{"id":84946,"date":"2026-01-21T13:27:10","date_gmt":"2026-01-21T13:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84946"},"modified":"2026-01-21T13:27:37","modified_gmt":"2026-01-21T13:27:37","slug":"mazzini-come-profeta-dellidentita-italiana-nel-libro-di-francesco-grisi-del-1995-bisognerebbe-rileggerlo-per-capire-questo-nostto-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=84946","title":{"rendered":"Mazzini come \u201cprofeta\u201d dell\u2019Identit\u00e0 italiana nel libro di Francesco Grisi del 1995. Bisognerebbe rileggerlo per capire questo nostto tempo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-84947\" style=\"width:226px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000167896-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono visioni della storia che ritornano e diventano processi \u00abideali\u00bb in un percorso di civilt\u00e0. Il Mazzini du Francesco Grisi non \u00e8 soltanto un libro che risale al 1995. Ma \u00e8 una lettura della storia sul filo della profezia tra eventi e letture di una storia tra identit\u00e0 e realt\u00e0. Le metafore fanno da sfondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 soltanto il verde, il bianco e il rosso. I colori. O il colore che riempie di vita la storia. Negli scritti di Francesco Grisi, nato a Vittorio Veneto il 1927 e morto a Todi il 1999, dedicati al Risorgimento, ai personaggi che hanno fatto e attraversato quel Risorgimento che recita l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. In questo discutere di identit\u00e0 nazionale c\u2019\u00e8 un Risorgimento dei vincitori e c\u2019\u00e8 un Risorgimento dei vinti. Come accade sempre nella storia e nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Francesco Grisi, figlio di Maresciallo maggiore dei Carabinieri, da scrittore e da storico \u201cmilitante\u201d, penetra i dettagli del Risorgimento attraverso la figura di uno dei \u201cprofeti\u201d, come ben definito da Giovanni Gentile nel suo autentico e straordinario scritto su \u201cI profeti del Risorgimento italiano\u201d, (1923), qual \u00e8 Giuseppe Mazzini. Al 1995 risale il \u201cGiuseppe Mazzini\u201d, Rusconi, di Francesco Grisi. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grisi riesce a scavare nella storia dell\u2019Ottocento sia con il Risorgimento sia narrando il Risorgimento dentro la contemporaneit\u00e0 con &nbsp;\u201cStoria dei Carabinieri\u201d, Piemme 1996. Anche quando la storia sembra prendere il sopravvento il narratore si libera di alcuni schemi analitici per raccontare con il fascino di un linguaggio che coinvolge sul piano emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Grisi, in fondo, recupera il Mazzini dell\u2019utopia e nell\u2019utopia. \u00abGuardatevi dai falsi profeti, guardatevi dai falsi predicatori di libert\u00e0\u00bb. Una riconsiderazione \u201cevangelica\u201d che Giuseppe Mazzini trasporta nella sua missione rivoluzionaria. \u00c8 su questa linea sulla quale la storia ha tracciato la sua Idea, ma anche la sua metafora, che Giuseppe Mazzini compie quel Risorgimento che diventa, per l\u2019Italia, un destino. Fu anche, Mazzini, quel navigatore solitario che ha illuminato il cammino attraverso l\u2019offerta di utopia e, perch\u00e9 no, di fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dei popoli \u00e8 storia di utopia e di fantasia. Lo diceva bene Vico. Mazzini realizza la sua \u201crivoluzione\u201d (che fu la vera rivoluzione di una Nazione) grazie a quella utopia che \u00abnon \u00e8 l\u2019isola attesa di Tommaso Moro ma l\u2019incessante lavor\u00edo per fabbricare sogni, dare speranze e illuminare di illusione la storia del Risorgimento italiano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche su queste tesi che dibatte il libro di Francesco Grisi. \u00c8 un libro (una biografia, un saggio storico, un viaggio nella nostalgia di un popolo attraverso la riscoperta del sentimento di Nazione) che far\u00e0 