{"id":85027,"date":"2026-01-22T09:43:27","date_gmt":"2026-01-22T09:43:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85027"},"modified":"2026-01-22T09:43:50","modified_gmt":"2026-01-22T09:43:50","slug":"luomo-che-tocco-il-cielo-con-un-guantone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85027","title":{"rendered":"L\u2019UOMO CHE TOCCO\u2019 IL CIELO CON UN GUANTONE"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0006.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"439\" height=\"584\" data-id=\"85028\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0006.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85028\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0006.jpg 439w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0006-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0006-113x150.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0003.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"540\" data-id=\"85029\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0003.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85029\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0003.jpg 684w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0003-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG-20260116-WA0003-150x118.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>Ricordo di Umberto Vernaglione. Fu un pugile formidabile, campione d\u2019Italia, esaltato e celebrato, amato da quasi tutta Taranto. La sua fama oltrepass\u00f2 i confini. Era nato nel \u201833, \u00e8 morto nel 2020, dopo aver conseguito centinaia di vittorie. Fu campione italiano anche da dilettante e da giovane mostr\u00f2 il suo talento anche a Helsinki.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Franco Presicci<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>TARANTO &#8211; Avevo forse dieci anni quando lo vidi la prima volta. Andavo a prendere lezioni di matematica dalla signora Ida, che faceva l\u2019impiegata in Arsenale, e ogni tanto vedevo <strong>Umberto Vernaglione<\/strong>, stagliato sulla porta della sua abitazione, a cui si accedeva salendo un paio di scalini. Osservava i passanti, omaggiando ciascuno di un sorriso dolce e appena accennato. Era cortese anche con me, che ero timido e portavo i pantaloni corti fatti da mia madre. Umberto aveva il viso di un attore dello schermo, di quelli che fanno girare la testa alle donne.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche anno seppi che combatteva sul ring, con stile, compostezza, tranquillit\u00e0 (lo scrivevano i giornali). Poi divenne campione italiano e continuava ed essere alla mano e tutti a <strong>Taranto <\/strong>avevano sulle labbra il suo nome, soprattutto nei luoghi di ritrovo. Non soltanto i \u201cfans\u201d, che accorrevano ad applaudirlo. Io non ci andavo spesso, perch\u00e9 in famiglia non volevano che vedessi due giovanotti a torso nudo e in calzoncini che si davano pugni sul naso e a volte uno di loro violando la guardia dell\u2019altro lo stendeva sul tavolato con un diretto. Durante un incontro, mentre <strong>Umberto<\/strong> chiudeva, martellandolo, l\u2019avversario in un angolo, gridai: \u201cDai, sei grande!\u201d, ma la mia voce, per quanto alta, fu soffocata dal pubblico in visibilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi appariva imbattibile. Era discreto, rispettoso, un galantuomo. Non ricordo che anno fosse (ero arrivato da <strong>Milano<\/strong> una settimana prima), quando un giorno &#8211; ero fermo dove via Nettuno sfocia in via Dante &#8211; mi si avvicin\u00f2 un signore: \u201cLei \u00e8\u2026?\u201d. Lo riconobbi immediatamente e stavo per cedere all\u2019impulso di abbracciarlo. Non era cambiato, a differenza di certe persone che incrociate in via D\u2019Aquino si fa fatica a identificare anche se elencano dettagli di fatti di tanti anni fa, per smuovere la tua memoria. Fu un saluto veloce, un fremito di vento, una meteora, un battito d\u2019ali: mi strinse la mano e si allontan\u00f2 verso le palazzine della stessa via Dante con affaccio sul largo che ha in pancia il ricovero antibombe della seconda guerra mondiale, e scomparve all\u2019angolo con via Temenide, per andare chiss\u00e0 dove. All\u2019amico che avevo aspettato dissi: <em>\u201cSai con chi ho parlato poco fa? Con Umberto Vernaglione. Da ragazzi lo consideravamo un mito, ricordi?