{"id":85156,"date":"2026-01-26T09:17:00","date_gmt":"2026-01-26T09:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85156"},"modified":"2026-01-26T09:17:17","modified_gmt":"2026-01-26T09:17:17","slug":"effetto-farfalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85156","title":{"rendered":"Effetto farfalla"},"content":{"rendered":"\n<p><a><\/a><em><strong>Una riflessione sulla teoria del caos<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Gabriella Izzi Benedetti *<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85157\" style=\"width:365px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg 533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1-150x106.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Edward Lorenz<\/strong>, meteorologo e matematico statunitense, tenne nel 1972 una conferenza rivoluzionaria: \u201cPu\u00f2 il batter d\u2019ali d\u2019una farfalla in Brasile provocare un tornado nel Texas?\u201d Brasile e Texas appartengono, come sappiamo, a emisferi differenti e contrapposti. La <strong>teoria del caos,<\/strong> derivata in gran parte dagli studi che Lorenz inizi\u00f2 negli anni &#8217;60, diede origine alla suggestione dell\u2019<strong>effetto farfalla<\/strong>; farfalla non come energia in s\u00e9, ma per quell\u2019infinitesimo del calcolo matematico che una volta inserito nella sua totalit\u00e0 pu\u00f2 modificare in modo imprevedibile la dinamica di situazioni ambientali, biologiche e perfino economiche; provocare in una scansione pressocch\u00e9 ripetitiva, interagendo con altre forze, alterando l\u2019equilibrio atmosferico, perturbazioni di grossa portata.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle tesi della <strong>teoria del caos<\/strong>, uno studio complesso che include l\u2019effetto farfalla, \u00e8 legata al concetto che il tempo atmosferico \u00e8 parte dei sistemi caotici, non controllabili come un esperimento di laboratorio, con una cadenza influenzabile da perturbazioni lievissime in sviluppo, nel tempo. Il clima \u00e8 un sistema articolato con una dipendenza sensibile alle condizioni iniziali che la determinano, tali da produrre crescenti variazioni; viene sconvolta la complessit\u00e0 dell\u2019apparato climatico stesso. La teoria del caos trova risposte emblematiche in tragedie come quella di <strong>Hiroshima<\/strong> e <strong>Nagasaki<\/strong>, o della <strong>diga del Vajont<\/strong>, o la <strong>deforestazione dell\u2019Amazzonia<\/strong>, ma gli esempi sono infiniti. Partendo da questo assunto gli esseri umani dovrebbero essere molto attenti a rispettare i ritmi dell&#8217;ambiente, quelli biologici, nella coscienza oramai acquisita dell\u2019insieme, detto ecosistema, che accomuna ogni formula terrestre, dagli organismi viventi a elementi non viventi come acqua, aria, luce, temperatura e non solo; un groviglio che determina scambi di materia ed energia, costruendo una struttura dinamica, in continuo equilibrio. \u00c8 chiaro che molti eventi esulano dal nostro comportamento, ma sottovalutarne i segnali risulta sempre un grande errore.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei fatti indicativi di una situazione non determinata dagli esseri umani, (in un periodo peraltro privo di molte conoscenze a riguardo), ma sottovalutato e privo dell\u2019acume prudenziale che induce cautela e prevenzione, capit\u00f2 ai primi del 1800; tra il 1815 e il 1817, un triennio definito <em>horribilis.<\/em> Un vero dramma che coinvolse in forma pi\u00f9 o meno grave tutto il mondo; cio\u00e8, per dirla con <strong>Dante<\/strong>, <em>\u201cquest\u2019aiuola che ci fa tanto feroci\u201d<\/em>, che ci appare tanto grande, ma cos\u00ec grande non \u00e8; soprattutto \u00e8 indissolubilmente collegata. Parliamo di una societ\u00e0 a carattere agricolo, pochi gli scambi commerciali, insufficienti le terapie in caso di fenomeni epidemici. Segnali di allarme c\u2019erano stati gi\u00e0 dal 1814: siccit\u00e0 e produzione agricola carente in tutta Europa; erano stati ignorati; non ci fu una corsa alle provviste; si attendeva fiduciosi un cambio climatico; e invece fu un crescendo negativo; nel \u201915 continu\u00f2 la