{"id":86329,"date":"2026-02-20T15:38:24","date_gmt":"2026-02-20T15:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86329"},"modified":"2026-02-20T15:38:45","modified_gmt":"2026-02-20T15:38:45","slug":"a-dieci-anni-dalla-scomparsa-di-ida-magli-una-studiosa-scomoda-perche-poneva-una-domanda-scomoda-quid-est-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86329","title":{"rendered":"A dieci anni dalla scomparsa di Ida Magli. Una studiosa scomoda perch\u00e9 poneva\u00a0 una domanda scomoda: Quid est verita"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-86330\" style=\"width:396px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000187543-150x113.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Marilena Cavallo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ida Magli ci lasciava dieci anni. Il 21 febbraio del 2016. A dare la notizia della morte fu Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale degli Italiani (dove la Magli, per sua volont\u00e0 riposa). Nel 1996 Guerri aveva scritto con la Magli il libro: \u00abPer una rivoluzione italiana\u00bb. Ma con lei ha collaborato per altri testi e cura ora la sua opera con introduzioni ad altri libri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dare la notizia Giordano Bruno Guerri disse: \u00ab\u00c8 morta a casa sua, serena e lucida accanto al figlio. Si era rotta il femore alcune settimane fa. L&#8217;intervento era andato bene ma era molto depressa perch\u00e9 pensava di non poter essere pi\u00f9 indipendente\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 20 e 21 settembre 2025 \u00e8 stato ricordato il suo centenario della nascita proprio al Vittoriale con un seminario di due giorni e contributi di docenti e amici che con lei hanno avuto rapporti culturali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quella occasione, era nata appunto nel 1926,&nbsp; abbiamo presentato il volume firmato da me e Pierfranco Bruni: \u00abIda Magli. Cercatrice di verit\u00e0\u00bb con introduzione di Guerri e scritti di Annarita Miglietta, Francesco Iannello, Silvia Gambadoro e Mimma Cucinotta, Micol Bruni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Del seminario sono in uscita gli Atti con le relazioni delle due giornate. Ma oggi cosa ricordare di Ida Magli? Sul tema dell&#8217;Europa e della identit\u00e0 italiana si \u00e8 discusso ampiamente. Voglio qui sottolineare alcuni aspetti che riguardano i suoi interessi sulla religiosit\u00e0 e sulla antropologia religiosa come nei suoi testi su Ges\u00f9, &nbsp;su Maria, su Santa Teresina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vera problematica centrale ruotava intorno al concetto di verit\u00e0. Infatti parto da un interrogativo che Ida Magli si \u00e8 spesse volte chiesto. \u201cPilato chiede a Ges\u00f9: Quid est veritas?\u201d. \u201cChe cos\u2019\u00e8 la verit\u00e0?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Troviamo queste parole nel testo evangelico di Giovanni 18, 38. E\u2019 Pilato a pronunciare questa domanda in un momento carico di tensione: ha appena interrogato Ges\u00f9 e non<\/p>\n\n\n\n<p>trova solide ragioni per condannarlo, ma deve comunque<\/p>\n\n\n\n<p>dare una risposta politica ai quesiti dei sommi sacerdoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo \u201cChe cos\u2019\u00e8 la verit\u00e0?\u201d suona come un gesto di<\/p>\n\n\n\n<p>stanchezza, pi\u00f9 che come un\u2019autentica ricerca filosofica. In<\/p>\n\n\n\n<p>questo senso la domanda rivela la frustrazione del delegato romano, che ricopriva la carica di prefetto della Giudea,<\/p>\n\n\n\n<p>possedeva e esercitava il potere di giudicare, ma non necessariamente quello di comprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>La focalizzazione, messa a punto nella risposta di Ges\u00f9,<\/p>\n\n\n\n<p>inquadra la verit\u00e0 non come concetto astratto da definire a<\/p>\n\n\n\n<p>parole, al contrario la Veritas \u00e8 una persona da incontrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 stesso aveva dichiarato di essere \u00abla via, la verit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>e la vita\u00bb, come riporta lo stesso evangelista Giovanni in<\/p>\n\n\n\n<p>14, 6.