{"id":85260,"date":"2026-01-28T12:42:34","date_gmt":"2026-01-28T12:42:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85260"},"modified":"2026-01-28T12:43:03","modified_gmt":"2026-01-28T12:43:03","slug":"rapporto-sullo-stato-dei-diritti-di-a-buon-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85260","title":{"rendered":"RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI di A Buon Diritti"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>A BUON DIRITTO<\/strong><strong>presenta&nbsp;<\/strong><strong>RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><br><strong>&#8211; Quasi una 1 persona su 10 rinuncia alle cure, principalmente per le liste d\u2019attesa.&nbsp;<\/strong><br><strong>&#8211; Italia al 49\u00b0 posto nella classifica mondiale sulla libert\u00e0 di stampa<\/strong><strong>&#8211; 63.868 persone detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 138,5% e 79 suicidi in carcere nel 2025<\/strong><br><strong>&#8211; Il 70% dei trattenimenti nei CPR di Gjader in Albania non convalidato dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<\/strong><br><strong>&#8211; 99 femminicidi nel 2025, con il 73% delle donne che contattano il 1522 senza sporgere denuncia<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ci3.googleusercontent.com\/meips\/ADKq_NYjVtjQhgDyeU0_UColIer-pv7Fwft0THTkUwHdrD-XQYv2qlDJsgeX1dzFpGLhJUP5Qr2VS2rki0zZzwxDd5laGoWECDMNyhxryRQzNtfESfnKdlPfWlHi97YsJkIZvaxRlzjp5PsUOxA8MZBp2Q=s0-d-e1-ft#https:\/\/gbfa4.img.sp1-brevo.net\/im\/sh\/Qc9Yi4kas4DA.jpeg?u=7xwQLFBtniwQn1M7ZYW8IhiFwEavAM5\" width=\"600\"><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Roma, 28 gennaio 2026 \u2013 \u00c8 stato presentato oggi, mercoled\u00ec 28 gennaio, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio,&nbsp;<strong>il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, realizzato da A Buon Diritto grazie al sostegno dell\u2019Otto per mille Valdese.<\/strong><br>Alla presentazione sono intervenuti&nbsp;<strong>Luigi Manconi<\/strong>, Presidente di A Buon Diritto; l\u2019Onorevole&nbsp;<strong>Nicola Fratoianni<\/strong>&nbsp;(AVS);&nbsp;<strong>Camilla Siliot<\/strong><strong>ti<\/strong>, A Buon Diritto.&nbsp;<strong>Presenti anche alcune autrici e autori del Rapporto<\/strong>:&nbsp;<strong>Enrico Puccini<\/strong>&nbsp;curatore del capitolo diritto all&#8217;abitare;&nbsp;<strong>Michela Pugliese<\/strong>&nbsp;per autodeterminazione femminile;&nbsp;<strong>Federica Resta<\/strong>&nbsp;curatrice del capitolo su privazione della libert\u00e0 e prigionieri; &nbsp;<strong>Chiara Pineschi<\/strong>&nbsp;per minori e&nbsp;<strong>Domenico Massano<\/strong>&nbsp;su persona e disabilit\u00e0.<br>Il Rapporto restituisce un quadro profondamente critico dello stato dei diritti fondamentali nel nostro Paese. Alcuni dati risultano particolarmente emblematici, fotografando un&nbsp;<strong>Paese in cui la libert\u00e0 di stampa scivola al 49\u00b0 posto mondiale<\/strong>, mentre&nbsp;<strong>crescono discorsi d\u2019odio e discriminazioni.<\/strong>Quasi una persona su dieci rinuncia alle cure e il&nbsp;<strong>94,5% dei comuni \u00e8 esposto a rischio idrogeologico<\/strong>. L\u2019<strong>istruzione diventa sempre pi\u00f9 selettiva e diseguale<\/strong>, i&nbsp;<strong>salari reali continuano a diminuire<\/strong>, le&nbsp;<strong>persone con disabilit\u00e0 subiscono un aumento del 66% delle violenze<\/strong>. Il&nbsp;<strong>diritto d\u2019asilo \u00e8 svuotato da pratiche illegittime e le politiche migratorie restano securitarie<\/strong>. L\u2019<strong>antiziganismo nei confronti delle persone Rom e sinte rimane a livelli altissimi<\/strong>&nbsp;sia nel discorso pubblico sia politico.&nbsp;<strong>Le persone LGBTQIA+ sono quasi prive di tutele e monitoraggi<\/strong>, le&nbsp;<strong>donne colpite da discriminazioni e violenza&nbsp;<\/strong>(sono stati 99 i femminicidi nel 2025) e da un accesso ostacolato all\u2019autodeterminazione, oltre<strong>&nbsp;un quarto delle famiglie con minori vive a rischio povert\u00e0<\/strong>, il&nbsp;<strong>carcere soffoca con 138,5% di sovraffollamento e 79 suicidi<\/strong>, la salute mentale non migliora:&nbsp;<strong>circa 1 italiano su 6 convive con un disturbo mentale<\/strong>, clinicamente diagnosticato o diagnosticabile e il diritto all\u2019abitare si riduce pi\u00f9 a un privilegio e a una questione di \u201csicurezza\u201d che a un diritto che dovrebbe essere garantito a tutte e tutti. E a proposito di \u201csicurezza\u201d,&nbsp;<strong>il 2025 \u00e8 stato un anno in cui la maggioranza di governo \u00e8 intervenuta attraverso la decretazione d\u2019urgenza con norme che compromettono sempre di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di manifestare liberamente il dissenso.<\/strong><br><em>\u00ab\u00c8 da oltre dieci anni che realizziamo il monitoraggio dello stato di salute dei diritti sociali e di quelli soggettivi nel nostro paese. Nel biennio 2016-2017 sono state riconosciute importanti garanzie di libert\u00e0 (le unioni civili, il testamento biologico e la legge contro la tortura) ma da allora i diritti della persona hanno conosciuto un periodo di oscuramento. Per quanto riguarda lo stato attuale dei diritti in Italia, un solo dato: un italiano su dieci rinuncia alle cure a causa delle liste d\u2019attesa e dei costi esorbitanti\u00bb,&nbsp;<\/em><strong>ha dichiarato Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto<\/strong>.&nbsp;<em>\u00abQuesto dato, da solo, racconta l\u2019erosione dei diritti fondamentali: quando un diritto come l\u2019accesso alla salute risulta compromesso, il principio di uguaglianza viene svuotato. Ma la rinuncia alle cure \u00e8 solo uno dei segnali di un arretramento pi\u00f9 ampio che riguarda la libert\u00e0 di informazione, il diritto di manifestare dissenso, le condizioni di vita in carcere, la tutela delle minoranze e di categorie discriminate, dalle donne alle persone con disabilit\u00e0, dai minori alle persone migranti. Il Rapporto restituisce l\u2019immagine di un Paese in cui la compressione dei diritti viene normalizzata, spesso in nome della sicurezza o dell\u2019emergenza. Di fronte a questo quadro, il rapporto non mette solo in evidenza i dati ma denuncia l\u2019urgenza cambiare al pi\u00f9 presto paradigmaricordando che i diritti non sono concessioni revocabili, ma il fondamento stesso della democrazia\u00bb.<\/em><br><strong>QUI IL COMUNICATO COMPLETO:&nbsp;<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1b78LN3SNOECD1fQeoB2qxqwZH0mz9_GlMfR8_odvWjE\/edit?usp=sharing\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1b78LN3SNOECD1fQeoB2qxqwZH0mz9_GlMfR8_odvWjE\/edit?usp=sharing<\/a><\/strong><br>Il Rapporto da oggi \u00e8 disponibile su&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.rapportodiritti.