{"id":85064,"date":"2026-01-23T08:41:03","date_gmt":"2026-01-23T08:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85064"},"modified":"2026-01-23T08:41:18","modified_gmt":"2026-01-23T08:41:18","slug":"la-sacralita-di-pasquale-festa-campanile-scrittore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85064","title":{"rendered":"La sacralit\u00e0 di Pasquale Festa Campanile scrittore.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per amore, solo per amore<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85065\" style=\"width:286px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000169531-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00c8 forse uno dei romanzi pi\u00f9 emblematici. Interagisce in un processo che non si ferma soltanto ad una visione letteraria ma va oltre. Penetra il senso del misterioso che si intreccia tra la comunicazione della parola e le immagini del raccontare una storia e la tradizione biblica. Mi riferisco al romanzo di Pasquale Festa Campanile dal titolo Per amore, solo per amore (1983).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Pasquale Festa Campanile (era nato a Melfi, in provincia di Potenza, nel 1927 e morto nel 1986 a Roma) \u00e8 stato, tra l&#8217;altro, sceneggiatore, regista di cinema e quindi la parola, o i linguaggi, li sperimentava proprio sul campo della tecnica cinematografica. La narrativa si porta dietro questa esperienza anche se lo scrittore, in fondo, vive una sua vita a s\u00e9 rispetto al regista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Questo romanzo lo dimostra ampiamente ma anche i precedenti e quelli successivi sono giocati profondamente su un dettame letterario. E&#8217; un romanzo, questo, particolare vissuto sul filo della storia e della leggenda nel quale vi campeggia una sottile ironia che alla fine permea il rapporto tra i personaggi. Si racconta la storia di una famiglia. Lui si chiama Giuseppe, lei si chiama Maria e il figlio Ges\u00f9. Il discorso letterario \u00e8 subito spiegato anche se la temperie non \u00e8 definibile ma ci\u00f2 che emerge su tutto \u00e8 la figura di Giuseppe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Questo Giuseppe non raccontato mai abbastanza qui trova una sua chiave di lettura che si esprime tra il fascinoso e l&#8217;irrequieto materialismo che si trasforma, il tutto, in un percorso metaforico certamente ma profondamente metafisico. Si racconta, dunque, la storia di Giuseppe. Un falegname affascinate e amato da molte donne. Si innamora di Maria con la quale non ebbe mai un rapporto sessuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Un amore casto ma nello stesso tempo morboso con delle forme di gelosia. Il resto rispecchia la storia di Ges\u00f9. Accanto vi \u00e8 questa donna di nome Maria, che lo ama, lo accudisce con tenerezza sino alla sua morte. E Ges\u00f9 con il quale intrattiene amorevole ma successivamente conflittuale. Qui emerge, sostanzialmente, l&#8217;uomo Giuseppe e l&#8217;amore per Maria e viceversa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Dice Maria a Giuseppe. \u00abNon sarei certa che mi ami come desidero, nemmeno se entrassi in te, se di due che siamo diventassimo uno. Ma tu mi amerai perch\u00e9 io ti amo, non potrai evitarlo\u00bb. Maria non si era rivelata. Convince Giuseppe della sua gravidanza e l&#8217;amore, solo per amore, rende vivi pur in nel dubbio che attanaglia sempre Giuseppe. Ma solo per amore possono continuare alcune storie. In un&#8217;altra parte del romanzo \u00e8 Giuseppe che parla cos\u00ec: \u00abCome sei bella, mia amata, mia colomba che ti nascondi in un anfratto della roccia\u2026\u00bb. E&#8217;, in fondo, una storia ancora tutta terrena nella quale lo scrittore fa penetrare la tenerezza senza, comunque, sciogliere le incertezze. Una storia in cui Giuseppe \u00e8 uomo fino alla fine. Lo spoglia dalle sottolineature bibliche e lo offre al lettore, appunto, come un uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ha scritto bene Carlo Bo nella Prefazione al romanzo sostenendo che Festa Campanile ha voluto \u00abraccontare la storia di Giuseppe come una storia comune e riempire i vuoti del mosaico, le tessere mancanti con il soccorso delle sue doti psicologiche, immaginando quali siano state le reazioni naturali di un uomo, anche se chiamato a soddisfare una parte umanamente difficile da sostenere. Il suo falegname \u00e8 un uomo comune, perfino la qualifica che la storia gli ha attribuito e poi conservata nei secoli, di &#8216;casto&#8217;, \u00e8 qui ridimensionata\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Infatti Giuseppe, prima della gravidanza di Maria, viene mostrato come un uomo che ha avuto diverse avventure amorose. Un uomo, dunque, terreno che si trova ad affrontare il misterioso con Maria. Si tratta di un romanzo letterariamente ben congegnato su un tema abbastanza difficile e complesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Pasquale Festa Campanile si offre qui con tutta la sua esperienza. D&#8217;altronde non quando ha scritto questo romanzo non era nuovo a forme narrative che giocavano tra la storia, la leggenda e l&#8217;ironia in un processo di collocazioni di metafore nel campo della letteratura. Si pensi al romanzo del 1975 dal titolo Conviene far bene l&#8217;amore. La letteratura ha dentro di s\u00e9 sempre un grimaldello psicologico. Soprattutto quando al centro del narrato i personaggi prendono il sopravvento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; In Pasquale Festa Campanile i personaggi (come nel caso di Giuseppe) sono l&#8217;humus intorno al quale si costruisce la storia del romanzo. Si pensi ancora a Il ladrone del 1977. Un altro tassello in quella sua ricerca che conduce verso la strada della meditazione religiosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Solo uno scrittore con un forte sentimento religioso poteva scrivere sia Per amore, solo per amore che Il ladrone. Al 1980 appartiene Il peccato. Due anni dopo pubblica La ragazza di Triste. Nel 1985 La strega innamorata e nel 1986 Buon Natale, Buon Anno. Mentre al 1957 appartiene La nonna Sabella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; In questo romanzo del 1957 domina l&#8217;ambiente, quell&#8217;ambiente filtrato da condizioni storiche e biografiche. Il Sud \u00e8 presente con la sua malinconia ma anche con i profili di storie e di personaggi. La provincia, in queste pagine, \u00e8 ben mostrata con i suoi tratti e suoi ritratti. Un romanzo che resta, questo, un affresco nel quale la testimonianza biografica ha una sua presenza. Il regista, lo sceneggiato, lo scrittore. Tre tappe di una ricerca che partono per\u00f2 da un unico punto che \u00e8 quello del racconto, o meglio del raccontare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; Festa Campanile sapeva raccontare. La figura di Giuseppe (ovvero di San Giuseppe) riassume lo scrittore e il regista in un unico viaggio che \u00e8 quello della letteratura. Ma una letteratura che va oltre lo steccato del sentire umano perch\u00e9 l&#8217;ascolto metafisico diventa una forma liturgica che \u00e8 nell&#8217;intreccio del legame uomo &#8211; scrittore. Si rivela proprio in Per amore, solo per amore. \u00abE&#8217; il Festa Campanile che potremmo chiamare religioso o che affronta temi religiosi, il libro delle immagini sacre, con uno spirito ben preciso di attualit\u00e0\u00bb. E&#8217; ancora Carlo Bo. Un romanzo che riempie, che nonostante il misterioso che affascina il cammino offre la ricerca ma anche l&#8217;attesa. Non un capire ma un essere. Forse \u00e8 qui la compiutezza di un vivere solo per amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per amore, solo per amore Pierfranco Bruni\u00a0 &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00c8 forse uno dei romanzi pi\u00f9 emblematici. 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