{"id":85217,"date":"2026-01-27T10:48:43","date_gmt":"2026-01-27T10:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85217"},"modified":"2026-01-27T10:49:06","modified_gmt":"2026-01-27T10:49:06","slug":"perche-montale-non-comprese-luigi-pirandello-accogliendo-la-posizione-di-benedetto-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85217","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Montale non comprese Luigi Pirandello accogliendo la posizione di Benedetto Croce?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85218\" style=\"width:388px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000171881-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura del Novecento, quella che passa dal Risorgimento al Romanticismo, al periodo prefascista e postfascista o fascista, ha vissuto una stagione abbastanza articolata, ma parimenti una stagione di grandi scontri sia alla fine dell\u2019Ottocento, si pensi alla questione della lingua, sia all\u2019inizio del Novecento, periodo caratterizzato dal dibattito tra gli intellettuali e l\u2019interventismo degli intellettuali alla Grande Guerra. Furono anni che aprirono ad una dialettica molto singolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 vero che in letteratura, o &nbsp;nella cultura in senso generale, ci sia stata una forma autoritaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli intellettuali erano liberi di esprimersi, tanto \u00e8 vero che molti di questi intellettuali chiesero autonomamente la tessera del Partito Nazionalfascista e la maggior parte di loro li troviamo a firmare articoli su giornali e riviste i cui direttori, o le cui redazioni, erano rette da uomini di cultura molto vicini al fascismo, se non addirittura fascisti. Penso soprattutto alla rivista \u201cPrimato\u201d che ospit\u00f2 molti intellettuali che, immediatamente dopo, divennero antifascisti. La dialettica, quindi, fu un fatto importante, ma dalla dialettica si pass\u00f2 in seguito ad una visione in cui il senso e il significato dell\u2019ambiguit\u00e0 era tangibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione di Benedetto Croce \u00e8 stata una posizione inizialmente ambivalente, successivamente ancorata al Manifesto antifascista, ma sempre vicina ad una dimensione che era la dimensione liberale e la sua rivista \u201cEstetica\u201d (1903) apre delle prospettive sul dibattito intorno al concetto di poesia. Riguardo a questo concetto si esprimeranno successivamente molti poeti, parecchi dei quali avranno una doppia visione: pur condividendo la concezione dell\u2019estetica crociana, superando la visione della \u201cRonda\u201d di Cardarelli, daranno al tempo stesso il loro contributo sulla rivista \u201cPrimato\u201d retta, tra gli altri, da Giuseppe Bottai che ne era direttore.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Eugenio Montale dar\u00e0 il suo contributo alle tesi crociane partecipando al dibattito sull\u2019Ermetismo posto in essere dalla Rivista \u201cPrimato\u201d. I primi articoli sul concetto di Ermetismo, e sulla sua funzione negli anni \u201930, sono scritti da Montale e pubblicati sulla rivista \u201cPrimato\u201d. Si nota come in quel periodo l\u2019ambiguit\u00e0, l\u2019ambivalenza di alcuni scrittori, poeti, intellettuali, era diventato un gioco a rimpiattino, una contraddizione di fondo. Ma sposare la tesi di Croce significava, e ha significato, anche assumere una posizione nei confonti di tutti coloro che Croce non amava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto nevralgico sta proprio in questo. Un conto \u00e8 accettare la tesi di Croce sull\u2019estetica della poesia, sul legame o rapporto tra poesia e non poesia, un conto \u00e8 sposarne in pieno la posizione, rinunciando a una chiave di interpretazione altra, laddove, soprattutto per alcuni poeti, l\u2019autonomia da Croce sarebbe stata doverosa e opportuna. Montale, invece, rimane ancorato a questa dimensione, dimostrando addirittura di accettare la posizione crociana contro Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione di Eugenio Montale nei confronti di Pirandello ci fa comprendere come non avesse un\u2019opinione su Pirandello, accogliendo la posizione di Croce senza dare una propria valutazione. \u00c8 questa la leggerezza di Montale dal punto di vista critico. Come \u00e8 possibile che il poeta pi\u00f9 impoetico del Novecento abbia potuto esprimersi con le parole di Croce contro Pirandello?