<\/p>\n\n\n\n<p>Un messaggio, foriero di tante conseguenze, quello che<\/p>\n\n\n\n<p>il \u201cgenio\u201d di Ges\u00f9 pronuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>In tal senso la sua verit\u00e0 si sposta su un altro piano e si<\/p>\n\n\n\n<p>propone come cammino, relazione e scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo interrogativo forte \u00e8 stato il punto di domanda,<\/p>\n\n\n\n<p>che si \u00e8 imposto alla mia attenzione durante l\u2019incontro e la<\/p>\n\n\n\n<p>conoscenza di Ida Magli, avvenuti attraverso la lettura di<\/p>\n\n\n\n<p>alcuni suoi testi.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua mente lucida nell\u2019analisi e la sua lingua schietta&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>mi hanno imposto di affinare uno \u201csguardo altro\u201d in nome di<\/p>\n\n\n\n<p>quella, che lei stessa definiva \u201cforza straordinaria del sapere: potersi porre problemi antichi con interrogativi nuovi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua \u00e8 una ricerca profonda e senza filtri, che si avventura in un percorso di studio \u201cforte\u201d, in cui il dubbio diviene il mezzo per penetrare oltre le apparenze, per scavare<\/p>\n\n\n\n<p>in profondit\u00e0 e lasciarsi sorprendere da nuove interconnessioni e domande inedite.<\/p>\n\n\n\n<p>Comprendere diviene un atto ribelle contro la stagnazione del pensiero tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi saggi, infatti, Ida Magli utilizza un linguaggio<\/p>\n\n\n\n<p>provocatorio, per smascherare le verit\u00e0 ovvie, facendo luce<\/p>\n\n\n\n<p>sulle contraddizioni e le ombre nascoste dietro le convenzioni. In quest\u2019ottica, la sua indagine antropologica diventa<\/p>\n\n\n\n<p>un invito a non accettare passivamente la realt\u00e0 cos\u00ec come<\/p>\n\n\n\n<p>appare, ma a comprenderla, rimuovendo i veli \u201ctabuistici\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>che oscurano la complessit\u00e0 dell\u2019essere e del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo metodo di interrogazione apre spazi di riflessione dove ogni idea si trasforma in un punto di partenza per<\/p>\n\n\n\n<p>ulteriori investigazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La studiosa sceglie di andare \u201coltre\u201d, indaga attivamente le radici culturali, i miti e le narrazioni che formano questa identit\u00e0 e non si limita a svelare la superficialit\u00e0 delle<\/p>\n\n\n\n<p>definizioni predefinite.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua scelta \u00e8 operare tra filosofia e antropologia, conducendo un\u2019indagine altrettanto coraggiosa, spingendosi a<\/p>\n\n\n\n<p>interrogarsi su cosa sia realmente l\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi testi la sua analisi, fatta di dialogo tra diverse<\/p>\n\n\n\n<p>posizioni brilla per il coraggio delle idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo percorso invita a distruggere i limiti dell\u2019ovvio<\/p>\n\n\n\n<p>per accogliere una complessit\u00e0 che, pur sfuggente, arricchisce la nostra comprensione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esplorare i filtri che plasmano la nostra percezione<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019Occidente e della nostra identit\u00e0 porta la Magli ad ap-<\/p>\n\n\n\n<p>plicare il metodo della ricerca sul campo, per guardare alla<\/p>\n\n\n\n<p>cultura cristiana e cattolica occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antropologa si avventura nel terreno complesso delle costruzioni storiche, linguistiche e ideologiche che, nel<\/p>\n\n\n\n<p>tempo, hanno fissato dei confini apparentemente naturali,<\/p>\n\n\n\n<p>ma in realt\u00e0 costruiti. Questi filtri si presentano come narrazioni condivise, sistemi di pensiero e istituzioni che, con la<\/p>\n\n\n\n<p>loro forza consolidata, limitano la nostra visione a categorie<\/p>\n\n\n\n<p>spesso restrittive e convenzionali. L\u2019Occidente, per esempio, \u00e8 definito attraverso una retorica che esalta trionfi, valori ereditari e modelli di progresso, trascurando le tensioni<\/p>\n\n\n\n<p>interne, le