{"id":83606,"date":"2025-12-16T09:33:23","date_gmt":"2025-12-16T09:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83606"},"modified":"2025-12-16T09:33:38","modified_gmt":"2025-12-16T09:33:38","slug":"%f0%9d%90%82%f0%9d%90%80%f0%9d%90%92%f0%9d%90%80%f0%9d%90%8d%f0%9d%90%8e%f0%9d%90%95%f0%9d%90%80-%f0%9d%90%88%f0%9d%90%8b-%f0%9d%90%92%f0%9d%90%84%f0%9d%90%83%f0%9d%90%94%f0%9d%90%93%f0%9d%90%93","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83606","title":{"rendered":"\ud835\udc02\ud835\udc00\ud835\udc12\ud835\udc00\ud835\udc0d\ud835\udc0e\ud835\udc15\ud835\udc00. \ud835\udc08\ud835\udc0b \ud835\udc12\ud835\udc04\ud835\udc03\ud835\udc14\ud835\udc13\ud835\udc13\ud835\udc0e\ud835\udc11\ud835\udc04 \ud835\udc0d\ud835\udc0e\ud835\udc01\ud835\udc08\ud835\udc0b\ud835\udc04 &#8211; U\ud835\udc27 \ud835\udc25\ud835\udc22\ud835\udc1b\ud835\udc2b\ud835\udc28 \ud835\udc1d\ud835\udc22 \ud835\udc0f\ud835\udc22\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc1f\ud835\udc2b\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc1c\ud835\udc28 \ud835\udc01\ud835\udc2b\ud835\udc2e\ud835\udc27\ud835\udc22 sul seduttore nobile"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-614x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-83607\" style=\"width:214px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-614x1024.jpg 614w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-768x1281.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-921x1536.jpg 921w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-1228x2048.jpg 1228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901-90x150.jpg 90w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000144901.jpg 1535w\" sizes=\"(max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\ud835\udde0\ud835\uddf6\ud835\uddff\ud835\uddfc \ud835\udde5\ud835\uddf2\ud835\uddfb\ud835\ude07\ud835\uddee\ud835\uddf4\ud835\uddf9\ud835\uddf6\ud835\uddee<\/p>\n\n\n\n<p>Casanova non \u00e8 l\u2019ennesimo libertino di repertorio. \u00c8 il libertino per eccellenza, quello che per due secoli \u00e8 stato consumato a forza di aneddoti, scandali, caricature. Bruni parte da qui e fa l\u2019operazione inversa: gli toglie la risata, gli toglie la posa, gli toglie gli alibi e racconta quello che resta. Resta il tempo. Resta la ferita. Il libro lavora su questo scarto: Casanova non come mascotte del piacere, ma come uomo che litiga col proprio secolo e lo attraversa di sbieco.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dall\u2019introduzione incaricata di \u201cpresentare\u201d il personaggio, in realt\u00e0 lo sottrae all\u2019immagine canonica. Bruni lo piazza fuori dal recinto dei figli composti dell\u2019Illuminismo e gli confeziona una cornice anti-illuminista, tradizionalista ante litteram, vandeano dello spirito. Etichette pesanti che vengono usate come grimaldello per scardinare il clich\u00e9 del libertino spensierato. La lettura \u00e8 \u00abantilibertina\u00bb (la definizione \u00e8 mia: non troverete mai la parola \u00abantilibertino\u00bb nel libro) &nbsp;nel senso pi\u00f9 interessante: nessun moralismo, ma allergica all\u2019idea che il desiderio sia una ginnastica privata, senza storia e senza responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La scommessa si capisce davvero quando il libro entra nell\u2019\u201cuomo vecchio\u201d. L\u00ec Casanova non seduce, non trionfa, non fa scuola di galanteria: lotta contro la natura, cio\u00e8 contro il tempo. L\u2019et\u00e0 non \u00e8 un dato biografico ma un avversario. \u00c8 gi\u00e0 un modo di capovolgere l\u2019immagine da poster: il seduttore diventa qualcuno per cui il corpo non \u00e8 pi\u00f9 il luogo della prestazione, ma quello dell\u2019attrito. Bruni non ha bisogno di chiamare in causa grandi categorie filosofiche: basta il vecchio che guarda la propria vita e capisce che il secolo non ha pi\u00f9 bisogno di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando entra in scena l\u2019Inquisizione, la tesi centrale prende forma: Casanova vive esattamente sulla soglia. Un piede nel mondo sacrale, uno nel nuovo ordine razionale. Non \u00e8 un santo perseguitato, non \u00e8 un anticlericale da manuale. Con fede, peccato e limite il suo rapporto resta intermittente, sbilenco, mai pacificato. Queste pagine non celebrano una \u201credenzione\u201d dal peccato, ma mostrano come ogni gesto resti impigliato in una rete di colpa, rito e memoria. Anche quando sembra soltanto trasgressione. Il libertinaggio da consumo serve appunto a cancellare questa rete, a non sentire pi\u00f9 nulla. Il Casanova di Bruni, invece, \u00e8 uno che continua a sentire troppo. E