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.rapportodiritti.it<\/a>.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>A BUON DIRITTO&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>presenta&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>63.868 persone detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 138,5% e 79 suicidi in carcere nel 2025<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Italia al 49\u00b0 posto nella classifica mondiale sulla libert\u00e0 di stampa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il 70% dei trattenimenti nei CPR di Gjader in Albania non convalidato dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Quasi una persona su dieci rinuncia alle cure, principalmente per le liste d\u2019attesa.\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>99 femminicidi nel 2025, con il 73% delle donne che contattano il 1522 senza sporgere denuncia<\/strong><strong><br><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Roma, 28 gennaio 2026<\/strong> \u2013 \u00c8 stato presentato oggi, <strong>mercoled\u00ec 28 gennaio<\/strong>, nella <strong>Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio<\/strong>, il <strong>Rapporto sullo stato dei diritti in Italia<\/strong>, realizzato da A Buon Diritto grazie al sostegno dell\u2019<strong>Otto per mille Valdese<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla presentazione sono intervenuti <strong>Luigi Manconi<\/strong>, <strong>Presidente di A Buon Diritto<\/strong>; <strong>Alessandra Trotta<\/strong>, <strong>Moderatora della Tavola Valdese<\/strong>; l\u2019Onorevole <strong>Nicola Fratoianni<\/strong> (AVS); <strong>Camilla Siliotti<\/strong>, <strong>A Buon Diritto. Presenti anche alcune<\/strong> <strong>autrici e autori del Rapporto<\/strong>: <strong>Enrico Puccini<\/strong> curatore del capitolo diritto all&#8217;abitare; <strong>Michela Pugliese<\/strong> per autodeterminazione femminile;<strong> Federica Resta<\/strong> curatrice del capitolo su privazione della libert\u00e0 e prigionieri;&nbsp; <strong>Chiara Pineschi <\/strong>per minori e Domenico Massano su persona e disabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Rapporto <\/strong>restituisce un <strong>quadro profondamente critico<\/strong> dello stato dei <strong>diritti fondamentali<\/strong> nel nostro Paese. Alcuni dati risultano particolarmente emblematici, fotografando un Paese in cui la libert\u00e0 di stampa scivola al <strong>49\u00b0 posto mondiale<\/strong>, mentre crescono <strong>discorsi d\u2019odio e discriminazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quasi <strong>una persona su dieci rinuncia alle cure<\/strong> e <strong>il 94,5% dei comuni \u00e8 esposto a rischio idrogeologico<\/strong>. L\u2019istruzione diventa sempre pi\u00f9 <strong>selettiva e diseguale<\/strong>, i <strong>salari reali continuano a diminuire<\/strong>, le persone con disabilit\u00e0 subiscono un <strong>aumento del 66% delle violenze<\/strong>. Il diritto d\u2019asilo \u00e8 svuotato da pratiche illegittime e le politiche migratorie restano <strong>securitarie<\/strong>. L\u2019antiziganismo nei confronti delle persone Rom e sinte rimane a livelli altissimi sia nel discorso pubblico sia politico. Le persone LGBTQIA+ sono quasi prive di tutele e monitoraggi, le donne colpite da discriminazioni e violenza (sono stati <strong>99 i femminicidi<\/strong> nel 2025) e da un accesso ostacolato all\u2019autodeterminazione, <strong>oltre un quarto delle famiglie con minori<\/strong> vive a rischio povert\u00e0, il carcere soffoca con <strong>138,5% di sovraffollamento e 79 suicidi<\/strong>, la salute mentale non migliora:&nbsp; circa 1 italiano su 6 convive con un disturbo mentale, clinicamente diagnosticato o diagnosticabile e il diritto all\u2019abitare si riduce pi\u00f9 a un <strong>privilegio<\/strong> e a una questione di \u201csicurezza\u201d che a un diritto che dovrebbe essere garantito a tutte e tutti. E a proposito di \u201csicurezza\u201d, il 2025 \u00e8 stato un anno in cui la maggioranza di governo \u00e8 intervenuta attraverso la decretazione d\u2019urgenza con norme che compromettono sempre di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di manifestare liberamente il dissenso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 da oltre dieci anni che realizziamo il monitoraggio dello stato di salute dei diritti sociali e di quelli soggettivi nel nostro paese. Nel biennio 2016-2017 sono state riconosciute importanti garanzie di libert\u00e0 (le unioni civili, il testamento biologico e la legge contro la tortura) ma da allora i diritti della persona hanno conosciuto un periodo di oscuramento. Per quanto riguarda lo stato attuale dei diritti in Italia, un solo dato: un italiano su dieci rinuncia alle cure a causa delle liste d\u2019attesa e dei costi esorbitanti\u00bb,<strong> ha dichiarato Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto<\/strong>. \u00abQuesto dato, da solo, racconta l\u2019erosione dei diritti fondamentali: quando un diritto come l\u2019accesso alla salute risulta compromesso, il principio di uguaglianza viene svuotato. Ma la rinuncia alle cure \u00e8 solo uno dei segnali di un arretramento pi\u00f9 ampio che riguarda la libert\u00e0 di informazione, il diritto di manifestare dissenso, le condizioni di vita in carcere, la tutela delle minoranze e di categorie discriminate, dalle donne alle persone con disabilit\u00e0, dai minori alle persone migranti. Il Rapporto restituisce l\u2019immagine di un Paese in cui la compressione dei diritti viene normalizzata, spesso in nome della sicurezza o dell\u2019emergenza. Di fronte a questo quadro, il rapporto non mette solo in evidenza i dati ma denuncia l\u2019urgenza cambiare al pi\u00f9 presto paradigmaricordando che i diritti non sono concessioni revocabili, ma il fondamento stesso della democrazia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono solo alcuni dei diritti affrontati nei capitoli del Rapporto che da oggi \u00e8 disponibile su <a href=\"http:\/\/www.rapportodiritti.it\/\">www.rapportodiritti.it<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I 17 CAPITOLI:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1. Libert\u00e0 di espressione e di informazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel <strong>2025<\/strong> la <strong>libert\u00e0 di espressione e d&#8217;informazione<\/strong> in Italia registra un <strong>arretramento significativo<\/strong>. Secondo la classifica globale di <strong>Reporters Sans Fronti\u00e8res<\/strong>, il nostro Paese scende al <strong>49\u00b0 posto<\/strong>, perdendo <strong>tre posizioni<\/strong> rispetto al 2024 e collocandosi come il <strong>caso pi\u00f9 grave in Europa occidentale<\/strong>. Sul piano normativo, il <strong>decreto legislativo 10 dicembre 2024, n. 198<\/strong>, entrato in vigore il <strong>7 gennaio 2025<\/strong>, ha modificato l\u2019<strong>art. 114 c.p.p.