{"id":81935,"date":"2025-11-13T08:15:28","date_gmt":"2025-11-13T08:15:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81935"},"modified":"2025-11-13T08:15:44","modified_gmt":"2025-11-13T08:15:44","slug":"carlo-mazzantini-un-centenario-da-non-dimenticare-una-letteratura-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=81935","title":{"rendered":"Carlo Mazzantini. Un centenario da non dimenticare. Una letteratura vita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>PIERFRANCO BRUNI\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-81936\" style=\"width:409px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000195791.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Un racconto che \u00e8 vita: Centenario della nascita di Carlo Mazzantini. Al quale ho dedicato un ampio capitolo in un mio recente libro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da una guerra in Camicia nera di Giuseppe Berto a una guerra di quando i Balilla andavano a Sal\u00f2. Berto e Mazzantini. Due generazioni. 1914 e 1925. Su Berto ho gi\u00e0 dedicato due libri. Qui ritorno su Mazzantini lungo un percorso che va da una letteratura vissuta e raccontata ad una letteratura raccontata e vissuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 stato Mazzantini? Carlo Mazzantini, nato a Roma il 15 dicembre del 1925, \u00e8 morto nella sua casa di Tivoli il 28 dicembre 2006.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si \u00e8 mai assentato dalla storia, da quella storia fatta di sangue, di sacrificio, di coraggio. Un tracciato dentro il quale lo scrittore racconta l\u2019uomo e raccontando l\u2019uomo non dimentica il passaggio di una generazione che ha segnato il tempo della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi romanzi hanno raccontato i giorni di Sal\u00f2 ma hanno soprattutto recitato una giovinezza. Quei giorni che Carlo Mazzantini non ha mai dimenticato. Anzi sempre posto al centro del suo scrivere ma anche suo quotidiano esistere. Ma cosa sono stati e cosa sono i suoi libri, le sue pagine, il suo ricordare \u2013 raccontare, i suoi versi raccolti in Restano le nuvole del 2001. Versi che hanno un respiro tragico ed ellenico. Nel segno di un tempo incondibile ed indimenticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripercorrendo il suo tracciato narrativo e saggistico oltre che poetico non si tratta di andare alla ricerca della bella morte. Tanto meno si tratta di un viaggio verso Sal\u00f2. Amore e morte, insieme, sono state le premesse e le chiavi interpretative dei precedenti scritti di Carlo Mazzantini. Un viaggio nel romantico mondo della giovinezza attraverso le memorie di quando si era giovani e con la giovinezza brillava una primavera di bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene i ricordi di quel tempo e di quella storia si sono attorcigliati fino a formare una ragnatela che resta depositata nella storia e nelle coscienze: nel bene e nel male, tra le ombre e le luci, tra i silenzi e le urla, nella giovinezza che si \u00e8 fatta sogno e nella storia che si \u00e8 fatta conoscenza. Tutto quel mondo \u00e8 scomparso per sempre anche se la letteratura ha il pregio (si tratta appunto del suo incantesimo) di riportarci in viaggio verso i lidi del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il tempo \u00e8 l\u00ec a raccontarci i dolori e le speranze, le cadute e i progetti di una vita. Carlo Mazzantini ripassa con il filo di Arianna quel tempo che \u00e8 stato in A cercar la bella morte e in I balilla andarono a Sal\u00f2 del 1997. Ma \u00e8 solo il filo di Arianna che si intreccia nelle metafore e tra gli echi di una conchiglia che riporta lontani echi. E tutto il resto si snocciola in una storia d\u2019amore che \u00e8 storia d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi riferisco al suo romanzo dal titolo \u201cventilato\u201d: Ognuno ha tanta storia del 2000. Perch\u00e9 ventilato? Perch\u00e9 tra le pagine c\u2019\u00e8 il vento. Quel vento anche ne L\u2019ultimo repubblichino del 2005. C\u2019\u00e8 il vento della storia. C\u2019\u00e8 il vento delle memorie. Corrado Alvaro direbbe giustamente, a tal proposito, che si ascoltano quelle \u201cmemorie sommerse\u201d che fanno di un uomo un raccoglitore di ricordi che si trasformano in simboli. La storia qui, nonostante il