non smette di fare i conti con ci\u00f2 che ha fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accostamento con Rousseau e con il secolo dei Lumi, in questo quadro, non \u00e8 un semplice gioco di contesto ma uno snodo concettuale. Bruni porta la sua tesi fino in fondo: Casanova non \u00e8 il volto gaio dell\u2019Illuminismo ma il suo controcanto stonato. Mentre la filosofia ufficiale si affida alla promessa della Ragione, lui resta affezionato a un mondo che pretendeva di sapere in anticipo dove passava il confine tra lecito e illecito, tra desiderio e peccato, e che proprio per questo rendeva ogni trasgressione tragica anzich\u00e9 banale. Che questa nostalgia sia pi\u00f9 forte nella penna di Bruni che nei documenti casanoviani \u00e8 questione aperta. Tuttavia, come chiave di lettura funziona, perch\u00e9 costringe a guardare il Settecento non solo dal lato luminoso delle proclamazioni, ma anche da quello pi\u00f9 scuro dei corpi e delle promesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo sarebbe teoria, se non trovasse un banco di prova concreto nella parte dedicata agli anni di Dux, il castello boemo dove Casanova trascorre la vecchiaia da bibliotecario. L\u00ec l\u2019antilibertinismo che io leggo nel libro si incarna. Il vecchio Casanova riscrive la propria vita per non consegnarla interamente agli altri. La formula del \u00abmentitore che volle sconfiggere il tempo\u00bb \u00e8 un programma di sopravvivenza. La memoria non \u00e8 un verbale, \u00e8 un\u2019officina. La menzogna non falsifica il passato: lo rende abitabile quel tanto che basta per non esserne espulsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quando il libro passa alla sezione \u201cDella seduzione\u201d che la tesi trova il suo centro di gravit\u00e0. Bruni non censura nulla, ma disinnesca il meccanismo del conteggio. La seduzione \u00e8 trattata come arte del tempo e del rischio, non come abilit\u00e0 da manuale. C\u2019\u00e8 un piacere dichiarato, a tratti esibito, ma non \u00e8 mai ritenuto innocente. Ogni incontro apre un debito, lascia una traccia che non si chiude quando i corpi si separano. Casanova diventa il luogo in cui il desiderio si intreccia con la colpa, con la gratitudine, con la perdita.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto Bruni osa: parla di Casanova come \u201cfilosofo antirazionale\u201d. Intendiamoci: non c\u2019\u00e8 nessun sistema, nessuna dottrina chiusa. Quello che c\u2019\u00e8 sono nodi che ritornano \u2013 tempo, seduzione, oblio, fede irregolare \u2013 e il gesto di non trattarli come psicologia da salotto. Chiamarlo \u201cantirazionale\u201d \u00e8 un modo per opporlo al culto della Ragione astratta. L\u2019intelligenza pratica del personaggio resta intatta. Nei fatti, il veneziano che passa da un tavolo da gioco a una fuga dai Piombi, da una corte principesca al villaggio, \u00e8 tutt\u2019altro che estraneo al calcolo, alla strategia, alla lucidit\u00e0. Proprio per questo la categoria di \u201cfilosofo\u201d va presa come metafora di lavoro pi\u00f9 che come carta d\u2019identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il trittico piacere-amore-fedelt\u00e0 \u00e8 forse il punto in cui la lettura di Bruni dialoga di pi\u00f9 con una sensibilit\u00e0 contemporanea che non vuole scegliere tra morale d\u2019ordine ed edonismo leggero. Il piacere non viene mai disincarnato dalla responsabilit\u00e0; l\u2019amore non viene ridotto n\u00e9 alla promessa eterna n\u00e9 alla serie di esperienze senza resto. \u00abAll\u2019amor non si comanda\u00bb \u00e8 vero in un senso doppio: &nbsp;ci si innamora e ci si disamora senza volere. Imputarsene o imputare all&#8217;altro la fine \u00e8 meschineria. Ogni storia \u00e8 una prova: di ci\u00f2 che un corpo pu\u00f2 reggere, di ci\u00f2 che una parola pu\u00f2 promettere, di ci\u00f2 che resta nell&#8217;anima quando si fugge o ci si lascia a giochi finiti. A quel punto la fedelt\u00e0 smette di essere soltanto l\u2019opposto del tradimento e diventa il banco di prova di ci\u00f2 che dici di essere: dopo il \u00abconosci te stesso\u00bb sembra quasi di intravedere uno \u00absmentisci te stesso\u00bb, verifica se l\u2019immagine che hai di te regge quando entri davvero nel rischio della relazione. In questo senso il tradimento, nella trama del libro, affiora come possibilit\u00e0 estrema non solo di colpa ma di verit\u00e0: \u00e8 l\u00ec, dove si spezza la fedelt\u00e0, che si vede se eri fedele a un\u2019altra persona o soltanto a un\u2019idea di te. Bruni insiste sul fatto che una fedelt\u00e0 puramente formale, legata all\u2019istituzione, non basta. Ma nemmeno lo convince l\u2019idea di una libert\u00e0 che possa ricominciare ogni volta da zero, come se il passato fosse revocabile. Il libro difende una fedelt\u00e0 alle conseguenze: non al contratto, non all\u2019ideale, ma al peso di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto. \u00c8 una linea che emerge soprattutto nelle pagine pi\u00f9 notturne, quando le donne tornano come ricordo, come rimorso o come gratitudine, pi\u00f9 che come nome sul taccuino.