<\/strong>, introducendo un <strong>divieto generalizzato di pubblicazione<\/strong> delle ordinanze applicative di misure cautelari personali fino alla conclusione delle indagini preliminari o dell\u2019udienza preliminare. Tale intervento solleva <strong>forti criticit\u00e0<\/strong>, poich\u00e9 <strong>limita il diritto di cronaca<\/strong> e rischia paradossalmente di danneggiare lo stesso indagato, affidando alla <strong>parafrasi giornalistica<\/strong> \u2013 e non al testo del giudice \u2013 la rappresentazione dei fatti. Parallelamente, la <strong>legge n. 80 del 2025<\/strong>, di conversione del <strong>decreto-legge n. 48<\/strong>, ha <strong>irrigidito il trattamento sanzionatorio del dissenso<\/strong>, introducendo <strong>pene pi\u00f9 severe<\/strong> per proteste e blocchi stradali e il principio di <strong>punibilit\u00e0 della resistenza passiva<\/strong>. L\u2019uso reiterato della <strong>decretazione d\u2019urgenza<\/strong> contribuisce a normalizzare l\u2019eccezione, comprimendo in modo strutturale gli spazi di libert\u00e0. Sul fronte della <strong>disinformazione<\/strong>, uno studio condotto tra <strong>aprile 2024 e marzo 2025<\/strong> segnala una <strong>diffusione massiccia di fake news<\/strong>: <strong>NewsGuard<\/strong> ha individuato <strong>556 siti<\/strong> che diffondono narrazioni false sul conflitto <strong>Russia-Ucraina<\/strong> e almeno <strong>62 siti<\/strong> che hanno veicolato notizie e immagini false sul conflitto tra <strong>Israele e Iran<\/strong>, spesso tramite contenuti generati con <strong>intelligenza artificiale<\/strong>. Nel loro insieme, questi elementi delineano un contesto in cui la <strong>libert\u00e0 di stampa<\/strong>, il <strong>diritto a un\u2019informazione corretta<\/strong> e la possibilit\u00e0 di <strong>manifestare il dissenso<\/strong> risultano sempre pi\u00f9 compressi.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Pluralismo religioso <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Ilaria Valenzi)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il <strong>2025<\/strong> conferma una situazione di <strong>stasi e criticit\u00e0<\/strong> nel <strong>pluralismo religioso<\/strong> in Italia. Nell\u2019anno scolastico <strong>2023-2024<\/strong> circa <strong>1,3 milioni di studenti<\/strong> hanno scelto di non avvalersi dell\u2019insegnamento della religione cattolica, con una <strong>forte differenziazione territoriale<\/strong>: mentre nel <strong>Centro-Nord<\/strong> si registra una crescita costante delle opzioni alternative, nel <strong>Sud<\/strong> permane una quasi totalit\u00e0 di adesioni. Sul piano istituzionale, il <strong>16 ottobre 2024<\/strong> si \u00e8 dimesso in blocco il <strong>Consiglio per le relazioni con l\u2019Islam<\/strong> presso il Ministero dell\u2019Interno, organismo consultivo attivo da oltre <strong>dieci anni<\/strong>, a causa della mancata collaborazione da parte del Ministro. Tale evento segna una <strong>battuta d\u2019arresto<\/strong> nel confronto istituzionale con l\u2019Islam, che in Italia conta circa <strong>2 milioni di fedeli<\/strong> ma continua a non godere di uno <strong>statuto giuridico<\/strong> come confessione religiosa. Analoga condizione riguarda la <strong>comunit\u00e0 sikh<\/strong>, tuttora priva di riconoscimento formale. In controtendenza, nei primi mesi del <strong>2025<\/strong> \u00e8 stata sottoscritta l\u2019<strong>intesa con la Diocesi ortodossa romena d\u2019Italia<\/strong>, dopo <strong>14 anni di trattative<\/strong>, riconoscendo pienamente una comunit\u00e0 di <strong>oltre 2 milioni di aderenti<\/strong>.&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella relazione 2024 presentata al Parlamento, l\u2019Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali riporta dati preoccupanti relativi alla discriminazione di matrice religiosa. Secondo un set di dati composto da segnalazioni dirette al Contact Center e monitoraggio di media e web, l\u2019UNAR indicizza le discriminazioni religiose come secondo ambito di rilevanza (3.236 casi, pari al 20,9% del totale). Entro tale quadro, le manifestazioni di antisemitismo rappresenterebbero il 18,1% dei casi di cronaca e il 12,1% dei casi di hate speech<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019<strong>islamofobia<\/strong> \u00e8 anch\u2019essa in crescita: secondo il report <strong>Being Muslim in the EU<\/strong> dell\u2019<strong>Agenzia UE per i diritti fondamentali<\/strong>, il <strong>45% delle donne musulmane<\/strong> che indossano abiti religiosi ha subito discriminazioni negli ultimi <strong>cinque anni<\/strong>, soprattutto nell\u2019accesso al lavoro. L\u2019Italia presenta inoltre il dato pi\u00f9 basso di denunce per discriminazione islamofobica (<strong>2%<\/strong>), segno di un forte <strong>under-reporting<\/strong>. Il quadro complessivo restituisce un pluralismo religioso <strong>formalmente riconosciuto<\/strong> ma sostanzialmente <strong>fragile<\/strong>, con persistenti <strong>asimmetrie e arretramenti<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. Salute e libert\u00e0 terapeutica <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Silvia Demma)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il <strong>diritto alla salute<\/strong> in Italia continua a essere segnato da <strong>forti disuguaglianze territoriali<\/strong> e da una crescente <strong>rinuncia alle cure<\/strong>. Nel <strong>2024<\/strong> <strong>quasi una persona su dieci<\/strong> ha rinunciato a prestazioni sanitarie, principalmente a causa delle <strong>liste d\u2019attesa<\/strong>. Il <strong>23,9% dei cittadini<\/strong> ha sostenuto interamente il costo dell\u2019ultima prestazione specialistica, <strong>senza alcun rimborso<\/strong>, in aumento rispetto al <strong>19,9%<\/strong> del 2023. L\u2019impatto della <strong>legge 107\/2024<\/strong> per la riduzione delle liste d\u2019attesa \u00e8 risultato <strong>limitato<\/strong>: a <strong>marzo 2025<\/strong> il <strong>27% delle strutture sanitarie<\/strong> presentava ancora <strong>irregolarit\u00e0 gravi<\/strong>, incluse chiusure illegittime delle agende di prenotazione, e a <strong>novembre 2025<\/strong> mancavano ancora <strong>2 dei 6 decreti attuativi<\/strong>. Il <strong>Fascicolo Sanitario Elettronico<\/strong> resta poco utilizzato: a <strong>giugno 2025<\/strong> solo il <strong>43% dei