{"id":83621,"date":"2025-12-16T17:00:26","date_gmt":"2025-12-16T17:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83621"},"modified":"2025-12-16T17:00:40","modified_gmt":"2025-12-16T17:00:40","slug":"ida-magli-la-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83621","title":{"rendered":"Ida Magli la dimenticata"},"content":{"rendered":"\n<p>Ida Magli. La dimenticata antropologa. Nonostante la sua profezia sull&#8217;Europa volutamente dimenticata tranne dal Vittoriale e da Naxos Legge\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"477\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-1024x477.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-83622\" style=\"width:452px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-1024x477.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-768x358.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-1536x716.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-2048x954.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000082477-150x70.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ida Magli scrisse:<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Quando ho scritto Contro l&#8217;Europa sapevo soltanto una cosa: che l&#8217;unificazione dell&#8217;Europa era un&#8217;idea del tutto contraria alla ragione e alla storia. Le societ\u00e0 e le culture non possono camminare all&#8217;indietro, non possono regredire, cos\u00ec come le Specie: o progrediscono nella direzione di marcia verso la loro forma, oppure si estinguono. La Germania, la Francia, l&#8217;Italia, l&#8217;Inghilterra (solo per citare alcuni dei Paesi chiamati alla fondazione dell&#8217;Ue) erano giunti a diventare \u00abNazioni\u00bb, con la loro individualit\u00e0 di territorio, di confmi, di paesaggio, di patria, di lingua, di letteratura, di arte, di musica, di bellezza, di civilt\u00e0, attraverso un lungo percorso storico, perch\u00e9 questo \u00abessere Nazione\u00bb era la \u00abforma\u00bb di civilt\u00e0 cui aspiravano: piena, forte, matura, felice. Avevano perseguito questo modello con lo sforzo, il lavoro, l&#8217;ingegno, le battaglie, il sangue, l&#8217;eroismo di secoli. La catastrofe della Seconda guerra mondiale (una guerra che \u00e8 errato accomunare alla Prima, come molti sono soliti fare, in quanto il contesto politico, le motivazioni e gli scopi erano del tutto diversi) non faceva parte della logica della loro storia, ma, al contrario, si \u00e8 configurata come una sua tragica rottura. Basterebbe a dimostrarlo, almeno per quanto riguarda l&#8217;Italia, l&#8217;alleanza stretta da Mussolini con la Germania, il suo primo vero tradimento nei confronti degli Italiani, visto che si trattava di un&#8217; alleanza non soltanto antistorica, ma soprattutto offensiva per la sensibilit\u00e0 di un popolo che era appena uscito con immani battaglie dal dominio dell&#8217;impero tedesco. Ne \u00e8 prova il sacrario di Redipuglia con i suoi centomila morti. L&#8217;ordinata collina di tombe, che sale a perdita d&#8217;occhio con le sue croci, \u00e8 la straordinaria architettura offerta dalla natura soltanto a chi, avendo compreso che cosa fosse l&#8217;Italia e quanto l&#8217;avessero amata le innumerevoli giovani vite offerte volontariamente per lei, ha potuto immaginarla, \u00abvederla\u00bb come tempio, non della Memoria, ma della Presenza assoluta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ida Magli a cento anni dalla nascita. Dimenticata dalle istituzioni. Se non fosse stato per il Vittoriale degli Italiani e dal suo presidente Giordano Bruno Guerri&nbsp; e da Naxos Legge diretto da Fulvia Toscano sarebbe passata completamente inosservata e trascurata.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di questi due eventi \u00e8 stato pubblicato un volume,&nbsp; per i tipi di Pellegrini Editore, curato da Marilena Cavallo e da chi scrive, con introduzione proprio di Giordano Bruno Guerri,&nbsp; con contributi notevoli, oltre dei curatori, di Mimma Cucinotta e Silvia Gambadoro,&nbsp; Patrizia Tocci, Francesco Iannello, Annarita Miglietta.&nbsp; Del seminario svoltosi al Vittoriale saranno pubblicati gli Atti la cui uscita \u00e8 prevista nei primi mesi del 2026 con la curatela di Marilena Cavallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale Europa ci interessa?