lungo percorso che si avverte e si ascolta, la si legge come una premessa o come codicilli per introdurre una storia d\u2019amore. Ovvero un amore che si fa storia. Nel vento dei giorni. Appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il resto conta poco. Conta poco Garibaldi, contano poco le guerre, il dopoguerra, l\u2019Europa, l\u2019Africa. Conta invece molto la Francia e la Spagna. Perch\u00e9 sono negli occhi di Oona. Conta poco il fascismo e le parentele familiari tra i personaggi. Conta poco quella che viene definita storia nazionale. Insistere su queste cose o su queste \u201ccategorie\u201d significherebbe precipitare, e di brutto, nella retorica. E questo romanzo, invece, ha bisogno di un altro respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un romanzo semplice semplice che porta sulla scena l\u2019amore del protagonista per Oona. E\u2019 un romanzo d\u2019amore il cui scenario \u00e8 uno sfondo sfuocato da ricordi. I ricordi immensi che accompagnano una vita. E l\u2019amore per Oona \u00e8 un gioco infinito nella felicit\u00e0 e nei colori del tempo. Certo, tutto il resto \u00e8 oltre. In questo romanzo Carlo Mazzantini rivela di essere uno scrittore autentico sia nella struttura del romanzo sia nella decifrazione del quadro narrativo sia nella individuazione dei personaggi. E questo amore che si dichiara \u00e8 un amore passione, un amore alba \u2013 tramonto, un amore fatto di sentieri e incantesimo, di sguardi, di profonde emozioni. E la storia \u00e8 come se non ci fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 bel capitolo \u00e8 proprio l\u2019ultimo anche se in molte parti le pagine esclusivamente d\u2019amore formano un diario leggero, carezzevole, dolce e romantico. Un romanticismo non caramelloso ma con le tinte dei crepuscoli. S\u00ec, perch\u00e9 negarlo? In molte parti sa di fiaba. E questo \u00e8 un pregio. Un pregio notevole. Tutto il resto ormai, in letteratura, pu\u00f2 diventare noia. Cosa ci fa la storia e la cronaca in un romanzo?<\/p>\n\n\n\n<p>Si ha bisogno di riscoprire la leggenda, la fiaba, il senso \u2013 senso di una passione. Si ha bisogno di riscoprire il valore del tenersi per mano, del guardarsi a lungo negli occhi, di parlarsi. Si ha bisogno appunto di parlarsi guardandosi negli occhi e assentandosi da tutto. La vita \u00e8 amare. E\u2019 questo il sottotitolo pi\u00f9 congeniale a questo romanzo di Carlo Mazzantini. I colori, gli sguardi, le attese, le immagini. Sono sensazioni ed emozioni che fanno della passione la protagonista nell\u2019avventura dell\u2019amore. Io voglio leggerlo cos\u00ec questo romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno mi potr\u00e0 dire che le chiavi interpretative sono anche altre. Non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma la letteratura deve riprendersi l\u2019armonia del mistero, della tensione della parola, del gusto della partecipazione. E la tensione della parola che si fa sentimento, lo dico in termini critici, la si vive in quelle pagine nelle quali Oona \u00e8 presente in un gesto d\u2019amore e di armonia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon Oona, i suoi occhi ridenti, che avevano preso quel colore blu fondo del mare sotto i faraglioni di Capri, nell\u2019alone della sua gioia, in mezzo al traffico di una serata d\u2019autunno, i fanali che si accendevano sui lungosenna e sui porti, ci recammo, ebri, spensierati, a compiere il rito della dedicazione alla Musa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E i ricordi sono tanti e si fanno anche nostalgia. Ma la nostalgia \u00e8 nel tempo che passa e raccoglie sensazioni e in questo caso ancora di pi\u00f9 c\u2019\u00e8 l\u2019amore. L\u2019amore che naviga tra gli scoglie e le dune di un tempo tutto raccolto nel segreto di una storia. Si ascolta: \u201cAh, potessi sedere ancora una volta l\u00e0 con te come allora, su un sasso, i piedi lambiti dall\u2019acqua e il tuo viso trasparente volto verso la distesa azzurra! E chiamarti per nome, il tuo dolce nome di allora, Oona, con la freschezza e l\u2019amore vergine di quei giorni!