cittadini<\/strong> aveva autorizzato l\u2019accesso ai propri dati, con forti divari regionali (<strong>oltre 90%<\/strong> in Emilia-Romagna, Trento e Veneto contro <strong>1-2%<\/strong> in Calabria e Campania). Sul fronte della <strong>cannabis terapeutica<\/strong>, nel <strong>2024<\/strong> sono stati venduti <strong>1.694,8 kg<\/strong>, ma solo <strong>211,28 kg<\/strong> provenivano dallo <strong>Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze<\/strong>, unico autorizzato alla produzione nazionale. Il resto del fabbisogno continua a essere coperto tramite <strong>importazioni<\/strong>, mentre alcuni pazienti ricorrono all\u2019<strong>autocoltivazione<\/strong>, e sono esposti a procedimenti penali. Sul <strong>fine vita<\/strong>, il Parlamento non ha ancora legiferato nonostante i ripetuti richiami della <strong>Corte costituzionale<\/strong>: con la <strong>sentenza n. 132\/2025<\/strong>, la Consulta ha ribadito il <strong>diritto della persona<\/strong> a essere accompagnata dal <strong>Servizio sanitario nazionale<\/strong> nel percorso di <strong>suicidio medicalmente assistito<\/strong>, chiarendo il <strong>ruolo di garanzia<\/strong> delle strutture pubbliche. L\u2019insieme di questi elementi mostra un <strong>sistema sanitario sotto pressione<\/strong>, in cui la <strong>libert\u00e0 terapeutica<\/strong> e l\u2019<strong>uguaglianza nell\u2019accesso alle cure<\/strong> restano <strong>diritti incompiuti<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>4. Ambiente <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Gianfranco Nucera)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo ambientale restituisce un quadro <strong>fortemente critico<\/strong>, in cui al peggioramento degli indicatori ecologici non corrisponde un\u2019adeguata risposta politica e normativa. Il <strong>Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC)<\/strong>, adottato nel <strong>dicembre 2023<\/strong>, risulta ancora <strong>privo di decreti attuativi<\/strong>, lasciando indefiniti sia i meccanismi di finanziamento sia gli interventi legislativi necessari alla sua effettiva applicazione. Nel frattempo, i <strong>reati ambientali<\/strong> accertati nel <strong>2024<\/strong> hanno raggiunto quota <strong>40.590<\/strong>, con un incremento del <strong>14,4%<\/strong> rispetto all\u2019anno precedente; la <strong>filiera del cemento<\/strong> concentra il <strong>33,6%<\/strong> del totale dei reati ambientali, cresciuti del <strong>4,7%<\/strong> nell\u2019ultimo anno (dati <strong>Legambiente, Ecomafia 2025<\/strong>). Secondo l\u2019<strong>ISPRA<\/strong>, il <strong>94,5% dei comuni italiani<\/strong> \u00e8 esposto a rischio di frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera, ma la spesa per la <strong>prevenzione<\/strong> e l\u2019<strong>adattamento climatico<\/strong> resta insufficiente. Sul piano normativo, la conversione in legge del <strong>decreto milleproroghe<\/strong> nel <strong>febbraio 2025<\/strong> ha ulteriormente rinviato interventi cruciali, come la ricognizione dei siti contaminati di interesse nazionale e la revisione dell\u2019uso di biocombustibili poco sostenibili. Parallelamente, la <strong>legge n. 80\/2025<\/strong> ha introdotto <strong>sanzioni penali<\/strong> per le forme di protesta ambientale, punendo i blocchi stradali con pene fino a <strong>2 anni di reclusione<\/strong>, comparabili a quelle previste per reati ambientali gravi come lo sversamento illecito in mare. A livello europeo, il ritiro nel <strong>giugno 2025<\/strong> della proposta di direttiva sui <strong>green claims<\/strong> e il varo del <strong>Defence Readiness Omnibus<\/strong>, con <strong>800 miliardi di euro<\/strong> destinati alla spesa militare nei prossimi quattro anni (di cui <strong>88 miliardi in Italia<\/strong>), segnalano uno spostamento di risorse e priorit\u00e0 verso un\u2019economia di guerra e a discapito delle politiche ambientali. In questo contesto, progetti come il <strong>Ponte sullo Stretto di Messina<\/strong>, dai costi destinati a lievitare ben oltre le stime iniziali, rappresentano emblematicamente una visione di sviluppo in contrasto con le reali esigenze di <strong>sicurezza ambientale<\/strong> del Paese.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>5. Istruzione <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Angelica Gatti)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel biennio <strong>2024-2025<\/strong> il sistema dell\u2019istruzione \u00e8 stato attraversato da riforme che hanno accentuato un\u2019impostazione <strong>punitiva, selettiva e diseguale<\/strong>. La riforma della valutazione del comportamento nelle scuole secondarie, introdotta con la <strong>legge n. 150\/2024<\/strong> e rafforzata dalla <strong>legge n. 70\/2024<\/strong>, prevede la <strong>bocciatura automatica<\/strong> in caso di voto inferiore a sei in condotta e l\u2019attribuzione del <strong>massimo credito scolastico<\/strong> solo agli studenti con almeno <strong>9\/10<\/strong> in comportamento. Le organizzazioni studentesche hanno denunciato una <strong>svolta repressiva<\/strong>, accusando il Ministero di usare la condotta per colpire scioperi, occupazioni e forme di dissenso. Sul fronte dell\u2019<strong>inclusione<\/strong>, il <strong>DM 32\/2025<\/strong> ha introdotto la possibilit\u00e0 di confermare il docente di sostegno precario su richiesta della famiglia, misura contestata dai sindacati ma difesa dalla <strong>FISH<\/strong> come <strong>accomodamento ragionevole<\/strong>; il <strong>TAR<\/strong> e il <strong>Consiglio di Stato<\/strong> hanno respinto le richieste cautelari, mantenendo la norma in vigore. Permangono tuttavia criticit\u00e0 strutturali: nel <strong>2023-2024<\/strong> gli alunni con disabilit\u00e0 erano quasi <strong>359.000<\/strong>, e <strong>oltre uno su due<\/strong> ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all\u2019anno precedente; <strong>oltre 15.000 studenti<\/strong> necessitano di assistenza all\u2019autonomia e alla comunicazione senza poterne usufruire. Nel campo dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca, circa il <strong>40%<\/strong> del personale accademico \u00e8 <strong>non strutturato<\/strong> e solo il <strong>10%<\/strong> dei ricercatori ottiene una posizione stabile; i compensi restano tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa (un post-doc guadagna in media <strong>19.560 euro netti annui<\/strong>, contro oltre <strong>49.000<\/strong> nel Regno Unito e <strong>52.689<\/strong> in Germania). L\u2019Italia destina all\u2019universit\u00e0 solo lo <strong>0,9% del PIL<\/strong>, con ulteriori tagli al MUR previsti per <strong>247 