{"id":86990,"date":"2026-03-07T19:50:31","date_gmt":"2026-03-07T19:50:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86990"},"modified":"2026-03-07T19:50:31","modified_gmt":"2026-03-07T19:50:31","slug":"tra-tommaso-e-bonaventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=86990","title":{"rendered":"TRA TOMMASO E BONAVENTURA.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>FRANCESCO. IL CANTICO DELLA LUCE\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-86991\" style=\"width:493px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000197358-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Mi trovo ad Assisi. Come ogni anno sulle tracce di Francesco. Rivelazioni che diventano segno di una sempre Rigenerazione della Gioia. Ho riletto le Vite di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio. Poco importano le date in un libro di emozioni rinnovate, di pensieri, di riflessioni. Qualche dettaglio soltanto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parto, comunque, dal presupposto che le date non sono chiodi. Sono impronte lasciate dal cammino. Si custodiscono come semi non come pietre.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso da Celano scrive la prima vita quando la ferita di Francesco \u00e8 ancora esposta. Tra il 1228 e il 1229. Il papa chiede a Tommaso di raccogliere i granelli prima che il vento li porti via. Infatti Tommaso, come cronista, va tra i compagni vivi e ascolta il balbettio della memoria. Scrive con mano che trema perch\u00e9 la carne dell\u2019amico \u00e8 ancora recente. Tra il 1246 e il 1247 scrive la seconda vita e raccoglie episodi che non aveva osato scrivere prima. Nel 1257 traccia il libro dei miracoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente Bonaventura da Bagnoregio scrive quando la ferita si \u00e8 fatta icona. Si \u00e8 tra il 1260 e il 1263.<\/p>\n\n\n\n<p>il ministro generale riceve incarico di ordinare la memoria. La sua \u00abLegenda Maior\u00bb nasce come architettura e come scala perch\u00e9 i frati possano abitare Francesco senza perdersi nel solo calore del ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Bonaventura compila dopo Tommaso. Compila, per usare una metafora, quando la terra dei testimoni oculari si \u00e8 fatta pi\u00f9 sottile. Tommaso scrive vicino al fuoco che scotta. Bonaventura scrive vicino alla lampada che disegna.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi custodiscono lo stesso uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno ne raccoglie il respiro corto. L\u2019altro ne traccia il respiro lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le date, in fondo, restano l\u00ec non come sentenza e come segno che la memoria ha bisogno di pi\u00f9 mani e di pi\u00f9 stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio umbro che sapeva di fieno tagliato e di inchiostro mi sono trovato a pensare alle due vite di Francesco. Quella scritta da Tommaso da Celano e quella scritta da Bonaventura da Bagnoregio come si pensa a due fiumi che nascono dallo stesso monte e arrivano allo stesso mare con acque diverse per sapore e per luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso da Celano immagino che abbia scritto con le mani che hanno toccato la lana ruvida del saio e con le orecchie che hanno sentito il balbettio della preghiera nella stalla di Rivotorto.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti la sua vita \u00e8 un racconto di granelli di polvere, un elenco di gesti piccoli il giorno che Francesco lav\u00f2 le scodelle, il giorno che chin\u00f2 la testa davanti al lebbroso, il giorno che chiam\u00f2 sorella la morte senza enfasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso sembra camminare rasente alla terra raccogliendo fatti come si raccolgono olive cadute non per fame ma per non sprecare nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo Francesco \u00e8 un ragazzo che rideva con i poveri, che aveva paura dei libri che amava le bestie perch\u00e9 non gli chiedevano spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 \u00e8 una ferita esposta, la libert\u00e0 \u00e8 spogliarsi davanti al padre, la santit\u00e0 \u00e8 un corpo che sente freddo e sonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso non vuole insegnare. Vuole piuttosto testimoniare. Teme che se non scrive i testimoni porteranno via i particolari come il vento porta via i semi.