{"id":84306,"date":"2026-01-05T22:18:52","date_gmt":"2026-01-05T22:18:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84306"},"modified":"2026-01-05T22:18:52","modified_gmt":"2026-01-05T22:18:52","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-4873","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84306","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot-1233.png\"><img decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"253\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot-1233.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-84307\" style=\"width:160px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot-1233.png 255w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot-1233-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Giacomo Puccini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<u>Tosca<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domenica 11 gennaio 2026&nbsp;<u>alle ore 17&nbsp;<\/u>si apre il sipario sulla stagione operistica 2026 del Teatro del Maggio: a distanza di pochi giorni dalla fine delle recite de \u201cLa boh\u00e8me\u201d torna in scena nella Sala Grande un altro grande capolavoro di Giacomo Puccini, \u201cTosca\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sul podio, alla guida dell\u2019Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell\u2019Accademia del Maggio, il maestro Michele Gamba; l\u2019allestimento \u00e8 la ripresa di quello andato in scena nel maggio del 2024 con la regia firmata da Massimo Popolizio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In scena, nelle parti principali, Chiara Isotton e Marta Mari (recite del 15 e 17 gennaio) interpretano Floria Tosca; Vincenzo Costanzo e Bror Magnus T\u00f8denes (recite del 15 e 17 gennaio) vestono i panni di Mario Cavaradossi e Alexey Markov e Claudio Sgura (recite del 15 e 17 gennaio) sono Scarpia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altre cinque le recite in programma: il 13, il 15, il 16 gennaio alle ore 20, il 17 gennaio alle ore 17 e il 18 gennaio alle ore 15:30.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, 5 gennaio 2026&nbsp;<\/em>\u2013 A pochi giorni dalla fine delle recite de&nbsp;<em>La boh\u00e8me<\/em>&nbsp;si alza il sipario sulla stagione operistica del 2026 del Teatro del Maggio con un altro dei pi\u00f9 amati capolavori del repertorio di&nbsp;<strong>Giacomo Puccini<\/strong>,&nbsp;<em>Tosca<\/em>.&nbsp;L\u2019opera, in programma&nbsp;domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17 in Sala Grande, torna nell\u2019applaudito e apprezzato allestimento firmato dalla regia di&nbsp;<strong>Massimo Popolizio<\/strong>, andato in scena nel corso dell\u201986esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono altre cinque le recite in locandina: il 13, il 15, il 16 gennaio alle ore 20, il 17 gennaio alle ore 17 e il 18 gennaio alle ore 15:30.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul podio dell\u2019<strong>Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell\u2019Accademia del Maggio<\/strong>&nbsp;il maestro&nbsp;<strong>Michele Gamba<\/strong>, di ritorno in Teatro dopo le recite de&nbsp;<em>Il barbiere di Siviglia<\/em>&nbsp;rossiniano dell\u2019ottobre del 2020.&nbsp;Le scene sono di&nbsp;<strong>Margherita Palli<\/strong>; i costumi di&nbsp;<strong>Silvia Aymonino&nbsp;<\/strong>e le luci di&nbsp;<strong>Pasquale Mari<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maestro del Coro del Maggio \u00e8&nbsp;<strong>Lorenzo Fratini<\/strong>; la Maestra del Coro di voci bianche \u00e8&nbsp;<strong>Sara Matteucci<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andata in scena per 17 volte&nbsp;nel&nbsp;corso delle stagioni del Teatro, di cui l\u2019ultima nel maggio del 2024,&nbsp;<em>Tosca<\/em>\u00e8 fra i pi\u00f9 celebri titoli operistici di sempre. Il soggetto dell\u2019opera \u2013 che Puccini inizi\u00f2 a comporre nella primavera del 1896, a pochi mesi dal debutto de&nbsp;<em>La boh\u00e8me&nbsp;<\/em>\u2013 \u00e8 basato sul dramma di&nbsp;<em>La&nbsp;Tosca<\/em>&nbsp;di Victorien Sardou, che il compositore ebbe modo di vedere a Milano nel 1889, interpretato dalla grande Sarah Bernhardt.