{"id":81362,"date":"2025-10-29T12:23:54","date_gmt":"2025-10-29T12:23:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81362"},"modified":"2025-10-29T12:24:13","modified_gmt":"2025-10-29T12:24:13","slug":"gilberto-vergoni-frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-guido-miano-editore-milano-2025-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81362","title":{"rendered":"Gilberto Vergoni, Frammenti d\u2019anima, di senso e spigolature sparse, Guido Miano Editore, Milano 2025"},"content":{"rendered":"\n<p><br><em>Recensione di Marco Zelioli<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"722\" height=\"1024\" data-id=\"81363\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-81363\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-722x1024.jpg 722w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-768x1089.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-1083x1536.jpg 1083w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1-106x150.jpg 106w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte-1.jpg 1191w\" sizes=\"(max-width: 722px) 100vw, 722px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"1024\" data-id=\"81366\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1-640x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-81366\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1-640x1024.png 640w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1-188x300.png 188w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1-94x150.png 94w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Vergoni-Gilberto-2025-Frammenti-danima-di-senso-e-spigolature-sparse-fronte3D-1.png 649w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Gilberto Vergoni, fanese di nascita ma vivente a Cesena, non \u00e8 scrittore di professione: \u00e8 Neurochirurgo. Ma scrive in modo tale da attrarre l\u2019attenzione dei lettori, e anche della critica \u2013 a giudicare dai non pochi riconoscimenti ottenuti con le due raccolte fin qui pubblicate: <em>Fragmenta Animae Meae<\/em> (Ed. Persiani, Bologna 2018) e <em>Le parole del tempo<\/em> (Ed. peQuod, Ancona 2023).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo libro (<em>Frammenti d\u2019anima, di senso e spigolature sparse<\/em>, Guido Miano Editore, Milano 2025) ci sono pi\u00f9 di ottanta composizioni; poesia e prosa si alternano, quasi a voler significare la spasmodica ricerca di senso che muove l\u2019Autore, due modi complementari di chiedere e di rispondere, di cercare e di sperare: di vivere, comunque. Enzo Concardi nella <em>Prefazione<\/em> cita il Vergoni che si definisce \u201c\u2026paradossalmente con un ossimoro: \u00ab\u2026Io mi sono sempre ritenuto un filosofo cristiano cattolico non credente\u00bb (<em>Un giorno a Cambridge, Novembre 2002<\/em>)\u201d. Una posizione \u201cscomoda\u201d, in quanto non basata su certezze; ma comprensibilmente umana, in quanto indice di una libera ricerca della verit\u00e0, del significato di tutto: vita, affetti, gioie e dolori, morte (come quella del fratello Marco o dell\u2019amico Stefano). Il tutto indagato \u2013 direi \u2013 quasi al di l\u00e0 dei confini della ragione, nel profondo; non a caso, a proposito di chi vuol ridurre tutto a ragione, si trova questa affermazione: \u201cNon ho amato Kant perch\u00e9 ho sempre pensato che la ragione non basta; come nell\u2019innamoramento. Come nella vita e come nella morte\u201d (da <em>Quelli che esercitano amore di sapienza fanno una meditazione continua della morte<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 proprio un po\u2019 di tutto; e non si pu\u00f2 condensare una presentazione in poche parole. Con uno stile sobrio, Gilberto Vergoni qua e l\u00e0 ammicca a stilemi classici che donano ai suoi scritti un senso di profonda ma dolce malinconia, come nell\u2019ultima terzina della poesia dedicata alla moglie: \u201cEd