\u201d.<\/em> <em>\u201cCerto che ricordo, il campione\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Umberto<\/strong> non amava il rumore, non era in cerca di visibilit\u00e0, che aveva avuto per anni, facendo spellare le mani agli ammiratori. Tentava di passare inosservato, di evitare le richieste dell\u2019autografo. Era l\u2019orgoglio di Taranto. Andai a vedere l\u2019incontro con il milanese <strong>Giancarlo Garbelli<\/strong>, nel \u201857, al circo Togni, sulla discesa Vasto, e lo seguii con passione. Ricordo ancora le emozioni che quel pomeriggio mi procur\u00f2 nell\u2019assistere al \u201cmatch\u201d e molto vagamente a quello che accadde nel suo svolgimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne ho tanti, di ricordi, uno pi\u00f9 bello dell\u2019altro. Li ho sciolti spesso stando con gli amici durante i banchetti a casa di uno o a quella dell\u2019altro. Chi amava la \u201cboxe\u201d e non era della mia citt\u00e0 voleva saperne di pi\u00f9 e faceva domande alle quali io non sapevo rispondere, almeno non a tutte, ma mi entusiasmavo raccontando quel poco che conoscevo della storia di questo pugile fuoriclasse, dal \u201ccurriculum\u201d strapieno di glorie, sempre presente nelle pagine di cronaca sportiva, che parlava del suo pugno pesante, della sua resistenza fuori del comune, del suo incontro con <strong>Helmut Hohmann<\/strong>, il 30 maggio, \u201856, nella Bimare, riunione esaltante, in cui alla quarta ripresa batt\u00e9 l\u2019avversario prima del limite. Ha combattuto contro assi agguerriti e e anche quando \u00e8 stato sconfitto (i momenti no capitano anche ai giganti) lo ha fatto con dignit\u00e0. In una cronaca lessi della potenza micidiale del suo pugno e delle sue altre qualit\u00e0. Insomma un lottatore da far brillare nell\u2019albo d\u2019oro della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stimavo molto anche come persona il campione tarantino, per il quale, vedendolo infilare diretti, montanti, uppercut, ganci, quasi tutta Taranto si eccitava. Non dico la gioia, il fervore, quando nel \u201856 Umberto batt\u00e9 il francese <strong>Idrisse Dione<\/strong> in un incontro durissimo. A <strong>Taranto<\/strong>, dove era nato il 24 aprile del \u201833, era un vessillo. Mi piacerebbe essere in grado di rinverdire ogni cavicchio delle scalate dell\u2019asso peso welter, che combatt\u00e9 a <strong>Milano<\/strong>, a <strong>Bologna<\/strong> e in <strong>Svizzera<\/strong>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso? Lo ricordano ancora, quel campione dai modi garbati, quel cavaliere che aveva il passo felpato e la parola misurata, mattatore sul \u201cring\u201d, dal pugno quasi sempre preciso, in piena osservanza delle regole? Era stato campione gi\u00e0 da dilettante. Aveva debuttato a vent\u2019anni, il 15 febbraio del \u201853, battendo <strong>Benito Rovinelli<\/strong>. Qualcuno ha scritto che era predestinato a toccare i vertici. I tecnici non lo perdevano mai di vista: avevano capito che si avviava verso una carriera luminosa e a 15 anni, nel \u201856, la Nazionale italiana lo segnal\u00f2 per le <strong>Olimpiadi di Helsinki<\/strong>. Era salito su un ring a 14 anni. Da dilettante disput\u00f2 72 incontri, vincendone 71; da professionista 50 e 36, raggiungendo il campionato italiano prima dei pesi welter e poi dei medi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elia, il figlio, a sua volta cortese, disponibile, senza rasentare la retorica racconta piacevolmente, includendo anche i dettagli. Conosce bene la storia sportiva del padre e le condizioni di Taranto all\u2019epoca in cui si batteva. Quello che non ha vissuto lo ha saputo dagli altri; e ora interpellarlo \u00e8 come stappare una bottiglia di \u201cchampagne\u201d. <em>\u201cIn famiglia mio padre parlava poco della sua attivit\u00e0 professionale e non ci ha mai portati in una palestra, era un uomo unico, non si vantava mai dei suoi \u2018matches\u2019. Quando tornava dai suoi viaggi, pronunciando il mio cognome, qualcuno mi chiedeva: \u2018Per caso conosce o \u00e8 parente del campione Vernaglione?