{"id":81411,"date":"2025-10-31T13:27:27","date_gmt":"2025-10-31T13:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81411"},"modified":"2025-10-31T13:27:44","modified_gmt":"2025-10-31T13:27:44","slug":"lo-scarto-antagonistico-della-cultura-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81411","title":{"rendered":"Lo scarto antagonistico della cultura meridionale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-7.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-7.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-81312\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-7.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/descarga-7-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201c<em>Non si pu\u00f2 comprendere un popolo finch\u00e9 non si \u00e8 capito il suo dolore.\u201d<br>\u2014 Pier Paolo Pasolini<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Lo&nbsp;<strong>scarto<\/strong>, nella cultura meridionale, non \u00e8 soltanto un residuo o una mancanza: \u00e8 il luogo della sua forza, la ferita che diventa parola, canto, gesto politico e sopravvivenza. In questo concetto \u2013 che Goffredo Fofi, nel suo&nbsp;<em>Arcipelago Sud<\/em>&nbsp;(Feltrinelli, postumo), restituisce con lucidit\u00e0 e tenerezza \u2013 si condensa l\u2019intera parabola di un Sud che non ha mai voluto farsi oggetto di compassione n\u00e9 di folklore, ma soggetto di un pensiero altro, antagonista, capace di ribaltare le narrazioni imposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Italia del dopoguerra, e poi negli anni Settanta, Napoli, Palermo, Bari e le tante periferie interne si fanno teatro di esperimenti comunitari, di tentativi di rovesciare la miseria in coscienza. \u00c8 in questo clima che nasce la&nbsp;<strong>mensa dei bambini proletari<\/strong>, esperienza napoletana che intrecciava educazione, solidariet\u00e0 e lotta politica. Era un laboratorio di umanit\u00e0, un \u201casilo del popolo\u201d dove il pane quotidiano si univa alla consapevolezza: mangiare insieme significava imparare a pensare insieme. In quell\u2019angolo del Sud, nella precariet\u00e0 e nella rabbia, la cultura si faceva azione, gesto condiviso, pedagogia dell\u2019autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>Fofi, osservatore partecipe, vi riconosceva non la semplice testimonianza di un disagio, ma il segno di un\u2019<strong>irriducibilit\u00e0<\/strong>. \u201cIl Sud,\u201d scriveva, \u201c\u00e8 la parte pi\u00f9 viva del Paese proprio perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 negata.\u201d In questo risiede lo&nbsp;<strong>scarto antagonistico<\/strong>: nella capacit\u00e0 di un mondo escluso di produrre significati e forme che resistono all\u2019assimilazione, all\u2019omologazione del capitalismo culturale e mediatico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019arcipelago e il margine<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine dell\u2019arcipelago non \u00e8 casuale. Fofi la sceglie per dire la pluralit\u00e0 di un Sud che non \u00e8 una regione ma un insieme di isole comunicanti, unite da un dolore e da una dignit\u00e0 comuni. Dalla Sicilia di Danilo Dolci alla Puglia dei contadini di Scotellaro, dalla Calabria delle rivolte bracciantili alla Napoli dei disoccupati organizzati, si compone una mappa mobile e resistente. Ogni isola parla la propria lingua, ma tutte condividono la stessa condizione di marginalit\u00e0 produttiva, di \u201cscarto\u201d rispetto al centro.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, proprio in questo scarto si sviluppa un pensiero antagonista, capace di inventare nuovi modelli di convivenza e di cultura. \u00c8 un Sud che non vuole essere modernizzato, ma reinventato. Non chiede assistenza, ma riconoscimento; non vuole entrare nella modernit\u00e0 del Nord, ma costruire una modernit\u00e0 altra, fondata sulla comunit\u00e0, sulla cooperazione, sull\u2019intelligenza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>mensa dei bambini proletari<\/strong>&nbsp;diventa cos\u00ec simbolo e metafora: luogo dove l\u2019educazione si oppone al paternalismo dello Stato, dove la fame diventa domanda politica e il pane diventa sapere. In quell\u2019esperienza \u2013 come in molte altre \u2013 si intrecciano la pedagogia di Don Milani, le teorie libertarie di Illich, l\u2019autogestione operaia e il pensiero anarchico. Non si trattava solo di nutrire corpi affamati, ma di generare menti critiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Napoli, laboratorio del possibile<\/h3>\n\n\n\n<p>Napoli, citt\u00e0-faglia del Mediterraneo, ha sempre incarnato questa tensione tra miseria e genialit\u00e0, tra esclusione e invenzione. Negli anni Settanta, le sue strade erano popolate da un\u2019umanit\u00e0 che sfuggiva a ogni catalogo: disoccupati, ragazzi di quartiere, studenti, militanti, madri che trasformavano la cura in lotta. In questo contesto, la&nbsp;<strong>mensa<\/strong>&nbsp;fu un esperimento di \u201cautonomia dal basso\u201d: un gesto politico che voleva ridefinire la stessa idea di educazione e di cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Goffredo Fofi \u2013 che di quella stagione fu non solo testimone ma protagonista \u2013 vi vide una delle forme pi\u00f9 alte di cultura popolare: una cultura che nasceva dal basso, contro le istituzioni e contro la mercificazione della cultura stessa. \u201cIl popolo,\u201d scriveva, \u201cnon ha bisogno di maestri, ma di compagni di strada.