carenza d\u2019acqua e viveri, e non immaginavano i malcapitati la spirale tragica a ridosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tarda primavera del \u201815 il <strong>vulcano Tambora<\/strong>, nell\u2019isola Sumbawa nelle <strong>Indie olandesi<\/strong>, erutt\u00f2 in forma cos\u00ec violenta da causare uno sconvolgimento climatico tra i pi\u00f9 potenti, secondo i vulcanologi, dalla fine dell\u2019Era glaciale. Un\u2019esplosione, circa sessantamila morti. Da aprile a giugno circa 150 miliardi di metri cubi di roccia, cenere, lapilli, proiettati, si diffusero in tutto il globo. L\u2019atmosfera divenne una cappa attraverso la quale il sole filtrava a fatica. A distanza di anni in mare s\u2019incontravano isolotti galleggianti di materiale lavico. Ne fece le spese il 1816 definito <em>l\u2019anno senza estate;<\/em> un inverno durissimo con carestia in aumento. Gelate, grandinate, venti violentissimi, siccit\u00e0 e nubifragi. In <strong>Canada<\/strong> cadde neve tra giugno e luglio, quasi tutti i laghi ghiacciarono negli <strong>Stati Uniti<\/strong>, dove nevic\u00f2 in luglio e agosto e dove si visse una delle situazioni pi\u00f9 pesanti di tutto il pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra penisola non fu indenne, a <strong>Napoli<\/strong> freddo inusuale e nevicate anomale, a <strong>Vasto<\/strong> per le nevicate eccessive e i rapidi scongelamenti ci fu uno slittamento del terreno, una terribile frana. In Europa in particolare disastrate furono la <strong>Svizzera<\/strong>, la <strong>Germania<\/strong> sud occidentale e l\u2019<strong>Irlanda<\/strong>. A differenza di quel che \u00e8 venuto a determinarsi in seguito, coll\u2019avvento dell\u2019et\u00e0 industriale, quando capitava una carestia i contadini, non possedendo una riserva propria, e tutt\u2019al pi\u00f9 insufficiente, erano costretti ad acquisirlo nell\u2019area comunale. \u201cLa citt\u00e0\u201d &#8211; scrive lo storico <strong>Carlo M. Cipolla<\/strong> (<em>I pidocchi e il granduca,<\/em> pp.27 \u2013 28) &#8211; \u201csfruttava allora il suo contado molto pi\u00f9 spietatamente di quanto le potenze cosiddette imperialistiche abbiano mai sfruttato le loro colonie nel secolo diciannovesimo. Il <em>rentier <\/em>cittadino spremeva il contadino lasciandogli solo quel che gli necessitava per sfamarsi \u2026 Quando un raccolto andava male se c\u2019erano scorte a cui attingere queste si trovavano per lo pi\u00f9 in citt\u00e0, nei granai pubblici o nelle case dei benestanti. \u2026 Ne derivava che in caso di carestia si assisteva al rifluire verso la citt\u00e0 di turbe di miserabili contadini, affamati, cenciosi e sudici, che venivano a chiedere l\u2019elemosina e magari a morire d\u2019inedia sui selciati e sotto i portici cittadini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Situazioni diffuse in tutta Italia. A <strong>Firenze<\/strong> il numero dei mendicanti era tale che il Comune istitu\u00ec un ricovero di mendicanti. Il medico bergamasco <strong>Benaglio<\/strong> cos\u00ec scrive (Della carestia, pp. 419 \u2013 22): \u201cAl principio di marzo crescendo la carestia vennero in citt\u00e0 da tre mille poveri, la maggior parte de\u2019 quali neri, arsicci, estenuati, deboli e mal condizionati \u2026 E questi poverelli che andavano vagando per la citt\u00e0, essendo distrutti dalla fame, deboli e mal condizionati, morivano di quando in quando per le strade, per le piazze, sotto il palazzo\u201d. Chi non era disposto a mendicare vendeva il poco che aveva. E le giovani contadine si recavano dai parrucchieri a vendere le lunghe chiome, in un tempo in cui esisteva la sacralit\u00e0 della chioma femminile. Scrive lo storico <strong>Palma<\/strong> (<em>Discorso eucaristico e coronale<\/em> p. 11): \u201cChi non rimane colpito al numerare, su la bottega di un sol parrucchiere, trenta e pi\u00f9 chiome, altre nere, altre bionde, recise dal capo d\u2019inconsolabil villanelle, a picciol compenso?