazionale, l\u2019ingresso delle maggiori potenze senza un\u2019azione comune peggior\u00f2 le cose. Prima che la Germania tornasse con tutto il suo peso, lo scontro di interessi tra Roma e Parigi bast\u00f2 a irrigidire lo scacchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo i governi che si alternano in Italia tra il 1919 e il 1922 (Nitti, Giolitti, Bonomi, Facta), l\u2019autrice mostra un Paese deciso a colmare il vuoto lasciato dall\u2019Impero asburgico, fino ad allora cerniera dell\u2019area. La domanda che guida la ricerca \u00e8 semplice e dirimente: quale immagine aveva l\u2019Italia di s\u00e9 e della propria capacit\u00e0 d\u2019influire sui nuovi equilibri? Per rispondere, il libro riparte dalla conferenza di Versailles e attraversa la fitta stagione di conferenze, incontri e trattative del primo dopoguerra, dove la diplomazia italiana prova a posizionarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo non si ferma all\u2019Adriatico: si allunga sul retroterra danubiano e intercetta i rapporti con tutti gli Stati successori dell\u2019ex impero austro-ungarico, senza trascurare gli influssi della Bulgaria, della Turchia e della Transcaucasia. Costante \u00e8 l\u2019interazione con le grandi potenze \u2013 Francia, Germania, Unione Sovietica \u2013 anch\u2019esse interessate a entrare nella trama di relazioni dell\u2019area. Un\u2019altra domanda attraversa il volume: come veniva percepita l\u2019Italia nelle capitali danubiano-balcaniche? La preferenza per Roma emerge solo in precise congiunture, spesso come reazione alle oscillazioni francesi. Parigi, pur artefice dell\u2019ordine orientale e garante dello status quo, nel 1919 arriv\u00f2 a considerare un ritorno asburgico \u2013 limitato o nella forma di una confederazione danubiana \u2013 alimentando timori tra le leadership locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo dopo capitolo, Fiorio inquadra le priorit\u00e0 dei governi italiani e scende nei nodi delle due grandi aree \u2013 danubiana e balcanica. Affiorano questioni decisive: la paura del bolscevismo, i tentativi di restaurazione asburgica sul trono ungherese, i movimenti annessionisti austriaci verso la Germania, il consolidamento della Piccola Intesa, il riconoscimento dei nazionalisti turchi, la definizione dei rapporti con l\u2019Unione Sovietica. Su ciascun fronte l\u2019Italia cerca di orientare gli esiti, misurandosi con alleati, rivali e interlocutori diffidenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 anche un vivido affresco della diplomazia italiana negli ultimi anni dell\u2019et\u00e0 liberale. Emergono due figure: Carlo Sforza e Pietro Tomasi Della Torretta. Sforza, sottosegretario con Nitti e poi ministro degli Esteri con Giolitti, vuole rinnovare la politica estera adattandola al nuovo contesto euro-mediterraneo: migliorare i rapporti con la Francia, stabilizzare l\u2019Adriatico con l\u2019accordo di Rapallo con il Regno serbo-croato-sloveno, restituire l\u2019indipendenza all\u2019Albania, guardare con favore al nazionalismo turco kemalista. Tomasi Della Torretta, ministro con Bonomi, rilancia la collaborazione con la Gran Bretagna, pratica l\u2019equilibrio tra grandi potenze e punta a una stretta cooperazione tra Italia, Austria e Ungheria per arginare l\u2019instabilit\u00e0 danubiana.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Poi per\u00f2 la politica interna cambia passo. Con il declino dei liberali e l\u2019ascesa del fascismo, dal 1922 Mussolini fa proprie diverse idee dei due diplomatici ma li estromette: Sforza, umiliato nelle ambizioni, abbandona la carriera e va esule all\u2019estero; Tomasi Della Torretta, dopo l\u2019Ambasciata a Londra, viene collocato in pensione anticipata nel 1928, mantenendo la carica di senatore ottenuta nel 1921. A traghettare la diplomazia verso il compromesso col nuovo corso \u00e8 il segretario generale del Ministero degli Esteri Salvatore Contarini, amico di entrambi ma pi\u00f9 pragmatico; anche lui, nel 1926, verr\u00e0 messo da parte e si ritirer\u00e0 a vita privata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conclusioni del volume segnalano una linea di continuit\u00e0: all\u2019inizio, il fascismo non stravolge l\u2019impostazione ereditata dai governi liberali sui nodi danubiano-balcanici. Resta per\u00f2 l\u2019immagine di un Paese attratto da un\u2019area strategica senza riuscire a fissare obiettivi stabili, pi\u00f9 incline a mosse tattiche e reattive che a strategie coerenti. Come recita la quarta di copertina, \u00abtanti forse troppi i problemi in cui l\u2019Italia prov\u00f2 a inserirsi dopo il crollo dei grandi imperi, lungo un Danubio sguarnito che aspettava di essere governato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre l\u2019Adriatico, verso il Danubio: l\u2019Italia liberale nel labirinto del primo dopoguerra di Giuseppe Spagnulo Che cosa succede quando crollano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-80224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80224"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80228,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80224\/revisions\/80228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}