<\/p>\n\n\n\n<p>Bonaventura da Bagnoregio, invece, scrive pi\u00f9 tardi, ovvero quando la ferita si \u00e8 fatta gi\u00e0 icona. Scrive con mani abituate al tavolo e alla lampada con occhi che hanno letto Agostino e Dionigi. La sua vita \u00e8 un disegno architettonico un itinerario dell\u2019anima che sale dal sensibile all\u2019intelligibile. Il suo Francesco \u00e8 maestro del viaggio interiore, un segno cosmico, uno specchio della Croce. Non nega i fatti. Li trasfigura. Il lupo di Gubbio non \u00e8 solo un lupo. \u00c8 la violenza che si placa davanti all\u2019amore. La spogliazione non \u00e8 solo davanti al vescovo. \u00c8 spoliazione dell\u2019io e la nudit\u00e0 diventa schema.<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 \u00e8 legge dell\u2019essere e l\u2019obbedienza \u00e8 ordine che rispecchia Dio. Vuole proporre una vera e propria scuola. Una strada segnata perch\u00e9 i frati non si perdano nell\u2019emozione e perch\u00e9 la gente comune possa abitare quel fuoco senza bruciarsi (nelle) le parole. Ascolta il respiro lungo di Francesco, ovvero quello che diventa canto nelle volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso sta con il ragazzo che ride.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bonaventura sta con il simbolo che regge secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno dei due, per\u00f2, mente. Vedono con occhi diversi perch\u00e9 amano allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino ancora Tommaso camminare nei campi con un sacco di appunti raccolti da testimoni ancora vivi e sente l\u2019odore della minestra dei lebbrosi e annota che Francesco una volta pianse per un agnello dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino Bonaventura che chiude la finestra dello studio, traccia una linea tra povert\u00e0 e sapienza, scrive che Francesco \u00e8 \u00abalter Christus\u00bb perch\u00e9 chi legge non si accontenti dell\u2019aneddoto ma cerchi il disegno. Divino.<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso teme che il disegno diventi muro. Bonaventura teme che l\u2019aneddoto resti polvere.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza \u00e8 anche di postura. Tommaso si inginocchia e raccoglie. Bonaventura si alza e mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi servono lo stesso uomo: uno ne tiene la mano calda, l\u2019altro ne accende la lampada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uso dunque metafore.&nbsp; La mia vita tutta \u00e8 metafora. Soprattutto in questi viaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sono stati realmente Tommaso e Bonaventura?<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso da Celano \u00e8 nato a Celano (Abruzzo) intorno al 1190-1200 e morto a Tagliacozzo (Val de&#8217; Varri) verso il 1260-1270. Fu un frate francescano. Infatti fu il primo biografo di San Francesco. Scrisse la \u00abLegenda prima\u00bb 1228-29, e la \u00abVita seconda\u00bb 1246-47 con il \u00abTrattato dei miracoli\u00bb 1252-53. Entr\u00f2 nell&#8217;ordine francescano verso il 1215. Scrisse anche altre biografie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bonaventura da Bagnoregio nasce, intorno al 1217-1221, a Civita di Bagnoregio. Mor\u00ec il 15 luglio 1274 a Lione. Scrisse la \u00abLegenda Maior\u00bb e la \u00abLegenda Minor\u00bb intorno al 1260-1263, con l&#8217;obiettivo, da parte dell&#8217;Ordine, di uniformare le vite del santo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da precisare che \u00abLegenda Maior\u00bb venne redatta tra il 1260 e il 1263 e approvata dal Capitolo Generale di Pisa nel 1263.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo di Bonaventura sottolinea l&#8217;importanza di Francesco come Perfezione. C&#8217;\u00e8 da dire che Bonaventura venne nominato Ministro Generale dell&#8217;ordine francescano. Fu cardinale e teologo e conosciuto come \u00abDottore Serafico\u00bb.&nbsp; Una visione profondamente profetica che caratterizza ancora oggi il nostro tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FRANCESCO. 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