milioni<\/strong> nel 2025, <strong>239 milioni<\/strong> nel 2026 e <strong>216 milioni<\/strong> nel 2027, mentre i fondi <strong>PNRR<\/strong>, pari a <strong>14 miliardi<\/strong>, rappresentano una bolla temporanea destinata a esaurirsi nel <strong>2026<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>6. Lavoro <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Lorenzo Fanoli e Daniela Bauduin)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo dedicato al lavoro mostra come l\u2019aumento dell\u2019occupazione non abbia prodotto una riduzione della povert\u00e0. Secondo l\u2019<strong>Istat<\/strong> nel <strong>2024<\/strong> il <strong>23,1%<\/strong> della popolazione si trovava a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale, in crescita rispetto al <strong>22,8%<\/strong> del 2023. L\u2019Italia registra uno dei peggiori andamenti salariali dell\u2019area euro: all\u2019inizio del <strong>2025<\/strong> i <strong>salari reali<\/strong> risultavano inferiori del <strong>4,3%<\/strong> rispetto al 2021 e, insieme alla Grecia, il nostro Paese \u00e8 l\u2019unico dell\u2019eurozona in cui le retribuzioni reali sono diminuite tra il <strong>2000<\/strong> e il <strong>2024<\/strong> (<strong>OCSE<\/strong>). Il fenomeno del <strong>lavoro povero<\/strong> coinvolge il <strong>10,2%<\/strong> degli occupati (<strong>Eurostat<\/strong>), contro una media UE dell\u2019<strong>8,2%<\/strong>, collocando l\u2019Italia al <strong>sesto posto<\/strong> in Europa. Sul fronte della sicurezza sul luogo di lavoro, nel <strong>2024<\/strong> le denunce di infortunio sono state <strong>593.000<\/strong>, con <strong>1.202 morti<\/strong>, mentre le malattie professionali denunciate hanno raggiunto quota <strong>88.000<\/strong>, in aumento del <strong>21,8%<\/strong> rispetto al 2023 e del <strong>44,4%<\/strong> rispetto al 2019. Le politiche di sostegno al reddito risultano fortemente ridimensionate: nel <strong>2023<\/strong> il <strong>Reddito di cittadinanza<\/strong> aveva coinvolto quasi <strong>3 milioni di persone<\/strong> con un importo medio di circa <strong>600 euro mensili<\/strong>, mentre nel <strong>2024<\/strong> l\u2019<strong>Assegno di inclusione<\/strong> ha raggiunto <strong>1,8 milioni di beneficiari<\/strong> con un importo medio di <strong>259 euro<\/strong>, e il <strong>Supporto per la formazione e il lavoro<\/strong> ha interessato <strong>130.000 persone<\/strong> per un periodo medio di <strong>cinque mesi e mezzo<\/strong>. Il referendum dell\u2019<strong>8\u20139 giugno 2025<\/strong> non ha raggiunto il quorum, ma ha comunque visto la partecipazione di circa <strong>14 milioni di elettori<\/strong>, segnalando una diffusa domanda sociale di <strong>maggiori tutele nel lavoro<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>7. Persona e disabilit\u00e0<\/strong><strong><em> (a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Domenico Massano)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo dedicato alla persona e alla disabilit\u00e0 mette in evidenza <strong>ritardi normativi gravi e persistenti<\/strong> che incidono direttamente sull\u2019esigibilit\u00e0 dei diritti. L\u2019entrata in vigore del <strong>decreto legislativo n. 62\/2024<\/strong>, attuativo della legge delega <strong>227\/2021<\/strong>, \u00e8 stata rinviata al <strong>gennaio 2027<\/strong> dal decreto milleproroghe, suscitando una forte reazione da parte delle associazioni. Questo slittamento blocca l\u2019attuazione del <strong>progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato<\/strong>, cardine della riforma e strumento essenziale per superare l\u2019<strong>istituzionalizzazione<\/strong>. Secondo <strong>Eurofound<\/strong>, in Europa le persone con disabilit\u00e0 istituzionalizzate sono <strong>1,4 milioni<\/strong>, in aumento negli ultimi dieci anni; in Italia sono almeno <strong>51.000<\/strong> le persone con disabilit\u00e0 sotto i 65 anni che vivono in strutture residenziali, spesso di grandi dimensioni. L\u2019<strong>ISTAT<\/strong> rileva che il ricorso all\u2019istituzionalizzazione \u00e8 frequentemente determinato dall\u2019<strong>assenza di servizi territoriali<\/strong> adeguati alla vita indipendente. Particolarmente allarmanti risultano i dati sulle violenze: nel biennio <strong>2023\u20132024<\/strong> sono stati registrati <strong>540 reati<\/strong> ai danni di persone con disabilit\u00e0, con un incremento del <strong>66%<\/strong> rispetto al biennio precedente; <strong>94<\/strong> sono i casi di violenza sessuale, di cui <strong>11<\/strong> su minori. Sul piano culturale, la <strong>Mappa dell\u2019intolleranza di VOX<\/strong> segnala che il <strong>79,86%<\/strong> dei contenuti online riferiti all\u2019<strong>abilismo<\/strong> \u00e8 costituito da odio, insulti o stereotipi, contribuendo a una rappresentazione che nega la piena soggettivit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>8. Profughi e richiedenti asilo<\/strong><strong><em> (a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Rita Vitale)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo dedicato ai profughi e ai richiedenti asilo descrive un quadro di <strong>progressiva restrizione dell\u2019accesso alla protezione internazionale<\/strong>, nel quale le garanzie previste dal <strong>diritto europeo e internazionale<\/strong> risultano sempre pi\u00f9 indebolite. Il nuovo <strong>Patto europeo su migrazione e asilo<\/strong>, approvato nel <strong>2024<\/strong>, introdurr\u00e0 <strong>procedure accelerate di frontiera<\/strong> che <strong>riducono i tempi di esame<\/strong> delle domande e <strong>ampliano le possibilit\u00e0 di trattenimento<\/strong> delle persone richiedenti asilo, incidendo direttamente sulla <strong>qualit\u00e0<\/strong> e sull\u2019<strong>effettivit\u00e0<\/strong> della tutela. Il Rapporto rileva come tali procedure producano una condizione di <strong>incertezza giuridica prolungata<\/strong>, che colpisce in modo particolare le persone <strong>pi\u00f9 vulnerabili<\/strong>. Un elemento particolarmente critico \u00e8 rappresentato dall\u2019attuazione del <strong>Protocollo Italia-Albania<\/strong>, operativo nel corso del <strong>2025<\/strong>: nel <strong>Centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader<\/strong>, tra <strong>aprile e ottobre 2025<\/strong>, circa il <strong>70%<\/strong> dei provvedimenti di trattenimento <strong>non \u00e8 stato convalidato<\/strong> dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, segnalando una <strong>sistematica carenza dei presupposti di legge<\/strong>. Questo dato dimostra come il <strong>trattenimento<\/strong> venga utilizzato in modo <strong>estensivo<\/strong> anche