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E in effetti, quella mensa era un luogo di&nbsp;<strong>compagnia<\/strong>: non solo per i bambini, ma per gli adulti che imparavano, insieme, a immaginare un mondo diverso. Le cucine, le aule improvvisate, i manifesti dipinti a mano, le discussioni accese \u2014 tutto contribuiva a un senso di appartenenza che andava oltre la povert\u00e0 materiale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La cultura come antagonismo<\/h3>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>cultura meridionale<\/strong>, nella visione di Fofi e di tanti intellettuali \u201ceretici\u201d, non \u00e8 mai neutrale. \u00c8 una forma di antagonismo sociale e simbolico, un modo di dire no al potere attraverso la parola, la musica, la solidariet\u00e0. Nel Sud, la cultura non \u00e8 mai pura contemplazione: \u00e8 gesto, lotta, corpo. \u00c8 la voce di chi non ha voce, il canto di chi non ha spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spiega perch\u00e9 il Sud sia stato a lungo un terreno di sperimentazione politica e artistica: dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare ai cinegiornali di Vittorio De Seta, dalle comunit\u00e0 di base cattoliche ai collettivi anarchici, dai laboratori teatrali ai gruppi femministi. Ogni esperienza rappresentava un modo di&nbsp;<strong>resistere all\u2019assimilazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitalismo culturale, che riduce tutto a prodotto e a consumo, trova nel Sud una zona d\u2019attrito. Qui la memoria \u00e8 ancora collettiva, la parola ha ancora peso, il gesto conserva un\u2019eco sacrale. Ecco perch\u00e9 Fofi parla di \u201cscarto antagonico\u201d: ci\u00f2 che il sistema rifiuta, ma che proprio per questo mantiene una forza di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una lezione ancora viva<\/h3>\n\n\n\n<p>Oggi, in un tempo in cui le disuguaglianze si riproducono con nuove forme e la cultura \u00e8 spesso ridotta a intrattenimento, la lezione del Sud \u2013 e della mensa dei bambini proletari \u2013 resta attualissima. Lo \u201cscarto\u201d \u00e8 ancora qui, ma rischia di diventare invisibile, neutralizzato da un linguaggio politico che non conosce pi\u00f9 la parola&nbsp;<em>solidariet\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Rileggere Fofi significa allora ritrovare un senso dell\u2019impegno che non \u00e8 nostalgia, ma necessit\u00e0. Il suo sguardo \u2013 ironico, disincantato, profondamente umano \u2013 ci ricorda che non c\u2019\u00e8 cultura senza conflitto, n\u00e9 progresso senza memoria. Che ogni Sud, dentro e fuori di noi, \u00e8 un arcipelago di voci che chiedono ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa prospettiva, la&nbsp;<strong>cultura meridionale<\/strong>&nbsp;non \u00e8 un repertorio di tradizioni, ma una&nbsp;<em>critica vivente<\/em>&nbsp;al presente. \u00c8 l\u2019espressione di un modo di stare al mondo che rifiuta la competizione e sceglie la cooperazione, che privilegia la lentezza, l\u2019incontro, la cura. \u00c8 una cultura che non produce capitale, ma relazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lo scarto come possibilit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Paradossalmente, lo \u201cscarto\u201d che il potere vorrebbe cancellare \u00e8 ci\u00f2 che rende possibile una nuova idea di futuro. Ogni gesto di resistenza, ogni forma di mutualismo, ogni progetto comunitario che nasce nelle periferie o nei paesi spopolati \u00e8 l\u2019erede di quella mensa proletaria: un atto di riappropriazione della vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl Sud,\u201d scriveva Fofi, \u201c\u00e8 la misura morale del Paese.\u201d Non per la sua arretratezza, ma per la sua capacit\u00e0 di rimanere umano, di non cedere completamente al cinismo e alla velocit\u00e0 del mercato. Nelle sue contraddizioni, nelle sue povert\u00e0, si custodisce una sapienza antica: quella del tempo condiviso, del cibo offerto, del lavoro solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse questo il senso ultimo dello&nbsp;<strong>scarto antagonistico della cultura meridionale<\/strong>: non una nostalgia del passato, ma una chiamata al presente. L\u2019invito a riconoscere che ci\u00f2 che resta fuori dal centro non \u00e8 marginale, ma fondativo; che la periferia pu\u00f2 essere il vero cuore del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>In un Paese sempre pi\u00f9 smemorato, dove il linguaggio della politica si \u00e8 impoverito e la cultura si \u00e8 ritirata nei festival e nei talk, la lezione del Sud \u2013 e di Fofi \u2013 ci ricorda che la cultura \u00e8 ancora un\u2019arma, e che il sapere, quando \u00e8 condiviso, diventa pane.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, tra le pagine di&nbsp;<em>Arcipelago Sud<\/em>, risuona l\u2019eco di quella mensa napoletana: il rumore dei piatti, le voci dei bambini, l\u2019odore del sugo che riempie la stanza. \u00c8 la scena di un\u2019Italia che non si \u00e8 mai arresa, che continua, nel suo scarto, a generare pensiero e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse, come direbbe Pasolini, \u201csolo chi \u00e8 escluso pu\u00f2 davvero comprendere la verit\u00e0.\u201d\u00e8&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u201cNon si pu\u00f2 comprendere un popolo finch\u00e9 non si \u00e8 capito il suo dolore.\u201d\u2014 Pier Paolo Pasolini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-81411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81411"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81412,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81411\/revisions\/81412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}