&nbsp; La domanda che Ida Magli spesso si \u00e8 posta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo delle grandi crisi occorre necessariamente porsi delle domande. L&#8217;Europa degli ideali non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Ammesso che ci sia mai stata nel nascente contesto degasperiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa politica \u00e8 una cartina geografica che riguarda da sempre le suddivisioni di confini e territori. Resta l&#8217;Europa dei mercati dei commerci della moneta unica. Questa non solo \u00e8 in declino ma non \u00e8 mai nata in modo strutturale, strategico e sistematico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La moneta unica, ovvero l&#8217;euro, \u00e8 stata sempre appannaggio del dollaro. Gli Stati Uniti d&#8217;America dal 1945\/46 hanno governato l&#8217;Europa o le Europe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 entrata sulla scena la \u00abdominazione\u00bb di quella geografia che centralizza l&#8217;agonia delle Nazioni europee. Sono agonizzanti. Ma \u00e8 un problema vecchio che che a ogni cambio di classe politica si pone sullo scacchiere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Addirittura Maria Zambrano negli anni Trenta parlava proprio di agonia dell&#8217;Europa. Alla fine degli anni Novanta Ida Magli poneva la stessa questione con molta durezza. Quando la politica non ascolta il pensiero della cultura riesce soltanto a \u00abmonetizzare\u00bb le societ\u00e0 e con esse le civilt\u00e0 e le loro identit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti la Zambrano parlava di una crisi profonda dovuta a una costante passivit\u00e0 dovuto il tutto a una perdita di radici e di classicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un tema sul quale si dovrebbe dibattere con molta seriet\u00e0 e serenit\u00e0. Molto pi\u00f9 dura Ida Magli quando afferma: \u00abVisto che gli economisti e i banchieri hanno sbagliato i conti perfino nel loro campo, se ne deduce facilmente che sia sbagliato anche tutto il resto. La crisi monetaria, perci\u00f2, \u00e8 l\u2019indice di un prossimo crollo totale. Io, per\u00f2, voglio aggiungere una cosa: il crollo dell\u2019Europa \u00e8 voluto. La costruzione \u00e8 stata fatta (anche se non tutti lo sapevano o lo capivano) appositamente per distruggere la forza dell\u2019Europa, la sua civilt\u00e0, la sua storia, i suoi popoli. Lo scopo finale, infatti, \u00e8 la mondializzazione: un solo governo, una sola moneta, una sola lingua, una sola religione, etc. Dietro all\u2019unificazione europea c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 massonica della globalizzazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma \u00e8 lo storico dilemma ore unitario, ovvero 1859\/1860. C&#8217;erano gli Imperi. C&#8217;erano le civilt\u00e0 come forme di Identit\u00e0 precisa. C&#8217;erano gli Occidenti e gli Orienti. Resta il fatto che l&#8217;Idea di Europa come l&#8217;abbiamo conosciuto anche alla fine del secondo conflitto bellico non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo affatto che anche allora si avesse una idea chiara. Le Nazioni esistono e resistono per le loro storie individuali e non per un sistema di legami. Bens\u00ec per una autonomia della lingua, della cultura, del costume, delle tradizioni. Tutto in un unico modello di religiosa antropologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio sul piano antropologico Ida \u00e8 riuscita a ricostruire un percorso in cui elementi e modelli costituiscono l&#8217;asse portante della civilt\u00e0 europea antica tra classicita e moderno e l&#8217;attuale Europa con tutti i suoi conflitti esistenziali singoli e di popoli. La cultura come riferimento di una lettura comparata tra eredit\u00e0 e appartenenze, destini e labirinti. Aspetti che la contemporaneit\u00e0 ha smarrito. Una dialettica a intreccio tra vocazione e solidariet\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le diverse voci qui presenti sono una testimonianza di grande interesse comparativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seminario del Vittoriale degli Italiani chiaramente ha detto altro e molto di pi\u00f9. L&#8217;attuale e la profezia della Magli sul piano politico-filosofico, \u00e8 straordinamente unico e importante oggi. Aspetto sul quale si ritorner\u00e0 in occasione della pubblicazione degli Atti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ida Magli. La dimenticata antropologa. 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