nei confronti di persone che potrebbero avere <strong>titolo alla protezione internazionale<\/strong>. Il Rapporto sottolinea che tali pratiche rischiano di compromettere il principio di <strong>non-refoulement<\/strong> e di trasformare il <strong>diritto d\u2019asilo<\/strong> in una procedura <strong>emergenziale<\/strong>, fondata pi\u00f9 sulla <strong>deterrenza<\/strong> che sulla <strong>tutela<\/strong>. L\u2019insieme di queste misure contribuisce a rendere il percorso di richiesta di asilo sempre pi\u00f9 <strong>opaco, diseguale e condizionato<\/strong>, con effetti diretti sull\u2019accesso ai <strong>diritti fondamentali<\/strong>, sull\u2019<strong>accoglienza<\/strong> e sulle possibilit\u00e0 di <strong>integrazione futura<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>9. Migrazioni e integrazione <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Francesco Damiano Portoghese )<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo dedicato alle migrazioni e all\u2019integrazione evidenzia un <strong>arretramento strutturale delle politiche inclusive<\/strong> e una crescente centralit\u00e0 degli strumenti di <strong>controllo e trattenimento<\/strong>. Il Rapporto segnala come questa impostazione incida direttamente sulla <strong>condizione giuridica<\/strong> delle persone migranti, producendo una <strong>precariet\u00e0 prolungata<\/strong> che ostacola l\u2019accesso al <strong>lavoro<\/strong>, ai <strong>servizi<\/strong> e alla <strong>partecipazione sociale<\/strong>. Manca ancora una riforma della legge sulla cittadinanza. Nel 2024 grazie all\u2019impegno dell\u0259 italian\u0259 senza cittadinanza, di alcun\u0259 parlamentari, e di diverse associazioni e sindacati sono state raccolte oltre 500.000 firme online per indire un referendum parzialmente abrogativo della legge 91 del 1992. Il referendum, che si \u00e8 tenuto a giugno 2025, non ha per\u00f2 raggiunto il quorum. Parallelamente, il Rapporto mette in luce la progressiva <strong>marginalizzazione delle politiche di integrazione<\/strong>: la mancanza di <strong>investimenti strutturali<\/strong> in percorsi di <strong>formazione linguistica<\/strong>, <strong>inserimento lavorativo<\/strong> e <strong>inclusione abitativa<\/strong> rende inefficace qualunque progetto di integrazione di <strong>medio-lungo periodo<\/strong>. Le politiche migratorie risultano cos\u00ec sbilanciate verso una gestione <strong>emergenziale e securitaria<\/strong> dei flussi, con effetti diretti sull\u2019aumento dell\u2019<strong>irregolarit\u00e0<\/strong>, dello <strong>sfruttamento lavorativo<\/strong> e dell\u2019<strong>esclusione sociale<\/strong>. In questo quadro, l\u2019integrazione non viene trattata come una componente <strong>essenziale<\/strong> delle politiche pubbliche, ma anzi risulta progressivamente compromessa, con conseguenze negative non solo per le persone migranti, ma per la <strong>coesione complessiva<\/strong> della societ\u00e0. Il decreto flussi, che regola gli ingressi in Italia per lavoro, non funziona e crea solo ulteriore marginalit\u00e0 sociale, sfruttamento e irregolarit\u00e0.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>10. Rom e Sinti <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Antonio Ardolino)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alla fine del <strong>2024<\/strong> erano <strong>poco pi\u00f9 di 13 mila<\/strong> le persone <strong>rom e sinte<\/strong> che vivevano all\u2019interno dei <strong>102 insediamenti formali all\u2019aperto<\/strong>, mentre <strong>circa 2 mila persone<\/strong> vivevano in <strong>insediamenti informali<\/strong> localizzati in <strong>aree periferiche, isolate o difficili da raggiungere<\/strong>, presenti in <strong>75 comuni e 13 regioni italiane<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel corso del <strong>2025<\/strong> si \u00e8 osservata una <strong>riduzione del 53% degli insediamenti formali rispetto al 2016<\/strong> e un <strong>calo del 17% rispetto all\u2019anno precedente<\/strong>. La <strong>riduzione numerica degli insediamenti<\/strong> non si traduce per\u00f2 automaticamente in un <strong>miglioramento delle condizioni di vita<\/strong> delle comunit\u00e0 coinvolte.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Persistono <strong>problemi gravi<\/strong> come la <strong>mancanza di servizi essenziali<\/strong> \u2014 <strong>acqua potabile, elettricit\u00e0, riscaldamento<\/strong> \u2014 l\u2019<strong>uso di materiali di risulta per costruzioni insicure<\/strong>, <strong>condizioni igieniche precarie<\/strong>, <strong>problemi di accumulo di rifiuti<\/strong> e <strong>barriere burocratiche nella regolarizzazione documentaria<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019<strong>accesso a un alloggio dignitoso e stabile<\/strong> rimane un <strong>obiettivo cruciale della Strategia nazionale per l\u2019uguaglianza, l\u2019inclusione e la partecipazione di rom e sinti 2021-2030<\/strong>, la cui <strong>piena attuazione<\/strong> appare pi\u00f9 che mai necessaria per <strong>tradurre gli impegni politici in realt\u00e0 tangibili<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Preoccupa anche l\u2019<strong>antiziganismo<\/strong>, ovvero il <strong>pregiudizio e l\u2019odio generalizzato verso i popoli rom e sinti<\/strong>, che continua a manifestarsi in <strong>forme molteplici e insidiose<\/strong> e non si limita a <strong>episodi isolati di discriminazione<\/strong>, ma <strong>permea narrazioni mediatiche, discorsi politici e atteggiamenti collettivi<\/strong>, alimentando <strong>stereotipi e paure<\/strong> che si traducono in <strong>ostilit\u00e0 verso le comunit\u00e0 rom e sinte<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>11. LGBTQIA+ <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Marina de Stradis e Benedetta Caporusso)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo sui diritti delle persone LGBTQIA+ evidenzia una persistente condizione di vuoto normativo e informativo che incide direttamente sulla effettivit\u00e0 delle tutele. Secondo il <em>Rainbow Report ILGA-Europe 2024<\/em>, l\u2019Italia si colloca al <strong>35\u00b0 posto su 49 Paesi europei<\/strong>, con un livello di riconoscimento dei diritti pari al <strong>24,41%<\/strong>, nettamente inferiore alla media UE. Il Rapporto segnala l\u2019assenza di una legislazione organica contro le discriminazioni e i crimini d\u2019odio basati su orientamento sessuale e identit\u00e0 di genere, nonch\u00e9 la mancanza di strumenti di prevenzione adeguati. Particolarmente critica risulta la carenza di sistemi ufficiali e continuativi di raccolta dati su discriminazioni, violenze e hate