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli inserti su d\u2019Annunzio, su Piero Chiara, su Roberto Gervaso, insieme all\u2019Appendice su Ravel, fanno da controcanto e da verifica. Non sono semplici note bibliografiche: sono il luogo in cui si vede come il mito di Casanova \u00e8 stato usato per raccontare ora la seduzione come gioco elegante, ora come vizio, ora come spettacolo popolare. Bruni non finge di stare fuori da questa catena di riscritture. Il suo Casanova \u00e8 un\u2019altra tappa della storia del personaggio, non la rivelazione definitiva del \u201cvero Casanova\u201d. \u00c8 un atto di onest\u00e0 implicita: ogni generazione si prende un Casanova diverso, questo libro dice quale si prende la nostra.<\/p>\n\n\n\n<p>E alla fine, quello che resta, \u00e8 proprio la traiettoria della lettura suggerita. Un seduttore nobile, dice il titolo. Nobile non perch\u00e9 innocente \u2013 il libro non lo \u00e8 mai \u2013 ma perch\u00e9 costretto a misurarsi con il tempo, con la vecchiaia, con l\u2019esilio, con la memoria dei propri errori. L\u2019antilibertinismo di Bruni non \u00e8 una crociata contro il piacere; \u00e8 il tentativo di rimetterlo dentro una trama di colpa, rito, memoria che il Settecento sta consumando e che il nostro presente preferisce non vedere. Se su qualche etichetta \u2013 Casanova filosofo, Casanova antirazionalista puro, Casanova tradizionalista \u2013 il lettore pu\u00f2 permettersi una qualche cautela, ci\u00f2 che resta davvero in piedi \u00e8 questo gesto: prendere sul serio un uomo che attraversa la frattura tra un mondo sacro e uno razionale e mettere il desiderio alla prova del debito e del tempo. Da questo punto di vista, il Casanova di Bruni non \u00e8 n\u00e9 modello n\u00e9 contro-modello. \u00c8 un reagente: dove lo versi, il racconto pulito del piacere si macchia subito di storia. E non va pi\u00f9 via.<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\udde6\ud835\uddf0\ud835\uddf5\ud835\uddf2\ud835\uddf1\ud835\uddee \ud835\uddf9\ud835\uddf6\ud835\uddef\ud835\uddff\ud835\uddfc<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\udde7\ud835\uddf6\ud835\ude01\ud835\uddfc\ud835\uddf9\ud835\uddfc: Casanova. Il seduttore nobile<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\uddd4\ud835\ude02\ud835\ude01\ud835\uddfc\ud835\uddff\ud835\uddf2: Pierfranco Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\uddd8\ud835\uddf1\ud835\uddf6\ud835\ude01\ud835\uddfc\ud835\uddff\ud835\uddf2: Solfanelli&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\uddd4\ud835\uddfb\ud835\uddfb\ud835\uddfc:2025&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\udde3\ud835\uddee\ud835\uddf4\ud835\uddf6\ud835\uddfb\ud835\uddf2: 108&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\udde3\ud835\uddff\ud835\uddf2\ud835\ude07\ud835\ude07\ud835\uddfc: \u20ac 10,00&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\udddc\ud835\udde6\ud835\uddd5\ud835\udde1: 978-88-3305-636-4&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\ud835\uddd4\ud835\uddf0\ud835\uddfe\ud835\ude02\ud835\uddf6\ud835\ude00\ud835\ude01\ud835\uddee:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.edizionisolfanelli.it\/casanovailseduttorenobile.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.edizionisolfanelli.it\/casanovailseduttorenobile.htm<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 \ud835\udde0\ud835\uddf6\ud835\uddff\ud835\uddfc \ud835\udde5\ud835\uddf2\ud835\uddfb\ud835\ude07\ud835\uddee\ud835\uddf4\ud835\uddf9\ud835\uddf6\ud835\uddee<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\ud835\udde0\ud835\uddf6\ud835\uddff\ud835\uddfc \ud835\udde5\ud835\uddf2\ud835\uddfb\ud835\ude07\ud835\uddee\ud835\uddf4\ud835\uddf9\ud835\uddf6\ud835\uddee Casanova non \u00e8 l\u2019ennesimo libertino di repertorio. \u00c8 il libertino per eccellenza, quello che per due secoli \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-83606","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83606"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83608,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83606\/revisions\/83608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}