{"id":83711,"date":"2025-12-17T09:07:11","date_gmt":"2025-12-17T09:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83711"},"modified":"2025-12-17T09:08:02","modified_gmt":"2025-12-17T09:08:02","slug":"argentina-magistra-vitae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=83711","title":{"rendered":"Argentina magistra vitae"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Nicola-Pomponio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"405\" height=\"534\" data-id=\"83712\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Nicola-Pomponio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-83712\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Nicola-Pomponio.jpg 405w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Nicola-Pomponio-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Nicola-Pomponio-114x150.jpg 114w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"820\" height=\"550\" data-id=\"83713\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-83713\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires.jpg 820w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Milonga-a-Buenos-Aires-150x101.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>BUENOS AIRES &#8211; Da tempo si \u00e8 notato come ogni idioma sviluppi particolari preferenze per alcuni termini; si pensi all&#8217;uso del verbo fare (<em>to do<\/em>, non <em>to make<\/em>) in inglese o alla predilezione, tutta tedesca, rimarcata sia da Nietzsche sia da Thomas Mann, del verbo divenire (<em>werden<\/em>) o all&#8217;uso italiano di fare che spesso sopperisce a termini assenti come fare colazione o fare una doccia. Un caso analogo compare nell&#8217;uso argentino dello spagnolo \u00ab<em>compartir<\/em>\u00ab, condividere. In <strong>Argentina<\/strong> la condivisione sembra essere uno degli aspetti caratteristici della lingua e del comportamento di questo affascinante paese. Vorrei soffermarmi su questo dettaglio, che trovo molto significativo, senza stare a decantare le arcinote bellezze locali facilmente rintracciabili in qualsiasi buona guida turistica o blog.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa si condivide? Farei due esempi e una breve nota a margine. Partiamo dal bere. La bevanda nazionale \u00e8 il <em>mate<\/em>, un infuso di erba che cresce solo nel nord del paese e negli stati limitrofi. Bere il <em>mate<\/em>, quando si \u00e8 in compagnia, \u00e8 un&#8217;esperienza che travalica il semplice dissetarsi, ma mira a creare un gruppo, un legame, \u00e8 una sorta di versione laica dell&#8217;Eucarestia. Esistono regole non scritte ma ben precise: si riempie, fino a circa due terzi, un contenitore di erba <em>mate<\/em>, si mette acqua calda e si beve da un beccuccio (la <em>bombilla<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;interessante \u00e8 che chi prepara il tutto passa il contenitore ad una persona che, dopo aver bevuto, glielo restituisce affinch\u00e9 venga dato a un altro presente e cos\u00ec via. Tutti bevono lo stesso infuso allo stesso beccuccio nello stesso contenitore, che passa di mano in mano sempre per\u00f2 attraverso la mediazione di chi prepara la bevanda valutandone di volta in volta la necessit\u00e0 di aggiungere acqua rigorosamente calda, ma non bollente. Un modo di bere si potrebbe dire, con un termine abusato, comunitario; in effetti il \u00ab<em>compartir<\/em>\u00bb del <em>mate<\/em> crea una notevole intimit\u00e0 tra le persone; non a caso un amico argentino in <strong>Patagonia<\/strong> mi faceva notare come avesse grosse difficolt\u00e0 a far accettare questa vera e propria cerimonia a persone di cultura anglosassone.<\/p>\n\n\n\n<p>Puntualizziamo. Non emetto giudizi di valore sulle diverse culture mi limito a sottolineare le differenze riscontrabili tra un&#8217;idea di collettivit\u00e0, di gruppo e una valorizzazione del singolo con la relativa difesa della privacy (termine non a caso inglese); il <em>\u00abcompartir\u00bb<\/em> argentino si appella a qualcosa che lega l&#8217;individuo a un gruppo di appartenenza senza richiedere particolare conoscenza di chi ci circonda, \u00e8 un&#8217;apertura all&#8217;altro basata sulla fiducia; le difficolt\u00e0 riscontrate dal mio amico sottolineano semplicemente le differenze culturali. Non tutti sono disponibili a bere in questa maniera.