speech, che contribuisce a una sottostima strutturale del fenomeno e a un conseguente immobilismo legislativo. I dati disponibili restituiscono comunque un quadro preoccupante: tra <strong>maggio 2024 e maggio 2025<\/strong> sono stati registrati <strong>110 episodi di omolesbobitransfobia<\/strong> e il <strong>62,41%<\/strong> dei contenuti online a tema LGBTQIA+ presenta una connotazione negativa, a fronte di un <strong>under-reporting<\/strong> ancora diffuso. Il Rapporto segnala inoltre forti disparit\u00e0 nell\u2019accesso alla salute e al lavoro, con il <strong>47%<\/strong> delle persone LGBTQIA+ che dichiara di sentirsi discriminato e diffuse pratiche di esclusione, in particolare nei confronti delle persone <strong>trans<\/strong>* e <strong>non binarie<\/strong>. In questo contesto, l\u2019assenza di <strong>dati quantitativi affidabili<\/strong> e di <strong>norme specifiche<\/strong> limita sia la protezione individuale dei diritti sia la capacit\u00e0 di intervento delle istituzioni.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>12. <\/strong><strong>Autodeterminazione femminile <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Marina de Stradis e Michela Pugliese)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo sull\u2019autodeterminazione femminile restituisce un quadro segnato da <strong>violenza strutturale<\/strong>, ostacoli all\u2019accesso ai diritti e carenze nei <strong>servizi<\/strong>. Nel <strong>2025<\/strong> sono stati monitorati <strong>99 femminicidi<\/strong>, confermando la persistenza di una violenza <strong>sistemica<\/strong> contro le donne. Il Rapporto evidenzia che il <strong>73%<\/strong> delle donne che contattano il numero antiviolenza <strong>1522<\/strong> non presenta denuncia, un dato che segnala una profonda <strong>sfiducia<\/strong> nei meccanismi di protezione e una difficolt\u00e0 strutturale nell\u2019accesso a percorsi di uscita dalla violenza. Sul piano dei <strong>diritti riproduttivi<\/strong>, l\u2019accesso all\u2019<strong>interruzione volontaria di gravidanza<\/strong> continua a essere fortemente limitato: i tassi di <strong>obiezione di coscienza<\/strong> superano il <strong>60%<\/strong>, con differenze territoriali che incidono direttamente sull\u2019<strong>esigibilit\u00e0 del diritto<\/strong>. Il Rapporto segnala inoltre il progressivo <strong>indebolimento dei consultori familiari<\/strong>, che riduce la possibilit\u00e0 per le donne di ricevere <strong>informazioni<\/strong>, <strong>supporto<\/strong> e <strong>accompagnamento<\/strong>. Le politiche pubbliche risultano prevalentemente orientate alla <strong>repressione penale<\/strong>, senza adeguati investimenti in <strong>prevenzione<\/strong>, servizi e <strong>autonomia economica<\/strong>. In questo contesto, l\u2019autodeterminazione femminile appare come un diritto <strong>formalmente riconosciuto<\/strong> ma concretamente ostacolato da fattori <strong>strutturali<\/strong> che ne limitano l\u2019esercizio.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>13. Minori <\/strong><strong><em>(a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Benedetta Rinaldi Ferri e Chiara Pineschi)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo dedicato ai minori restituisce un quadro di forte <strong>vulnerabilit\u00e0 sociale ed educativa<\/strong>, aggravato da disuguaglianze strutturali e da un progressivo irrigidimento delle risposte istituzionali. Nel <strong>2025<\/strong>, il <strong>25,6%<\/strong> delle famiglie con minori risulta a rischio di <strong>povert\u00e0 o esclusione sociale<\/strong>, una percentuale significativamente superiore a quella delle famiglie senza figli. La condizione \u00e8 particolarmente grave per i minori di origine straniera, tra i quali il rischio di povert\u00e0 supera il <strong>43%<\/strong>, evidenziando una frattura profonda lungo linee sociali e migratorie. Il Rapporto segnala inoltre marcati <strong>divari territoriali<\/strong>, con una concentrazione delle situazioni pi\u00f9 critiche nel <strong>Mezzogiorno<\/strong>. Alle difficolt\u00e0 economiche si aggiungono carenze nei <strong>servizi educativi<\/strong> e di supporto, che incidono sulle opportunit\u00e0 di sviluppo e di inclusione. In parallelo, cresce il numero di minori e giovani adulti coinvolti nel <strong>sistema penale<\/strong>, un dato che il Rapporto mette in relazione anche agli effetti del <strong>Decreto Caivano<\/strong>, che ha rafforzato l\u2019approccio <strong>repressivo<\/strong> nei confronti del disagio giovanile. Tale impostazione, orientata prevalentemente alla <strong>sanzione<\/strong>, rischia di sostituire interventi educativi e sociali strutturali, contribuendo a una <strong>penalizzazione precoce<\/strong> dei percorsi di vita. Il capitolo sottolinea come l\u2019assenza di politiche <strong>integrate<\/strong> renda i minori uno dei gruppi pi\u00f9 esposti all\u2019erosione dei <strong>diritti fondamentali<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>14. Prigionieri<\/strong><strong><em> (a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Federica Resta)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il capitolo sui prigionieri descrive una situazione di <strong>crisi strutturale del sistema penitenziario<\/strong>, segnata da <strong>sovraffollamento cronico<\/strong> e condizioni di vita incompatibili con la funzione <strong>rieducativa<\/strong> della pena. Al <strong>30 novembre 2025<\/strong>, le persone detenute negli istituti penitenziari italiani erano <strong>63.868<\/strong>, a fronte di una capienza regolamentare di <strong>51.275 posti<\/strong>, con un tasso di sovraffollamento pari al <strong>138,5%<\/strong>. Secondo i dati di <strong>Antigone<\/strong>, <strong>72 istituti<\/strong> superano il <strong>150%<\/strong> di affollamento, con punte che oltrepassano il <strong>200%<\/strong>. Nel corso del <strong>2025<\/strong> si sono verificati <strong>79 suicidi in carcere<\/strong>, un numero che conferma la drammaticit\u00e0 delle condizioni detentive e la fragilit\u00e0 dei sistemi di prevenzione. Il Rapporto segnala inoltre una crescita costante della popolazione detenuta, con un incremento medio annuo di circa <strong>2.050 persone<\/strong> dal <strong>2020<\/strong>. Le <strong>misure alternative<\/strong> alla detenzione restano fortemente sottoutilizzate: solo <strong>1.459 persone<\/strong> risultano ammesse alla <strong>semilibert\u00e0<\/strong>, nonostante l\u2019evidente incapacit\u00e0 del carcere di rispondere ai bisogni di <strong>reinserimento sociale<\/strong>. Il capitolo evidenzia come l\u2019uso estensivo della detenzione produca effetti negativi non solo sulle persone recluse, ma