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorna costantemente l\u2019immenso amore vissuto e raccontato. Si legge nelle parole l\u2019amore e il tempo. E un Carlo Mazzantini diverso di altri libri e mi piace perch\u00e9 antepone, come gi\u00e0 dicevo, alla storia la letteratura. ci sono pagine intense nelle quali affiora un lirismo assordante. Importante, significativo, robusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec: \u201cCome era bella la mia principessa, l\u00ec contro il cielo, su quello sperone di roccia, il viso inondato dai raggi, i capelli mossi dalla brezza, quei suoi occhi blu che brillavano della luce della sua fiducia nel mondo, della sua giovinezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La tensione del raccontare si trasforma in forma estetica. La bellezza di questo amore \u00e8 nella bellezza degli occhi blu di Oona. Il vento, il passato che bisogna farlo passare, le citt\u00e0, i libri (perch\u00e9 \u201cun libro \u00e8 una cosa magica! E\u2019 una lampada di Aladino, che suscita fantasmi e volti, crea sortilegi\u2026\u201d), le citt\u00e0 e l\u2019attesa mentre \u201cLei ballava infaticabile alle note di quei ritmi gitani, avvolgendo tutti della sua gioia di vivere, della sua freschezza\u201d. I suoni mediterranei ondeggiano nel passo cadenzato di Oona e tra le parole che si fanno suono. Un lento ballabile che si confonde nella vita che diventa sogno. E\u2019 questo l\u2019amore della \u201cprincipessa della fiaba\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo Mazzantini non pu\u00f2 rinunciare a questi viaggi nel sentimento. Deve catturarli e deve sempre pi\u00f9 spogliarli dei residui \u201cbellici\u201d che la sua scrittura e la sua esistenza si porta dentro. Ma ci\u00f2 che resta \u00e8 il sogno, il sogno magico che \u00e8 dentro le pieghe di questo amore che qui si racconta. E la freschezza sta in queste parole: \u201cIl suo viso, su cui gli anni cominciano a lasciare i loro segni, ha conservato l\u2019antica bellezza e gli occhi la chiara luminosit\u00e0 di allora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno onorato gli dei. Questo amore ha onorato gli dei. Straordinaria \u00e8 la citazione che chiude il romanzo. La metafora di Bauci e Filemone. Un romanzo che resta nei cuori e fa scattare il misterioso vento di altura che imprigiona la vita e la vita nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La principessa della fiaba non \u00e8 solo un sogno \u2013 realt\u00e0. E\u2019 una metafora che si racconta e racconta un amore tra i tasselli dell\u2019et\u00e0. Un diario cesellato sulla corda di una dolce nostalgia che si fa memoria e si va oltre. La bellezza di Oona non \u00e8 un segreto.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 dentro lo specchio di un mare che colora di blu gli occhi e fa vibrare i giorni di un\u2019armonia completa. La metafora si chiude nel cerchio spezzato ma ricomposto dalla gioia di un amore che sa di esistere. Il dolore, la tragedia, il sangue dei precedenti testi di Mazzantini qui sono uno sfondo nel tempo che \u00e8 passato nonostante il tempo che insiste tra gli intagli dei giorni. Ma Ognuno ha tanta storia \u00e8 un libro d\u2019amore ed ha il pregio di lasciarsi leggere come un racconto di una storia d\u2019amore. Un antico amore nell\u2019immaginario delle attese.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono quelle attese che sono rimaste nel cielo delle nuvole a tendere le mani e ascoltare il sorriso. \u00c8 quella storia che continua a vivere tra i baluginii delle stelle a raccontare il destino di un uomo o l\u2019avventura di un uomo nel coraggio di non dimenticare idee e lealt\u00e0. Da questi presupposti \u00e8 nata la sua letteratura e il senso di una scrittura che ha inciso un solco in una temperie indefinibile e in un quadro letterario dentro il quale certi autori e certi libri possono, certamente, servire da apri pista per una nuova interpretazione del tessuto storico letterario stesso. Mazzantini dunque con i Balilla di Sal\u00f2. Berto con la sua guerra in Africa. Entrambi in Camicia nera. Una letteratura oltre la storia e anche oltre l\u2019ideologia. Una grande letteratura. Una grande scrittura. Un grande scrittore nella coerenza di una filosofia della storia che ha posto al centro l&#8217;uomo e il suo umanesimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIERFRANCO BRUNI\u00a0 Un racconto che \u00e8 vita: Centenario della nascita di Carlo Mazzantini. 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