{"id":85280,"date":"2026-01-29T19:42:53","date_gmt":"2026-01-29T19:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85280"},"modified":"2026-01-29T19:43:14","modified_gmt":"2026-01-29T19:43:14","slug":"ugo-foscolo-linattualita-di-un-contemporaneo-nel-destino-del-tragico-verso-il-bicentenario-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=85280","title":{"rendered":"Ugo Foscolo, l\u2019inattualit\u00e0 di un \u00abcontemporaneo\u00bb nel destino del tragico. Verso il bicentenario della morte"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85281\" style=\"width:306px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000173408-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Inquieti. Irregolari. Eretici. La letteratura non \u00e8 un narrare soltanto. \u00c8 un Pensiero nella catastrofe. Il tragico che attraversa il tempo che consuma. Ugo Foscolo fu il rivoluzionario nel tragico. Consegn\u00f2 il suo destino al Novecento. Non venne compreso. Eredit\u00f2 dai greci ma anche da Casanova, quasi suo contemporaneo, che incarn\u00f2 la morte del e nel Settecento. Visse di viaggi e di esilio. Non fu un romantico. Fu il tragico Jacopo che recit\u00f2 la fine del tempo e la morte dell&#8217;amore. L&#8217;amore dura soltanto nel morire. Non c&#8217;\u00e8 spirito religioso. Nonostante i Sepolcri. C&#8217;\u00e8 il morire nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A 200 anni dalla morte di Ugo Foscolo e l\u2019inattualit\u00e0 del rivoluzionario che recupera la tradizione. Un percorso che resta fondamentale in una et\u00e0 della ragione che in Foscolo ritrova la malinconia e il tempo tragico. Foscolo \u00e8 la tradizione post medievale ma \u00e8 anche il rivoluzionario che annuncia il romantico sentire la vita con la metafisica dell\u2019anima. Infatti non si pu\u00f2 prescindere da una osservazione che si apre alla modernit\u00e0 della letteratura attraverso il disegno della tradizione e della memoria: \u201cL\u2019arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bens\u00ec nel rappresentare con novit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ugo Foscolo. Il poeta che traccia il silenzio dei \u201cSepolcri\u201d e la grecit\u00e0 di Zante nel canto sublime di un ulissismo dolorante. La rivoluzione e l\u2019eresia. Un binomio che permette di leggere Ugo Foscolo tra il superamento della Ragione e la \u201crappresentazione\u201d del rivoluzionario nella sua attualit\u00e0. Ugo Foscolo. L\u2019inquietudine dell\u2019intellettuale moderno nell\u2019eresia del rivoluzionario \u00e8 un percorso fondamentale per comprende l\u2019agonia di un\u2019epoca e la solitudine di un uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno dei temi centrali e &nbsp;riguarda anche il ruolo che ha svolto Foscolo a cominciare dall\u2019ode \u201cA Luigi Pallavicina\u201d e all\u2019ode \u201cBonaparte liberatore\u201d passando attraverso \u201cDell\u2019origine e dell\u2019ufficio della letteratura\u201d sino a toccare i suoi saggi su Petrarca, su Boccaccio, su Dante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 l\u2019impegno del Foscolo che emerge dalle \u201cUltime lettere di Jacopo Ortis\u201d che diventa il fulcro intorno al quale ruota la visione post illuminista e prettamente romantica e risorgimentale oltre che rivoluzionaria nell\u2019eresia. Su questi aspetti bisogna attentamente riflettere attraverso elementi filosofici, grazie ai quali si cerca di sottolineare come il Foscolo vada oltre l\u2019Illuminismo e segna l\u2019inizio di quella decadenza post rinascimentale sino a toccare l\u2019estetica e l\u2019inquietudine dannunziana.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti il legame tra Foscolo e D\u2019Annunzio \u00e8 uno dei perni fondamentali. Cos\u00ec il suo raccordarsi costantemente con Dante: \u201cChe Dante non amasse l\u2019Italia, chi vorr\u00e0 dirlo? Anch\u2019ei fu costretto, come qualunque altro l\u2019ha mai veracemente amata, o mai l\u2019amer\u00e0, a flagellarla a sangue, e mostrarle tutta la sua nudit\u00e0, s\u00ec che ne senta vergogna\u201d. Cos\u00ec il suo itinerario intorno a Petrarca.<\/p>\n\n\n\n<p>Petrarca viene vissuto come il poeta della lingua che rinnova in una modernit\u00e0 profonda: \u201cBench\u00e9 il Petrarca siasi studiato di ricoprire d\u2019un bel velo la figura di Amore, che greci e romani poeti ebbero vaghezza di rappresentar nudo; questo velo \u00e8 s\u00ec trasparente, che lascia tuttavia scernere le stesse forme. La distinzione ideale tra i due Amori deriv\u00f2 primamente dalle differenti cerimonie con cui gli antichi prestavano culto alla Venere Celeste, che presedeva a\u2019 casti amori delle zittelle e delle maritate, ed alla Venere Terrestre, riconosciuta divinit\u00e0 tutelare delle galanterie delle donne pi\u00f9 in voga a que\u2019 tempi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura e l\u2019opera di Ugo Foscolo, &nbsp;nato a Zante nel 1778 &nbsp;morto Turnham Green nel 1827 diventa il fulcro dell\u2019inquieto decadentismo e dell\u2019uomo completamente libero ed eretico che rompe gli schemi sia dell\u2019Illuminismo che del Romanticismo e si intaglia nella modernit\u00e0 del cuore dell\u2019uomo. Sull\u2019inquieto