sull\u2019intero sistema della <strong>giustizia penale<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>15. Salute mentale<\/strong><strong><em> (a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Paola Finzi)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Secondo il rapporto di Angelini Pharma e The European House \u2013 Ambrosetti (2025), circa 1 italiano su 6 convive con un disturbo mentale, clinicamente diagnosticato o diagnosticabile. I tassi di prevalenza per ansia (6.950 casi per 100.000 abitanti) e depressione (5.365 casi per 100.000) sono tra i pi\u00f9 elevati registrati. Particolarmente colpita \u00e8 la fascia 20-54 anni, dove si registrano 19.000 casi ogni 100.000 persone: un indicatore significativo del peso del disagio psichico in et\u00e0 lavorativa. I dati dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 mostrano come pi\u00f9 del 6% degli adulti e il 9% degli over-65 accusano sintomi depressivi, media che sale al 13% dopo gli 85 anni. Tra le persone con maggiori difficolt\u00e0 economiche, queste percentuali aumentano significativamente: fino al 18% negli adulti con basso reddito e al 25% tra gli anziani con gravi problemi economici. Il 2025 registra anche l\u2019emergere di nuove fonti di sofferenza: l\u2019eco-ansia (paura legata ai cambiamenti climatici), il senso di instabilit\u00e0 geopolitica e la pressione costante delle tecnologie digitali. Molti cittadini dichiarano di non dormire a causa delle preoccupazioni su guerre lontane ma \u201cnon pi\u00f9 cos\u00ec lontane\u201d, crisi ambientali o incertezze sul futuro. L\u2019iper-connessione, poi, aggrava il quadro psicologico: l\u2019uso intensivo dei social media \u00e8 associato a ansia, insonnia, calo dell\u2019autostima, e a una costante ricerca di approvazione online.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>16. Dati sensibili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Secondo l&#8217;Istat, il ricorso all&#8217;intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti registrerebbe in Italia, nell&#8217;ultimo anno, una crescita particolarmente significativa, dall&#8217;8,2% del 2024 al 16,4% del 2025 (era il 5% nel 2023). Il mercato dell\u2019i.a. era cresciuto, in Italia del 52% gi\u00e0 nel 2024. Dal discorso del Presidente per la relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali si stima che attualmente il 75% degli studenti la usi per i compiti, l\u201982% dei ragazzi (con un incremento del 14 % in un solo anno) \u00e8 convinto che l\u2019i.a. avr\u00e0 un ruolo stabile nella propria vita, anche se il 52,3% dei giovani non riesce a distinguere un video deepfake da uno reale. Il diritto alla protezione dei dati svolge un ruolo centrale nella governance dell\u2019i.a. Se ne \u00e8 avuta dimostrazione nel 2025, sia sul versante normativo sia su quello applicativo. A livello normativo l\u2019inizio dell\u2019efficacia delle norme dell\u2019Ai Act e l\u2019approvazione definitiva della legge italiana sull\u2019i.a. (n. 132 del 2025) hanno concorso a delineare un quadro regolatorio in cui la protezione dati assume una funzione importante.&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>17. Diritto all\u2019abitare<\/strong><strong><em> (a cura di <\/em><\/strong><strong><em>Enrico Puccini)<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Piano Casa, inserito nella legge di Bilancio 2026, rischia di rimanere un quadro strategico privo di concreta operativit\u00e0 se non saranno rapidamente approvati i decreti attuativi. Ma i fondi sono pochi: il Piano prevede uno stanziamento di 560 milioni di euro nel triennio 2028-2030. A queste somme si aggiunge una fase sperimentale di circa 660 milioni di euro destinata al periodo 2025-2027, da impiegare in progetti pilota e interventi di avvio. La legge cosiddetta sicurezza del 2025 ha introdotto il nuovo reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui e una procedura d\u2019urgenza che consente la restituzione immediata dell\u2019immobile occupato, con pene dai 2 ai 7 anni di reclusione. Il tema della casa si sposta cos\u00ec dal terreno delle politiche sociali a quello della sicurezza pubblica, trasformando la questione abitativa in questione di ordine pubblico e producendo un quadro normativo che amplia i poteri repressivi dello Stato senza offrire alternative reali a chi vive situazioni di vulnerabilit\u00e0 e necessit\u00e0. Anche nel 2025 i fondi per il contributo all\u2019affitto sono stati azzerati. Per fare un confronto con altri paesi europei: in Francia 3 milioni di affittuari ricevono un contributo all\u2019affitto, in Germania 1,5 milioni, in Italia nessuno.<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il diritto all\u2019abitare viene spesso affrontato come un\u2019<strong>emergenza<\/strong> e non come una componente strutturale delle politiche sociali.&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p><em>I ricercatori e le ricercatrici del Rapporto sullo Stato dei diritti in Italia sono: Antonio Ardolino per il capitolo Rom e sinti; Angelica Gatti per il capitolo Istruzione; Federica Resta per il capitolo Prigionieri e il capitolo Dati sensibili; Benedetta Rinaldi Ferri e Chiara Pineschi per il capitolo Minori; Paola Finzi per il capitolo Salute mentale; Domenico Massano per il capitolo Persona e disabilit\u00e0; Enrico Puccini per il capitolo Diritto all\u2019abitare; Lorenzo Fanoli e Daniela Bauduin per il capitolo Lavoro; Silvia Demma per il capitolo Salute e Libert\u00e0 Terapeutica; Ilaria Valenzi per il capitolo Pluralismo religioso; Francesco Damiano Portoghese per il capitolo Migrazione e integrazione; Rita Vitale per il capitolo profughi e richiedenti asilo; Gianfranco Nucera per il capitolo Ambiente; Marina de Stradis e Benedetta Caporusso per il capitolo LGBTQIA+; Marina de Stradis e Michela Pugliese per il capitolo Autodeterminazione femminile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Silvia Bellucci &#8211; Ufficio Stampa A Buon Diritto, +39 3461561637<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A BUON DIRITTOpresenta&nbsp;RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI &#8211; Quasi una 1 persona su 10 rinuncia alle cure, principalmente per le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,5],"tags":[],"class_list":["post-85260","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=85260"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85261,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/85260\/revisions\/85261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=85260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=85260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=85260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}