discutere per diversi motivi. Primo, perch\u00e9 il rapporto tra Mazzini e Cavour e tra Mazzini e Garibaldi segna un percorso originale all\u2019interno del processo storico e politico risorgimentale. Secondo, perch\u00e9 Mazzini costituisce, oggi pi\u00f9 che mai, una rilettura non solo dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia ma permette un confronto, in termini culturali, sul ruolo di destra e sinistra. Terzo, perch\u00e9 Mazzini ripropone la caratteristica dell\u2019eroismo. Quarto, perch\u00e9 ci dimostra, Mazzini, che la storia ha bisogno anche della fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Grisi: \u00abLa storia dei popoli non si svolge a parentesi quadre ma a spirale, in una linea circolare. Mazzini sconfitto, esiliato, vituperato, allontanato rimase sempre nella vigile coscienza del popolo italiano che alla sua morte gli tribut\u00f2 solenni onoranze\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Grisi, in fondo, ci fa capire come il vero avversario di Mazzini non fu Garibaldi ma Cavour. Mazzini recupera la tradizione estraneandosi dalle proposte illuministe. Su questa tesi Grisi sottolinea con forza. \u00abIl vero avversario di Mazzini fu Cavour che aveva intuito un fatto elementare gi\u00e0 sufficientemente spiegato dagli storici del tempo. Aveva capito che il Risorgimento si faceva soltanto attraverso la politica estera e l\u2019intesa tra le nazioni che gravitavano intorno all\u2019Italia (Francia, Austria e Prussia). Per Cavour i compromessi internazionali erano molto pi\u00f9 importanti degli eserciti, dei plebisciti e delle rivoluzioni locali. Cavour \u00e8 figlio dell\u2019Illuminismo e della Ragione mentre Mazzini \u00e8 figlio di quell\u2019eterna illusione che nella libert\u00e0 trova le profonde ragioni del cambiamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi pare che sia un tesi non solo originale ma significativa all\u2019interno del dibattito che si \u00e8 sviluppato nel corso di questi mesi. D\u2019altronde, Mazzini \u00e8 nelle proposizioni culturali affrontate e dibattute da Giovanni Gentile intorno al quale ruota quella filosofia dell\u2019essere che contraddistingue l\u2019identit\u00e0 culturale e storica di una Nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Grisi ci porta, in questa biografia, il personaggio, l\u2019uomo, il rivoluzionario, l\u2019italiano e il pensatore. \u00c8 da qui che bisogna \u201cripartire\u201d per spiegare la vita di quei personaggi che hanno dato senso ad una Nazione. Rileggerlo \u00e8 anche riscriverlo. E riscriverlo \u00e8 riscrivere il processo storico di una Nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitolo dedicato a Giuseppe Garibaldi ha un fascino straordinario. Pur considerandolo un discepolo (un suo discepolo) Mazzini lo ammirava. Ammirava la sua forza interiore perch\u00e9 era convinto che nell\u2019animo di Garibaldi c\u2019era tanto mazzinismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttora Mazzini e Garibaldi sono i comunicatori di un destino. Alla morte di Mazzini Garibaldi annuncia: \u00abLa bandiera dei Mille sventola sul feretro del Grande Italiano\u00bb. Si determina cos\u00ec il mito di Mazzini. Un mito che traccia ancora un suo racconto. Grisi cos\u00ec afferma: \u00abIl motivo all\u2019insorgere del mito di Mazzini \u00e8 da vedere nel profondo e timoroso rispetto con il quale il popolo usa circondare la figura degli uomini provati in vita da persistente sfortuna e mai spiegati. Il mito compensa cos\u00ec inconsapevolmente, con l\u2019intensit\u00e0 del sentimento e della memoria, le scelte sbagliate e gli errori scontati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegue: \u00abAgli occhi della storia il mito di Mazzini non giustifica i mezzi e i modi con i quali oper\u00f2 nel concreto. Ma \u00e8 comprensibile che nell\u2019opinione del popolo (la cui voce si vuole assimilare a quella di Dio) il mito sar\u00e0 sufficiente a santificare l\u2019azione per la libert\u00e0 e per la patria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembrano elementi fondamentali, questi di Grisi, che ci fanno capire l\u2019importanza di alcuni valori sul piano dell\u2019identit\u00e0 politica. Una identit\u00e0 tutta mostrata sulla definizione del sentimento di popolo e di Nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Risorgimento partiva da questa rivoluzione teorica. Una rivoluzione fatta nelle coscienze e per le nuove coscienze.