{"id":80734,"date":"2025-10-16T08:03:33","date_gmt":"2025-10-16T08:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80734"},"modified":"2025-10-16T08:03:57","modified_gmt":"2025-10-16T08:03:57","slug":"allombra-dei-tomahawk-il-mondo-sullorlo-di-un-nuovo-disastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=80734","title":{"rendered":"All\u2019ombra dei Tomahawk: il mondo sull\u2019orlo di un nuovo disastro"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-3.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-3.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80632\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-3.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-3-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u201cIustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi.\u201d<br>(La giustizia \u00e8 la volont\u00e0 costante e perpetua di dare a ciascuno il suo.) \u2014 Ulpiano<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019aria pesante sopra il mondo. \u00c8 l\u2019odore freddo e metallico delle armi che tornano a imporsi come unica lingua tra le nazioni. Gli Stati Uniti valutano se concedere all\u2019Ucraina i missili Tomahawk, strumenti di precisione letale capaci di colpire nel cuore della Russia. La notizia \u2014 che potrebbe sembrare solo un capitolo in pi\u00f9 del lungo conflitto ucraino \u2014 \u00e8 in realt\u00e0 un segnale sinistro: l\u2019umanit\u00e0 si sta di nuovo avvicinando al baratro della guerra totale, mentre i leader fingono di parlare di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con la promessa di \u201cfermare le guerre infinite\u201d, si trova di fronte al suo primo grande bivio strategico. Con la solita teatralit\u00e0 dichiara: \u201cIo voglio salvare vite\u201d. Ma intanto sul tavolo del Potomac scorrono piani operativi, logistiche di lancio, scenari di escalation. La \u201cpace attraverso la forza\u201d torna a essere il mantra americano. Ma forza e pace non sono sinonimi: spesso la prima distrugge la seconda.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un gioco di specchi e missili<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Kiev chiede i Tomahawk perch\u00e9 teme di perdere la guerra di posizione contro Mosca. L\u2019Ucraina, logorata da quattro anni di conflitto, vede nell\u2019arma americana l\u2019unica possibilit\u00e0 di colpire le retrovie russe e spingere Vladimir Putin a trattare. Ma la logica militare \u00e8 una spirale: ogni \u201cmossa di forza\u201d produce una risposta pi\u00f9 dura. E ogni promessa di deterrenza diventa un passo verso l\u2019abisso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mosca, per bocca di Sergei Lavrov, parla apertamente di \u201catto di escalation gravissima\u201d. E non ha torto. Per il Cremlino, vedere missili americani \u2013 anche se impugnati da Kiev \u2013 volare oltre il confine sarebbe come rivedere il fantasma di Cuba nel 1962. Il mondo si era allora salvato per pochi minuti di lucidit\u00e0 umana, per un gesto di prudenza in un oceano di follia. Ma oggi, la prudenza sembra fuori moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Le diplomazie si parlano, ma senza ascoltarsi. L\u2019Alaska, dove Trump e Putin hanno discusso lo scorso agosto, \u00e8 gi\u00e0 lontana. E mentre le cancellerie cercano un linguaggio comune, gli algoritmi militari calcolano traiettorie e tempi di volo. Tutto appare inevitabile, come se il destino fosse scritto nelle coordinate GPS di un lancio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Trump, Zelensky e il paradosso della pace armata<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Trump non \u00e8 un uomo di pace, ma di risultato. Parla di \u201csalvare vite\u201d, ma in realt\u00e0 pensa in termini di pressione e potere. Crede che la minaccia sia l\u2019unico modo per ottenere il compromesso. \u00c8 la logica di chi negozia non con la fiducia, ma con il coltello sul tavolo. La chiamano \u201crealpolitik\u201d, ma di reale ha solo il sangue che versano gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Zelensky, dal canto suo, \u00e8 ormai prigioniero del conflitto che doveva salvare la sua nazione. Da simbolo di resistenza a uomo logorato dalle attese occidentali, vede nell\u2019aiuto americano un salvagente, ma potrebbe essere una zavorra. I Tomahawk, una volta consegnati, non saranno solo armi ucraine: saranno un messaggio diretto da Washington a Mosca. E in quella triangolazione di missili, il rischio pi\u00f9 grande \u00e8 che la pace diventi una parola svuotata, pronunciata solo per dovere diplomatico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Europa nel sonno<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>E l\u2019Europa? Dorme, come troppo spesso nella sua storia recente. Bruxelles discute di bilanci e quote di rifugiati, mentre i venti di guerra tornano a spirare alle sue frontiere orientali. Nessuna visione, nessuna strategia, solo la paura di restare ai margini delle decisioni prese altrove.