&nbsp;Puccini si era appassionato molto a quel soggetto, ingegnandosi per trasformarlo in opera e, dopo averne discusso con Giulio Ricordi e aver ottenuto l\u2019autorizzazione da Sardou, vi si mise a lavoro, affidando il libretto &#8211; dopo Boh\u00e8me &#8211; nuovamente a&nbsp;<strong>Giuseppe Giacosa<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Luigi Illica<\/strong>. L\u2019opera debutt\u00f2 il 14 gennaio del 1900 al Teatro Costanzi di Roma entrando fin da subito nel repertorio dei maggiori teatri lirici del mondo.&nbsp;In scena un cast di grande talento formato da&nbsp;<strong>Chiara Isotton<\/strong>&nbsp;\u2013 al suo debutto sulle scene del Maggio e fra le pi\u00f9 apprezzate interpreti dei nostri giorni \u2013 che interpreta Floria Tosca, fra le parti che recentemente hanno caratterizzato la sua carriera e da lei interpretata pi\u00f9 volte negli ultimi anni su alcuni dei pi\u00f9 prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali fra cui il Teatro alla Scala, il Teatro la Fenice, l\u2019Opera di Francoforte, l\u2019Opera di Tokyo e il Metropolitan di New York.&nbsp;Il soprano torner\u00e0 inoltre in Teatro nel volgere di pochi mesi, in occasione del verdiano&nbsp;<em>Un ballo in maschera<\/em>, in cartellone il prossimo maggio nell\u2019ambito della 88esima edizione del Festival&nbsp;del Maggio Musicale Fiorentino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marta Mari<\/strong>, che veste i panni della protagonista della vicenda nelle recite del 15 e 17 gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte di Mario Cavaradossi,&nbsp;<strong>Vincenzo Costanzo<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bror Magnus T\u00f8denes<\/strong>&nbsp;(recite del 15 e 17 gennaio).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Costanzo<\/strong>&nbsp;&#8211; fra i pi\u00f9 talentuosi giovani interpreti pucciniani che torna sulle scene del Maggio dopo l\u2019apprezzata esibizione come Pinkerton nella&nbsp;<em>Madama Butterfly<\/em>&nbsp;dell\u2019autunno del 2024 &#8211; ha gi\u00e0 dato voce a Cavaradossi proprio in occasione della&nbsp;<em>Tosca&nbsp;<\/em>firmata dalla regia di Massimo Popolizio andata in scena nel 86\u00ba Festival del Maggio.&nbsp;<strong>Alexey Markov&nbsp;<\/strong>\u2013 anche lui di ritorno sulle scene fiorentine dopo le recite della&nbsp;<em>Tosca&nbsp;<\/em>dell\u201986esimo Festival del Maggio \u2013 veste nuovamente i panni dell\u2019antagonista della vicenda, il barone Scarpia.&nbsp;Nelle recite del 15 e 17 gennaio Scarpia \u00e8 interpretato da&nbsp;<strong>Claudio Sgura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia Denti<\/strong>&nbsp;\u00e8 Cesare Angelotti;&nbsp;<strong>Matteo Torcaso&nbsp;<\/strong>interpreta il ruolo de Il sagrestano;&nbsp;<strong>Oronzo D\u2019Urso&nbsp;<\/strong>\u00e8 Spoletta e&nbsp;<strong>Huigang Liu<\/strong>&nbsp;\u00e8 Sciarrone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudono il cast lirico&nbsp;<strong>Carlo Cigni<\/strong>&nbsp;nel ruolo di Un carceriere; nella parte del Pastore si alterneranno nelle 6 recite:&nbsp;<strong>Angelique Becherucci<\/strong>&nbsp;(recite del 11 e 16 gennaio),&nbsp;<strong>Dalia Spinelli<\/strong>&nbsp;(recite del 13 e 17 gennaio) e&nbsp;<strong>Spartaco Scaffei<\/strong>&nbsp;(recite del 15 e 18 gennaio).<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando della sua interpretazione dell\u2019opera, nell\u2019intervista per il libretto di sala il maestro&nbsp;<strong>Michele Gamba<\/strong>&nbsp;ha sottolineato gli aspetti che pi\u00f9 di tutti caratterizzano il capolavoro pucciniano: \u201cIn un\u2019opera come Tosca, cos\u00ec eseguita e amata, ritroviamo sempre qualcosa che avevamo trascurato o dato per scontato: i colori impressionisti dei flauti in&nbsp;<em>Recondita armonia<\/em>&nbsp;o il contesto armonico gregoriano delle scene a Sant\u2019Andrea della Valle. In un affresco musicale cos\u00ec perfetto e complesso non esiste un unico \u2018punto di fuga\u2019 che richiama l\u2019attenzione dell\u2019ascoltatore, ma una molteplicit\u00e0 di dettagli che si fondono in un ascolto che non pu\u00f2 mai rimanere passivo o compiaciuto. Puccini \u00e8 un compositore pienamente novecentesco: le rielaborazioni, i ripensamenti sono frutto di attente considerazioni correlate all\u2019efficacia drammaturgica e tematica. \u00c8 importante ripercorrere le fasi creative del compositore che hanno portato al risultato finale, ma credo che per Puccini le versioni definitive giunte a noi fossero quelle che lo soddisfacevano in pieno.