contraddizioni e le influenze plurali che lo hanno<\/p>\n\n\n\n<p>modellato. Queste narrazioni nell\u2019immaginario collettivo,<\/p>\n\n\n\n<p>agiscono da filtro privilegiato, riproducendo modelli unidimensionali di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso linguaggio, con le sue terminologie e categorizzazioni, funge da filtro che codifica la realt\u00e0. Il modo<\/p>\n\n\n\n<p>in cui parliamo dell\u2019identit\u00e0 culturale contribuisce a fissare<\/p>\n\n\n\n<p>modelli che, pur facilitando la comunicazione, limitano il<\/p>\n\n\n\n<p>campo delle interpretazioni possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Le istituzioni, le tradizioni e gli stereotipi culturali impongono una visione dell\u2019Occidente, che tende a escludere o marginalizzare voci e prospettive alternative. Questo<\/p>\n\n\n\n<p>meccanismo di esclusione rende difficile il riconoscimento<\/p>\n\n\n\n<p>della complessit\u00e0 e della fluidit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 culturale, imponendo una \u201cverit\u00e0\u201d, ormai consolidata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dubbio scientifico della Magli diventa, in questa cornice, un atto radicale di liberazione. Come strumento critico,<\/p>\n\n\n\n<p>esso non si limita a demolire le certezze apparenti, ma apre<\/p>\n\n\n\n<p>uno spazio in cui le categorie tradizionali possono essere<\/p>\n\n\n\n<p>riconsiderate e trasfigurate. Ida Magli con la leva del suo<\/p>\n\n\n\n<p>pensiero apre il dialogo con altre culture, per riconoscere la<\/p>\n\n\n\n<p>molteplicit\u00e0 delle voci e disfare i preconcetti che limitano<\/p>\n\n\n\n<p>la nostra comprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora oggi la potente richiesta \u201cChe cos\u2019\u00e8 la verit\u00e0?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>assume nuove sfumature nell\u2019epoca dei social e delle<\/p>\n\n\n\n<p>post-verit\u00e0. Essa non si limita a un enunciato fattuale, ma si<\/p>\n\n\n\n<p>realizza attraverso un legame personale e trasformativo lanciato provocatoriamente dal messaggio dell\u2019uomo-Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo realmente travolti da una miriade di informazioni, a volte contraddittorie, da versioni multiple di un<\/p>\n\n\n\n<p>fatto e da un diffuso relativismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda di Pilato pu\u00f2 e deve ricordarci ancora che<\/p>\n\n\n\n<p>la verit\u00e0 richiede radici profondamente umane: impegno a<\/p>\n\n\n\n<p>verificare le fonti, disponibilit\u00e0 al dialogo, integrit\u00e0 morale<\/p>\n\n\n\n<p>e, soprattutto, onest\u00e0 nel riconoscere i propri limiti.<\/p>\n\n\n\n<p>La Magli intuisce che \u201cGes\u00f9, nel momento in cui dichiara che la salvezza \u00e8 gi\u00e0 giunta, \u00e8 apparentemente dentro<\/p>\n\n\n\n<p>la sua cultura, ma in realt\u00e0 se ne serve per uscirne. Compie cos\u00ec, almeno in parte, un\u2019operazione simile a quella che<\/p>\n\n\n\n<p>di solito compie il genio (&#8230;) trascrive in un altro codice i<\/p>\n\n\n\n<p>valori fondamentali della cultura e li ritrasmette in forma<\/p>\n\n\n\n<p>simbolica come messaggio al gruppo; il gruppo li pu\u00f2 comprendere meglio attraverso un codice diverso, in un modo<\/p>\n\n\n\n<p>che non \u00e8 pi\u00f9 ovvio\u00bb, e che gli permette perci\u00f2 di oggettivarlo e quindi di superarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa l\u2019operazione tipica del genio, sia questi un genio<\/p>\n\n\n\n<p>nella scienza, nell\u2019arte, nella filosofia; il gruppo \u00e8 chiamato,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 incitato, attraverso la decodificazione di ci\u00f2 che sembrava<\/p>\n\n\n\n<p>inamovibile perch\u00e9 ovvio e inconsapevole, a spostarsi su un<\/p>\n\n\n\n<p>altro confine, su un diverso livello culturale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui la sua lettura della \u201cattualit\u00e0 del Nazareno\u201d. Una attualit\u00e0 che entra nel nostr9 contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marilena Cavallo Ida Magli ci lasciava dieci anni. Il 21 febbraio del 2016. 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