{"id":8395,"date":"2019-10-31T21:33:06","date_gmt":"2019-10-31T21:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=8395"},"modified":"2019-10-31T21:33:06","modified_gmt":"2019-10-31T21:33:06","slug":"i-curdi-sono-nostri-fratelli-felice-vinci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=8395","title":{"rendered":"I Curdi sono nostri fratelli ( Felice Vinci)"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"center\">\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-8395 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8396'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/cart_kurd-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8397'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/kurdish-people-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"color: #1c1c1c;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><b>I Curdi sono nostri fratelli<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Ipotesi, tra Storia e Mito, dello studioso Felice Vinci, autore di \u201cOmero nel Baltico\u201d e neo Presidente onorario della Fondazione Levi Pelloni.<\/i><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Perch\u00e9 i <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Curdi<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> sono nostri fratelli? Andiamo con ordine. In un articolo uscito qualche anno fa su una importante rivista di filologia classica, intitolato \u201c<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Ancient Curetes and the Western Baltic tribe of Kuri<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">\u201d, la professoressa <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Ilze Rimniece<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> mostra alcuni suggestivi paralleli a supporto dell\u2019ipotesi che vi sia un rapporto fra gli antichi Cureti della mitologia greca ed i Curi o Curoni, una trib\u00f9 di guerrieri e navigatori del mondo baltico. Questi ultimi, chiamati <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Curetes<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> dallo storico medievale danese <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Saxo Grammaticus<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> (1150 c. \u2013 1220 c.), hanno dato il loro nome alla Curlandia, una regione della Lettonia che corrisponde alla <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Curetia<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> di Saxo. Ora, se consideriamo che proprio nel Baltico orientale si trova la figura di un dio supremo, chiamato <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Dievas<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> in lituano e <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Dievs<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> in l\u00e8ttone, che nel folklore ha le caratteristiche sia del dio cristiano che del greco Zeus, sembra effettivamente naturale collegare queste Curi baltici del Medioevo con i misteriosi Cureti (<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Kouretes<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">) della mitologia greca, adoratori di Zeus ed in particolare protagonisti del mito della sua nascita sul monte Ida a Creta: Omero ne parla come una popolazione bellicosa in conflitto con gli Etoli (oltretutto <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Dievas<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> \u00e8 quasi identico a <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Di(v)os<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, il nome di Zeus in greco nel caso genitivo). <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">D&#8217;altra parte, il filologo tedesco <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Walter F. Otto<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> ha trovato analogie tra Zeus e Teshub, il grande dio della tempesta degli Hurriti (o Khurriti, un popolo che verso il XVI secolo AC era stanziato in Anatolia, imparentato con i Mitanni, che parlavano una lingua indoeuropea). Un&#8217;altra analogia con la mitologia greca si riferisce all&#8217;assalto all&#8217;Olimpo da parte di due giganti, Oto ed Efialte, raccontato nell\u2019<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Odissea<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, paragonato da <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Robert Graves<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> al mito hurrita in cui due fratelli divini attaccano il Monte Hazzi. E sempre ad un mito hurrita viene accostato il racconto, contenuto nella <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Teogonia<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> di Esiodo, della castrazione di Urano, avo di Zeus. Insomma, date queste singolari convergenze tra le rispettive mitologie, si pu\u00f2 legittimamente ipotizzare una sorta di continuit\u00e0 tra i Cureti omerici e gli Hurriti-Khurriti anatolici, presumibilmente riconducibile alla diaspora indoeuropea. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 sorprendente, e che ci porta all&#8217;ultimo anello di questa catena di corrispondenze, \u00e8 che il paese degli antichi Khurriti si sovrappone quasi esattamente a quello dei Curdi di oggi! <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Il <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Kurdistan<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> \u00e8 una vasta regione che si estende tra la Turchia centrale e in particolare quella orientale, l&#8217;Iran occidentale, l&#8217;Iraq settentrionale e la Siria settentrionale. Va anche notato che nella leggenda curda pi\u00f9 famosa, quella di \u00abKawa il fabbro\u00bb, il nome del protagonista \u00e8 identico a quello del <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>kaves<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> (o <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>koes<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">), il sacerdote dei mitici Cabiri della mitologia greca, probabilmente legati ai misteri di metallurgia. Inoltre, in un racconto curdo tradizionale troviamo una chiara allusione al mito di Ulisse (tuttavia esso \u00e8 pi\u00f9 vicino alla versione celtica, intitolata <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Merugud Uilix maic Leirtis<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, che indica che probabilmente non deriva dall&#8217;<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Odissea<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> omerica, ma piuttosto da una tradizione indoeuropea parallela). Ma, in ogni caso, un confronto tra il DNA dei Curdi e quello degli attuali Curlandesi pu\u00f2 verificare la validit\u00e0 di questa catena che si estende attraverso i secoli, dai Cureti omerici agli Curdi odierni, e confermare se questi due popoli siano davvero connessi.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Ma se gi\u00e0 un possibile rapporto con il mondo dell\u2019antica Grecia ci fa sentire i <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Curdi <\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">molto pi\u00f9 vicini di quanto non potesse pensare, una relazione non meno inaspettata e forse ancor pi\u00f9 stretta si pu\u00f2 stabilire con il mondo dell\u2019antica Roma. Cominciamo col dire che un appellativo degli antichi Romani era \u201cQuirites\u201d: secondo un\u2019antica tradizione, <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">questo termine era una corruzione di <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Curites<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> (dal nome della citt\u00e0 sabina di Cures), ossia il nome della trib\u00f9 di Sabini originariamente stanziati sul Quirinale e devoti al dio Quirino. <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">All&#8217;origine della storia dell\u2019Urbe i Curiti, dopo essersi scontrati con i Latini di Romolo \u2013 il leggendario episodio del Ratto delle Sabine \u2013 si fusero con essi diventando un solo popolo e condividendo coi Latini il governo della neonata Roma, al punto che il loro re <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Tito Tazio<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> regn\u00f2 insieme con Romolo: da qui deriv\u00f2 ai Romani l&#8217;appellativo di Quiriti. Non solo: il <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">secondo\u00a0re di Roma, <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Numa Pompilio<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, genero di Tito Tazio, era anch\u2019egli originario di Cures. E che vi sia un rapporto diretto tra Roma, Cures e i Cureti ce lo attesta la capra Amaltea, figlia del curete Haimonios, anch\u2019essa legata, come i Cureti, al mito della nascita di Zeus, del quale fu la nutrice sul monte Ida: infatti, secondo l\u2019autorevole testimonianza di Agostino, essa era effigiata nel primitivo Campidoglio<\/span><sup><span style=\"color: #1c1c1c;\">.<\/span><\/sup><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Ma ora andiamo a <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Cures<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, la citt\u00e0<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> pi\u00f9 importante dei <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Sabini<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, che sorgeva nei pressi dell\u2019attuale <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Passo Corese<\/b><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, frazione di Fara in Sabina, a poco pi\u00f9 di 30 km dal centro di Roma. Non lontano, si erge nella pianura il monte Soratte, che fu <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">utilizzato come luogo di culto dai Sabini, dai Capenti, dai Falisci e dagli Etruschi. Tale vocazione si tramand\u00f2 ai Romani con il culto di Soranus Apollo. Soranus era <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">un&#8217;antica divinit\u00e0 italica, venerata da varie popolazioni dell&#8217;Italia centrale: il centro del suo culto era sul Soratte; i suoi <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">sacerdoti, chiamati <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Hirpi Sorani <\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">(\u00abLupi di Sorano\u00bb), nel corso delle cerimonie camminavano sui carboni ardenti, reggendo le interiora delle capre sacrificate (che a questo punto potrebbero forse essere messe in rapporto con Amaltea, la capra di Zeus). E, non a caso, nei pressi del Soratte, a qualche chilometro da Cures e da Passo Corese, vi era il <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Lucus Feroniae<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, il bosco sacro della dea Feronia, paredra di Sorano. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Ma perch\u00e9 abbiamo tenuto a soffermarci sul Soratte e su Sorano? Perch\u00e9, dopo aver trovato un fitto reticolo di corrispondenze tra il mondo classico, i Cureti, i Khurriti e i Curdi, scopriamo un collegamento diretto proprio fra questi ultimi ed il primitivo mondo romano-sabino: infatti \u201cSorani\u201d \u00e8 il nome del<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> \u201c<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">curdo centrale\u201d <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">(<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Kurd\u00eey nawend\u00ee<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">), ossia la lingua curda <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">parlata dalle popolazioni curde dell&#8217;Iraq\u00a0settentrionale e dell&#8217;Iran\u00a0occidentale. Per inciso, le tre lingue curde<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> \u2013<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> il Kurmanji (C<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">urdo settentrionale<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">), il\u00a0Sorani (<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">curdo centrale<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">) e il\u00a0<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">Palewani<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">(<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">curdo meridiona<\/span><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">le<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">) <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">\u2013 <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">appartengono al\u00a0ramo iraniano\u00a0della famiglia\u00a0indo-europea<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">. Il termine \u201cS<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">orani\u201d \u2013 una delle due lingue ufficiali dell&#8217;Iraq insieme all\u2019arabo, <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">parlata da circa 9-10 milioni di persone<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"> e semplicemente indicata come \u00abcurdo\u00bb nei documenti politici \u2013 <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">prende il nome da Soran, un emirato <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">musulmano sunnita curdo del\u00a0Kurdistan. A sua volta questo nome sembra essere legato al clan ariano di Soren, che durante il regno di Yazdgerd di Persia govern\u00f2 quello che oggi \u00e8 noto come Kurdistan iracheno. \u201c<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">Soran\u201d <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">\u00e8 anche un distretto del governatorato di Erbil del\u00a0Kurdistan iracheno, al\u00a0confine con l&#8217;Iran e la\u00a0Turchia; la sua citt\u00e0 principale \u00e8\u00a0Diana,\u00a0che \u00e8 anche chiamata\u00a0<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">Soran<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">Da tutte queste convergenze, che sarebbe arduo ritenere casuali, possiamo arguire che l\u2019antico popolo dei Cureti, inizialmente abitanti nel nord, durante la diaspora indoeuropea abbia preso strade diverse: alcuni sono rimasti sulle rive del Baltico, dove erano stanziati gi\u00e0 nei tempi omerici (sono infatti citati nell\u2019<\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Iliade<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, come abbiamo rilevato nel saggio <\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\"><i>Omero nel Baltico. Le origini nordiche dell\u2019Odissea e dell\u2019Iliade<\/i><\/span><span style=\"color: #1c1c1c;\">, in cui abbiamo ricostruito l\u2019originario mondo omerico, identificabile con l\u2019et\u00e0 del bronzo nordica); altri hanno finito per stanziarsi nella penisola anatolica; un terzo gruppo ha passato le Alpi e, scendendo per la penisola italiana, infine si \u00e8 fermato nel Lazio, dove ha dato un importantissimo contributo alla storia della Roma arcaica. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\">\u00c8 ragionevole aspettarsi che analisi mirate sul DNA delle popolazioni che vivono in Curlandia, nel Kurdistan e nell\u2019area della Sabina diano una conferma al sorprendente quadro che qui abbiamo cercato di delineare, da cui intanto possiamo dedurre che i Curdi, e cos\u00ec pure i Curlandesi, sono nostri fratelli: siamo tutti figli dell\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1c1c1c;\"><b>Felice Vinci<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #1c1c1c;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>(Felice Vinci 30 ottobre 2019)<\/b><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Curdi sono nostri fratelli Ipotesi, tra Storia e Mito, dello studioso Felice Vinci, autore di \u201cOmero nel Baltico\u201d e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-8395","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8395"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8395\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}