<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi che in un saggio, dal titolo \u201cL\u2019estetica e la critica\u201d, apparso inizialmente sulla rivista \u201cIl mondo\u201d (n. 50, Firenze, 11 dicembre 1962, pag. 3) osserva: \u00ab\u2026A volte l\u2019immedesimazione gli riesce impossibile; come nel caso del Kleist, questo strano poeta perfettamente traducibile, che spinge l\u2019obiettivazione del suo mondo fino a un\u2019apparente freddezza e gratuit\u00e0 (\u00e8 certo la figura dell\u2019uomo Kleist incapace di comporre in armonia i suoi dissidi doveva riuscire ostica a Croce); come nel caso del Pirandello, che per lui doveva appartenere alla classe degli \u201cpseudo poeti filosofanti\u201d, il che era parzialmente vero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Kleist sarebbe il drammaturgo, poeta e scrittore tedesco Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist, tragico e inquietante nella vita e nell\u2019opera, che si uccise, in un suicidio di complicit\u00e0 condiviso con Henriette Vogel, il 21 novembre del 1811 a Berlino. Era nato il 18 ottobre 1777 a Francoforte sull\u2019Oder. Uno dei poeti dell\u2019inquieta ricerca di una felicit\u00e0 mai conosciuta. Sia Croce che Montale sono distanti epoche di esistenze e di conoscenze tragiche rispetto a Kleist \u2013 Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che quel \u201cparzialmente vero\u201d, accolto da Montale, costituisca una sfaccettatura molto ostica nei confronti di Pirandello. Si tratta di uno scritto che risale al 1962, a un periodo in cui Montale avrebbe potuto assumere una certa autonomia di pensiero nei confronti di Croce; al contrario, risulta talmente infarcito di questo senso ostico del Croce riguardo al legame tra poesia e filosofia. Il punto nevralgico sta proprio in questo, nel fatto che accoglie la posizione dello stesso Croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il legame tra poesia e filosofia \u00e8 un legame ricomposto successivamente da Maria Zambrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricucendo questa visione tra filosofia e poesia, la Zambrano non fa altro che ricontestualizzare il processo filosofico, che \u00e8 il pensiero in s\u00e9, con il processo poetico che \u00e8 l\u2019immaginario creativo. L\u2019immaginario creativo attraversa lo sviluppo del pensiero, dice la Zambrano, per\u00f2 resta, proprio attraversando e superando il pensiero, creativit\u00e0, fantasia. Resta, appunto, immaginario che si fa arte.<\/p>\n\n\n\n<p>A mio avviso, questa posizione di Croce, mutuata parzialmente da Montale (come dice lo stesso Montale) diventa una questione molto conturbante in quanto avrebbe avuto una sua giustificazione dialettica nel corso degli anni Trenta, Quaranta, ma nel momento in cui ci troviamo, in un contesto in cui domina la sperimentazione (negli anni Sessanta domina la visione della neoavanguardia) la figura di Pirandello resta centrale nel recuperare la tradizione e nel \u201cnon recuperare\u201d la tradizione, perch\u00e8 se viene definito \u201cpseudo poeta filosofante\u201d significa che viene distrutta tutta l\u2019opera di Pirandello. Ma l\u2019opera di Pirandello, in fondo, che cos\u2019\u00e8? E\u2019 un insieme di collegamenti tra poesia e filosofia. Non penso soltanto alle poesie di \u201cMal giocondo\u201d. Penso all\u2019opera omnia, all\u2019opera completa, al suo teatro, perch\u00e8 il suo teatro \u00e8 ricongiungere la poesia dei personaggi, la parola, il colloquio, il linguaggio, con la sua filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettiamo sul \u201cFu Mattia Pascal\u201d. \u00c8 il primo romanzo che pone come congiunzione l\u2019immaginario poetico con l\u2019immaginario filosofico, sino a \u201cUno nessuno centomila\u201d del 1926. E\u2019 come se si distruggesse in due parole tutto questo percorso, che \u00e8 il percorso pirandelliano che diventa il percorso del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>La gravit\u00e0, a mio parere, sta proprio qui. Una gravit\u00e0, per\u00f2, molto leggera perch\u00e9 non trova nessuna consistenza, nessuna considerazione da questo punto di vista. Ecco perch\u00e8 credo sia necessario rileggere anche le prose di Montale per capire il legame tra la sua poesia e la sua prosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre considerato Montale il poeta pi\u00f9 impoetico del Novecento, perch\u00e9 \u00e8 proprio Montale che ha cercato di mettere, o di porre, all\u2019interno del linguaggio poetico, un linguaggio quasi prosastico. Montale, per alcuni aspetti, \u00e8 l\u2019ultimo epigono dell\u2019Ottocento e si porta dietro addirittura il \u201cmal vezzo\u201d di una poetica romantica di inizio Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cmale di vivere\u201d, al quale abbiamo affidato al nome di Montale la definizione e il concetto, non \u00e8 altro che una dimensione filosofica, una visione filosofica della vita come \u201cmal di vivere\u201d che deriva da una determinazione che ci porta a Beaudelaire, ma che ci porta soprattutto a Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia di Pirandello \u00e8 la sintesi della metafisica che si legge in \u201cMal giocondo\u201d. Il titolo della sua poesia \u00e8 il \u201cMal giocondo\u201d. E che cos\u2019\u00e8 il \u201cMal giocondo\u201d di Pirandello? \u00c8 il male con il quale bisogna trovare e respirare un po\u2019 di ironia. Uscire dal male costruendolo all\u2019interno di un processo psicoanalitico come gioco. Di conseguenza si esce dal male (mal giocondo) attraverso il mal giocando.