&nbsp;Proprio la vicinanza storica della produzione pucciniana ci consente di guardare alla tradizione e alla consuetudine esecutiva con maggiore aderenza al dettame stilistico e di gusto: le testimonianze&nbsp;discografiche di Toscanini e gli appunti di Ricci sono ovviamente una fonte di primaria importanza, insieme ad altre tramandateci dagli interpreti vocali stessi. Inoltre in&nbsp;<em>Tosca<\/em>&nbsp;l\u2019aspetto teatrale e quello musicale si fondono in una matrice compositiva pienamente matura. Se in&nbsp;<em>Boh\u00e8me<\/em>&nbsp;abbiamo sentito i colori della caligine parigina e in&nbsp;<em>Turandot<\/em>&nbsp;sentiremo lo squarcio&nbsp;di una scrittura che si \u00e8 aperta alle avanguardie europee degli anni \u201920, \u00e8 in&nbsp;<em>Tosca<\/em>&nbsp;che \u2013 secondo me \u2013 il compositore si esprime con la consapevolezza di un aver sviluppato appieno un linguaggio proprio e inconfondibile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo riprende quello andato in scena &#8211; accolto con calore da pubblico e critica &#8211; nel maggio del 2024 firmato dalla regia di&nbsp;<strong>Massimo Popolizio<\/strong>. In occasione del debutto fiorentino della sua messinscena, il celebre attore e regista aveva sottolineato i tratti pi\u00f9 caratteristici della sua interpretazione del capolavoro di Puccini, da lui immaginata e \u2018trasportata\u2019 nella Roma che sfuma dagli anni \u201920 agli anni \u201930 del XX secolo, dando cos\u00ec un altro punto di vista sulla vicenda per valorizzarne al meglio i temi stessi: \u201cInsieme a Margherita Palli ci siamo posti come obiettivo quello di ricreare una maestosit\u00e0 romana che invece di guardare \u2013 soprattutto per quanto riguarda le scene che vedremo \u2013 allo splendore barocco dei luoghi originari dove si svolge l\u2019opera prende come riferimento la \u2018maestosit\u00e0 moderna\u2019 che si respira nel quartiere dell\u2019EUR di Roma. Voglio per\u00f2 sottolineare che non ho cercato di avventurarmi in situazioni o soluzioni registiche strane, ma solo trovare un altro punto di vista per valorizzare al meglio i temi stessi dell\u2019opera.&nbsp;Per&nbsp;esempio, durante il&nbsp;<em>Te Deum<\/em>, quello che vedremo sono dei ragazzini di periferia &#8211; come l\u2019EUR, appunto &#8211; le signore che indossano il vestito migliore per l\u2019occasione, suore con l\u2019abito collegiale, insomma: non vedremo costumi o oggetti scenici di enorme impatto visivo anche poich\u00e9 questo lavoro di \u2018pulizia\u2019 verso il quale ci siamo orientati rende quasi pi\u00f9 sacro quanto vediamo scorrere sul palcoscenico. Come riferimento abbiamo preso un grande film di Bernardo Bertolucci,&nbsp;<em>Il conformista<\/em>, nel quale si respira in modo deciso l\u2019aria della Roma, un\u2019aria che noi cerchiamo di \u2018portare in scena\u2019 qui al Maggio con questo nuovo allestimento di&nbsp;<em>Tosca<\/em>. Nella nostra visione la Roma nella quale si muovono i protagonisti \u00e8 certo elegante, ma anche estremamente violenta: uno dei pilastri di quest\u2019opera infatti \u00e8 Scarpia, che non solo \u00e8 un uomo violento, ma anche profondamente sadico. Anche scenicamente questo \u00e8 sottolineato dagli oggetti collezionati da quest\u2019uomo, oggetti macabri e orrorifici: nel secondo atto&nbsp;vedremo per esempio&nbsp;una libreria dove sono conservati animali e bestie impagliate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque ci\u00f2 che abbiamo cercato di pensare e mettere in scena \u00e8 una trasposizione temporale in una Roma bellissima e violenta che non muta per\u00f2 la sostanza del racconto e, soprattutto, non cambia quelli che sono i rapporti fra i protagonisti in scena\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in occasione della messinscena dello spettacolo del 2024 il maestro del Coro del Maggio&nbsp;<strong>Lorenzo Fratini&nbsp;<\/strong>aveva sottolineato l\u2019importanza di uno dei momenti pi\u00f9 famosi dell\u2019opera e di tutta la produzione lirica pucciniana, il celeberrimo&nbsp;<em>Te Deum&nbsp;<\/em>che