ora la volutt\u00e0 della piena estate fa suo \/ quell\u2019orizzonte sinuoso, luminoso, stagliato e netto \/ com\u2019io lo vorrei far mio fino a che, freddo, finir\u00e0 anche \u2018l mio inverno\u201d (<em>Silvia<\/em>). A volte le parole sembra che scolpiscano nella pagina i tratti della persona descritta, come in <em>Mamma<\/em>: \u201cDonna d\u2019altri tempi e di sempre, \/ perno solido e malleabile \/ oppure colonna del tempio mai finito \/ che nei figli ha infuso i suoi numi. \/ Comunque sola. \/ Muta testimone di antichi suoni e perduti colori\u201d (terza ed ultima strofa della poesia).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Autore riflette sul destino umano, consapevole che \u201cQuando i fatti della vita sono troppo forti e troppi pensieri affollano la mente, occorre ricercare il filo attraverso il ragionamento ed il sentimento, attraverso l\u2019allegoria\u201d (dalla prosa <em>All\u2019ombra delle parole, le orme del mio viaggio<\/em>). E fioriscono i \u201cforse\u201d, ipotesi di risposte adatte al senso di sproporzione tra l\u2019altezza delle aspirazioni umane e la povert\u00e0 degli esiti delle ricerche della verit\u00e0 del tutto (si veda la prosa <em>Razionale sentimento, forse&#8230;<\/em>). Subentra un senso di smarrimento che suscita domande profonde come: \u201cDov\u2019\u00e8 la mia casa, la nostra casa? \/\/ Nell\u2019universo c\u2019\u00e8 l\u2019ombra di me, \/ quel qualcosa o quel dove che lascio \/ perch\u00e9 da l\u00ec son partito? \/ Quando mi sentir\u00f2 di nuovo a casa?\u201d (da <em>Casa<\/em>); e come: \u201cPerch\u00e9 la gioia \u00e8 fugace? \/ Perch\u00e9 l\u2019attimo parla di una intera vita \/ ma come il sogno sfuma e rimane, ora, \/ ruga, espressione, sguardo?\u201d (da <em>L\u2019infinito viaggio<\/em>); o altre volte solo apparentemente pi\u00f9 leggere, come: \u201cChiss\u00e0 se il bianco pu\u00f2 lenire il rosso! \/ Chiss\u00e0 quando comparvero i colori? \/ Chiss\u00e0 perch\u00e9 son nati i fiori? \/ E quando la rosa?\u201d (da <em>Rosa solitaria, o della mia professione<\/em>): domande di verit\u00e0, come in <em>Verit\u00e0, dove sei?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una vertigine: \u201cVivo nella vertigine della solitudine \/ di chi vede e sente \/ negli indifferenti attimi che passano \/ mentre cerco un perch\u00e9\u201d (da <em>Guardando il silenzio<\/em>). Tutto sembra lasciare nel cuore una grande \u201cNostalgia agrodolce di posti mai visti\u201d (ultimo verso della breve poesia <em>Frammenti di me<\/em>): segni della coscienza della povert\u00e0 dell\u2019uomo e insieme della consapevolezza delle sue grandi potenzialit\u00e0. Una sproporzione alla quale potrebbe dare risposta solo un <em>quid novi<\/em>, un fatto nuovo, un\u2019amicizia che apra l\u2019orizzonte umano alla coscienza del proprio destino. Per questa apertura non bastano i ricordi (\u201cCome lo scirocco che vien da lontano, \/ il ricordo riscalda \/ sciogliendo il cuore e finalmente le labbra \/ in un sorriso sereno e, per un po\u2019, senz\u2019affanno\u201d, si legge alla chiusura di <em>Festa<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Affiora qua e l\u00e0 un acuto pessimismo, come quando l\u2019Autore scrive che \u201cil dolore \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 umano dell\u2019uomo, accettato come condanna e destino, e riscattato da attimi d\u2019amore\u201d (in <em>Razionale sentimento, forse&#8230;<\/em>); ma c\u2019\u00e8 la consapevolezza che il pessimismo affonda le sue radici nella solitudine, superata la quale si pu\u00f2 passare dal \u201cSento, ma non so cosa mi lega\u201d al \u201cSento; s\u00ec sento qualcosa che mi lega. \/ Guardo e cerco di vedere. Ascolto e cerco di capire\u201d \u2013 come ben espresso nella poesia <em>Solitudo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo alle soglie di quello che