{"id":84097,"date":"2025-12-27T10:24:47","date_gmt":"2025-12-27T10:24:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84097"},"modified":"2025-12-27T10:25:09","modified_gmt":"2025-12-27T10:25:09","slug":"la-rivelazione-e-il-mistero-del-cantico-e-la-fede-nel-viaggio-del-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84097","title":{"rendered":"La Rivelazione \u00e8 il mistero del Cantico e la fede nel viaggio del sacro"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286.webp\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-1024x576.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-84098\" style=\"width:422px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-1024x576.webp 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-300x169.webp 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-768x432.webp 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-1536x864.webp 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-2048x1152.webp 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1000152286-150x84.webp 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00c8 un cammino antico. Mi accompagna con il meditare del vento sulle cime del Subasio. Una nebbia sottile tra fili di pioggia che sono un raccontare indelebile. Non esiste il perduto. Gli oranti del deserto sono intorno al mio cuore. Giotto e Cimabue hanno l&#8217;Occidente e l&#8217;Oriente nei colori del vento e il Crocefisso non \u00e8 un attraversamento ma la consapevolezza del mistero. La Ragione \u00e8 un&#8217;invenzione. La Santit\u00e0 un religioso destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 29 Ottobre del 1979. Assisi. Chiesa di San Francesco d\u2019Assisi. Una maestosit\u00e0 d&#8217;animo nella spiritualit\u00e0. L&#8217;altare con la tomba di Francesco. La mia storia con il Santo d\u2019Assisi nasce nella storia della mia famiglia. Una preghiera costante. Una religiosit\u00e0 di devozionalit\u00e0 nella preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ha un incipit per\u00f2 con San Francesco di Paola. Le radici sono incisi nel Paolotto. Quelle di mio padre. Quelle di mia madre. La devozione non ha smesso di toccare il cuore con il manto della Madonna del Rosario alla quale mia madre e mia sorella si sono sempre affifate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mia famiglia \u00e8 nata nella cristianit\u00e0 di tre figure del Mistero e della Misericordia: il Santo di Paola, il Santo di Assisi, la Madonna di Pompei. Un viaggio nella fedelt\u00e0 carismatica della Fede. Il mio nella visione del mistico che crede che l\u2019eresia della santit\u00e0 \u00e8 non cercare la salvezza e attrazione e tentazione di salvezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Assisi. Dunque. Io e la mia Rosaria, insieme da sempre, ci siamo sposati ad Assisi. Rosaria era la bellezza del sorriso. Oggi ha la bellezza della pazienza e il dono dell&#8217;accoglienza benedicente. Ero molto giovane. Appena laureato decidemmo di sposarci. Ad Assisi. Da San Francesco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Posso dire oggi che organizzai tutro io. Da Roma presi il pullman e mi recai ad Assisi. Appunto in quell&#8217;abbraccio francescano. Non mi chiesi come si pu\u00f2 organizzare un matrimonio. Andai. Non partii. La vista di quello spazio mi inebri\u00f2 subito. Giotto. Il canto. Il Cantico. La scaletta verso dove riposava Francesco. Il lungo rosario che mi fu regalato da un frate. Bussai a una porta fuori dalla chiesa. Mi apr\u00ec la gaiezza di un frate e mi accolse subito con la grazie dell&#8217;amore. Esposi il fatto che ci saremmo dovuti sposare e il desiderio era quello di celebrare messa ai piedi di Francesco. Mi accolse. Mi accett\u00f2 subito. Subito fissammo la data.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Luned\u00ec 29 ottobre. Non ci fu alcun problema. Decisi titto da solo. Una semplicit\u00e0 che pur a quella mia et\u00e0 ventenne, appena laureato, fu sorprendente. Parlo del 1979. Un&#8217;epoca fa. Dopo immediatamente decisi altro. Tutto ad Assisi. Il pranzo al Subasio. Subasio! Un nome un monte una preghiera. Le gerbere. I fiori di Rosaria. Un ordine impeccabile. La vita deve essere impeccabile per non perdere il senso e gli orizzonti. Compresi che la parola e lo sguardo sono un viaggio tra l&#8217;infinito e il mistero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In una mattinata avevo organizzato tutto. Non io. Certamente la volont\u00e0 orante di Francesco. Come avrei potuto io senza di Lui? Persino decisi il men\u00f9. Io? No. Senza la Sua presenza in me e accanto a me. Ritornai sempre in pullman a Roma. Tutto stabilito. Era il mese di giugno. Ancora non lavoravo. Una settimana prima del matrimonio mi giunse la nomina come assistente archeologo nel ministero dei beni culturali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incipit di tutto fu Assisi. Ma con Assisi c&#8217;era il taumaturgo di Paola e con entrambi c&#8217;era il Rosario di Maria. Una storia che non ha mai smesso di abituarmi. Mi abita sempre. Con l&#8217;oro per\u00f2 un\u2019altra figura mistica. Una grandiosa figura: Sant&#8217;Antonio di Padova. Mia madre mi ha sempre raccontato di Sant&#8217;Antonio e del santuario di Terranova da Sibari. Mia madre si era fermata in quel Santuario. Mia nonna era la devozione di Antonio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Donne di fede. Donne nella umilt\u00e0 del popolare. Donne che non si sono poste domande ma hanno vissuto la preghiera con Grazia e Delizia. Il tempo passa. La memoria resta. Nulla va perduto. Anche se spesso penso che si possa dimenticare c&#8217;\u00e8 sempre la Memoria che stabilisce riconciliazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tornato spesso ad Assisi. Ci torno spesso. Non ci sono emozioni. Avverto sempre il tempo dello spazio e l&#8217;immenso tempo della pazienza. Non riesco pi\u00f9 a separare queste figure del Destino pur accogliendo i riti e le liturgie con una lettura anche antroplogica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Santit\u00e0 non \u00e8 il sublime. \u00c8 il mistico viaggio tra il silenzio il deserto e la preghiera. La preghiera di notte \u00e8 un dono che non mi ha mai abbandonato: Oh Maria concepita senza peccato prega per noi &#8230;\u00bb. Ma cos&#8217;\u00e8 il peccato? Non credo alla peccato. Credo al Rosario. Lo porto sempre con me.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque. Francesco! \u00c8 un legame inscindibile. Con il Santo di Paola, la mia giuda, con Antonio che mi riporta a mia madre e alla nonna, con la Madonna di Pompei che mi lega a mia sorella. La preghiera \u00e8 un Canto anzi un Cantico: \u00abAltissimu, onnipotente, bon Signore, tue so&#8217; le laude, la gloria e l&#8217;honore et onne benedictione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad te solo, Altissimu, se konf\u00e0no et nullu homo \u00e8ne dignu te mentovare\u00bb. La storia \u00e8 cronaca che ricostruisce i giorni. Il Mistero \u00e8 una Lode: \u00abLodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umilt\u00e0\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio San Francesco \u00e8 un cammino inevitabile nel mistico Pensiero dell&#8217;Aurora.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorner\u00f2 ad Assisi. La Rivelazione \u00e8 la Luce nel bosco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 \u00c8 un cammino antico. Mi accompagna con il meditare del vento sulle cime del Subasio. 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