\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Che padre \u00e8 stato?\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Per noi un esempio, un modello. Se parlava di \u2018boxe\u2019, non entrava mai nei particolari; non parlava mai di s\u00e9; e se accennava ai suoi avversari aveva sempre parole di rispetto e di stima. Ci esortava a non frequentare la strada, ad evitare i giochi che vi si facevano e di pensare allo studio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui la strada l\u2019aveva praticata e, se come succedeva anche nella nostra via e in altre, durante un gioco qualcuno s\u2019infervorava degenerando, Umberto difendeva sempre il pi\u00f9 debole e spegneva il fuoco. A quell\u2019epoca i giochi erano la <em>livoria<\/em>, <em>\u2018u spezz\u00ecedde\u201d<\/em>, le cinque pietre, <em>\u201c\u2019u turn\u00ecedde\u201d<\/em>\u2026 e in via Dal\u00f2 Alfieri, nel punto in cui incrociava via Giusti, dove Umberto abitava, c\u2019era l\u2019ufficio dei vigili urbani. Umberto a sua volta aveva avuto ottimi genitori: la mamma operaia a Buffoluto, il padre aviere, scomparso troppo presto, lasciando la moglie e quattro figli. Umberto aveva sei mesi; Enrico, il pi\u00f9 grande, \u00e8 diventato un luminare della medicina, noto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni \u201850 il fuoriclasse lasci\u00f2 il \u201cring\u201d, archiviando tanti successi. Ma i tarantini continuarono ad esaltarlo, ad amarlo, il loro mito. Ovunque lo intercettassero lo accerchiavano applaudendolo. Il giorno in cui venne verso di me c\u2019erano gruppi di persone che conversavano, ma nessuno fece caso alla sua presenza. Un fatto singolo? Non vorrei che, com\u2019\u00e8 capitato ad altri, la Bimare, con il tempo, lo avesse dimenticato. Comunque c\u2018\u00e8, come chi scrive, chi ha di lui ricordi palpitanti anche della sua umanit\u00e0, della sua lealt\u00e0, della sua virt\u00f9 di tenere lontana l\u2019enfasi. Era l\u2019orgoglio di <strong>Taranto<\/strong>. Attravers\u00f2 una strada difficile, che gli impose tanti sacrifici. \u201cSi allenava nella palestra della scuola Acanfora, in via Dante, o in quella della scuola Virgilio, nell\u2019omonimo viale\u201d, aggiunge Elia. E arriv\u00f2 ad essere richiesto da grandi aziende, ansiose d\u2019inserirlo nelle loro formazioni sportive (la Ignis aveva anche una formazione di ciclisti, tra cui Maspes).<\/p>\n\n\n\n<p>Verso la fine della conversazione, quasi temendo la risposta, ho domandato a Elia notizie del padre. <em>\u201cUmberto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E\u2019 morto il 4 aprile del 2020, all\u2019et\u00e0 di 86 anni\u201d.<\/em> Un macigno sulla testa, una frecciata, un colpo basso. Si pensa che i campioni non debbano andarsene mai, almeno nel ricordo di chi li ha esaltati, celebrati, tenuti nel cuore. E\u2019 stato una gloria e bisogna farlo conoscere alle nuove generazioni, che gi\u00e0 fanno fatica a ripercorrere il passato. Va bene far leggere Kafka in via D\u2019Aquino, come ha fatto tempo fa <strong>Nicola Mandese <\/strong>in una serata di freddo e di pioggia, ma ricordare <strong>Umberto Vernaglione<\/strong> sarebbe iniziativa saggia e dovuta. Le generazioni si susseguono, gli anziani non insegnano pi\u00f9 niente, loro stessi hanno la memoria inceppata, la storia di una citt\u00e0 perde pagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, per favore, rendete omaggio a un campione, che \u00e8 stato un vanto per Taranto: <em>\u201cUmberto, l\u2019uomo che tocc\u00f2 il cielo con un guantone\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Foto d\u2019archivio di Elia Vernaglione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordo di Umberto Vernaglione. Fu un pugile formidabile, campione d\u2019Italia, esaltato e celebrato, amato da quasi tutta Taranto. 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