{"id":82773,"date":"2025-11-26T14:32:58","date_gmt":"2025-11-26T14:32:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=82773"},"modified":"2025-11-26T14:33:14","modified_gmt":"2025-11-26T14:33:14","slug":"senza-schemi-leggiamo-pasolini-con-serieta-senza-considerarlo-conservatore-non-lo-fu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=82773","title":{"rendered":"Senza schemi leggiamo Pasolini con seriet\u00e0 senza considerarlo conservatore. Non lo fu"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-82774\" style=\"width:302px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000196373.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Perch\u00e9 insistere su un Pasolini conservatore? Non lo fu mai. Inutile insistere. Vediamo un p\u00f2 senza cedere alla retorica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo ormai discutere di un Pasolini senza retaggi, ovvero di un Pasolini senza reticenze&#8230;Siamo nel mezzo delle celebrazioni e delle ricordanze di Pasolini ma rileggiamolo con una profondit\u00e0 comparativa tra le luci e le ombre, tra ci\u00f2 che realmente ha dato sul piano innovativo e ci\u00f2 che non ha afferrato in termini anche letterari, tra ci\u00f2 che ha sfidato e le sue e nostre contraddizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Rileggiamolo di prima mano senza farci prendere la mano dalle \u00abvulgate\u00bb a tutti i costi. Pasolini un anti moderno? Non conservatore. Ma certamente s\u00ec. Una lettura antropologica non \u00e8 soltanto la questione relativa ai concetti di progresso, di borghesia, di processo alla politica. \u00c8 anche la sua ricerca di portare nel dibattito italiano, di anni difficili e ideologicamente inquietanti, figure e pensiero di personaggi grandiosi come Pound, Eliade, con la lettura del mito, e Nietzsche con la proposta del tragico greco in Eschilo, Sofocle ed Euripide.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu oltre le avanguardie. Non am\u00f2 Pavese, ma a Pavese deve molto, soprattutto le ragioni delle radici dell&#8217;essere paese e quel dialogare tragico che nasce dai dialoghi Pavesiani con Leuc\u00f2. In fondo Casarsa non era altro che il paese vuol dire non essere soli di la luna e i fal\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un antipolitico? Ma nel senso manniano delle confessioni di Mann, appunto. Tent\u00f2 di riprendere il viaggio di Dante con la \u00abmimesis\u00bb ma rimase sbalordito dalla grandiosit\u00e0 della divina vita nova. Cerc\u00f2 di unire il Mediterraneo alla letteratura americana passando attraverso la Magna Grecia. Una intuizione che riprese proprio da Pavese, Vittorini, Alvaro e da Pound dell&#8217;incontro del 1967 e scritti del 1973. Non fu. Cerc\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura da Witman ad Eliot attraverso Hemingway fu dentro il suo viaggio, ma Pavese era il maestro di ci\u00f2 e traduceva questi scrittori. Cerc\u00f2 di rileggere il Mediterraneo di Paolo ma fu straziante perch\u00e9 in questo caso la modernit\u00e0 non resse e la sceneggiatura &#8211; soggetto rimase incompiuta. Modernit\u00e0 e tradizione furono i due riferimenti che si misurarono con la caduta e vitalit\u00e0 del conservatore. Contraddizioni non da poco. Fu intellettuale? Certamente ma seppe andare oltre Gramsci perch\u00e9 non divenne mai organico e il suo essere corsaro ha il fascino di superare il deserto della democrazia e vivere il terreno desolato, eliotiano, della libert\u00e0. Si pensi alla storia della uccisione del fratello Guido, partigiano non comunista della brigata Osoppo, ucciso dai comunisti dell&#8217;eccidio di Porzus trucidati dalla brigata Garibaldi. Una storia di cui non si \u00e8 parlato abbastanza anche se lo stesso Pier Paolo spesso \u00e8 ritornato sulla questione con tragico dolore nell&#8217;inquieto disagio del suo drammatico pensiero. Un fatto terribile negli anni della resistenza in quel lembo di terra dominato da comunisti italiani e slavi. Vado oltre perch\u00e9 voglio soffermarmi, in una frammentazione di sintesi, proprio su un aspetto inerente Pound e Pasolini, anche perch\u00e9 Pound rappresenta il riferimento di una cultura tra tradizione e rivoluzione in una cultura certamente non conformista e non consociativista.