\u201d. Viti e olivi erano divenuti infruttiferi. A <strong>Vicenza<\/strong>, <strong>Bergamo<\/strong>, <strong>Livorno<\/strong> e non solo la gente prese ad ammalarsi di pellagra. La mancanza di biade, erbe, ghiande, paglia fu nefasta per pecore capre e maiali. Le insufficienze proteiche, vitaminiche, di calcio, influirono pesantemente sul processo auxologico, diffondendo la piaga del rachitismo. La popolazione suppliva alla carestia del grano con il mais, o miscelando orzo, fave, ceci e altri tipi di legumi. Un miscuglio indigesto che provocava infiammazioni; talora in mancanza d\u2019altro si univa al tutto la cicuta!<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1817, l\u2019<em>anno della paura<\/em>, coniug\u00f2 carestia ed epidemia di tifo esantematico, la cui origine restava oscura, anche se appariva sempre pi\u00f9 chiaro il collegamento fra igiene, carenza alimentare, sovraffollamento. Dalla fine del 1816 il tifo petecchiale inizi\u00f2 a diffondersi in alcune zone d\u2019Italia. A <strong>Porto Recanati<\/strong> ne fa testimonianza il padre di <strong>Giacomo Leopardi<\/strong>, Gonfaloniere. La <strong>Capitanata<\/strong> ne fu infestata, <strong>Teramo<\/strong> non da meno. In particolare l\u2019esercito di <strong>Napoleone<\/strong> allo sbando, dopo la <strong>sconfitta di Waterloo<\/strong>, fece strage: i soldati, con igiene scarsissima, spesso ammucchiati fra loro, divennero vittime e portatori. Il loro passaggio fu una vera calamit\u00e0. Scrive <strong>Giuseppe Liberatore<\/strong> (<em>Cenno storico medico di malattie epidemiche del 2\u00b0 Abruzzo, p. 305<\/em>) \u201c\u2026 A\u2019 poveri era rimasta la sol\u2019acqua \u2026e l\u2019occupazione militare rap\u00ec i beni ch\u2019eran de\u2019 poveri \u2026 onde lo sterminio della povera gente per mezzo delle petecchie, pidocchi e fame\u201d. Ecco dunque come un evento singolo (anche se notevole) ha innescato un\u2019immane tragedia, assemblando nella sua circolarit\u00e0 concause e relativi effetti.<\/p>\n\n\n\n<p>E noi, in questo momento cos\u00ec difficile e, diciamolo, caotico, di guerre e ribaltamenti politici, possiamo applicare lo stesso concetto di <strong>Lorenz<\/strong>? Pu\u00f2 una guerra attivare un effetto a catena di cui non si pu\u00f2 prevedere il finale? Per quel che stiamo vedendo, s\u00ec, poich\u00e9 i conflitti si innestano in un groviglio di questioni economiche, interessi, ideologie che sfuggono al calcolo matematico, e se l\u2019<strong>effetto farfalla <\/strong>in fisica, biologia, evolve in sistema caotico ma con all\u2019interno scansioni amplificate ma replicanti, e con una deterministica conclusiva, essendo fenomeni naturali (perfino le peggiori epidemie come la peste si sono alla fine concluse), affidato alla mente umana ha una imprevedibilit\u00e0 difficile da modellare matematicamente. Perfino l\u2019IA, ho letto, non \u00e8 stata in grado di chiarire la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La geopolitica parla di \u201cCaoslandia\u201d per descrivere il caos creato da guerre, terrorismo e non solo. In sostanza se la teoria del caos si basa su calcoli matematici, le situazioni sociopolitiche sono anch\u2019esse calcolabili?&nbsp;Il caos \u00e8 andato oltre, si \u00e8 innestato nelle relazioni internazionali. Il problema \u00e8 gravissimo. Come anticipare il caos totale: con strategie preventive e diplomazia? Nella mia semplice logica sarebbe la strada giusta, unita al recupero dell\u2019etica e della cultura; al rispetto dei diritti e doveri interpersonali, nazionali, internazionali, alla non violenza, al freno di appetiti di potere, profitti, e sarebbe lungo l\u2019elenco, prima che qualcuno preso da <em>raptus <\/em>(ed elementi predisposti non ne mancano) inneschi lo sterminio globale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente della Societ\u00e0 Vastese di Storia Patria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione sulla teoria del caos di Gabriella Izzi Benedetti * Edward Lorenz, meteorologo e matematico statunitense, tenne nel 1972 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-85156","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85156"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85158,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85156\/revisions\/85158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}