chiude il I atto: \u201cPuccini ebbe questa geniale intuizione di far terminare il primo atto con questo&nbsp;<em>Te Deum<\/em>, che \u00e8 il canto di massima gioia nella liturgia cattolica: questo coro gioioso, difatti, si staglia con quelle che sono le parole pronunciate in contemporanea da Scarpia, che sono di tutt\u2019altri intenti. La peculiarit\u00e0 di questo momento sono relative al fatto che la prima parte del coro non \u00e8 cantata, bens\u00ec declamata, quindi Puccini introduce in un\u2019opera una parte propria del testo della liturgia; l\u2019altra grande particolarit\u00e0 \u00e8 data dal Coro che canta all\u2019unisono: non c\u2019\u00e8 un accompagnamento, se non quello dei tromboni che accompagnano le ultime note del primo atto, che infine riprendono il tema di Scarpia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L\u2019opera<\/u><\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>Il 14 gennaio del 1900 al Teatro Costanzi di Roma debutta&nbsp;<em>Tosca<\/em>, opera in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. La fonte \u00e8 il dramma storico&nbsp;<em>La&nbsp;Tosca<\/em>&nbsp;di Victorien Sardou, scritto nel 1887 appositamente per l\u2019attrice Sarah Bernhardt. Puccini si era infiammato per quel soggetto dopo aver assistito a una recita teatrale e fece di tutto per trasformarlo in opera. Tuttavia, l\u2019editore Ricordi affid\u00f2 inizialmente il progetto a un altro compositore, Alberto Franchetti, salvo poi rimetterlo nelle mani di Puccini nel 1895. Per realizzare il libretto di&nbsp;<em>Tosca<\/em>&nbsp;viene confermato il tandem Illica-Giacosa, gi\u00e0 collaudato con successo ne&nbsp;<em>La boh\u00e8me<\/em>. Ma i lavori procedono a rilento e con numerose lagnanze da parte dei librettisti. Entrambi ritengono il dramma di Sardou inadatto alla trasposizione operistica per i troppi avvenimenti che prendono il sopravvento sulla poesia. Puccini, invece, dal canto suo non se ne preoccupa e seguendo solo il suo intuito musicale nel 1899 firma quello che di l\u00ec a breve diventer\u00e0 un altro suo grande capolavoro.&nbsp;<em>Tosca<\/em>&nbsp;\u00e8 dunque un\u2019opera d\u2019azione dove la tensione non si allenta mai e in cui il discorso musicale deve necessariamente procedere senza sosta, salvo rare eccezioni. Questo induce il compositore lucchese ad adottare una tecnica narrativa costruita su&nbsp;una fitta rete di motivi brevi e ricorrenti &#8211; spesso combinati tra loro &#8211; per commentare il frenetico svolgersi della vicenda. I protagonisti Floria&nbsp;Tosca, primadonna al quadrato, passionale e volitiva, e il suo amante Mario Cavaradossi, pittore dalle simpatie liberali e anticlericale convinto, sono ostacolati dal barone Scarpia, capo della polizia borbonica a servizio del papato. Animato da torbide passioni e da un\u2019innata malvagit\u00e0, il barone, come un sadico burattinaio, determina l\u2019andamento degli eventi dall\u2019inizio alla fine. Feroce persecutore di Mario prima e di&nbsp;Tosca&nbsp;poi (fino a quando non viene assassinato dalla donna dopo un tentativo di violenza su quest&#8217;ultima), Scarpia continua ad aleggiare come un fantasma in orchestra anche da morto con la ripetizione del suo tema minaccioso costruito sul tritono, l\u2019intervallo sinistro che da secoli in musica \u00e8 associato al Male. Ma l\u2019atmosfera drammatica della storia, che prevede tre morti violente in scena (un accoltellamento, una fucilazione e un suicidio), \u00e8 accentuata ulteriormente da Puccini anche attraverso una scrittura orchestrale carica di dissonanze e tensioni, che anticipano l\u2019estetica espressionista, e una vocalit\u00e0 spesso esasperata e spinta al limite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>La locandina<\/u><\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TOSCA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014<\/p>\n\n\n\n<p>Melodramma in tre atti<\/p>\n\n\n\n<p>Libretto di&nbsp;Luigi Illica&nbsp;e&nbsp;Giuseppe Giacosa<\/p>\n\n\n\n<p>dal dramma&nbsp;<em>La&nbsp;Tosca<\/em>&nbsp;di&nbsp;Victorien Sardou<\/p>\n\n\n\n<p>Edizione: Edwin F. Kalmus&amp;amp;Co. Inc., Boca Raton, Florida<\/p>\n\n\n\n<p><em>Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maestro concertatore e direttore<\/em>&nbsp;<strong>Michele