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Pasolini incontr\u00f2 Erza Pound erano anni inquieti, eppure nella sua volont\u00e0 di potenza che non nasceva da alcuna filosofia si inerpicava la curiosit\u00e0 e la volont\u00e0, questa volta s\u00ec, di leggere nell&#8217;arte la creativit\u00e0 dell&#8217;uomo nuovo. Pasolini proprio nel 1968, nella stagione di Valle Giulia e de poliziotti arrivati dal Sud e degli studenti figli di pap\u00e0, volle e cerc\u00f2 l&#8217;incontro con il \u00abfascista\u00bb e reazionario Pound. Un incontro straordinario che due anni primi della morte dello stesso Pasolini venne ricordato. Realizzato per la Rai. A 50 anni dalla morte di Pound (1972) e a cento dalla nascita di Pasolini (1922) la poesia resta una comunione non tanto di linguaggi ma di tessere poetiche e di innovazioni sperimentali. Pasolini resta il critico di \u00abPassione e ideologia\u00bb, scritto che molto mi ha aiutato a comprendere la poesia contemporanea, se pur con molte limitazioni, e aperto, comunque delle stanze, da Pascoli a Penna a Caproni sino al legame tra lingua e dialettica ha cercato di penetrare quei \u00abCantos\u00bb pisani per metaforizzare una realt\u00e0 poetica che si innerva tra le \u00abceneri di Gramsci\u00bb o nella visione della poesia come una rosa rendendosi conto per\u00f2 che la poesia \u00e8 altro rispetto alla realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con Pound Pasolini ha in comune Dante. Quel Dante di \u00abMimesis\u00bb, mal riuscito viaggio nel dantesco trasumanar nel navigare che per\u00f2 trova una struttura definita nel Pound proprio dei \u00abCantos\u00bb della desolata terra eliotiana. Tra i due comunque si esercita anche la funzione del mito. La grecit\u00e0 di Pound \u00e8 lo scavo di Medea in un Pasolini del viaggio tra i luoghi fatti di conchiglie nelle conchiglie che raccolgono le onde di un mare greco tra Mediterraneo ed Adriatico. Pound \u00e8 un maestro tra gli Orienti di una filosofia nella metafisica del racconto poetico che tocca la storia e la destoricizza. Pasolini \u00e8 altro. Ovvero intuisce e si lascia guidare dalla percezione letteraria e antropologica del presente e rende ogni presente contemporaneit\u00e0 pur recuperando il senso della vita nella lingua come le \u00abPoesie a Casarsa\u00bb del 1942 ma non riesce ad \u00abintrappolare\u00bb il mistero della parola nella metafisica della profezia come accade nei \u00abCantos\u00bb poundiani. Restano due inquieti e due personaggi completamente liberi, non democratici: entrambi non sapevano caratterizzarsi nella democrazia, ma con una consapevolezza in cui i valori interagivano, ancora allora nel tempo del loro incontro: 1968, con l&#8217;identit\u00e0 e le eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa disse Pasolini di Pound? Un frammento soltanto. \u00abL\u2019ideologia reazionaria di Pound \u00e8 dovuta al suo back-ground contadino&#8230; Ci\u00f2 che in Pound, attraverso il padre e la mitica figura del nonno \u00e8 entrato di questo mondo contadino, lo veniamo a sapere attraverso la idealizzazione che Pound ha fatto della cultura cinese&#8230; Egli ha voluto, fermamente e follemente voluto, restare dentro il mondo contadino: anzi, andare sempre pi\u00f9 in dentro e pi\u00f9 al centro. La sua ideologia