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo intreccio del giocondo e giocando \u00e8 un legame prezioso tra l\u2019ingenuit\u00e0 del poeta, l\u2019ingenuit\u00e0 pura, la purezza crepuscolare che troveremo in Gozzano, Corazzini e Moretti, e il male che diventa sopportabile soltanto attraverso l\u2019altro concetto del giocondo giocando. E Montale, infine, cosa compie? Recupera il concetto pirandelliano del mal giocondo e, attraverso Baudelaire, lo trasforma in mal di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo alla contraddizione pura in Montale. Siamo al legame tra il male e il vivere, e questa \u00e8 filosofia, quindi si contraddice anche il Montale nella posizione dell\u2019estetica crociana.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovo la discussione interessante proprio da questo punto di vista, perch\u00e9 se Croce \u00e8 il critico letterario militante, \u00e8 il filosofo che ha cercato di capire e di suggerire il termine del \u201cporto filosofico\u201d e del \u201cporto poetico\u201d, completamente negato e sdoganato dal pi\u00f9 grande poeta del Novecento che \u00e8 Ungaretti, Montale, al contrario, continua a insistere e non si rende conto di scendere nel ridicolo, perch\u00e8 con il male di vivere \u00e8 dentro la concezione filosofica, quindi \u00e8 come se non avesse ben capito la posizione di Croce, o \u00e8 come se avesse tradito la posizione di Croce. Quindi, quel \u201cparzialmente vero\u201d di \u201cpesudo poeta\u201d e di \u201cfilosofante\u201d dato a Pirandello, non \u00e8 altro che una traduzione del sarcasmo e di una cattiveria pura di un Montale che filtra Croce e viene dato a Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<p>Montale, cos\u00ec facendo, non diventa credibile dal punto di vita critico perch\u00e9 queste sistemazioni strutturali linguistiche ed estetiche le aveva gi\u00e0 dette Pirandello superandole, dal punto di vista linguistico, in \u201cUno nessuno centomila\u201d, in tutta la sua opera teatrale e in seguito in quell\u2019opera postuma de \u201cI giganti della montagna\u201d. Montale scivola completamente su Pirandello. Non si tratta di una sua opinione o di una sua posizione. \u00c8 un non aver capito fino in fondo il legame tra filosofia e poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia non \u00e8 una posizione contro Montale, ma piuttosto una chiave di lettura che mi permette, e mi suggerisce, di inquadrare un Novecento che non \u00e8 stato letto abbastanza. Un Novecento che ha bisogno di riferimenti forti e non di riferimenti leggeri. Un Novecento che ha bisogno di riferimenti trasparenti e non contraddittori, come nel caso Croce \u2013 Montale.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Pirandello, Montale recupera gran parte del concetto poetico del male di vivere e lo fa suo quando suo non \u00e8. Sono del parere che Pirandello, in fondo, resti sempre il grande filosofo dell\u2019uomo e l\u2019antropologo dei personaggi, i quali parlano e si dichiarano grazie ad un immaginario che \u00e8 sostanzialmente poetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui va riconsiderato Pirandello e va riconsiderata anche la sua dimensione onirica perch\u00e9, nella dimensione onirica di Pirandello, ci sono tutte quelle visioni, quei tracciati, che rendono lo scrittore di Girgenti una grande risorsa anche per le generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho voluto chiosare questo piccolo riferimento perch\u00e9 bisogna eliminare le polemiche e le altre occasioni di discussione che potrebbero creare ombre di valutazione sullo stesso Pirandello, ma anche sullo stesso Montale. Diamo, quindi, un senso a questa visione che \u00e8 una visione marcatamente poetica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che Montale non amasse Pirandello. In un articolo dal titolo \u201cUn panorama letterario\u201d, apparso sulla rivista \u201dL\u2019ambrosiano\u201d (Milano, 16 maggio 1928), riprendendo il discorso di Croce, Montale dichiara che la valutazione di Cremieux, nei confronti di Pirandello, mostra un ottimismo forse eccessivo. Quindi, anche l\u2019ottimismo visto da Cremieux, per Montale diventa eccessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui la conclusione di tutto. Montale non ha mai amato Pirandello. Perch\u00e9 non lo ha mai amato?<\/p>\n\n\n\n<p>Il poeta pi\u00f9 impoetico del Novecento ha cercato di fare anche il critico letterario. Credo che abbia chiosato fortemente nelle ombre e sia scivolato intorno a delle ombre, tanto che i suoi scritti critici oggi non hanno alcun senso. Ma occorre conoscere per comprendere il legame tra letteratura e vita.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni La letteratura del Novecento, quella che passa dal Risorgimento al Romanticismo, al periodo prefascista e postfascista o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-85217","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85219,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85217\/revisions\/85219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}