{"id":84222,"date":"2025-12-31T08:56:29","date_gmt":"2025-12-31T08:56:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84222"},"modified":"2025-12-31T08:56:55","modified_gmt":"2025-12-31T08:56:55","slug":"si-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84222","title":{"rendered":"Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Giuseppe Arn\u00f2<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Giuseppe-Arno-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"740\" height=\"560\" data-id=\"84223\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Giuseppe-Arno-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-84223\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Giuseppe-Arno-1.jpg 740w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Giuseppe-Arno-1-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Giuseppe-Arno-1-150x114.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-id=\"84224\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-84224\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiuso-il-capitolo-ev.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em><strong>Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei chiusi, coscienze aperte a met\u00e0 e un\u2019umanit\u00e0 che continua a litigare sul ponte mentre la nave imbarca acqua.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si spengono le luci. E non \u00e8 solo una suggestione letteraria: \u00e8 proprio la trama, degna del romanzo di <strong>Jay McInerney<\/strong>, che torna d\u2019attualit\u00e0. Il \u201cmatrimonio\u201d tra Stati Uniti ed Europa scricchiola come quello di Russell e Corinne: non c\u2019\u00e8 un vero litigio, ma una distanza che cresce, fatta di silenzi, calcoli e reciproca sopportazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Donald Trump<\/strong>, tornato a pensare il mondo come un grande mercato con bandiere opzionali, pratica una filosofia a met\u00e0 tra l\u2019empirico e il cervellotico: soggettiva, muscolare, spesso incomprensibile persino a se stessa. L\u2019Europa, <strong>Ucraina<\/strong> compresa, per lui \u00e8 un partner commerciale tra tanti, non un\u2019alleanza sentimentale. Con la <strong>Russia<\/strong> vale lo stesso principio: la guerra pu\u00f2 finire domani o dopodomani, purch\u00e9 torni utile ai conti. Il vero chiodo fisso resta la <strong>Cina<\/strong>. \u00c8 l\u00ec che si gioca l\u2019egemonia economico-militare di un\u2019America che teme di non essere pi\u00f9 eterna. Il resto \u00e8 contorno. Bruxelles compresa.<\/p>\n\n\n\n<p>E tuttavia, miracolo dei miracoli, l\u2019<strong>Europa<\/strong> pare aver capito. Prima l\u2019antifona, poi la realt\u00e0. Si \u00e8 desta, anche se con la lentezza tipica di chi si sveglia convinto che sia ancora presto. Rafforzer\u00e0 la propria difesa, finalmente comune, perch\u00e9 nazionale non basta pi\u00f9, investir\u00e0 in tecnologia per smettere di dipendere da chi la tratta come un cliente distratto, e comincer\u00e0 a decidere aggirando l\u2019ossessione dell\u2019unanimit\u00e0, che ha spesso funzionato come un elegante freno a mano tirato. Gli strumenti, in fondo, li ha sempre avuti. Ora, finalmente, sta provando a usarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuso il capitolo 2025, si apre quello del 2026. O la va o la spacca. E questa volta non \u00e8 una figura retorica. Intanto si chiude anche un <strong>Giubileo<\/strong>. A Bologna, nella Basilica di San Petronio, l\u2019arcivescovo <strong>Matteo Zuppi<\/strong> abbassa il sipario liturgico ma invita a lasciare aperte porte ben pi\u00f9 difficili: quelle delle case, delle comunit\u00e0, delle coscienze. Porte che non fanno rumore, ma resistono.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue parole, speranza, pace, alleanza sociale, vicinanza agli ultimi, suonano come una nota fuori spartito in un mondo che discute di missili e dazi con la stessa naturalezza con cui una volta parlava di raccolti. La speranza, viene da augurarsi, \u00e8 che quell\u2019omelia riesca a superare le mura pi\u00f9 spesse: non quelle delle basiliche, ma quelle dei cuori duri di chi si contende il dominio del mondo come fosse una partita a risiko.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2025, del resto, non sar\u00e0 ricordato con nostalgia. \u00c8 stato un anno di addii pesanti: alla cultura, allo spettacolo, allo sport, alla pace, con la scomparsa di figure che tenevano insieme l\u2019immaginario collettivo meglio di molti trattati internazionali. Alcune guerre finiscono, altre iniziano, come se l\u2019umanit\u00e0 non sapesse fare altro che cambiare campo di battaglia. I dazi diventano strumenti morali, le catastrofi naturali presentano il conto, e il pianeta, gi\u00e0 malandato, osserva in silenzio la gara a chi lo distrugge pi\u00f9 in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte interno, scandali e corruzione restano protagonisti ovunque. L\u2019<strong>Italia<\/strong>, come spesso accade, non manca l\u2019appuntamento. Titoli che sembrano barzellette (\u201cNoi con Hannoun\u201d), consiglieri che mettono in imbarazzo i partiti e pretendono di mettere il bavaglio ai giornalisti: il tutto d\u00e0 l\u2019impressione di una corsa in discesa senza paracadute. Governo e opposizione, ciascuno a modo suo, faticano: il primo perch\u00e9 non ha davanti un\u2019opposizione costruttiva ma solo polemica; la seconda perch\u00e9 non riesce a ricordarsi quale sia il suo mestiere. E non va molto meglio altrove, se in Francia destra e sinistra riescono a dividersi perfino su un omaggio nazionale a <strong>Brigitte Bardot<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, in questo mare agitato, qualche dato va riconosciuto. Il governo italiano porta a casa risultati non trascurabili, soprattutto sul piano internazionale. L\u2019Italia viene osservata come una possibile guida dell\u2019Unione. Non \u00e8 poco, in tempi in cui scarseggiano le teste pensanti e ce ne vorrebbero il doppio solo per capire da dove cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa ci porter\u00e0 il 2026?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta migliore resta quella di un vecchio signore inglese che di crisi se ne intendeva: <em>\u00abIl politico diventa uomo di Stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni\u00bb<\/em>. Il problema, semmai, \u00e8 capire quanti siano ancora interessati a diventarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Buon anno 2026. Con moderata speranza, lucida ironia e la cautela di chi ha imparato che le luci si spengono in fretta, ma il conto resta acceso.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Arn\u00f2 Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei chiusi, coscienze aperte a met\u00e0 e un\u2019umanit\u00e0 che continua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-84222","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84222"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84225,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84222\/revisions\/84225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}