della modernit\u00e0 si scava tra i testi di Foscolo ed emerge un Foscolo nostro contemporaneo, anticipatore della tragedia \u2018nicciana\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Ulisse in costante fuga e non in viaggio. Una fuga esistenziale, metafisica e geografica. Ugo Foscolo \u00e8, infatti, &nbsp;un eretico rivoluzionario. Il dolore dell\u2019inquietudine non \u00e8 solo tra le sue pagine. \u00c8 &nbsp;soprattutto nel sua vita di costante Ulisse in fuga che intreccia il senso e della tragedia e la tragedia della storia. La storia \u00e8 nella lingua dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Foscolo, come ebbe a dire De Sanctis, annuncia Leopardi. Lo dichiara sia sul piano delle realt\u00e0 semantiche sia su un versante di una lingua considerata come vera metafisica di un vocabolario in il concetto di parola scava nel dimensione dei linguaggi: \u201cNel dare principio alla serie de\u2019 discorsi intorno alla storia letteraria ed a\u2019 poeti d\u2019Italia, giudico cosa necessaria, quantunque forse non dilettevole, di premettere l\u2019opinione mia su l\u2019origine della poesia fra gli uomini.T utti i ragionamenti su la poesia in generale, e quindi tutti i giudizj intorno alle qualit\u00e0 ed ai gradi di merito di ogni poeta di tutte le et\u00e0, e gl\u2019infiniti canoni e teorie degli antichi retori e de\u2019 moderni metafisici si sono sempre fondate su l\u2019osservazione, \u00abche l\u2019uomo \u00e8 animale essenzialmente imitatore, e l\u2019origine della poesia manifestamente ed unicamente ritrovasi nella naturale tendenza che l\u2019uomo ha di riprodurre ogni cosa per mezzo d\u2019imitazioni.\u00bb Da questa osservazione, che realmente trovasi in Aristotile, sgorg\u00f2 la conseguenza che gli fu attribuita, e commentata in mille volumi, \u00abche la poesia non \u00e8 che imitazione della natura, e che i poeti eccellenti sono soltanto quelli da\u2019 quali la natura \u00e8 fedelmente imitata.\u00bb\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 porta il viaggio foscoliano verso una eredit\u00e0 che \u00e8 fortemente dentro la visione della filosofia dei linguaggi. Odi e Sonetti sono il sublime. I Sepolcri sono la memoria e l\u2019attraversamento del senso di morte che resta nel presente. Jacopo Ortis \u00e8 il personaggio del tragico nella melanconia.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliot nei suoi \u201cQuattro quartetti\u201d recita: \u201cNoi moriamo con quelli che muoiono:\/ecco, essi partono e noi andiamo con loro.\/Noi nasciamo con i morti:\/ecco, essi tornano e ci portano con loro\u201d. In Eliot vive Foscolo oltre Dante e il viaggio nel regno delle \u201cstelle\u201d. Perch\u00e9 Eliot \u00e8 tempo e morte, come nel righello paudiano del viaggio: \u201cPentimenti sul passato, noja del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui \u00e8 commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui Ortis \u00e8 necessit\u00e0 ma anche virt\u00f9. In Eliot e Foscolo \u00e8 centrale il concetto virgiliano: \u201cStat sua cuique dies\u201d. Come si vive attraversando l\u2019Ecclesiaste. Ma \u00e8 Leopardi che non smette di spingere Foscolo verso Eliot e in Eliot non c\u2019\u00e8 il Dante dell\u2019esilio ma della perdita dell\u2019esilio in profumo di pellegrinaggio. Il Leopardi di \u201cDue cose belle ha il mondo: amore e morte\u201d, ovvero di \u201cConsalvo\u201d. Il Leopardi annunciato da Foscolo \u00e8 qui: \u201c\u00c8 purtroppo destino ineluttabile che il tempo distrugga ogni cosa nel suo fluire perenne\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La metafisica dell\u2019illusione si legge nella metafisica della nostalgia. In Foscolo \u00e8 il nostos una \u201cmalattia\u201d dell\u2019anima che sanguina nei versi dedicati al fretello e nel suo guardare lo sguardo di Teresa che non ha per\u00f2 gli occhi di Beatrice, mentre la morte \u201cincespica\u201d nel ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordare \u00e8 il viatico pi\u00f9 potente di ogni destino. Ricordare \u00e8 destino. Dimenticare \u00e8 destino. Foscolo sa che il ricordare \u00e8 l\u2019ontologia che allontana ogni finzione. Il tragico si fa pi\u00f9 scavante nella memoria e la morte diventa il vissuto nella vita che si cioncede al presente. Siamo Sepolcri che non smettiamo di avere sguardi. Le parole non possono essere cedute alla voce, ma agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio Foscolo \u00e8 il \u201cvizio\u201d che mi \u201ctrascina\u201d a Pavese. Dove l\u2019oltre \u00e8 soltanto il \u201cgorgo muto\u201d. Come Pavese, Foscolo resta l\u2019inattuale di un contemporaneo che aveva ben compreso la malattia della modernit\u00e0. Ovvero aveva ben compreso che siamo fatti di macerie e l&#8217;uomo non \u00e8 altro che un relitto che ha bisogno di solitudine. Da Itaca a Zacinto. Il greco Foscolo mor\u00ec di oblio dopo aver attraversato l&#8217;avventura di un&#8217;esistenza. Si chiuse nel suo destino.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Inquieti. Irregolari. Eretici. La letteratura non \u00e8 un narrare soltanto. \u00c8 un Pensiero nella catastrofe. 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