<br>Macron parla di \u201cautonomia strategica\u201d, Scholz di \u201cresponsabilit\u00e0 europea\u201d, ma nessuno ha il coraggio di dire l\u2019unica cosa sensata: che ogni ulteriore escalation, oggi, potrebbe trascinare il continente nel pi\u00f9 grande disastro dalla Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>La geopolitica del 2025 sembra scritta da un cieco: Stati Uniti e Russia si muovono come giganti che non vedono, l\u2019Ucraina come una pedina che crede di essere regina, e l\u2019Europa come un continente che preferisce il silenzio al coraggio. Intanto, nei rifugi antiaerei di Kharkiv o Belgorod, la gente comune non discute di deterrenza: teme solo che la notte successiva non arrivi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019illusione della superiorit\u00e0 tecnologica<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I Tomahawk, con la loro precisione chirurgica, rappresentano il trionfo dell\u2019illusione tecnologica. Ogni volta che l\u2019uomo ha costruito un\u2019arma \u201cintelligente\u201d, ha pensato di poter rendere la guerra pi\u00f9 controllabile. Ma la guerra non si controlla, si scatena. E l\u2019idea che la tecnologia possa sostituire la diplomazia \u00e8 uno degli errori pi\u00f9 gravi del nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1914 si diceva che la modernit\u00e0 avrebbe impedito una guerra lunga, perch\u00e9 \u201cnessuno pu\u00f2 resistere a lungo con le macchine moderne\u201d. Fin\u00ec con dieci milioni di morti. Oggi, nel 2025, si ripete lo stesso errore, travestito da strategia: che la superiorit\u00e0 tecnologica possa garantire la pace. Ma la pace non si misura in kiloton, si misura in volont\u00e0 politica e in capacit\u00e0 morale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ritorno della paura nucleare<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dietro la questione dei Tomahawk c\u2019\u00e8 un\u2019ombra pi\u00f9 grande: quella nucleare. Ogni volta che la Russia si sente minacciata nel suo territorio, la dottrina strategica russa prevede la possibilit\u00e0 dell\u2019uso \u201cdifensivo\u201d dell\u2019arma atomica tattica. Non \u00e8 retorica, ma dottrina scritta.<br>Un lancio sbagliato, un radar che interpreta male, un errore umano: basta poco per trasformare un\u2019escalation convenzionale in un incubo planetario.<br>Eppure, l\u2019opinione pubblica sembra anestetizzata. La guerra non si vede, non si sente. \u00c8 uno spettacolo in streaming, un titolo in push notification. Non ci sono trincee visibili, solo pixel e grafici. Ma dietro ogni mappa interattiva, ci sono vite spezzate e famiglie distrutte.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il crepuscolo della diplomazia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cCi aspettiamo una risposta concreta\u201d, dice Lavrov. Ma la diplomazia \u00e8 ormai ridotta a conferenze stampa e foto ufficiali. Le vere decisioni si prendono nei centri di comando, non pi\u00f9 nei palazzi delle Nazioni Unite.<br>Eppure, mai come ora servirebbe una voce autorevole, una mediazione vera, un nuovo Helsinki.<br>Trump parla con Putin, ma lo fa da venditore, non da statista. Zelensky implora armi, non tregue. L\u2019Europa si limita a \u201cmonitorare la situazione\u201d.<br>Il mondo si trova cos\u00ec a un passo dal ripetere i propri errori, mentre tutti fingono di ignorarli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione: il silenzio che precede il tuono<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Siamo sull\u2019orlo di un nuovo capitolo della storia, e non \u00e8 detto che sar\u00e0 scritto con l\u2019inchiostro.<br>I Tomahawk non sono solo missili: sono simboli di un ritorno alla logica della paura.<br>Una logica che credevamo superata, e che invece riaffiora ogni volta che la politica smette di pensare e ricorre alle armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, come avrebbe detto Ulpiano, \u201cdare a ciascuno il suo\u201d oggi significherebbe restituire alla diplomazia la sua parte, e alla giustizia la sua voce.<br>Perch\u00e9 senza giustizia, la pace \u00e8 solo tregua.<br>E una tregua armata non salva il mondo: lo sospende, in attesa del prossimo colpo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u201cIustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi.\u201d(La giustizia \u00e8 la volont\u00e0 costante e perpetua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-80734","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80734"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80735,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80734\/revisions\/80735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}