{"id":86266,"date":"2026-02-19T21:58:19","date_gmt":"2026-02-19T21:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86266"},"modified":"2026-02-19T21:58:46","modified_gmt":"2026-02-19T21:58:46","slug":"21-febbraio-giornata-internazionale-della-lingua-madre-dversita-i-processi-culturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86266","title":{"rendered":"21 febbraio. Giornata internazionale della lingua madre. Diversit\u00e0 I processi culturali"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-86272\" style=\"width:450px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187284-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; Radici e identit\u00e0. Lingua madre e&nbsp; diversit\u00e0. Restano un rapporto fondamentale soprattutto in quelle civilt\u00e0 in cui le convivenze tra eredit\u00e0, lingue e linguaggi creano non solo processi di confronto ma anche ricchezze tra culture. La lingua e le lingue sono il passato e il futuro, che gi\u00e0 si vive nel presente dei popoli e delle Nazioni. &nbsp;Il 21 febbraio si celebra la giornata internazionale della lingua madre. Processi letterari, dunque, e dimensioni etniche. Abitare una lingua, sosteneva Elias Canetti. \u00c8 &nbsp;su questo presupposto che il discorso sul rapporto prima citato si pone con delle riflessioni. Dall\u2019indifferenza alla nostalgia. Tra i segni e le memorie il tracciato \u00e8 un lungo ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Etnos-popolo. Tra etnie e scrittori. &nbsp;Ci sono processi culturali che si prestano ad una chiave di lettura in cui il valore antropologico e la \u201cmisura\u201d etno-linguistica offrono delle interpretazioni che hanno delle caratteristiche che penetrano il senso mitico simbolico delle civilt\u00e0. Il mito e il simbolo sono dominanti di un percorso certamente etnico che scava all\u2019interno di quelle dimensioni che si prestano ad un riscontro letterario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; La letteratura ha, chiaramente, modelli grazie ai quali \u00e8 possibile sostenere un rapporto sempre pi\u00f9 nevralgico tra la parola (meglio sarebbe dire codice delle parole) e i fattori che riguardano pi\u00f9 direttamente il sentimento della tradizione. Infatti l\u2019incastro antropologico che si vive nella letteratura \u00e8 un vissuto completamente dentro la storia delle comunit\u00e0, le quali sono comunque espressioni di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Quando si parla di minoranze etnico-linguistiche \u00e8 necessario ridefinire il senso e il tempo della loro presenza sul territorio ed \u00e8 proprio la letteratura, grazie a scrittori e viaggiatori che vi hanno sostato o hanno penetrato l\u2019anima del popolo attraverso uno scavo psicologico ed esistenziale del luogo, che ha gli strumenti per indagare nella stratigrafia di quella coscienza comunitaria dalla quale il sentimento della consapevolezza diventa realt\u00e0 identitaria pur in una visione in cui il concetto di diversit\u00e0 resta fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; L\u2019indifferenza nei confronti della diversit\u00e0 dei popoli \u00e8 una sovrastruttura che non ci allontana dal problema reale perch\u00e9 in fondo \u00e8 proprio da questa che il rapporto parola tradizione non assume uno spessore dissolvente ma ci mette a contatto non tanto o non solo con le eredit\u00e0 ma soprattutto con la nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il passaggio dalla &nbsp;indifferenza alla nostalgia non \u00e8 soltanto un fenomeno culturale. \u00c8 piuttosto un attraversamento non solo di valori ma di raggiungimento di quell\u2019ordine sancito dai sentimenti che portano a capire &nbsp;le matrici dell\u2019appartenenza. E se si volesse ancora insistere su questo dato non si potrebbe che aggiungere che il passaggio dalla indifferenza alla nostalgia \u00e8 sancito proprio da una metafora indissolubile che \u00e8 quella del mito-simbolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Nella letteratura il tracciato della metafora del viaggio \u00e8 costantemente legato ad alcuni elementi principali: quello della terra, ovvero del riferimento ad una terra, quello &nbsp;del sentimento dello straniero, quello del vivere continuamente come se si aspettasse sempre un ritorno. Il saggio che qui si presenta \u00e8 un progetto per capire il valore e il senso di un rapporto tra modelli etnici e letteratura, tra luoghi e scrittori.