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei maggiori ostacoli che Mazzini incontr\u00f2 fu il marxismo, il quale non sposava la dottrina nazionale che i mazziniani diffondevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Grisi in questo suo libro lo sottolinea. \u00abI presupposti materialistici \u2013 afferma Grisi \u2013 sui quali si fond\u00f2 la dottrina di Marx nei suoi sviluppi pratici, oltre che nelle sue ascendenze ideologiche, rivel\u00f2 subito una totale inconciliabilit\u00e0 con le dottrine che Mazzini era8 venuto via via sviluppando negli scritti e con le azioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u201cutopie possibili\u201d di Mazzini nel libro di Francesco Grisi trovano una loro vitale chiave di lettura. L\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia passa anche attraverso queste \u201cutopie\u201d. Forse proprio per questo resta un personaggio che sprigiona una grande attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Uomo dell\u2019esilio ma soprattutto uomo della libert\u00e0. Della libert\u00e0 o delle libert\u00e0 affermate. Uomo che seppe incarnare l\u2019idea di una Nazione giovane attraverso la gestualit\u00e0 eroica. Un uomo che non si arrese. Ecco perch\u00e9 \u00e8 da considerarsi l\u2019uomo dell\u2019esilio. La concezione etico-religiosa della vita era nella fantasia rivelatrice del popolo. Il popolo come identit\u00e0 di Nazione nella rivelazione del divino.<\/p>\n\n\n\n<p>Era nato il 22 giugno del 1805. Muore il 10 marzo del 1872. Mazzini era l\u2019uomo del progetto. Regal\u00f2 all\u2019Italia il sentimento moderno della Patria. Una profezia che oggi si ripropone ma che viene da lontano e che Mazzini aveva spiegato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mazzini sottolineava: \u00abCi siamo posti sul cuore spontanei i dolori di tutta una generazione. Abbiamo rapita la scintilla all\u2019Eterno, ci siamo posti fra Lui e il Popolo; abbiamo assunto la parte dell\u2019emancipatore, e Dio ci ha accettato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra una avvertenza che richiama la fede. O forse una fede di una metafora storica e politica. Nella \u201cGiovane Italia\u201d e nella \u201cGiovane Europa\u201d lo spirito del sacrificio \u00e8 il sacrificio per un popolo e per la Patria. Il mito e il simbolo, attraverso Mazzini, esplodono. Balilla. Il ragazzo di Portoria. La libert\u00e0. L\u2019identit\u00e0. Sono frammenti di un destino. Proprio per questo, giustamente, Grisi pu\u00f2 affermare: \u00abIn una visione storica di continuit\u00e0 Mazzini si collega ai cantori dell\u2019utopia che, opponendosi al realismo, tracciano sentieri non previsti nelle foreste dei sentimenti e della storia\u00bb. Un raccontare i processi storici attraverso i protagonisti. Il Risorgimento senza i profeti, come dice Gentile e conferma Grisi, non avrebbe avuto senso sia in termini etici che identitari. Profeta dell\u2019identit\u00e0 italiana. Tutto resta nella storia ma accanto a essa c&#8217;\u00e8 una memoria che non pu\u00f2 mai essere \u00abcollettiva\u00bb, come si usa dire, ma personale. \u00c8 proprio questa memoria personale che fa della storia stessa una eredit\u00e0 che continua a vivere dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Ci sono visioni della storia che ritornano e diventano processi \u00abideali\u00bb in un percorso di civilt\u00e0. 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