Gamba<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Regia<\/em>&nbsp;<strong>Massimo Popolizio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scene<\/em>&nbsp;<strong>Margherita Palli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Costumi<\/em>&nbsp;<strong>Silvia Aymonino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Luci&nbsp;<\/em><strong>Pasquale Mari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Coro di voci bianche dell\u2019Accademia del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maestro del Coro&nbsp;<\/em><strong>Lorenzo Fratini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maestra del Coro di voci bianche dell\u2019Accademia<\/em>&nbsp;<strong>Sara Matteucci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014<\/p>\n\n\n\n<p><em>Floria&nbsp;Tosca<\/em>&nbsp;<strong>Chiara Isotton<\/strong>\/<strong>Marta Mari<\/strong>&nbsp;(15, 17\/01)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mario Cavaradossi<\/em>&nbsp;<strong>Vincenzo Costanzo\/Bror Magnus T\u00f8denes&nbsp;<\/strong>(15, 17\/01)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il barone Scarpia<\/em>&nbsp;<strong>Alexey Markov<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cesare Angelotti<\/em><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Mattia Denti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Sagrestano<\/em>&nbsp;<strong>Matteo Torcaso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Spoletta<\/em>&nbsp;<strong>Oronzo D\u2019Urso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sciarrone<\/em>&nbsp;<strong>Huigang Liu<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un carceriere<\/em><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Carlo Cigni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un pastore<\/em>&nbsp;<strong>Angelique Becherucci&nbsp;<\/strong>(11, 16\/01)\/<strong>Dalia Spinelli&nbsp;<\/strong>(13, 17\/01)\/<strong>Spartaco Scaffei&nbsp;<\/strong>(15, 18\/01)<\/p>\n\n\n\n<p>Prezzi:<\/p>\n\n\n\n<p>Solo ascolto: 10\u20ac&nbsp;&#8211;&nbsp;Visibilit\u00e0 limitata: 15\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>Galleria: 35\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>Palchi: 45\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>Platea 4: 65\u20ac&nbsp;&#8211;&nbsp;Platea 3: 75\u20ac&nbsp;&nbsp;&#8211;&nbsp;Platea 2: 90\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>Platea 1 (Repliche): 110\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>Platea 1 (Prima recita): 130\u20ac&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durata:<\/p>\n\n\n\n<p>Prima parte: 50 minuti | Intervallo: 30 minuti | Seconda parte: 45 minuti | Intervallo: 30 minuti | Terza parte: 30 minuti<\/p>\n\n\n\n<p>Durata complessiva: 3 ore e 5 minuti circa<\/p>\n\n\n\n<p>Per il ciclo d\u2019incontri&nbsp;<strong>Parlando d\u2019opera<\/strong>&nbsp;mercoled\u00ec 7 gennaio 2026 alle ore 16.30, nel Foyer di Galleria della Sala Grande \u00e8 in programma \u201cTosca come un film\u00bb. Drammaturgia, azione e visione nell\u2019opera di Puccini\u201d a cura di Andrea Balestri. Si esibiranno il soprano Alessia Battini, accompagnata al violino da Alessandro Leo e al pianoforte da Elisabetta Sepe.&nbsp;Musiche di Giacomo Puccini.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all\u2019ascolto. Sono tenute nel Foyer della Sala Grande l\u201911, il 13, il 15 e il 16 gennaio da Katiuscia Manetta e il 17 e 18 gennaio da Marco Cosci<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/025_MICHELE-MONASTA_A2_2612.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"84308\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/025_MICHELE-MONASTA_A2_2612-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-84308\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/025_MICHELE-MONASTA_A2_2612-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/025_MICHELE-MONASTA_A2_2612-300x200.jpg 300w, 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Gamba.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" data-id=\"84317\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-84317\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Popolizio3\u00a9stefanocioffi.jpg 850w\" 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