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; La letteratura, da questo punto di vista, lacera le croste della indifferenza per far approdare l\u2019uomo e le civilt\u00e0 ad un porto. Gli scrittori e i poeti sono quelli che maggiormente hanno viaggiato, da naufraghi e da pellegrini, nell\u2019etnos di una civilt\u00e0. E riferendosi in modo particolare a quelle culture minoritarie e a quegli scrittori che hanno abitato i luoghi che presentano realt\u00e0 etniche ben contraddistinte la dimensione-visione del tempo-spazio nel gioco di quelle immagini metaforiche resta un dato nevralgico per sottolineare una interpretazione che non pu\u00f2 essere letta soltanto come dato folcloristico ma la funzione puramente letteraria assume una struttura significativa e indelebile.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Qual \u00e8 in fondo il dato meditativo di questo confronto? \u00c8 appunto il trasporto che va da quella che abbiamo chiamato indifferenza &nbsp;alla nostalgia. Possono anche non essere constatazioni concrete in quanto si lavora e si opera anche intorno a modelli percettivi. Nel catturare l\u2019indifferenza nei confronti di una civilt\u00e0 altra si cerca non solo di indagare il perch\u00e9 ma anche di capire il sentimento stesso dell\u2019indifferenza. Il pi\u00f9 delle volte l\u2019indifferenza &nbsp;\u00e8 dovuta alla non conoscenza e quindi alla &nbsp;non consapevolezza di una identit\u00e0 storica.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Quando viene meno &nbsp;la &nbsp;consapevolezza vengono &nbsp;meno i segni dell\u2019appartenenza. Ed ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario insistere su una pedagogia della consapevolezza dei luoghi e del valore etnico. Una volta introdotto un tale discorso nella temperie della consapevolezza il passaggio verso il sentiero della nostalgia diventa intrigante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Si ha &nbsp; nostalgia perch\u00e9 ci si rende conto dell\u2019appartenere ad una cultura che si trasmette tramite &nbsp;la tradizione. Ed allora \u00e8 qui che il dialogo tra tradizione ed &nbsp;identit\u00e0, nel segno appunto dell\u2019appartenenza, resta di una &nbsp;notevole importanza. Un altro fattore che gioca in questo passaggio \u00e8 naturalmente quello della lingua perch\u00e9 la lingua \u00e8 un veicolo di comunicazione ed essendo tale riesce a partecipare valori di senso &nbsp;grazie ad una griglia di elementi linguistici che ci portano dentro le matrici dell\u2019essere civilt\u00e0. Si ritorna dunque al concetto di fondo che \u00e8 quello del legame tra la lingua e la tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Pertanto la letteratura riesce a catturare questo legame nell\u2019immenso scenario dei simboli. In fondo raccontare una terra, un mare o un luogo in termini pi\u00f9 generali significa una proposta di immagini ma le immagini vanno lette e la lettura non \u00e8 sempre di facile approccio perch\u00e8 deve sapere imprigionare tali immagini con il sentimento dell\u2019essere e dell\u2019appartenere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il processo al quale si faceva riferimento all\u2019inizio si inserisce perci\u00f2 in una duplice entratura di leggibilit\u00e0. Una completamente etnica l\u2019altra profondamente letteraria. Noi cerchiamo di metterle insieme con la presenza di una meditazione sui temi in questione ma in modo particolare con l\u2019opera di quegli scrittori e di quei poeti che non hanno \u201cragionato\u201d sui luoghi ma li hanno, come si diceva, percepiti e soprattutto sentiti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Sentire un &nbsp;luogo &nbsp;non \u00e8 soltanto appartenere un luogo, ma \u00e8 anche viverlo con l\u2019intensit\u00e0 di una &nbsp;nostalgia che riesce ad avere senso solo se la letteratura &nbsp;ha la forza di porre in essere l\u2019umanesimo dell\u2019appartenenza stessa. Sia in un approccio linguistico sia in un raccordo di sentimenti con quella geografia del luogo che sostanzialmente, per uno scrittore, \u00e8 geografia dei suoni, dei linguaggi, delle memorie, dei ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Quindi \u00e8 una geografia della nostalgia. In un tale contesto la letteratura pu\u00f2 farsi, in questi specifici casi, etno-linguistica, etno-storia in un inserimento di quella estetica che pu\u00f2 diventare dissolvenza del reale per restare, nella stessa rappresentazione del reale, estetica della nostalgia. Etnos-popolo-civilt\u00e0. Qui l\u2019intreccio diventa una vera e propria metafisica dell\u2019anima. Si ritorna alla antica metafora. Abitare un paese, abitare una lingua. Si abita una lingua perch\u00e9 si vive una Nazione, come metafisica della storia e delle geografie, tra civilt\u00e0 e popoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni &nbsp; &nbsp; Radici e identit\u00e0. Lingua madre e&nbsp; diversit\u00e0. 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