si definisce \u2018senso religioso\u2019, che nell\u2019uomo \u00e8 innato, ma spesso viene soffocato \u2013 specie nell\u2019epoca nostra \u2013 dalla somma preoccupazione delle \u2018cose da fare\u2019. Ma qualcosa succede; ad esempio, \u201cPiove e mi lava via l\u2019ansia del dover fare. \/ Il tempo sembra fermarsi, \/ pesante, \/ come il silenzio nella mancanza delle parole\u201d (cos\u00ec inizia <em>Nell\u2019attimo che piove<\/em>), e chi non si lascia prendere dalle cose da fare comincia a vedere in tutto qualcosa di interessante, di splendente, di nuovo: anche in un \u201cumido naso\u201d (<em>Cane<\/em>), in una <em>Effimera brezza<\/em>, in qualche paesaggio o luogo (ad esempio, Vulcano o Naxos o Lubriano o Peschici o Cesenatico); e soprattutto in un amico che, paziente come un libro che si lascia chiudere e poi riaprire per riprendere la lettura interrotta, \u201c\u00e8 l\u00ec a riprendere la storia \/ in effetti mai interrotta, come quando l\u2019ho lasciato. \/ Anzi arricchito \/ della mia e della sua vita, \/ nel mentre scorsa\u201d (finale di <em>Leggero come un amico<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Allora sorgono le domande \u201cultime\u201d, quelle sul senso della vita, i <em>Perch\u00e9<\/em>: \u201c\u2026 \/\/ Il dove, \/ l\u2019era, \/ il sar\u00e0, \/ sono confusa percezione che \/ l\u2019adesso dilata\u201d \u2013 da cui la sensazione di una \u201cPromessa uguale per tutti. \/ Incantesimo o Destino?\u201d (da <em>Promessa infranta \u2013 Le mani dei bambini<\/em>), e l\u2019urgenza esistenziale di una risposta che deve esistere e deve essere cercata, pena il rinunciare alla propria umanit\u00e0: \u201cDestino che voglio capire \/ prima che lui mi incontri\u201d (da <em>Bisturi e valigie<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019uomo non basta a se stesso, perch\u00e9 \u201cLa morte slega tutto \/ ed \u00e8 notte per sempre\u201d (finale di <em>Un\u2019amica se ne va<\/em>), mentre resta sempre accesa la ricerca di un senso, anche \u201cDi un senso che non c\u2019\u00e8 \/ come in queste parole \/ che cercano accordi per un\u2019armonia nelle cose, \/ armonia che non trovo \/ ma che, mentre scrivo, mi solleva verso \/ una muta, inconsapevole, umana, disperata \/ speranza\u201d (da <em>Sogni nel sale del mare<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso religioso \u00e8 l\u2019anticamera della fede; e la fede \u00e8 il luogo di quell\u2019incontro con la verit\u00e0 che riempie di senso tutta la vita; e la vita \u00e8 il dono misterioso di Dio all\u2019uomo di ogni tempo; e Dio \u00e8 la Verit\u00e0 del tutto. Questo \u201ccircuito\u201d di pensiero ci porta a capire che definirsi \u201cfilosofo cristiano cattolico non credente\u201d \u00e8 veramente un ossimoro, dacch\u00e9 Cristo \u00e8 venuto nel mondo e si fa incontrare ogni giorno nella sua Chiesa, immagine imperfettissima (perch\u00e9 compagnia di uomini) della Sua presenza nel mondo. Lo scrittore lo percepisce, anche se si sente \u201ctestimone di cose che non so \/ ma che porto dentro\u201d (da <em>Nelle pietre di antiche chiese<\/em>), dicendo di s\u00e9: \u201cE scrivo, vivo, scrivo \/ per trovare \/ quella parola che mi sta aspettando\u201d (da <em>C\u2019\u00e8 una parola<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, in fondo questa raccolta di pensieri e poesie di Gilberto Vergoni, invitandoci a riflettere su tutto, e senza quel \u201crispetto umano\u201d che spesso ci tarpa le ali, \u00e8 uno strano ma autentico libro di meditazione religiosa. Vale proprio la pena leggerlo, con calma.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Zelioli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Marco Zelioli Gilberto Vergoni, fanese di nascita ma vivente a Cesena, non \u00e8 scrittore di professione: \u00e8 Neurochirurgo. 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