non consiste in niente altro che nella venerazione dei valori del mondo contadino (rivelatiglisi in concreto attraverso la filosofia cinese, pragmatica e virtuosa). In questo senso io ritengo che si possano sottoscrivere, anche politicamente, tutti i versi conservatori di Pound dedicati ad esaltare (con nostalgia furente) le leggi del mondo contadino e l\u2019unit\u00e0 culturale del Signore e dei servi: \u201cLa parola paterna \u00e8 compassione;\/Filiale, devozione;\/La fraterna, mutualit\u00e0; Del tosatel (giovinetto) la parola \u00e8 rispetto\u201d&#8230; (Pier Paolo Pasolini, 16 dicembre 1973, in Id, \u00abDescrizioni di descrizioni\u00bb, a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi , 313-314. Per i versi citati da Pound, cfr. Ezra Pound, The Cantos, XCIX, vv. 424-427: \u00abThe father\u2019s word is compassion; \/ The son\u2019s filiality. \/ The brother\u2019s word: mutuality; \/ The younger\u2019s word: deference\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La venerazione dei valori e la nostalgia che attrazione di una cultura contadina dono due dei capisaldi che Pasolini cita incontrando Pound. Infatti il mondo contadino senza familismo amorale era il loro collante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pound con una formazione conservatrice e chiaramente lontana dall&#8217;americanismo che lo condann\u00f2 cinicamente e rest\u00f2 dentro la tradizione della cultura di appartenenza e Pasolini che cerc\u00f2 di capire la trasformazione dei modelli antropologici legati alla terra ma del suo Friuli recuper\u00f2 oltre il dialetto-lingua una cultura che rimase feticcio o macerie nel momento in cui cominci\u00f2 a raccontare i quartieri di \u00abUna vita violenta\u00bb. Un maestro che visse nella tradizione da Omero ad Eliot passando attraverso Dante e un intellettuale che comprese, alla fine, che ogni ideologia, compreso il suo sfumante gramscismo, \u00e8 la patina delle illusioni che sanno vestirsi di finzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi la cultura viene vissuta come modello antropologico in una visione in cui \u00abl&#8217;omologazione\u00bb \u00e8 l&#8217;incastro nella societ\u00e0 dei consumi in cui la sconfitta della tradizione porta, appunto, alla civilt\u00e0 dei consumi anche in una chiave ermeneutica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono morti a distanza di tre anni. La storia come sempre \u00e8 una apologia di una realt\u00e0 che viene sacrificata da una verit\u00e0 metaforizzata. Quando Pasolini incontr\u00f2 Pound era un altro tempo o un altro mondo o entrambi erano altro rispetto a ci\u00f2 che accadr\u00e0 dopo. Pasolini e Pound senza alcuna omologazione nel disegno della tradizione tra linguaggi e destino delle culture: un incontro per ricordare senza dimenticare. Ma dove stanno le reticenze? Nel fatto dell&#8217;aver voluto insistere su un Pasolini praticamente legato ad una ideologia precisa. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Cos\u00ec non sono i suoi lavori. Un eretico? Forse s\u00ec, ma con un mosaico di utopie. Presente nella tradizione di una cultura identitaria? Certamente s\u00ec. La sua posizione su divorzio e aborto \u00e8 una chiave di lettura che resta fondante per capire il Pasolini legato antropologicamente ad una identit\u00e0 pur nello sperimentalismo delle culture. Un Pasolini non icone stereotipata ma un uomo libero e come tale vivo nelle contraddizioni. Insomma cerchiamo di leggere Pasolini senza alcuna reticenza e nelle sue contraddizioni tra eresia e utopia. Ma non fu mai un conservatore. Mai!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni Perch\u00e9 insistere su un Pasolini conservatore? Non lo fu mai. Inutile insistere. 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