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro aspetto dove il <em>\u00abcompartir\u00bb<\/em> argentino si evidenzia e regna sovrano: <strong>il tango<\/strong>. Solitamente si pensa, soprattutto in Europa, che il tango sia un susseguirsi di figure pi\u00f9 o meno elaborate in cui il cavaliere invita la dama a cimentarsi. La mia impressione \u00e8 diametralmente opposta: il tango \u00e8 un mezzo attraverso il quale due persone, anche sconosciute, condividono un&#8217;esperienza comunicativa corporale che mira a mettere in connessione il loro intimo e non a destreggiarsi in evoluzioni proprie di altre danze (altrettanto rispettabili!).<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una canzone che descrive bene cosa avviene: \u00abcos\u00ec si balla il tango, sentendo nel viso il sangue che sale a ogni battuta, mentre il braccio come un serpente si attorciglia alla vita quasi a spezzarla. Cos\u00ec si balla il tango, mescolando l&#8217;alito, chiudendo gli occhi per ascoltare meglio\u00bb. Questo \u00e8 il punto: due esseri umani entrano in connessione nel breve spazio di un ballo dando vita a una coppia nel senso pi\u00f9 profondo del termine perch\u00e9 condividono un&#8217;esperienza che li unisce saldamente. Ma questa unione pu\u00f2 preannunciarsi fin dall&#8217;inizio con l&#8217;invito a ballare attraverso il semplice sguardo (la <em>\u00abmirada\u00bb<\/em>). Visto dall&#8217;esterno ha un valore molto pregnante: improvvisamente due persone si alzano e, senza scambiarsi una parola, si dirigono verso la pista incontrandosi. Lo sguardo condiviso crea una coppia che, nel ballo, pu\u00f2 entrare in piena sintonia. Certo, non \u00e8 facile ma \u00e8 il lato pi\u00f9 interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno sguardo, gli occhi che parlano, poi l&#8217;abbraccio (\u00absacro agli dei\u00bb per i tragici greci) come dono della propria intimit\u00e0 e infine il linguaggio del corpo modellato dalla musica. Penso non esista un modo di condividere pi\u00f9 profondo. Ma questa condivisione, questo entrare in connessione \u00e8 tutt&#8217;altro che scontato o semplice, il che spiega come spesso si prenda la scorciatoia del tecnicismo o, peggio, dell&#8217;esibizionismo. Non a caso un&#8217;italiana che ho incontrato in milonga a <strong>Buenos Aires<\/strong> si lamentava dicendo che gli argentini \u00abnon sanno ballare\u00bb (!??!) perch\u00e9 non fanno figure; diceva una cosa vera, a parte la vena di arroganza provinciale, ma il fine del tango non \u00e8 la figura \u00e8 <em>\u00abcompartir\u00bb<\/em> un&#8217;esperienza esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;ultima annotazione. Nella <strong>Costituzione del 1853<\/strong> venne abolita, senza una sanguinosa guerra civile, la schiavit\u00f9 ma, cosa ancora pi\u00f9 interessante, si stabiliva l&#8217;obiettivo di \u00abpromuovere il benessere generale e assicurare i benefici della libert\u00e0 a noi, alla nostra posterit\u00e0 e a tutti gli uomini del mondo che vorranno abitare sul suolo argentino <em>(todos los hombres del mundo que quieran habitar en el suelo argentino)<\/em>\u00bb (premessa). Penso che abbiamo molto da imparare dal <em>\u00abcompartir\u00bb<\/em> di questa nazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nicola F. Pomponio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES &#8211; Da tempo si \u00e8 notato come ogni idioma sviluppi particolari preferenze per alcuni termini; si pensi all&#8217;uso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-83711","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83711"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83714,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83711\/revisions\/83714"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}